Ma le Province non Erano da Abolire?

Quando queste righe saranno sotto gli occhi dei lettori de l’Isola saranno in corso le elezioni amministrative di questo travagliato 2011. Le elezioni riguardano comuni e province. Queste ultime, secondo i programmi e le promesse della scorsa campagna elettorale, andavano abolite perché considerati enti inutili ma soprattutto costosi e funzionali solo a soddisfare le richieste della macchina clientelare che al Sud continua ad avere grande consenso.

Oltre al Pdl anche il Pd, che nel 2008 era capeggiato da Walter Veltroni, era favorevole all’abolizione delle province. Se ne parlò tanto, ma solo fino a qualche giorno dopo la vittoria dell’attuale maggioranza. Sono bastati pochi giorni per concentrare le attività parlamentari sulle leggi che il Governo propose in tema di giustizia: dalla blocca processi fino al lodo Alfano.

Qualche progetto di legge in verità è depositato negli archivi della Camera dei Deputati, ma a quanto pare è bene anche per la stabilità del Governo che lì ci rimanga. È noto infatti che Umberto Bossi e quindi la Lega Nord non sia affatto favorevole all’abolizione delle province. Guai a chi tocca Bergamo, altrimenti “succede la guerra civile”. Questo è stato il commento di Bossi un po’ di tempo fa quando i finiani proposero di eliminare le province.

Ora che l’area finiana si è staccata dal Pdl formando Futuro e Libertà è sicuramente molto più facile per Berlusconi gestire la questione. Come? Non parlandone più evitando di creare qualche mal di pancia ai leghisti o al ministro Giulio Tremonti.

Quello che stupisce insomma è la non coerenza tra le proposte, promesse e i fatti. In questa tornata elettorale entra nel mondo politico il Movimento a Cinque Stelle che ha fatto molto discutere per i modi e per i candidati. Non perché pregiudicati, indagati o chissà, ma perché come per il caso di Mattia Calise, i candidati del Movimento sono giovani, senza esperienza politica e portano delle idee fondate sulla democrazia diretta. Staremo a vedere se questo “virus” per dirla alla Beppe Grillo sarà in grado di cambiare dal basso la politica, ma una cosa è certa: il Movimento ha partecipato alle elezioni provinciali amministrative in perfetta sintonia coi primi due punti del programma, e cioè abolizione delle province e accorpamento dei comuni sotto i 5 mila abitanti. Eppure, nonostante gli altri partiti si siano sempre dichiarati a favore dell’eliminazione di questi enti, alla fine finisce che continuano a partecipare.

 

Pubblicato da

Damiano Zito

PhD Student e Ingegnere Elettrico. Blogger su il Fatto Quotidiano. Appassionato di tecnologia ed utente Android. Attualmente vivo a Roma. Sul mio blog riverso pensieri, opinioni, collaborazioni e quando capita anche esperienze personali. Mi piacciono la cucina e i vini italiani.

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