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	<title>il Blog di Damiano Zitoantonino monteleone | il Blog di Damiano Zito</title>
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		<title>Domande, domande, domande a Massimo D&#8217;Alema</title>
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		<pubDate>Fri, 10 Dec 2010 13:41:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>damiano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Le malelingue dicono le cose peggiori su di lui. A peggiorare la situazione o a confermarla, le corrispondenze tra le ambasciate pubblicate da Wikileaks che parlano di Massimo D&#8217;Alema come un ottimo interlocutore di Berlusconi che aveva cercato in baffino una spalla su cui appoggiarsi per far approvare le leggi di proprio interesse. Il giusto interlocutore dunque, lo «smartest guy in the room» che dialoga con B. ripagato &#8211; dicono sempre i cattivi commentatori &#8211; con: la candidatura a Ministro degli Esteri dell&#8217;Unione Europea (ma senza successo) la candidatura a Presidente del Copasir, il Comitato per la sicurezza della Repubblica italiana (questa con grande successo) D&#8217;Alema, anche noto come Baffino o Lìder Maximo, è un politico furbo, ritenuto responsabile di molte delle sconfitte del centrosinistra italiano, la impersonificazione della nomenklatura. Non a caso i candidati alle primarie da lui sostenuti hanno perso le Primarie del Partito Democratico. Vederlo in leggera difficoltà è raro, ma è altrettanto rarissimo trovare un giornalista che lo tartassi di domande, una dietro l&#8217;altra, senza quasi prendere fiato. Domande, domande, domande a cui segue un evidente imbarazzo dell&#8217;attuale Presidente del Copasir il quale rimanda il cronista a studiare sulle carte della legislatura che lui capeggiò come [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a rel="attachment wp-att-2668" href="http://www.damianozito.org/blog/2010/politica/domande-domande-domande-a-massimo-dalema/attachment/massimo_dalema/"><img class="aligncenter size-full wp-image-2668" title="massimo_d'alema" src="http://www.damianozito.org/wp-content/uploads/2010/12/massimo_dalema.jpg" alt="" width="599" height="355" /></a></p>
<p><strong>Le malelingue </strong>dicono le cose peggiori su di lui. A peggiorare la situazione o a confermarla, le corrispondenze tra le ambasciate <strong>pubblicate da Wikileaks</strong> che parlano di <strong>Massimo D&#8217;Alema</strong> come un ottimo interlocutore di <strong>Berlusconi</strong> che aveva cercato in baffino una spalla su cui appoggiarsi per far approvare le leggi di proprio interesse.</p>
<p>Il giusto interlocutore dunque, lo «smartest guy in the room» che dialoga con B. ripagato &#8211; dicono sempre i cattivi commentatori &#8211; con:</p>
<ul>
<li>la candidatura a <strong>Ministro degli Esteri dell&#8217;Unione Europea</strong> (ma <strong>senza successo</strong>)</li>
<li>la candidatura a Presidente del Copasir, il Comitato per la sicurezza della Repubblica italiana (questa con <strong>grande successo</strong>)</li>
</ul>
<p>D&#8217;Alema, anche noto come Baffino o Lìder Maximo, è un politico furbo, ritenuto responsabile di molte delle sconfitte del centrosinistra italiano, la impersonificazione della nomenklatura. Non a caso i candidati alle primarie da lui sostenuti hanno perso le <strong>Primarie del Partito Democratico</strong>.</p>
<p>Vederlo in leggera difficoltà è raro, ma è altrettanto rarissimo trovare un giornalista che lo tartassi di domande, una dietro l&#8217;altra, senza quasi prendere fiato. Domande, domande, domande a cui segue un evidente imbarazzo dell&#8217;attuale Presidente del Copasir il quale rimanda il cronista a studiare sulle carte della legislatura che lui capeggiò come capo di Governo.</p>
<p>
foto: <a href="http://www.flickr.com/photos/tonidefalco/" target="_blank">Toni De Falco</a>
</p>
