Utilizzo le colonne del mio blog per puntualizzare sul post scritto ieri su ilfattoquotidiano.it specie dopo essere stato contattato anche in privato per quanto scritto. Mi sono limitato a riportare un fatto noto a qualcuno ma non a molti sulla divisione del Popolo Viola specie dopo che alla Convention sono stati illustrati alcuni sondaggi di Ipr Marketing: i Gruppi Locali si sono scissi dal movimento dopo varie controversie e ad oggi attivi sul territorio organizzano eventi ai quali uno potrebbe pensare siano del Popolo Viola che invece a quanto pare è ben diverso da loro. Il punto è che sono due cose separate e va raccontato per non creare confusione.
Sui partiti e sulla loro presenza ho una opinione personale ben diversa sia dagli uni che dagli altri. Partiamo dal presupposto che il Popolo Viola è nato come movimento di gente indignata o che non si sente rappresentata dai partiti, specie quelli della nomenklatura democratica. Se la società civile scende in piazza per gridare a gran voce le dimissioni del Presidente del Consiglio e poi si fa promotore di iniziative a difesa dei valori della Costituzione allora si capisce che questo movimento si vuole fare portatore di una proposta alternativa a quella esistente dei partiti classici. Ma i Viola non sono un partito, rimangono sempre interlocutori dei politici ai quali potrebbero chiedere ascolto.
Considerato che il secondo No B Day è stato un flop rispetto al primo, anche se piazza San Giovanni a Roma era popolata, mi sono chiesto quand’è che in Italia vedremo dei politici invitati su un palco ma non a fare il solito comizio che parla alla pancia, bensì a confrontarsi con un possibile alleato o avversario. Insomma ho pensato che ad esempio Vendola e Di Pietro al posto di farsi vedere giusto il tempo delle interviste, degli applausi e delle foto, questi potrebbero salire su un palco ed essere messi l’uno contro l’altro. Domande scelte e inviate dai cittadini, domande scomode da parte di giornalisti, su temi ambientali, politiche energetiche. Poi a loro potrebbero essere affiancati altri politici, Grillo compreso. O chi per lui e il Movimento Cinque Stelle, nato con dinamiche analoghe a quelle del Popolo Viola, con differenze che ne delineano i grossi confini.
Di sicuro tutto ciò sarebbe più complicato che mettere a proprio agio i politici su una sedia e farli sentire come a casa loro.


