Su La Russa, Pisapia, la Moratti e la Campagna Elettorale del Pdl a Milano

Ieri sera ho visto La Russa a Ballarò sbraitare contro Bersani, Pisapia e tutto il noto covo di terroristi a suo sostegno, dicendo una serie di fesserie tale per cui mi è aumentata la pressione arteriosa e la quantità di bile prodotta dal mio fegato.

Di solito non seguo molto la televisione, tranne che per qualche approfondimento politico, e in queste ultime tre o quattro settimane non ho seguito alcun programma e confesso di essermi sentito molto ma molto meglio. Non sono rimasto disinformato, mi sono cercato le notizie, che (non dirò niente di nuovo) non sono rincuoranti per molti di noi e tutto sommato ho trascorso le mie giornate a risolvere quelle piccole difficoltà quotidiane che in confronto a quelle di un intero Paese sono bazzecole.

Un italiano medio, quello che non legge i giornali e lavora (in Italia si legge poco) al massimo ascolta la radio per le notizie flash e poi la sera guarda il tg1 di Minzolini che assieme agli altri telegiornali cosiddetti “amici” hanno trasformato l’informazione in propaganda.

E in tempi di elezioni è importante il messaggio. Il risultato del primo turno delle elezioni ha decisamente dato un duro colpo al Pdl e, bisogna dirlo, non si vedeva da tempo una campagna elettorale pessima e ad effetto boomerang per Berlusconi e i suoi. Cosa cui è sempre stato abituato il Pd, che – sempre per la cronaca – non è riuscito ugualmente a superare il Pdl a Milano che però ora rischia di perdere Milano: la città che ha partorito il berlusconismo.

Tornando a La Russa, ieri sera mi sono indignato perché mi sono reso conto che il centrodestra, in evidente difficoltà, sta praticamente sfoggiando le stesse armi utilizzate per vincere le politiche del 2008. Ovvero quelle della Lega contro i clandestini, zingari, rom e non so quale altra etnia. In altre parole ancora stanno parlando alla pancia della gente incerta e impaurita o creano paure qualora non ci fossero e tentano il tutto per tutto dopo la prima fase devastante della campagna per la Moratti.

Ho notato infine che Berlusconi – (anche suo il “merito” del calo del Pdl) – ha cambiato look e dopo il silenzio di almeno tre giorni dopo il duro colpo milanese, ha tolto la cravatta e ha ripescato dall’armadio la solita camicia blu scuro tenendo il collo aperto per apparire più giovane e sciolto. Sono messaggi comunicativi che solo un esperto del suo calibro sa dosare, anche se a quanto pare più passa il tempo più quel “Grande Comunicatore” sembra perdere colpi.

 

 

Pubblicato da

Damiano Zito

PhD Student e Ingegnere Elettrico. Blogger su il Fatto Quotidiano. Appassionato di tecnologia ed utente Android. Attualmente vivo a Roma. Sul mio blog riverso pensieri, opinioni, collaborazioni e quando capita anche esperienze personali. Mi piacciono la cucina e i vini italiani.

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