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	<title>il Blog di Damiano ZitoInternet | il Blog di Damiano Zito</title>
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		<title>Filesonic si Ferma. Quanto Resisterà Dropbox?</title>
		<link>http://www.damianozito.org/blog/2012/internet/filesonic-si-ferma-quanto-resistera-dropbox/4374</link>
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		<pubDate>Mon, 23 Jan 2012 08:19:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>damiano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L&#8217;ultima novità nel mondo del file-sharing riguarda Filesonic che da poche ore ha sospeso il servizio di download di file depositati sullo spazio di altri utenti. Proprio ieri ho scritto un post sul Fatto Quotidiano chiedendomi se Dropbox e i servizi di Cloud Computing rischiano di lasciarci a piedi da un giorno all&#8217;altro. Buona lettura! &#160;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.damianozito.org/?attachment_id=4375"><img class="aligncenter size-full wp-image-4375" title="Dropbox Logo" src="http://www.damianozito.org/wp-content/uploads/2012/01/images.jpg" alt="" width="386" height="131" /></a></p>
<p>L&#8217;ultima novità nel mondo del file-sharing riguarda <strong>Filesonic</strong> che da poche ore ha sospeso il servizio di download di file depositati sullo spazio di altri utenti. Proprio ieri ho scritto un <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/22/dopo-megaupload-tocca-cloud-computing/185599/#disqus_thread" target="_blank">post</a> sul <em>Fatto Quotidiano</em> chiedendomi se <strong>Dropbox</strong> e i servizi di <strong>Cloud Computing</strong> rischiano di lasciarci a piedi da un giorno all&#8217;altro. Buona lettura!</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Qual è la Legge sul Diritto D&#8217;autore In Italia?</title>
		<link>http://www.damianozito.org/blog/2011/internet/qual-e-la-legge-sul-diritto-dautore-in-italia/4157</link>
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		<pubDate>Wed, 20 Jul 2011 08:30:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>damiano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Allo stato la disciplina della materia è affidata alla legge sul diritto d&#8217;autore [n.d.r. legge 633 del 1941] che prevede sanzioni di carattere anche penale per chiunque comunichi al pubblico o metta disposizione del pubblico &#8211; tra l&#8217;altro anche a mezzo internet e non importa attraverso quale tecnologia e/o piattaforma, P2P incluso &#8211; opere dell&#8217;ingegno sulle quali insistano altrui diritti d&#8217;autore [n.d.r. software, videogame, musica, film, libri ecc.]. È una disciplina severa ma poco efficace che, ora, l&#8217;Autorità per le garanzie nelle “minaccia” di rafforzare auto-attribuendosi ulteriori poteri che le consentiranno, tra l&#8217;altro, di ordinare l&#8217;immediata rimozione di un contenuto, se ritenuto in violazione di altrui diritti d&#8217;autore, all&#8217;esito di un procedimento sommario destinato ad essere definito in 48 ore. Guido Scorza i risposta alle domande di Linkiesta in questo articolo: http://www.linkiesta.it/la-proprieta-intellettuale-line-e-regolata-da-una-legge-del-1941#ixzz1SY8rddL9 Photo: &#8220;Before BtJunkie&#8221; Credits: Arianne Dagdag]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.damianozito.org/?attachment_id=4158"><img class="aligncenter size-full wp-image-4158" title="btjunkie-p2p-fastweb-yahoo-ngi" src="http://www.damianozito.org/wp-content/uploads/2011/07/btjunkie-p2p-fastweb-yahoo-ngi.jpg" alt="" width="610" height="408" /></a></p>
<blockquote><p>Allo stato la disciplina della materia è affidata alla <strong>legge sul diritto d&#8217;autore</strong> [n.d.r. legge 633 del 1941] che prevede sanzioni di carattere anche penale per chiunque comunichi al pubblico o metta disposizione del pubblico &#8211; tra l&#8217;altro anche a mezzo internet e non importa attraverso quale tecnologia e/o piattaforma, P2P incluso &#8211; opere dell&#8217;ingegno sulle quali insistano altrui diritti d&#8217;autore [n.d.r. software, videogame, musica, film, libri ecc.].<br />
È una disciplina severa ma poco efficace che, ora, l&#8217;Autorità per le garanzie nelle “minaccia” di rafforzare auto-attribuendosi ulteriori poteri che le consentiranno, tra l&#8217;altro, di ordinare l&#8217;<strong>immediata rimozione di un contenuto</strong>, se ritenuto in violazione di altrui diritti d&#8217;autore, all&#8217;esito di un procedimento sommario destinato ad essere definito in 48 ore.</p></blockquote>
