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	<title>il Blog di Damiano Zitoalfano | il Blog di Damiano Zito</title>
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		<title>Ci Risiamo</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Mar 2011 08:50:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>damiano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La brutta notizia di questo mese è che il dibattito politico si è nuovamente spostato sulla questione giustizia. Il ministro Alfano ieri ha presentato il progetto di riforma costituzionale al presidente Napolitano che dal canto suo ha invitato il guardasigilli ha raccogliere il maggiore consenso possibile in aula. E ci mancherebbe, visto che si tratta di riforma costituzionale, quindi per approvarla serve il procedimento aggravato (art. 138 della Costituzione). Quindi prepariamoci al solito teatrino &#8211; il termine va di moda &#8211; con la maggioranza da una parte che definisce il testo una riforma, necessaria, utile e prioritaria e dall&#8217;altra le opposizioni di Bersani, quelle un po&#8217; più rudi ma più efficaci di Di Pietro («È una riforma a favore del sistema piduista, delle lobby e di coloro che vogliono negare ai magistrati il controllo della legalità») e quelle poetiche e metaforiche di Vendola («La riforma serve a blindare il potere di un sovrano medievale, l&#8217;inquilino di Palazzo Chigi»). La buona notizia è che uscito il nuovo album di Caparezza. Vignetta di Natangelo]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.damianozito.org/?attachment_id=3690"><img class="aligncenter size-full wp-image-3690" title="natangelo-giustizia-berlusconi" src="http://www.damianozito.org/wp-content/uploads/2011/03/natangelo-giustizia-berlusconi.jpg" alt="" width="610" height="313" /></a></p>
<p><strong>La brutta notizia di questo mese</strong> è che il dibattito politico si è nuovamente spostato sulla questione<strong> giustizia</strong>. Il ministro Alfano ieri ha presentato il <a href="http://www.adnkronos.com/IGN/News/Politica/Giustizia-Alfano-illustra-la-riforma-Recepite-considerazioni-del-Colle_311770419749.html" target="_blank">progetto di riforma costituzionale</a> al presidente <strong>Napolitano</strong> che dal canto suo ha invitato il guardasigilli ha raccogliere il maggiore consenso possibile in aula. E ci mancherebbe, visto che si tratta di riforma costituzionale, quindi per approvarla serve il procedimento aggravato (art. 138 della<a href="http://www.quirinale.it/qrnw/statico/costituzione/costituzione.htm" target="_blank"> Costituzione</a>).</p>
<p>Quindi prepariamoci al solito teatrino &#8211; il termine va di moda &#8211; con la maggioranza da una parte che definisce il testo una riforma, necessaria, utile e prioritaria e dall&#8217;altra le opposizioni di <strong>Bersani</strong>, quelle un po&#8217; più rudi ma più efficaci di <strong>Di Pietro</strong> («<em>È una riforma a favore del sistema piduista, delle lobby e di coloro che vogliono negare ai magistrati il controllo della legalità</em>») e quelle poetiche e metaforiche di <strong>Vendola</strong> («<em>La riforma serve a blindare il potere di un sovrano medievale, l&#8217;inquilino di Palazzo Chigi</em>»).</p>
<p><strong>La buona notizia</strong> è che uscito il nuovo album di <strong>Caparezza</strong>. <img src='http://www.damianozito.org/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> </p>
<p><em>Vignetta di <a href="http://www.natangelo.it" target="_blank">Natangelo</a></em></p>
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		<title>Il ritorno della Gelmini</title>
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		<pubDate>Wed, 12 Jan 2011 18:07:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>damiano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il ministro Gelmini è tornato in tv dopo un lungo periodo di lontananza. La sua impopolarità non avrebbe aiutato il Governo che si trova(va) in una fase difficile e delicata. Ora che la sua riforma sull&#8217;università è stata approvata sembra che i dissidi tra il ministro dell&#8217;Istruzione e il premier Berlusconi per via dei tagli alle spese dei ministeri attuati da Tremonti, siano terminati. Il malumore rimane sicuramente fra B. e il suo ministro dell&#8217;economia che va dicendo in giro cose opposte al premier sulla crisi economica. Ma dopo la scorsa puntata di Ballarò con la Gelmini in forma smagliante possiamo