A proposito di legittimo impedimento
| Stampa l'articolo | Questo articolo è stato pubblicato da damiano il 4 febbraio 2010 alle 20:46, ed è archiviato come Politica. Puoi seguire i commenti a questo post attraverso RSS 2.0. Puoi pubblicare un commento o segnalare un trackback dal tuo sito. |
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Capezzone si sbaglia su Fini
Non capisco davvero cosa abbia da controbattere Daniele Capezzone a Gianfranco Fini. È vero, ha detto che il Pdl non c’è più, che per la sua espulsione Berlusconi ha preso ispirazione dal Libro Nero del Comunismo, ma non mi pare abbia detto che Berlusconi debba andare a casa. Salvo problemi di otite, Fini ha detto
Su Schifani niente domande
Pochi giorni fa parlando in collegamento video al workshop Ambrosetti, il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano si è detto molto fiducioso sulla nascita di «una nuova generazione di leader». Naturalmente attraverso «una vasta mobilitazione della società civile e della società politica» che significa «un impulso di opinione pubblica informata e competente». Sono passate poche ore
Restart
circa 1 settimana fa - 22381 commentohttp%3A%2F%2Fwww.damianozito.org%2Fblog%2F2010%2Fcalabria%2Frestart%2FRestart2010-09-01+17%3A41%3A19damianohttp%3A%2F%2Fwww.damianozito.org%2Fblog%2F2010%2Fcalabria%2Frestart%2F
Cari lettori del blog eccomi tornato a scrivere. Le vacanze sono ormai terminate e ho avuto modo di raccogliere impressioni, pensieri, qualche appunto che spero possano essermi utili per nuovi post. È vero, quello che scrivo o che penso su questo misero blog non fa cambiare nulla all’esterno, cioè nel mondo politico. Lo preciso perché
Berlusconi come il duce…a fasi alterne
La lotta alla mafia, signore e signori, è tutto merito di Silvio Berlusconi. Non più di magistratura e forze dell’ordine che lavorano anche nei giorni feriali per acciuffare latitanti e scovare i segreti della stanza dei bottoni, dove si nasconde una parte della criminalità organizzata, quella più “borghese“, che si avvale dello scudo parlamentare per
Questa è politica coatta
Boris è una fiction televisiva che mette a nudo il coattismo e la dissimulazione italiana. La trama si concentra nel back-stage di una serie televisiva il cui regista è Renè Ferretti (interpretato da Francesco Pannofino). Nel periodo delle elezioni politiche Renè è convinto di dover sloggiare per fare spazio ad un altro regista che andrà ad
Brancher dimissionario a tempo di record
Aldo Brancher, Ministro senza portafoglio per pochi giorni con delega ancora ignota, è un caso clamoroso di un politico che per sottrarsi al giudizio del tribunale ha usufruito, seppur per poco tempo, dello scudo di protezione di cui godono i Ministri. Sconosciuto ai più, Branchér o Bràncher, si è dimesso oggi paradossalmente salvando il Pdl
L’impunito Brancher e il grande ricatto del Berlusca
In seguito alla richiesta del ministro Aldo Brancher di avvalersi del “legittimo impedimento” a comparire al processo, Vincenzo Marinelli, magistrato e scrittore, ha fatto il seguente commento: Non occorreva essere “di profetico spirito dotato” per capire dove si andava a finire. L’ho dichiarato al blog di Damiano Zito il giorno dopo la nomina. Brancher è
Vergognarsi per Aldo Brancher
È vero la Nazionale di calcio è stata vergognosa. Questa mattina i quotidiani erano tutti d’accordo: L’Italia è una vergogna. Ma quale Italia? Quella di Marcello Lippi o di Silvio Berlusconi? Fa un certo effetto leggere quei titoloni che descrivono una squadra sconfitta. Fa un certo effetto se pensi che sì l’Italia è vergognosa, ma
Aldo Brancher, Il Partito dell’Amore odia a morte la legalità
In seguito alla nomina di Aldo Brancher a ministro per l’Attuazione del federalismo, Vincenzo Marinelli, magistrato e scrittore, ha fatto il seguente commento: IL PARTITO DELL’AMORE ODIA A MORTE LA LEGALITÀ Aldo Brancher (ex dipendente Publitalia, primo uomo Fininvest a finire a San Vittore) è stato nominato ministro per l’Attuazione del federalismo. Potrebbe sembrare un
Berlusconi e Sant’Agostino
In seguito alle ultime dichiarazioni del Presidente del Consiglio ecco il commento a caldo del magistrato Vincenzo Marinelli: Per Berlusconi (9 giugno 2010) governare con “questa Costituzione” è “un inferno”. Un capo di governo che dice cose del genere dovrebbe veramente essere mandato all’inferno (quell’altro), ma l’ineffabile Berlusconi non ha nessuna intenzione di andarci. Il


circa 6 mesi fa
Apprezzo moltissimo il tuo blog, Damiano! …E sono sempre più convinta: l’Italia avrà un futuro migliore, perché moltissime persone la seminano, la speranza.