<p><strong>Guido Scorza</strong> i risposta alle domande di Linkiesta in questo articolo: <a href="http://www.linkiesta.it/la-proprieta-intellettuale-line-e-regolata-da-una-legge-del-1941#ixzz1SY8rddL9">http://www.linkiesta.it/la-proprieta-intellettuale-line-e-regolata-da-una-legge-del-1941#ixzz1SY8rddL9</a></p>
<p><em>Photo: &#8220;Before BtJunkie&#8221; Credits: <a href="http://www.flickr.com/photos/breezyanne/">Arianne Dagdag</a></em></p>
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		<title>LuzlStorm Attacca Le Università: &#8220;Hey Guys Change Your Password&#8221;</title>
		<link>http://www.damianozito.org/blog/2011/internet/luzlstorm-attacca-le-universita-hey-guys-change-your-password/4137</link>
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		<pubDate>Thu, 07 Jul 2011 13:17:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>damiano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Si fanno chiamare @LuzlStorm e da Twitter hanno fatto sapere di aver attaccato i sistemi informatici delle università italiane prelevando dati sensibili di professori e studenti per poi rilasciarli tramite i canali torrent sul web. L&#8217;attacco è andato a buon fine a scapito della reputazione delle università e della sicurezza dei nostri dati personali anche se non sempre il gruppo di LuzlStorm è riuscito a penetrare tutti i sistemi. Ho verificato infatti il contenuto del file rilasciato da LuzlStorm e ho notato che sono riusciti ad ottenere molti dati (email, residenza, codice fiscale, cellulare, password di accesso) in alcune università e molti meno in altri atenei come quello della Sapienza. È molto probabile che i sistemi informatici penetrabili siano anche in disuso o obsoleti ma pur sempre contenitori dei nostri dati personali. Il problema secondo me risiede nel fatto che dentro la rete di una università ci sono facoltà, dipartimenti che di là del sistema centrale, raccolgono i nostri dati che vengono gestiti con livelli di sicurezza davvero pessimi. Prendiamo la Sapienza. Dentro l&#8217;ateneo abbiamo il sistema di segreteria online, denominato Infostud, che è la banca dati di tutta l&#8217;università. Conserva ogni nostra informazione e sempre a giudicare dal contenuto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.damianozito.org/?attachment_id=4138"><img class="aligncenter size-full wp-image-4138" title="luzlstorm" src="http://www.damianozito.org/wp-content/uploads/2011/07/luzlstorm.jpg" alt="" width="952" height="371" /></a></p>
<p>Si fanno chiamare <a href="http://twitter.com/#!/LulzStorm" target="_blank">@<strong>LuzlStorm</strong></a> e da Twitter hanno fatto sapere di aver attaccato i sistemi informatici delle università italiane prelevando <strong>dati sensibili di professori e studenti</strong> per poi rilasciarli tramite i canali torrent sul web. L&#8217;attacco è andato a buon fine a scapito della reputazione delle università e della sicurezza dei nostri dati personali anche se non sempre il gruppo di LuzlStorm è riuscito a penetrare tutti i sistemi. Ho verificato infatti il contenuto del file rilasciato da LuzlStorm e ho notato che sono riusciti ad ottenere molti dati (email, residenza, codice fiscale, cellulare, password di accesso) in alcune università e molti meno in altri atenei come quello della Sapienza.</p>
<p>È molto probabile che<strong> i sistemi informatici penetrabili</strong> siano anche in disuso o obsoleti ma pur sempre contenitori dei nostri dati personali. Il problema secondo me risiede nel fatto che dentro la rete di una università ci sono facoltà, dipartimenti che di là del sistema centrale, raccolgono i nostri dati che vengono gestiti con livelli di sicurezza davvero pessimi.</p>
<p>Prendiamo la Sapienza. Dentro l&#8217;ateneo abbiamo il sistema di segreteria online, denominato <strong><em>Infostud</em></strong>, che è la banca dati di tutta l&#8217;università. Conserva ogni nostra informazione e sempre a giudicare dal contenuto rilasciato da LuzlStorm pare non sia stato violato. Ma dentro la Sapienza quanti sono i nodi che non dispongono di adeguati livelli di sicurezza e che sono sede di informazioni sensibili?</p>
<p>LuzlStorm ha invitato gli studenti italiani a <strong>cambiare password</strong>. Anzi passwordz.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>La Mia Recensione Di Google+</title>