<p></p>
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=PatJplcuGL4">http://www.youtube.com/watch?v=PatJplcuGL4</a></p>
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		<title>Provare vergogna</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Apr 2010 14:04:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>damiano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Forse Reggio Calabria ancora non è una città pronta ad applaudire la cattura di latitanti e mafiosi che sono sempre in numero maggiore a finire dentro la rete di Renato Cortese. Sono però certo che manca solo un input che spinga i cittadini onesti e per bene ad uscire dalla cappa della paura e che i tempi stanno facendo maturare coscienze pulite. Lo testimonia la solidarietà dei cittadini reggini che a gennaio &#8211; dopo la bomba alla procura &#8211; hanno manifestato ai magistrati calabresi. Ciononostante vi sono spettacoli per i quali non si può andare fieri, al punto da farci provare vergogna. Antonino Monteleone, ne ha provata certamente tanta nel presentarci come è stata accolta &#8211; dai familiari &#8211; la cattura del latitante Giovanni Tegano a Reggio Calabria. &#8220;Buona visione!&#8221; http://www.youtube.com/watch?v=I9jxIMRQlT8 http://www.youtube.com/watch?v=gImC-JcvE3E]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Forse Reggio Calabria ancora non è una città pronta ad applaudire la cattura di latitanti e mafiosi che sono sempre in numero maggiore a finire dentro la rete di Renato Cortese. Sono però certo che manca solo un input che spinga i cittadini onesti e per bene ad uscire dalla cappa della paura e che i tempi stanno facendo maturare coscienze pulite. Lo testimonia la solidarietà dei cittadini reggini che a gennaio &#8211; dopo la bomba alla procura &#8211; hanno manifestato ai magistrati calabresi.</p>
<p>Ciononostante vi sono spettacoli per i quali non si può andare fieri, al punto da farci provare vergogna. Antonino Monteleone, ne ha provata  certamente tanta nel presentarci come è stata accolta &#8211; dai familiari &#8211; la cattura del  latitante Giovanni Tegano a Reggio Calabria.</p>
<p>&#8220;Buona visione!&#8221;</p>
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=I9jxIMRQlT8">http://www.youtube.com/watch?v=I9jxIMRQlT8</a></p>
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=gImC-JcvE3E">http://www.youtube.com/watch?v=gImC-JcvE3E</a></p>
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		<title>Se la &#8216;Ndrangheta fa sul serio</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Mar 2010 16:52:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>damiano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il 2010 in Calabria è iniziato così &#8220;Bomba alla procura di Reggio Calabria&#8220;. Era il 3 gennaio 2010. Un inizio davvero col botto. Qualche giorno dopo Annozero fa vedere le immagini riprese dalle telecamere a circuito chiuso. I fotogrammi in bianco e nero mostrano due persone, un uomo e (probabilmente) una donna su uno scooter che sembra un Honda Sh. Il passeggero, scende, piazza la bomba, risale sul motorino, la donna alla guida riparte e&#8230;boooom!!! Poche ore e a Rosarno invece scoppia la rivolta africana che mette a soqquadro l&#8217;intera cittadina della Piana di Gioia Tauro. I media puntano i riflettori e la Calabria è sotto l&#8217;occhio della nazione intera. Roberto Maroni commenterà ai microfoni: &#8220;Troppa tolleranza con i clandestini&#8221;. Dopo i disordini, i rosarnesi organizzano una manifestazione. Lo striscione con su la scritta &#8220;Speriamo un giorno di poter dire c&#8217;era una volta la mafia&#8221; non verrà &#8220;gentilmente&#8221; fatto esporre. Degli africani non se ne è sentito più parlare. Intanto il gioco non vale più la candela e le arance sono rimaste attaccate sui rami. Raccoglierle e venderle non conviene più. Chissà se l&#8217;Europa in merito ha delle responsabilità. Il periodo delle arance si conclude il 21 gennaio con la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-1130" href="http://www.damianozito.org/2010/calabria/se-la-ndrangheta-fa-sul-serio/attachment/procura_reggio/"><img class="aligncenter size-full wp-image-1130" title="Procura_Reggio" src="http://www.damianozito.org/wp-content/uploads/2010/03/Procura_Reggio.jpeg" alt="" width="504" height="334" /></a></p>
