Quando alle 13 passate, sotto al sole, Bersani ha preso il microfono in mano sono già passate diverse ore da quando il corteo è partito da piazza Venezia per fare poche centinaia di metri concessi dalle forze dell’ordine.
Gli aquilani non si sono risparmiati di gridare «sveglia!» al Pd quando il segretario Bersani si è fatto vedere alla manifestazione con le telecamere attorno. Spintoni ed urla.
Momenti di tensione attorno a quell’uomo che rappresenta l’opposizione o parte di essa al Parlamento. Quello cui ho assistito è il vero specchio dell’attuale momento politico italiano. Un’opposizione incapace, lontanissima dalla gente e un Governo che diventa sempre più impopolare. Non so se più grave la prima o la seconda. Fate voi.
Il fatto che i manganelli cadano sulle teste di chi vive dentro un camper, di chi ha perso la casa e chiede i soldi per la ricostruzione e si ritrova beffato dal pagare le tasse è davvero la cosa gravissima.
Stando lì nel corteo avevo avvertito la tensione. Complice la lunga attesa e la presa in giro agli aquilani portati a pochi metri dalla Camera dei Deputati.
Bersani ha fatto promesse che dovrà trasformare in fatti. I politici sono bravi a lasciare speranze, riescono pur nella contestazione, a strappare applausi. Basta saper cogliere lo stato d’animo.
La sensazione che gli aquilani siano soli rimane immutata. Quella tenda del Pd che Sabina Guzzanti mostra nel suo film Draquila, è ancora vuota. L’opposizione non esiste.
foto: E.F.Torsello