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		<pubDate>Mon, 04 Jul 2011 18:41:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>damiano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Da pochi giorni sono su Google+. Come che cos&#8217;è! È il &#8220;social network&#8221; di Google che per il momento rimane chiuso a poche persone le quali su invito possono entrare ed esplorare il mondo sociale di BigG. Se vuoi entrare e testare anche tu questo nuovo strumento scrivimi nei commenti. Con Google+ entrano nel vocabolario quotidiano i concetti di cerchie, videoritrovi, +1. Di che si tratta: Cerchie Su Google+ ho iniziato ad organizzare le mie cerchie di &#8220;amici&#8221;. Qui il concetto di stringere amicizia o seguire una persona (rispettivamente Facebook e Twitter) è inglobato e  sorpassato. Posso trovare gente fra i miei contatti esistenti o fare una ricerca generale di una persona che conosco (o che semplicemente voglio seguire) e che potrebbe già essere presente su G+. L&#8217;organizzazione dei contatti è poco macchinosa ed intuitiva. Si tratta di un&#8217;organizzazione selettiva che potrebbe mettere l&#8217;animo in pace ai sociologi che hanno iniziato a rielaborare il concetto di amicizia dopo l&#8217;avvento di Facebook. Inoltre la facile creazione di queste cerchie rende ancor più semplice la selezione delle restrizioni per la pubblicazione di un aggiornamento, di una foto, link o altro nel mio profilo. Spunti Un lettore di Feed dentro un social network. Non stiamo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.damianozito.org/?attachment_id=4113"><img class="aligncenter size-full wp-image-4113" title="circle-cerchie-matite-colori-google-google+" src="http://www.damianozito.org/wp-content/uploads/2011/07/circle-cerchie-matite-colori-google-google+.jpg" alt="" width="610" height="490" /></a></p>
<p>Da pochi giorni sono su <strong>Google+</strong>. Come <a href="http://www.mediagu.com/social-network-2/che-cose-google-plus.html" target="_blank">che cos&#8217;è</a>! È il &#8220;social network&#8221; di Google che per il momento rimane chiuso a poche persone le quali su invito possono entrare ed esplorare il mondo sociale di BigG.</p>
<p><strong>Se vuoi entrare</strong> e testare anche tu questo nuovo strumento<strong> scrivimi</strong> nei commenti.</p>
<p>Con Google+ entrano nel vocabolario quotidiano i concetti di<strong> cerchie, videoritrovi, +1</strong>. Di che si tratta:</p>
<h2><span style="font-size: 20px; font-weight: bold;">Cerchie</span></h2>
<p>Su Google+ ho iniziato ad <strong>organizzare le mie cerchie di &#8220;amici&#8221;</strong>. Qui il concetto di stringere amicizia o seguire una persona (rispettivamente Facebook e Twitter) è inglobato e  <strong>sorpassato</strong>. Posso trovare gente fra i miei contatti esistenti o fare una ricerca generale di una persona che conosco (o che semplicemente voglio seguire) e che potrebbe già essere presente su G+. L&#8217;<strong>organizzazione </strong>dei contatti è poco macchinosa ed intuitiva. Si tratta di un&#8217;organizzazione selettiva che potrebbe <strong>mettere l&#8217;animo in pace ai sociologi</strong> che hanno iniziato a rielaborare il concetto di amicizia dopo l&#8217;avvento di Facebook. Inoltre la facile creazione di queste cerchie rende ancor più semplice la selezione delle restrizioni per la pubblicazione di un aggiornamento, di una foto, link o altro nel mio profilo.</p>
<h2><strong>Spunti</strong></h2>
<p><strong>Un lettore di Feed </strong>dentro un social network. Non stiamo parlando certo di chissà quale innovazione, non è né Google Reader, né Google News, semplicemente Spunti è uno stream sulle novità che vuoi appaiano sulla tua bacheca dopo che hai scelto un argomento in particolare.</p>
<h2><strong>Hangouts</strong></h2>
<p>A dir poco <strong>fantastico</strong>. Su Google+ quando creo un <strong>videoritrovo</strong> posso invitare chiunque tra le mie cerchie, condividere la visione di Youtube e avere una conversazione<strong> con più persone</strong>. Il tutto senza alcun problema di funzionamento e con la stessa semplicità di utilizzo che contraddistingue tutto G+.</p>
<h2><strong><span style="font-size: 20px;">Mobile</span></strong></h2>
<p>L&#8217;applicazione per il mio <strong>Nexus One</strong> è ottima e funziona molto meglio dell&#8217;applicazione Facebook per Android (questo sarà l&#8217;unico paragone che farò col social network di Mark Zuckerberg). Tra le altre cose G+ mi ha anche fatto una sorpresa, ovvero l&#8217;<strong>Istant Upload</strong> delle foto del mio cellulare di cui non conoscevo l&#8217;esistenza fino a quando non ho notato che appena scattavo una foto questa veniva caricata direttamente sul mio account. Fortunatamente le foto che vengono uppate però non sono subito pubbliche:<strong> sono io che decido</strong>, in un secondo momento, quale e come rendere pubblica una foto.</p>
