
“Abbeverati di disinformazione“, così sono gli italiani. La frase coglie nel pieno e sarebbe credibile se non fosse detta dal premier Silvio Berlusconi. Effettivamente i milioni di italiani che pensano che il tg1 sia un servizio pubblico e che le vicende che hanno interessato il premier sia un affare tutto privato, ovvero gossip, sono più che abbeverati di disinformazione, anzi di non-informazione.
Di recente l’Antitrust è intervenuta per una «posizione dominante», non quella di Berlusconi ovviamente, ma di Google. Secondo le denunce della Fieg ((Federazione italiana degli editori dei giornali) l’algoritmo che usa google per indicizzare le notizie è poco trasparente. Altro che l’algoritmo minzoliniano!
A nulla importa se le nomine rai vengono svolte a casa di Silvio Berlusconi, infatti per comodità si svolgono a Palazzo Grazioli. A nulla importa se Fiorello deve passare a Sky e viene chiamato dal presidente del consiglio sempre a Palazzo Grazioli, e non importa ancora niente se invita a non comprare pubblicità sugli organi di stampa che contro di lui hanno un progetto eversivo, che pubblicano frasi non sue e il giorno dopo corregendosi scrivono che ha fatto marcia indietro.
La strategia è quella di sfiduciare il cittadino verso la stampa che non “appartiene” a lui (direttamente o indirettamente) e a un grande comunicatore come il nostro premier non può che far comodo che gli italiani considerino i tg e i giornali esclusivamente disinformativi, così anche se un giornale o un tg dà una notizia vera non gli si crede più e si finisce, perciò, col credere solo lui e il suo avvocato.
«Povera Italia, con un sistema informativo come questo!»
Ci vuole proprio una gran bella faccia tosta!


5 commenti
Damiano Zito dice:
set 4, 2009
la cosa paradossale è che una volta che repubblica fa 4 domande del cavolo sembra che nei suoi confronti ci sia chissa quale complotto!!
Francesco Scarcella dice:
set 4, 2009
più che altro fa una certa impressione vedere Berlusconi che demolisce la stampa e la stampa che è lì di fronte che continua a dire "ma i rapporti col vaticano?", "la lettera di boffo?"…..cazzo, ditegli che è un coglione!!!!!!!!
Damiano Zito dice:
set 4, 2009
Su questo nn c'è dubbio
Francesco Scarcella dice:
set 4, 2009
sì però è vero che la stampa italiana fa un po' pena…certo, Berlusconi la fa di più, ma a loro modo sono l'emblema di questa italietta…
Anonimo dice:
gen 1, 1970