dimenticare tutte quelle cose lette sui giornali quando la Prestigiacomo, la Carfagna e la Gelmini venivano dare ormai fuori dal Governo o comunque pronte ad uscire dal Pdl insieme al ministro della Giustizia Angelino Alfano. Ebbene dopo la retromarcia del ministro per le pari opportunità, del ministro dell&#8217;ambiente, anche la Gelmini sembra aver fatto ritorno fra le braccia del premier, come Alfano che prima di lasciarci per le vacanze natalizie era apparso anch&#8217;egli a Ballarò al posto dei soliti Lupi o Santanché. Ricuciti i rapporti con i suddetti ora tocca capire chi sono i fantomatici &#8220;responsabili&#8221; che entreranno a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a rel="attachment wp-att-2843" href="http://www.damianozito.org/blog/2011/politica/il-ritorno-della-gelmini/attachment/ministre/"><img class="aligncenter size-full wp-image-2843" title="ministre" src="http://www.damianozito.org/wp-content/uploads/2011/01/ministre.jpg" alt="" width="600" height="374" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il ministro Gelmini è tornato in tv dopo un lungo periodo di lontananza.</strong> La sua impopolarità non avrebbe aiutato il Governo che si trova(va) in una fase difficile e delicata. Ora che la sua riforma sull&#8217;università è stata approvata sembra che i dissidi tra il ministro dell&#8217;Istruzione e il premier Berlusconi per via dei tagli alle spese dei ministeri attuati da Tremonti, siano terminati.</p>
<p style="text-align: justify;">Il malumore rimane sicuramente fra B. e il suo ministro dell&#8217;economia che va dicendo in giro cose opposte al premier sulla crisi economica.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma dopo la scorsa puntata di <em>Ballarò</em> con la Gelmini in forma smagliante possiamo dimenticare tutte quelle cose lette sui giornali quando la <strong>Prestigiacomo</strong>, la <strong>Carfagna</strong> e la <strong>Gelmini</strong> venivano dare ormai fuori dal Governo o comunque pronte ad uscire dal Pdl insieme al ministro della Giustizia <strong>Angelino Alfano</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Ebbene dopo la retromarcia del ministro per le pari opportunità, del ministro dell&#8217;ambiente, anche la Gelmini sembra aver fatto ritorno fra le braccia del premier, come Alfano che prima di lasciarci per le vacanze natalizie era apparso anch&#8217;egli a Ballarò al posto dei soliti <strong>Lupi </strong>o <strong>Santanché</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Ricuciti i rapporti con i suddetti ora tocca capire chi sono i fantomatici &#8220;responsabili&#8221; che entreranno a far parte della maggioranza di Governo.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>La censura di &#8220;Uccidiamo Berlusconi&#8221;</title>
		<link>http://www.damianozito.org/blog/2009/informazione/la-censura-di-uccidiamo-berlusconi/440</link>
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		<pubDate>Fri, 23 Oct 2009 21:28:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>damiano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il dibattito sul gruppo &#8220;Uccidiamo Berlusconi&#8221; ha animato molte discussioni in Rete e fuori. È una delle poche volte che un gruppo di persone riesce ad emergere fuori dal contesto virtuale e finisce su quello televisivo e credo che questo episodio finirà per essere usato come pretesto per ogni azione di controllo su internet. Le dichiarazioni del ministro Alfano, di altri esponenti del Pdl, del Pd (Letta) non sono affatto rincuoranti per la rete, specie se saltano fuori nuovamente Gabriella Carlucci e Giampiero D&#8217;Alia con l&#8217;intenzione di disciplinarla. A parte il fatto che il gruppo non avrebbe nessun senso, ho trovato molto più idiota il solo pensare che chi si iscrive a un gruppo possa commettere un reato. Non mi sembra che i gruppi terroristici si identifichino con nome e cognome e si schedino su facebook. Su internet si trovano molte stronzate. Facebook ne è pieno, questo lo sappiamo, e il gruppo su Berlusconi non è l&#8217;unico ovviamente. Quando navigavo le prime volte su internet e partecipavo nei forum c&#8217;erano alcune regole da rispettare come il saluto, scrivere minuscolo, usare un linguaggio non scurrile e tante altre regole che se venivano violate si rischiava di essere segnalati e quindi bannati [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="alignnone size-full wp-image-443" title="BerlusconiShootingYou" src="http://www.damianozito.org/wp-content/uploads/2009/10/BerlusconiShootingYou.JPEG" alt="BerlusconiShootingYou" width="459" height="402" /></p>