<p>Quando vado nello stream vedo gli aggiornamenti delle mie cerchie, nello stream <strong>Incoming</strong> gli aggiornamenti delle persone che mi hanno aggiunto alle loro cerchie ma che non fanno parte di nessuna delle mie cerchie. E poi ancora<strong> molto interessante lo stream Nearby</strong>, cioè lo stream geolocalizzato di chi si trova nelle vicinanze (non necessariamente fra le mie o sue cerchie) e ha pubblicato un aggiornamento rendendolo pubblico a tutti.</p>
<h2><strong><span style="font-size: 20px;">Conclusioni</span></strong></h2>
<p>Che il social network mi piaccia per il<strong> minimalismo grafico e la sua semplicità</strong> l&#8217;ho già espresso <a href="http://www.mediagu.com/social-network-2/che-cose-google-plus.html" target="_blank">qui</a>. Aggiungo qualcos&#8217;altro dopo aver approfondito ancora un po&#8217; questo strumento. Con Google+ mi pare di avere la mia vita e le mie cose sempre sotto mano. Certo, G+ non ha aggiunto novità sbalorditive, ma l&#8217;aver raggruppato tutto in una &#8220;pagina&#8221; e una barra rende tutto a portata di click e <strong>sotto controllo</strong>. Questo per quanto riguarda l&#8217;ambito &#8220;desktop&#8221;. Per quanto riguarda il<strong> mobile</strong>, trovo che la gestione e la sincronizzazione (contatti, calendario, gmail, ecc.) su unico account Google perfettamente integrato con la piattaforma<strong> Android</strong> sia più che soddisfacente.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Che aspetti a cerc(hi)armi su Google+? <img src='http://www.damianozito.org/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> </strong></p>
<p><strong>PS: </strong>Che cos&#8217;è il <strong>+1</strong>? Se ti è piaciuto questo articolo puoi esprimere il tuo<strong> apprezzamento</strong> cliccando sul pulsante apposito alla fine di questo post, poco più sotto. Facile no?</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Photo Credits | <a href="http://www.flickr.com/photos/95223965@N00/">Albert dj</a></em></p>
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		<title>La Rete Non è Che Guevara</title>
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		<pubDate>Tue, 12 Apr 2011 16:21:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>damiano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Non condivido in pieno le critiche che sono state rivolte alla Gabanelli e al suo programma. C&#8217;è chi addirittura ha paragonato Report alla prima pagina di Libero. Vorrei ricordare che nella puntata &#8220;Il Prodotto sei Tu&#8221; non è stato detto che Facebook e la rete siano un covo di terroristi. Quando ci si rivolge ad un pubblico vasto, che non conosce perfettamente le dinamiche che si nascondono dietro un servizio o un&#8217;applicazione, occorre semplificare (nel giusto). Altrimenti qui facciamo come quegli &#8220;esperti&#8221; che quando non vengono chiamati nelle trasmissioni si lamentano della faziosità del programma. &#160;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><a href="http://www.damianozito.org/?attachment_id=3907"><img class="alignleft size-medium wp-image-3907" title="che-guevara" src="http://www.damianozito.org/wp-content/uploads/2011/04/che-guevara-300x250.jpg" alt="" width="300" height="250" /></a>Non condivido in pieno le critiche che sono state rivolte alla Gabanelli e al suo programma. C&#8217;è chi addirittura ha paragonato Report alla prima pagina di Libero. Vorrei ricordare che nella puntata &#8220;Il Prodotto sei Tu&#8221; non è stato detto che Facebook e la rete siano un covo di terroristi.</p>
<p style="text-align: left;">Quando ci si rivolge ad un pubblico vasto, che non conosce perfettamente le dinamiche che si nascondono dietro un servizio o un&#8217;applicazione, occorre semplificare (nel giusto). Altrimenti qui facciamo come quegli &#8220;esperti&#8221; che quando non vengono chiamati nelle trasmissioni si lamentano della faziosità del programma.</p>
<p style="text-align: left;">
<p style="text-align: left;">&nbsp;</p>
<p><span style="text-align:center; display: block;"><a href="http://www.damianozito.org/blog/2011/informazione/la-rete-non-e-che-guevara/3900"><img src="http://img.youtube.com/vi/l70t0QqMZjA/2.jpg" alt="" /></a></span></p>
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		<title>Blog vs Social Network</title>
