Vecchio Professore Cosa Vai Insegnando?

Provate a confrontarvi con uno studente di una università straniera o con qualcuno che ha approfittato del programma Erasmus per andare a studiare in una università europea. Il risultato sarà il racconto di un mondo completamente diverso e dove l’università è degna di essere chiamata tale. Strutture bellissime, aule attrezzate e nessun banco rotto. Lavagne luminose, proiettori e laboratori attrezzati, ma soprattutto utilizzati.

La storia che vi racconteranno potrà sembrare quella appena uscita da un film ma è pura realtà. Perché nelle nostre facoltà i professori utilizzano ancora i vecchi lucidi, o chi invece ha perso la voglia di scrivere alla lavagna ha sostituito tutto con qualche file power point da proiettare agli studenti stando seduti dietro una cattedra. Questo perché (laddove c’è l’uso della tecnologia), i professori non hanno ben inteso che le slide servono solo da supporto per la lezione, che la lavagna è lì a posta per scrivere quello che oggi viene omesso e che prima veniva trattato, mentre adesso gli studenti sono costretti a stampare montagne di carta per studiare su un file che dice poco o nulla.

Certo, la differenza non la fa il proiettore più costoso, perché alla fine ciò che conta è lo studio che però potrebbe essere rafforzato e completato con l’ausilio dei computer ormai potentissimi calcolatori che possono migliorare l’apprendimento almeno per gli esami applicativi.

Invece le aule adibite ad uso informatico sono incapaci di ospitare tutti gli studenti di un corso ma è altrettanto vero che oggigiorno quasi tutti posseggono un computer portatile.

Per non parlare dell’utilizzo del web che se ne fa dentro le nostre università. Capita infatti che la pagina web di un professore diventi un semplice deposito di slide (piene di errori e mai corretti), mentre vengono sottovalutati gli strumenti che la rete oggi ci mette a disposizione. E capita pure di non trovare informazioni sul corso tenuto.

Mentre fuori c’è chi organizza lezioni via Skype, chi le registra e le fornisce agli studenti e chi stimola ne la creatività mediante l’utilizzo di risorse per produrre contenuti.

Quando capiremo tutte queste potenzialità forse saremo già proiettati in un futuro con più spazio per i giovani. Nel frattempo dobbiamo fare i conti con la realtà quindi per il momento ci teniamo il banco rotto e soprattutto ci ricordiamo che abbiamo un conto da pagare, ovvero quello di riforme che continuano a tagliare e a non investire sul nostro futuro. Riprendiamocelo.

PS: Anche in Italia per fortuna abbiamo valide (seppur poche) eccezioni!

 

Questo articolo è stato pubblicato su L’Isola – quindicinale siciliano

Photo Credits | giulia.forsythe

Pubblicato da

Damiano Zito

Ingegnere Elettrico e Dottore di Ricerca. Appassionato di tecnologia ed utente Android. Ho vissuto 10 anni a Roma. Su questo blog ho riversato pensieri, opinioni, collaborazioni ed esperienze personali. Quello che leggi può essere stato scritto ormai qualche anno fa.

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