<p>Il 2010 in Calabria è iniziato così &#8220;<a href="http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/cronaca/2010/01/03/visualizza_new.html_1650857811.html" target="_blank">Bomba alla procura di Reggio Calabria</a>&#8220;. Era il 3 gennaio 2010. Un inizio davvero col botto. Qualche giorno dopo <strong>Annozero</strong> fa vedere le immagini riprese dalle telecamere a circuito chiuso. I fotogrammi in bianco e nero mostrano due persone, un uomo e (probabilmente) una donna su uno scooter che sembra un Honda Sh. Il passeggero, scende, piazza la bomba, risale sul motorino, la donna alla guida riparte e&#8230;boooom!!!</p>
<p>Poche ore e a <strong>Rosarno</strong> invece scoppia la rivolta africana che mette a soqquadro l&#8217;intera cittadina della Piana di Gioia Tauro. I media puntano i riflettori e la Calabria è sotto l&#8217;occhio della nazione intera. <strong>Roberto Maroni </strong>commenterà ai microfoni: &#8220;Troppa tolleranza con i clandestini&#8221;. Dopo i disordini, i rosarnesi organizzano una manifestazione. Lo striscione con su la scritta &#8220;Speriamo un giorno di poter dire c&#8217;era una volta la mafia&#8221; <a href="http://www.youtube.com/watch?v=jmP9JJuB5VQ" target="_blank">non verrà </a>&#8220;gentilmente&#8221; fatto esporre.</p>
<p>Degli africani non se ne è sentito più parlare. Intanto il gioco non vale più la candela e le arance sono rimaste attaccate sui rami. Raccoglierle e venderle non conviene più. Chissà se l&#8217;Europa in merito ha delle responsabilità.</p>
<p>Il periodo delle arance si conclude il 21 gennaio con la <a href="http://www.corriere.it/politica/10_gennaio_21/napolitano-ordine_9ea31cfa-0688-11df-a8ce-00144f02aabe.shtml" target="_blank">venuta</a> del Presidente della Repubblica, <strong>Giorgio Napolitano</strong>. Viene ritrovata un&#8217;auto con fucili e pistole. &#8220;Possibile intimidazione contro lo stato&#8221;. Il saluto del Presidente e poi tutti a casa, della Calabria non si saprà più nulla.</p>
<p>Del silenzio dei massmedia se ne è <a href="http://strill.it/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=62850%3Andrangheta-pignatone-sprona-cittadini-e-massmedia-qbasta-silenzioq&amp;catid=1%3Aultime&amp;Itemid=119" target="_blank">lamentato</a> il Procuratore Capo di Reggio Calabria, <strong>Giuseppe Pignatone</strong>. In particolare del silenzio fino alla bomba del 3 gennaio e sulle operazioni di polizia come quella del sequestro di 500 kg di cocaina al Porto di Gioia Tauro.</p>
<p>***</p>
<p>Torniamo un po&#8217; alle bombe. La notte del 5 febbraio viene <a href="http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/cronaca/2010/01/03/visualizza_new.html_1650857811.html">incendiata</a> l&#8217;auto di <strong>Antonino Monteleone</strong>, giovanissimo giornalista free-lance. Pochi giorni prima, <strong>Giuseppe Lombardo</strong>, sostituto procuratore della Dda di Reggio Calabria è stato<a href="http://www.ansa.it/web/notizie/regioni/calabria/2010/01/25/visualizza_new.html_1677490934.html"> destinatario</a> di una busta con proiettile e minacce, era il 25 gennaio.</p>