<p>Il dibattito sul gruppo &#8220;<strong>Uccidiamo Berlusconi</strong>&#8221; ha animato molte discussioni in Rete e fuori. È una delle poche volte che un gruppo di persone riesce ad emergere fuori dal contesto virtuale e finisce su quello televisivo e credo che questo episodio finirà per essere usato come pretesto per ogni azione di controllo su internet.</p>
<p>Le dichiarazioni del ministro <strong>Alfano</strong>, di altri esponenti del Pdl, del Pd (Letta) non sono affatto rincuoranti per la rete, specie se saltano fuori nuovamente Gabriella <strong>Carlucci</strong> e Giampiero <strong>D&#8217;Alia</strong> con l&#8217;intenzione di disciplinarla. A parte il fatto che il gruppo non avrebbe nessun senso, ho trovato molto più idiota il solo pensare che chi si iscrive a un gruppo possa commettere un reato. Non mi sembra che i gruppi terroristici si identifichino con nome e cognome e si schedino su facebook. Su internet si trovano molte stronzate. Facebook ne è pieno, questo lo sappiamo, e il gruppo su Berlusconi non è l&#8217;unico ovviamente.</p>
<p>Quando navigavo le prime volte su internet e partecipavo nei forum c&#8217;erano alcune regole da rispettare come il saluto, scrivere minuscolo, usare un linguaggio non scurrile e tante altre regole che se venivano violate si rischiava di essere segnalati e quindi bannati dagli amministratori. Certo non si veniva denunciati. Semplicemente venivano (e vengono) rimosse le discussioni per non avere rispettato le regole. Nei forum poi si trovano sezioni di <strong>libero sfogo</strong> create appositamente per cazzeggiare, dire parolacce, scrivere in maiuscolo e quel che si vuole.</p>
<p>Concentriamoci sul gruppo. Secondo me un titolo come &#8220;Uccidiamo Berlusconi&#8221; (non è felice) va contestualizzato di caso in caso, perché un titolo del genere potrebbe essere usato per attirare l&#8217;attenzione (forse non è giusto, ma non è di questo che stiamo parlando). Nella descrizione si potrebbe scrivere che si è usato un titolo per ricevere più visite, che in realtà non si vuole istigare alla violenza e l&#8217;autore o gli autori del gruppo anche spiegare che stanno cercando di fare un video, un film, un fumetto, e hanno immaginato cosa potesse accadere se un gruppo di persone pensasse di uccidere Berlusconi e il titolo del gruppo è quello dell&#8217;opera. Lo censurereste? Un po&#8217; come il film su Bush, &#8220;<a href="http://www.repubblica.it/2007/03/sezioni/spettacoli_e_cultura/death-president/death-president/death-president.html" target="_blank">Death of a president</a>&#8220;, che sollevò questioni ma non fu censurato.</p>
<p>La cosa che mi preoccupa non è una censura da parte di facebook, che forse c&#8217;è stata visto che ieri sera quando mi sono iscritto il gruppo si chiamava &#8220;Uccidiamo politicamente Berlusconi&#8221;, non mi preoccupa nemmeno una eventuale censura autorizzata dalla magistratura qualora questa avesse scoperto una vera organizzazione &#8220;terroristica&#8221;. <strong>Il mio unico grande problema è che la censura la compiano chi dovrebbe essere censurato dalla rete e dai giornalisti, ovvero i politici</strong>. Non posso pensare che se Alfano, o Maroni, domani decidesse di far chiudere un gruppo o un blog questi vengano chiusi senza se e senza ma. Credo che a verificare se una frase, un post, un commento, costituisca reato sia la magistratura che appunto ha il compito di far rispettare le leggi e non il Governo che invece le deve applicare né tantomeno il Parlamento che invece le leggi le fa.</p>
<p>Riassumendo:</p>
<ul>
<li>Se facebook decide di &#8220;censurare&#8221;, modificare, spostare un qualunque contenuto non me ne frega niente. È come nei forum, anzi, su facebook è più facile segnalare abusi che non mancano mai.</li>
<li>Se qualcuno pensa di denunciare perché si sente diffamato, minacciato, non deve essere il governo o il parlamento a decidere la chiusura di un sito, gruppo o contenuto. Le leggi in merito esistono già e la magistratura può verificare che queste siano rispettate.</li>
</ul>
