C’è il nero. L’ombra si confonde, non sa chi seguire.
Da un buco una luce, per un attimo l’ombra si allunga.
Il tempo però si è fermato, l’ombra lentamente si riaccorcia. Sparisce.
Il fuoco punge la carne. Il nero si colora. Porpora!
La pioggia cancellerà la porpora sul tappeto ruvido,
si infiltrerà nelle pieghe. Scaverà.
Il vento, invece, porterà via l’odore acre,
lo spargerà nell’aria e lo mescolerà con gli altri odori.
Il sole asciugherà le pozze umide e annullerà il nero.
Tornerà il bianco, ma mancherà qualcosa.
Non trovo una giustificazione.
Lo Stato è stato. O non è mai stato.



3 commenti
“Dassami gridari, sta vuci non la pozzu cchiù fermari” | il Blog di Damiano Zito dice:
dic 13, 2009
[...] riuscito a riunire più di duemila anime per ricordare un ragazzo ammazzato, sembrerebbe, per una vendetta trasversale di mafia. Sono arrivati da ogni angolo della Piana e anche dalla Locride i ragazzi. Per [...]
domenico dice:
dic 11, 2009
ciao damia sono domenico di bova…che dire….uno strazio certe barbarie sono insopportabili…lo stato? ma quale stato—i giornali hanno dato piu spazio alla condanna di fabrizio corona che alla morte di un diciottenne—se nn esiste nemmeno l informazioni figurati lo stato
Lorena dice:
dic 7, 2009
Lo stato non c'è mai stato!! Perchè???Perchè???