Secondo il direttore di Libero, Maurizio Belpietro, la censura dei giornalisti in Italia esiste, ma solo per i giornalisti di centrodestra. Nel suo editoriale se la prende con il sindacato dei giornalisti, “un organismo che ormai è diventato espressione di una sola parte dei cronisti italiani, quelli di sinistra”, scrive Belpietro e poi con l’ordine della categoria.

La colpa dell’ordine dei giornalisti, sarebbe quella di avere espulso Renato Farina (il famoso agente Betulla che collaborava coi servizi segreti violando così la legge), e di aver aperto un nuovo procedimento contro Farina che ha continuato a scrivere anche senza tesserino.

Ma non basta, perché udite udite, ora l’ordine dei giornalisti potrebbe prendersela con Vittorio Feltri che pubblicava gli articoli di Farina con false informazioni. Lo stesso Feltri che ha accusato Dino Boffo di molestie telefoniche, dopo che quest’ultimo si era permesso di criticare il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, dalle colonne del quotidiano che dirigeva prima di dimettersi. Citando come fonte una lettera anonima e una informativa in mano agli inquirenti, Feltri sottolineava anche la presunta omosessualità dell’ormai ex direttore di Avvenire. Come se l’orientamento sessuale fosse reato.

Belpietro si preoccupa quindi che il direttore del Giornale possa essere cancellato dall’ordine e in mancanza di iscrizione all’albo non potrà più dirigere.Secondo le fonti di Belpietro la “sentenza” per Feltri sarebbe già scritta e “non solo non potrà più dirigere, ma il rischio che non possa più nemmeno scrivere”.

Poi c’è Claudio Brachino, noto per il suo servizio sui calzini turchese sul magistrato Raimondo Mesiano, colpevole in questo caso di aver sentenziato che Fininvest dovrebbe risarcire alla Cir di Carlo De Benedetti 750 milioni di euro per aver acquisito illecitamente la Mondadori. Brachino è stato già radiato.

E ancora il caporedattore de Il Giornale, Vittorio Macioce, radiato per ‘una cosa da poco’. Qualche titolo un po’ cafone contestato dal ministero di Mara Carfagna con la parola «negri». Come dire: “Non sono omofobico, molti miei amici sono froci”.

E per finire il direttorissimo, Augusto Minzolini. Già, perché pare che quegli spioni della procura di Trani lo abbiano beccato mentre accordava con il premier, qualche editoriale e “qualcosa d’altro” scrive Belpietro.

Insomma anche Minzolini fa parte di quella categoria di giornalisti di centrodestra censurati certo non per colpa di Berlusconi. D’altronde per chiudere Annozero hanno chiuso perfino Porta a porta, certo se ne sono accorti in pochi, ma è pur sempre vero.

“Che sia in atto un giro di vite contro i giornalisti di centrodestra, è un dato di fatto”. Parola di Maurizio Belpietro.