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	<title>il Blog di Damiano Zitoblog | il Blog di Damiano Zito</title>
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		<title>Blog vs Social Network</title>
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		<pubDate>Mon, 11 Apr 2011 19:59:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>damiano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Oggi ho scritto un post per il Fatto Quotidiano sui blog e sui social network che ne hanno determinato forti cambiamenti. L&#8217;opinione altrui mi interessa molto per continuare a parlarne, quindi lasciate un commento sotto l&#8217;articolo, o qui o sotto la pagina dell&#8217;articolo sul sito del Fatto. &#160; &#160;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.damianozito.org/?attachment_id=3894"><img class="aligncenter size-full wp-image-3894" title="blog-people-blogging-writing" src="http://www.damianozito.org/wp-content/uploads/2011/04/blog-people-blogging-writing.jpg" alt="" width="610" height="397" /></a></p>
<p>Oggi ho scritto un<a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/04/11/i-social-network-uccidono-i-blog/103619/" target="_blank"> post</a> per il <strong><em>Fatto Quotidiano</em></strong> sui blog e sui social network che ne hanno determinato forti cambiamenti. L&#8217;opinione altrui mi interessa molto per continuare a parlarne, quindi lasciate un commento sotto l&#8217;articolo, o qui o <a title="I social network uccidono i blog?" href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/04/11/i-social-network-uccidono-i-blog/103619/" target="_blank">sotto la pagina dell&#8217;articolo</a> sul sito del Fatto.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Social Media Week, Come è Cambiato il Giornalismo Dopo Twitter e WikiLeaks? [Liveblogging]</title>
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		<pubDate>Tue, 08 Feb 2011 15:33:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>damiano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Direttamente dal Social Media Week di Roma: si discute di &#8220;Informazione Liquida: come è cambiato il giornalismo dopo Twitter e WikiLeaks&#8221;. Modera Marco Montemagno (conduttore di IoReporter su Sky TG24), ospiti: Emilio Carelli (direttore di SkyTG24) Luca Dini (direttore di Vanity Fair ) Tommaso Tessarolo (direttore di Current), Alessandro Giglioli (giornalista L’Espresso), Giancarlo Vergori (direttore generale di Matrix/Virgilio), Fabrizio Falconi (caporedattore Agenzia News Mediaset) Un interessantissimo dibattito sul giornalismo e la comunicazione, sopratutto in Italia, ai tempi di Twitter, Wikileaks e dei social network. Cosa è cambiato nelle redazioni dei giornali? Per il giornalismo televisivo l&#8217;importante testimonianza del direttore di Sky Tg24, Emilio Carelli, il quale ha specificato come la sua redazione sia formata da forze prevalentemente giovani. Oggi chiunque può essere giornalista e pubblicare un video, un immagine o un tweet. Bastano una videocamera e un cellulare con connessione a internet e le informazioni sono accessibili a chiunque e il suo tg ha saputo capire queste evoluzioni. Ci sono però realtà diverse all&#8217;interno della rete internet. Parliamo di Facebook. Una rete dentro la rete, una piattaforma in mano al suo Ceo mark Zuckerberg che ha un pubblico così vasto tanto che se lo stesso Zuckerberg volesse interagire con un miliardo di persone lo può fare tranquillamente. E chissà se [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img style="display: block; margin-right: auto; margin-left: auto;" src="http://www.damianozito.org/wp-content/uploads/2011/02/wpid-IMG_20110208_161729.jpg" alt="image" /></p>
