La rivoluzione nord-africana sta generando forti ripercussioni in Europa e nel mondo: la preoccupazione maggiore per gli stati europei è legata al petrolio e agli 1.8 milioni di barili che quotidianamente attraversano il canale di Suez. L’Italia nel frattempo cerca, ma non ci riesce, di nascondere l’imbarazzo a causa dei rapporti sempre “confidenziali” col colonnello Gheddafi. La nota di Palazzo Chigi, così come la firma di Frattini al documento europeo per fermare la morte dei civili, è quello che in gergo si dice un “atto dovuto”, perché l’influenza libica nel settore energetico e bancario del nostro Paese crea non pochi grattacapi al Governo.