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		<pubDate>Mon, 11 Apr 2011 19:59:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>damiano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Oggi ho scritto un post per il Fatto Quotidiano sui blog e sui social network che ne hanno determinato forti cambiamenti. L&#8217;opinione altrui mi interessa molto per continuare a parlarne, quindi lasciate un commento sotto l&#8217;articolo, o qui o sotto la pagina dell&#8217;articolo sul sito del Fatto. &#160; &#160;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.damianozito.org/?attachment_id=3894"><img class="aligncenter size-full wp-image-3894" title="blog-people-blogging-writing" src="http://www.damianozito.org/wp-content/uploads/2011/04/blog-people-blogging-writing.jpg" alt="" width="610" height="397" /></a></p>
<p>Oggi ho scritto un<a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/04/11/i-social-network-uccidono-i-blog/103619/" target="_blank"> post</a> per il <strong><em>Fatto Quotidiano</em></strong> sui blog e sui social network che ne hanno determinato forti cambiamenti. L&#8217;opinione altrui mi interessa molto per continuare a parlarne, quindi lasciate un commento sotto l&#8217;articolo, o qui o <a title="I social network uccidono i blog?" href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/04/11/i-social-network-uccidono-i-blog/103619/" target="_blank">sotto la pagina dell&#8217;articolo</a> sul sito del Fatto.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Sai Perché?</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Mar 2011 14:15:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>damiano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Tempo fa volevo fare un elenco di tutte le cospirazioni di cui si parla in rete, ma non ho mai avuto tempo. Vuoi quindi sapere tutto, ma proprio tutto sui complotti mondiali, senza perderti neanche uno degli argomenti trattati in rete contro il Sistema? Vuoi sapere chi ne parla, quanto siano giuste certe affermazioni, chi si nasconde dietro certe teorie e quanto corretti siano certi ragionamenti? C&#8217;è chi ha già svolto questo compito. http://www.youtube.com/watch?v=YzDrTjaRFLA Photo Credits &#124; MShades]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.damianozito.org/?attachment_id=3636"><img class="aligncenter size-full wp-image-3636" title="one-dollar-bush" src="http://www.damianozito.org/wp-content/uploads/2011/03/one-dollar-bush.jpg" alt="" width="610" height="350" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Tempo fa volevo fare un elenco di tutte le <strong>cospirazioni </strong>di cui si parla in rete, ma non ho mai avuto tempo. Vuoi quindi sapere tutto, ma proprio tutto sui <strong>complotti mondiali</strong>, senza perderti neanche uno degli argomenti trattati in rete contro il<strong><em> Sistema</em></strong>? Vuoi sapere chi ne parla, quanto siano giuste certe affermazioni, chi si nasconde dietro certe teorie e quanto corretti siano certi ragionamenti? C&#8217;è chi ha già svolto questo compito.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=YzDrTjaRFLA">http://www.youtube.com/watch?v=YzDrTjaRFLA</a></p>
</p>
<p><em>Photo Credits | <a href="http://www.flickr.com/photos/mshades/" target="_blank">MShades</a></em></p>
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		<title>O Sgarbi o Wikipedia</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Mar 2011 10:02:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>damiano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[«Wikipedia – per lo meno sul mio conto – dice cose non vere; se non rettifica immediatamente la falsa notizia, chiederò tramite il mio legale avvocato Giampaolo Cicconi – il quale mi a fatto leggere la sentenza di Cassazione – il sequestro preventivo del sito, riportandomi alla sentenza della Quinta sezione penale della Cassazione n. 7155, depositata giovedì scorso 24 febbraio 2011, che ha riconosciuto la legittimità del sequestro di un articolo pubblicato sul blog di un sito internet».]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a class="lightbox" title="sgarbi-wikipedia" href="http://www.damianozito.org/?attachment_id=3629"><img class="aligncenter size-full wp-image-3629" title="sgarbi-wikipedia" src="http://www.damianozito.org/wp-content/uploads/2011/03/sgarbi-wikipedia.jpg" alt="" width="524" height="301" /></a></p>
<p style="text-align: left;">«<em>Wikipedia – per lo meno sul mio conto – <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Vittorio_Sgarbi" target="_blank">dice</a> cose non vere; se non rettifica immediatamente la falsa notizia, chiederò tramite il mio legale avvocato Giampaolo Cicconi – il quale mi a fatto leggere la sentenza di Cassazione – il sequestro preventivo del sito, riportandomi alla sentenza della Quinta sezione penale della Cassazione n. 7155, depositata giovedì scorso 24 febbraio 2011, che ha riconosciuto la legittimità del sequestro di un articolo pubblicato sul blog di un sito internet</em>».</p>