<p>Un altro giornalista, <a href="http://www.asca.it/regioni-_NDRANGHETA__MINACCE_DI_MORTE_A_GIORNALISTA_BALDESSARRO-472443-calabria-4.html" target="_blank">Giuseppe Baldessarro</a>, il 26 febbraio riceve minacce di morte. Poi, il 6 marzo, è il collaboratore di giustizia, pentito di &#8216;ndrangheta, <strong>Gerardo D&#8217;Urzo</strong> a far recapitare una lettera alla parlamentare del Pdl <strong>Angela Napoli</strong>. Secondo il pentito le cosche della piana avevano <a href="http://www.ansa.it/legalita/rubriche/cronaca/2010/03/08/visualizza_new.html_1731178259.html" target="_blank">progettato</a> un attentato per ucciderla. Appena un mese dopo, altri <a href="http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/cronaca/2010/03/07/visualizza_new.html_1731052491.html" target="_blank">proiettili</a> fatti <a href="http://espresso.repubblica.it/dettaglio/vibo-valentia-16:27/3759668/7" target="_blank">recapitare</a> ad altri servitori dello Stato. <strong>Antonio De Bernardo</strong>, sostituto procuratore della Dda di Reggio Calabria e <strong>Mario Spagnuolo</strong> procuratore capo di Vibo Valentia. Siamo al 7 marzo. E ad appena tre mesi dall&#8217;inizio del nuovo anno. Buone elezioni.</p>
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		<title>Appello alla rete per la tutela di Antonino Monteleone, cui hanno incendiato l&#8217;auto in Calabria</title>
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		<pubDate>Fri, 05 Feb 2010 08:09:00 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.damianozito.org/wp-content/uploads/2010/02/Antonino-Monteleone.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-894" title="Antonino Monteleone" src="http://www.damianozito.org/wp-content/uploads/2010/02/Antonino-Monteleone-278x300.jpg" alt="" width="278" height="300" /></a>Un post veloce, per cogliere l&#8217;appello di Emiliano Morrone. Questa notte hanno <strong>incendiato l&#8217;auto di Antonino Monteleone</strong>, un giornalista che fa inchiesta tutti i giorni e ci tiene informati su alcuni dei più importanti processi che si svolgono nei tribunali italiani. <strong>Questo blog supporta Antonino con tutti i modi e i mezzi che può</strong>! Di seguito l&#8217;appello di Emiliano Morrone:</p>
<blockquote><p>L&#8217;ho appreso adesso. Da Facebook. Stavo per andare a dormire. Inquieto per le minacce ricevute dal pm Pierpaolo Bruni, recapitate da un codardo anonimo che per e-mail le ha mandate alla redazione di &#8220;il Crotonese&#8221;, il mio giornale. Hanno incendiato l&#8217;auto del giornalista Antonino Monteleone (nella foto in alto a sinistra), un giovane professionista d&#8217;immenso coraggio e valore, da sempre impegnato a raccontare affari e reati di criminalità e poteri forti. Uno che fa inchiesta vera, che ha sempre la notizia, che segue e conosce processi molto importanti; a Marcello Dell&#8217;Utri e ad Antonio Bassolino, giusto per dare dei riferimenti.</p>
<p>Perché dice la verità, Antonino è stato riempito di querele, e ogni volta ha vinto. Non ha mai avuto paura e non ne avrà.</p>
<p>Non posso credere che la Calabria sia questa, che chi scrive, chi indaga per sconfiggere la mafia, il male peggiore del Mezzogiorno e dell&#8217;Italia, venga intimidito con tale facilità. No, non posso. Ora dobbiamo muoverci e si deve muovere lo Stato.</p>
<p>In questo momento, voglio che facciamo quadrato attorno ad Antonino, che lo proteggiamo con l&#8217;informazione e l&#8217;intervento collettivo, martellante.</p>
<p>Il vigliacco che ha usato questa violenza deve sapere, come il suo sporco mandante, che siamo con Antonino, che non è e non sarà mai solo. Deve sapere che noi siamo più forti di loro, che per imporsi hanno bisogno di armi e rifugi. Soprattutto dobbiamo reagire con la parola, coinvolgendo tutti i nostri amici, la stampa, l&#8217;opinione pubblica. Perché Antonino è la voce della Calabria bella, della Calabria che non tace, dell&#8217;informazione con la maiuscola.</p>
<p>Passiamo parola e facciamo in modo che su questa vicenda non cali il silenzio. Antonino Monteleone deve essere tutelato. Diversamente, sarà una nostra sconfitta.</p>
<p>Emiliano Morrone</p></blockquote>
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