Marcello Dell’Utri è stato così condannato anche in appello per associazione mafiosa. L’accusa aveva chiesto 11 anni, ma la pena è stata ridotta a 7 anni, due in meno rispetto alla condanna in primo grado.

Come per Giulio Andreotti è considerato colpevole di concorso esterno in associazione mafiosa solo fino al 1992. Riporto la dal Fatto Quotidiano, dove si legge che «dalla sentenza restano quindi fuori il periodo della creazione del partito del Cavaliere e quello delle stragi del ’93. Il collegio insomma non crede ai pentiti Gaspare Spatuzza e Nino Giuffrè. Ma resta un dato: Dell”Utri faceva da tramite tra i boss di Cosa Nostra e Berlusconi negli anni in cui nasceva il suo impero immobiliare e venivano inaugurate le sue tv. E il premier quando era stato chiamato a testimoniare sull’accaduto si era avvalso della facoltà di non rispondere».

La sentenza di condanna a Dell’Utri è una risposta ad una delle tante domande che sorgono guardando Sotto Scacco, il film di Udo Gumpel e Marco Lillo.

Un’altra domanda, forse un po’ retorica, adesso viene spontanea: Può un uomo del genere continuare a fare il presidente del Consiglio nel Paese di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino?

Lapsus: Dell’Utri non è presidente del Consiglio, ma è il braccio destro. Tuttavia è lo stesso Dell’Utri a farsi vanto di aver fatto tacere Berlusconi davanti ai giudici. Un presidente del consiglio omertoso, come l’”eroe Mangano” e un braccio destro, tutto sommato contento della “banale” condanna per concorso esterno in associazione mafiosa.

Leggi: Sotto Scacco Ecco la Trattativa tra Stato e Mafia

Aggiornamenti da mafiopoli:

«Vittorio Mangano è stato il mio eroe»

(Marcello Dell’Utri 29 giugno 2010, dopo la condanna a 7 anni per concorso esterno in associazione mafiosa)

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