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		<title>Social Media Week, la Rete fa lezione di giornalismo</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Feb 2011 09:02:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>damiano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[di Damiano Zito per Dirittodicritica (che dal 7  febbraio è diventato testata giornalistica ) Social Media Week, il Festival della Rete organizzato in contemporanea in diverse grandi città del mondo per discutere di social media, per il secondo anno consecutivo è sbarcato in Italia, a Roma, con un&#8217;agenda ricca di appuntamenti distribuiti nella capitale dal 7 all&#8217;11 febbraio. La giusta occasione per conoscere meglio la Rete e discutere di fenomeni come Wikileaks o di strumenti come Twitter che hanno generato notevoli ripercussioni nel giornalismo tradizionale. Al panel moderato dal conduttore di IoReporter Marco Montemagno, tenutosi ieri al palazzo Giannelli Viscardi, sono intervenuti alcuni protagonisti ed esperti del mondo dell&#8217;informazione per confrontarsi sull&#8217;evoluzione della figura del giornalista. Emilio Carelli direttore di Sky Tg24 parla di “rivoluzione digitale” sia dal punto di vista tecnologico che dei contenuti. Un esempio? Oggi chiunque può fare riprese di ottima qualità e immetterli in rete. Questo nuovo processo secondo Carelli ha portato ad una “democratizzazione dell&#8217;informazione” e Wikileaks ne è un esempio per lui positivo. C&#8217;è però chi non è d&#8217;accordo sul fatto che il moltiplicarsi delle fonti in rete costituisca necessariamente un miglioramento della qualità del giornalismo. Secondo Giancarlo Vergori, direttore generale di Virgilio, i sondaggi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a rel="attachment wp-att-3319" href="http://www.damianozito.org/blog/2011/informazione/social-media-week-la-rete-fa-lezione-di-giornalismo/attachment/social-media-week-huffington-post-web-reputation-gilioli-montemagno-virgilio/"><img class="aligncenter size-full wp-image-3319" title="social-media-week-huffington-post-web-reputation-gilioli-montemagno-virgilio" src="http://www.damianozito.org/wp-content/uploads/2011/02/social-media-week-huffington-post-web-reputation-gilioli-montemagno-virgilio.jpg" alt="" width="700" height="394" /></a></p>
<p style="text-align: left;"><em>di <strong>Damiano Zito</strong> per <a href="http://www.dirittodicritica.com" target="_blank">Dirittodicritica</a> (che dal 7  febbraio è diventato<strong> testata giornalistica <img src='http://www.damianozito.org/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> </strong>) </em></p>
<p><strong>Social Media Week</strong>, il <a href="http://socialmediaweek.org/rome/" target="_blank">Festival della Rete</a> organizzato in contemporanea in diverse grandi città del mondo per discutere di social media, per il secondo anno consecutivo è sbarcato in Italia, a Roma, con un&#8217;<a href="http://socialmediaweek.org/rome/schedule/" target="_blank">agenda</a> ricca di appuntamenti distribuiti nella capitale dal 7 all&#8217;11 febbraio. La giusta occasione per conoscere meglio la Rete e discutere di fenomeni come <strong>Wikileaks</strong> o di strumenti come <strong>Twitter</strong> che hanno generato notevoli ripercussioni nel giornalismo tradizionale.</p>
<p style="text-align: justify;">Al <a href="http://socialmediaweek.org/rome/2011/02/08/il-giornalismo-dopo-twitter-e-wikileaks-il-liveblogging-con-i-protagonisti-dellinformazione-italiana/" target="_blank">panel</a> moderato dal conduttore di <em>IoReporter</em> <strong>Marco Montemagno</strong>, tenutosi ieri al palazzo Giannelli Viscardi, sono intervenuti alcuni protagonisti ed esperti del mondo dell&#8217;informazione per confrontarsi sull&#8217;evoluzione della figura del giornalista.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Emilio Carelli</strong> direttore di <em>Sky Tg24</em> parla di “rivoluzione digitale” sia dal punto di vista tecnologico che dei contenuti. Un esempio? Oggi chiunque può fare riprese di ottima qualità e immetterli in rete. Questo nuovo processo secondo Carelli ha portato ad una “democratizzazione dell&#8217;informazione” e Wikileaks ne è un esempio per lui positivo.</p>
<p style="text-align: justify;">C&#8217;è però chi non è d&#8217;accordo sul fatto che il moltiplicarsi delle fonti in rete costituisca necessariamente un miglioramento della qualità del giornalismo. Secondo <strong>Giancarlo Vergori</strong>, direttore generale di <em>Virgilio</em>, i sondaggi a disposizione parlano chiaro: “gli italiani nei confronti dei mezzi di informazione hanno una totale mancanza di fiducia”. E il discorso vale anche per le fonti ufficiali online. Il pubblico interpellato da Montemagno, ha confermato per la maggior parte la tesi di Vergori esprimendo insoddisfazione per l&#8217;informazione televisiva, dicendosi leggermente più soddisfatto dell&#8217;informazione su carta e promuovendo quella online perché pluralista e quasi sempre basata su fonti verificabili.</p>