<p>Berlusconi, ma qualunque presidente del consiglio, necessita di una sua protezione, questo senza ombra di dubbio. Purtroppo mi è solo parso che in questi giorni Berlusconi avesse solo bisogno di &#8220;conforto&#8221; dopo i colpi subiti, quindi ecco il bigliettino delle brigate rosse, palesemente <strong>falso</strong> e di cattivo gusto ed infine la polemica su internet considerato pericoloso perché si è scagliato contro il premier.</p>
<p><strong>Guido Scorza</strong> si <a href="http://www.guidoscorza.it/?p=1189" target="_blank">auspica</a> un dibattito su un confronto per stabilire regole, confini entro i quali un utente possa sentirsi libero di usare la rete. Anch&#8217;io avrei voluto che accadesse questo ma per come sono andate le cose ho la vaga impressione che quanto prima questo caso sarà usato come pretesto per giustificare atti censorei. I parlamentari al posto di affacciarsi nella rete e cercare di chiederci consigli, capire i meccanismi, pensano a chiudere, imporre limitazioni a casaccio.</p>
<p>Io mi batterò sempre affinché ci siano spazi come quelle sezioni dei forum dove tutti possano accedere e sapere che lì possono dire quel che vogliono.</p>
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		<title>GUGOL È IL PEGGIOR NEMICO DEI POLITICI</title>
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		<pubDate>Thu, 24 Sep 2009 18:16:56 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[I motori di ricerca sono i peggior nemici dei nostri politici. La Rete tiene a mente di tutto ciò che fanno, si può trovare tutto sulla loro carriera da politico o da puttaniere. Per rimediare a questo, ancor prima che gli italiani si sveglino dal sonno mediatico e incomincino a capire che su google si può trovare qualunque informazione di questo tipo con tanto di documentazione bisogna mettere un tappo! Questo tappo hanno già cercato di metterlo, ad esempio con il diritto all&#8217;oblio su internet lo scorso giugno con il ddl Lussana: “Nuove disposizioni per la tutela del diritto all’oblio su internet in favore delle persone già sottoposte a indagini o imputate in un processo penale”. A tal proposito vi invito a leggere la riflessione di Guido Scorza su questo ddl. È arrivato poi il cosiddetto diritto di rettifica con il ddl Alfano, ma contenuto ancora nel ddl Pecorella-Costa. In base a questo &#8220;diritto&#8221; per un qualunque sito informatico «le dichiarazioni o le rettifiche sono pubblicate entro quarantotto ore dalla richiesta, con le stesse caratteristiche grafiche, la stessa metodologia di accesso al sito e la stessa visibilità della notizia cui si riferiscono». Non credete che scrivere (notizie fondate e documentate [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-256" title="uominicheodianoledonne" src="http://www.damianozito.org/wp-content/uploads/2009/09/uominicheodianoledonne.jpg" alt="uominicheodianoledonne" width="580" height="387" /></p>
<p>I motori di ricerca sono i peggior nemici dei nostri politici. La Rete tiene a mente di tutto ciò che fanno, si può trovare tutto sulla loro carriera da politico o da puttaniere. Per rimediare a questo, ancor prima che gli italiani si sveglino dal sonno mediatico e incomincino a capire che su google si può trovare qualunque informazione di questo tipo con tanto di documentazione bisogna mettere un tappo!</p>
<p>Questo tappo hanno già cercato di metterlo, ad esempio con il diritto all&#8217;oblio su internet lo scorso giugno con il ddl Lussana: <em>“Nuove disposizioni per la tutela del diritto all’oblio su internet in favore delle persone già sottoposte a indagini o imputate in un processo penale”. </em>A tal proposito vi invito a leggere la <a href="http://www.guidoscorza.it/?p=842" target="_blank">riflessione di Guido Scorza</a> su questo ddl.</p>
<p>È arrivato poi il cosiddetto diritto di rettifica con il ddl Alfano, ma contenuto ancora nel ddl Pecorella-Costa. In base a questo &#8220;diritto&#8221; per un qualunque sito informatico «<em>le dichiarazioni o le <strong>rettifiche</strong> sono pubblicate <strong>entro quarantotto ore dalla richiesta</strong>, con le stesse caratteristiche grafiche, la stessa metodologia di accesso al sito e la stessa visibilità della notizia cui si riferiscono</em>».</p>
<p>Non credete che scrivere (notizie fondate e documentate naturalmente) su wikipedia diventerà sempre più complicato? O pubblicare video su youtube visto che per prodotto di naturale editoriale si intende qualunque informazione viene resa accessibile al pubblico anche con supporto informatico?</p>
<p>Al diavolo quindi la libertà di informazione.</p>
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