Questa notte un centinaio di persone si sono fermate sotto la residenza del Presidente del Consiglio. Una veglia organizzata dopo che in Senato il Goveno ha ottenuto la fiducia sul ddl intercettazioni.

A mezzanotte minuto più, minuto meno, la polizia ha preso i nominativi di molti dei “manifestanti” che si trovavano in via del Plebiscito, da dove poi si sono diretti per andare a piazza Monte Citorio, sede della Camera dei Deputati, già teatro di presidi permanenti contro altre leggi vergogna.

Ieri sera ho visto il tg2 e poi, come di consueto, il notiziario di Rainews24 (che è il mio preferito) e devo dire che fa specie ascoltare i comunicati del sindacato dei giornalisti che dice ai cittadini che con questa legge non si saprà più niente su scandali, tangenti e quant’altro. Fa specie, perché è vero. E se il Presidente della Repubblica, pensa che chi lo inviti a non firmare parli «a vanvera» non vi è da stupirsi.

Ora il ddl andrà alla Camera, dove l’opposizione proporrà i suoi emendamenti. Spero solo che non sia il senatore Giampiero D’Alia a farlo, come gli ho sentito dire in televisione. Lui infatti è l’autore di quel famoso articolo 50-bis di cui tanto si parla in questi giorni, per fortuna però le mail che girano sono bufale, perché quell’articolo contenuto nel pacchetto sicurezza dello scorso anno del Governo, è stato cancellato. Introduceva il reato apologia  o istigazione a delinquere tramite mezzo internet, prevedeva multe salate, carcere e chiusura di siti o provider che non provvedevano al filtraggio dei contenuti.