<p style="text-align: justify;">La trasparenza in effetti oltre a creare benefici alla salute del Paese, in Rete si trasforma in un aumento della reputazione (o <em>web reputation</em>) di un sito o blog. Per spiegarlo <strong>Alessandro Gilioli</strong>, giornalista e <a href="http://gilioli.blogautore.espresso.repubblica.it/" target="_blank">blogger</a> de <em>L&#8217;Espresso</em>, cita il caso di Wikileaks, definendolo &#8220;giornalismo di database&#8221; che fornisce ai lettori l&#8217;accesso alle fonti dopo averle filtrate e rese consultabili.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma qual è la chiave del successo di un sito web? L&#8217;esempio migliore, almeno nel campo del giornalismo, è quello dell&#8217;<strong><a href="http://www.huffingtonpost.com/" target="_blank">Huffington Post</a></strong> che oggi vanta circa 25 milioni di visitatori unici al mese.  Anche se alcuni dei motivi di tale popolarità sono tuttora inspiegabili, Gilioli chiarisce che la prima cosa che ha funzionato è stato il concetto di aggregazione tra citizen journalism e giornalismo professionale. Specie perché l&#8217;Huffingotn ha capito una cosa che i giornalisti faticano a comprendere:  in Rete, più che sulla carta, paga <strong>l&#8217;autorevolezza e il lungo termine</strong>, ovvero il tempo impiegato per conquistare la giusta credibilità. Sono questi i concetti che secondo Gilioli mancano a chi in Italia cerca di fare il proprio Huffington Post.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=DkYiE_-Spx0">http://www.youtube.com/watch?v=DkYiE_-Spx0</a></p></p>
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		<title>Social Media Week, Come è Cambiato il Giornalismo Dopo Twitter e WikiLeaks? [Liveblogging]</title>
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		<pubDate>Tue, 08 Feb 2011 15:33:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>damiano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Direttamente dal Social Media Week di Roma: si discute di &#8220;Informazione Liquida: come è cambiato il giornalismo dopo Twitter e WikiLeaks&#8221;. Modera Marco Montemagno (conduttore di IoReporter su Sky TG24), ospiti: Emilio Carelli (direttore di SkyTG24) Luca Dini (direttore di Vanity Fair ) Tommaso Tessarolo (direttore di Current), Alessandro Giglioli (giornalista L’Espresso), Giancarlo Vergori (direttore generale di Matrix/Virgilio), Fabrizio Falconi (caporedattore Agenzia News Mediaset) Un interessantissimo dibattito sul giornalismo e la comunicazione, sopratutto in Italia, ai tempi di Twitter, Wikileaks e dei social network. Cosa è cambiato nelle redazioni dei giornali? Per il giornalismo televisivo l&#8217;importante testimonianza del direttore di Sky Tg24, Emilio Carelli, il quale ha specificato come la sua redazione sia formata da forze prevalentemente giovani. Oggi chiunque può essere giornalista e pubblicare un video, un immagine o un tweet. Bastano una videocamera e un cellulare con connessione a internet e le informazioni sono accessibili a chiunque e il suo tg ha saputo capire queste evoluzioni. Ci sono però realtà diverse all&#8217;interno della rete internet. Parliamo di Facebook. Una rete dentro la rete, una piattaforma in mano al suo Ceo mark Zuckerberg che ha un pubblico così vasto tanto che se lo stesso Zuckerberg volesse interagire con un miliardo di persone lo può fare tranquillamente. E chissà se [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img style="display: block; margin-right: auto; margin-left: auto;" src="http://www.damianozito.org/wp-content/uploads/2011/02/wpid-IMG_20110208_161729.jpg" alt="image" /></p>
<p>Direttamente dal Social Media Week di Roma: si discute di &#8220;Informazione Liquida: come è cambiato il giornalismo dopo Twitter e WikiLeaks&#8221;. Modera <strong>Marco Montemagno </strong>(conduttore di<a href="http://tg24.sky.it/tg24/ioReporter/ioreporter_home.html"> <strong>IoReporter</strong></a> su Sky TG24)<strong>, </strong>ospiti: Emilio Carelli (direttore di <strong><a href="http://tg24.sky.it/tg24/">SkyTG24</a></strong>) Luca Dini (direttore di <strong><a href="http://www.vanityfair.it/">Vanity Fair</a> </strong>) Tommaso Tessarolo (direttore di <strong><a href="http://current.com/">Current</a></strong>), Alessandro Giglioli (giornalista <strong><a href="http://espresso.repubblica.it/">L’Espresso</a></strong>), Giancarlo Vergori (direttore generale di Matrix/<strong><a href="http://www.virgilio.it/">Virgilio</a></strong>), Fabrizio Falconi (caporedattore <strong><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/NewsMediaset">Agenzia News Mediaset</a></strong>)</p>
<p>Un interessantissimo dibattito sul giornalismo e la comunicazione, sopratutto in Italia, ai tempi di Twitter, Wikileaks e dei social network. Cosa è cambiato nelle redazioni dei giornali?</p>
<p>Per il giornalismo televisivo l&#8217;importante testimonianza del direttore di <em>Sky Tg24</em>, <strong>Emilio Carelli</strong>, il quale ha specificato come la sua redazione sia formata da forze prevalentemente giovani. Oggi chiunque può essere giornalista e pubblicare un video, un immagine o un tweet. Bastano una videocamera e un cellulare con connessione a internet e le informazioni sono accessibili a chiunque e il suo tg ha saputo capire queste evoluzioni.</p>
<p>Ci sono però realtà diverse all&#8217;interno della rete internet. Parliamo di Facebook. Una rete dentro la rete, una piattaforma in mano al suo Ceo mark Zuckerberg che ha un pubblico così vasto tanto che se lo stesso Zuckerberg volesse interagire con un miliardo di persone lo può fare tranquillamente. E chissà se Obama &#8211; ad esempio &#8211; riesce a comunicare con così tante persone in contemporanea, si chiede Marco Montemagno.<br />
Ma su internet dove i blog sono in rete ormai da dieci anni, ci sono elementi importanti per avere successo e popolarità. Innanzitutto <strong>autorevolezza</strong>, una<strong> buona reputazione</strong> e <strong>professionalità</strong>. Sono tre elementi che messi insieme costituiscono i giusti ingredienti per un&#8217;ottima ricetta che serve a far funzionare un sito o un blog, spiegati da <strong>Alessandro Gilioli</strong> che viene da una grande esperienza in questo campo specie col suo piovorane.it.</p>
<p>Dal pubblico sono arrivati vari spunti di riflessione su come i mass-media e i giornali dovrebbero trattare le notizie e quindi andare a cercare le fonti (anche) su twitter. Come ha fatto e continua a fare Al Jazeera. Serve quindi un nuovo modo di selezionare persone che sappiano trovare queste notizie in rete e che quindi abbiano facilità a muoversi sul web.</p>
<p>Un&#8217;interessante domanda è stata posta da Montemagno al pubblico: &#8220;quanto siete soddisfatti dell&#8217;informazione in Italia?&#8221;. La risposta ha necessitato di essere scomposta secondo i diversi settori: televisivo, cartaceo, internet. Quest&#8217;ultimo ha prevalso sugli altri. Sul cartaceo molte perplessità, mentre il giornalismo televisivo è stato completamente bocciato da un pubblico evidentemente molto attento alle nuove tecnologie e quindi ad un&#8217;informazione più controllata e più democratica.</p>
<p>Qui sotto un po&#8217; di liveblogging dell&#8217;evento. Seguiranno altri contenuti multimediali.</p>
<div id="liveblog-3303"><div id="liveblog-entry-3313"><p><strong>17.57</strong></p><p>ora si parla dell&#8217;intervista a Julian Assange fatta su Agoravox. Secondo mr WikiLeaks in italia non c&#8217;è giornalismo di inchiesta.</p>
<div style="width:100%; height:1px; background-color:#6f6f6f; margin-bottom:3px;"></div></div><div id="liveblog-entry-3312"><p><strong>17.56</strong></p><p>Molte domande per capire come oggi si veicolano e si producono informazioni </p>
<div style="width:100%; height:1px; background-color:#6f6f6f; margin-bottom:3px;"></div></div><div id="liveblog-entry-3311"><p><strong>17.08</strong></p><p>Rivoluzioni dentro Mediaset che presto lancerà un canale all-news.</p>
<div style="width:100%; height:1px; background-color:#6f6f6f; margin-bottom:3px;"></div></div><div id="liveblog-entry-3308"><p><strong>16.58</strong></p><p>Si parla di modello di business sul web.</p>
<div style="width:100%; height:1px; background-color:#6f6f6f; margin-bottom:3px;"></div></div><div id="liveblog-entry-3307"><p><strong>16.50</strong></p><p>L&#8217;esempio dell&#8217; Hiffington Post è illuminante. In Italia tutti provano a fare il proprio Huffington ma nessuno ci riesce&#8230;</p>
<div style="width:100%; height:1px; background-color:#6f6f6f; margin-bottom:3px;"></div></div><div id="liveblog-entry-3306"><p><strong>16.48</strong></p><p>Alessandro Gilioli ha parlato di reputazione in Rete e pubblicazione delle fonti come fattore per aumentarla. </p>
<div style="width:100%; height:1px; background-color:#6f6f6f; margin-bottom:3px;"></div></div></div>
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