<p>Direttamente dal Social Media Week di Roma: si discute di &#8220;Informazione Liquida: come è cambiato il giornalismo dopo Twitter e WikiLeaks&#8221;. Modera <strong>Marco Montemagno </strong>(conduttore di<a href="http://tg24.sky.it/tg24/ioReporter/ioreporter_home.html"> <strong>IoReporter</strong></a> su Sky TG24)<strong>, </strong>ospiti: Emilio Carelli (direttore di <strong><a href="http://tg24.sky.it/tg24/">SkyTG24</a></strong>) Luca Dini (direttore di <strong><a href="http://www.vanityfair.it/">Vanity Fair</a> </strong>) Tommaso Tessarolo (direttore di <strong><a href="http://current.com/">Current</a></strong>), Alessandro Giglioli (giornalista <strong><a href="http://espresso.repubblica.it/">L’Espresso</a></strong>), Giancarlo Vergori (direttore generale di Matrix/<strong><a href="http://www.virgilio.it/">Virgilio</a></strong>), Fabrizio Falconi (caporedattore <strong><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/NewsMediaset">Agenzia News Mediaset</a></strong>)</p>
<p>Un interessantissimo dibattito sul giornalismo e la comunicazione, sopratutto in Italia, ai tempi di Twitter, Wikileaks e dei social network. Cosa è cambiato nelle redazioni dei giornali?</p>
<p>Per il giornalismo televisivo l&#8217;importante testimonianza del direttore di <em>Sky Tg24</em>, <strong>Emilio Carelli</strong>, il quale ha specificato come la sua redazione sia formata da forze prevalentemente giovani. Oggi chiunque può essere giornalista e pubblicare un video, un immagine o un tweet. Bastano una videocamera e un cellulare con connessione a internet e le informazioni sono accessibili a chiunque e il suo tg ha saputo capire queste evoluzioni.</p>
<p>Ci sono però realtà diverse all&#8217;interno della rete internet. Parliamo di Facebook. Una rete dentro la rete, una piattaforma in mano al suo Ceo mark Zuckerberg che ha un pubblico così vasto tanto che se lo stesso Zuckerberg volesse interagire con un miliardo di persone lo può fare tranquillamente. E chissà se Obama &#8211; ad esempio &#8211; riesce a comunicare con così tante persone in contemporanea, si chiede Marco Montemagno.<br />
Ma su internet dove i blog sono in rete ormai da dieci anni, ci sono elementi importanti per avere successo e popolarità. Innanzitutto <strong>autorevolezza</strong>, una<strong> buona reputazione</strong> e <strong>professionalità</strong>. Sono tre elementi che messi insieme costituiscono i giusti ingredienti per un&#8217;ottima ricetta che serve a far funzionare un sito o un blog, spiegati da <strong>Alessandro Gilioli</strong> che viene da una grande esperienza in questo campo specie col suo piovorane.it.</p>
<p>Dal pubblico sono arrivati vari spunti di riflessione su come i mass-media e i giornali dovrebbero trattare le notizie e quindi andare a cercare le fonti (anche) su twitter. Come ha fatto e continua a fare Al Jazeera. Serve quindi un nuovo modo di selezionare persone che sappiano trovare queste notizie in rete e che quindi abbiano facilità a muoversi sul web.</p>
<p>Un&#8217;interessante domanda è stata posta da Montemagno al pubblico: &#8220;quanto siete soddisfatti dell&#8217;informazione in Italia?&#8221;. La risposta ha necessitato di essere scomposta secondo i diversi settori: televisivo, cartaceo, internet. Quest&#8217;ultimo ha prevalso sugli altri. Sul cartaceo molte perplessità, mentre il giornalismo televisivo è stato completamente bocciato da un pubblico evidentemente molto attento alle nuove tecnologie e quindi ad un&#8217;informazione più controllata e più democratica.</p>
<p>Qui sotto un po&#8217; di liveblogging dell&#8217;evento. Seguiranno altri contenuti multimediali.</p>
<div id="liveblog-3303"><div id="liveblog-entry-3313"><p><strong>17.57</strong></p><p>ora si parla dell&#8217;intervista a Julian Assange fatta su Agoravox. Secondo mr WikiLeaks in italia non c&#8217;è giornalismo di inchiesta.</p>
<div style="width:100%; height:1px; background-color:#6f6f6f; margin-bottom:3px;"></div></div><div id="liveblog-entry-3312"><p><strong>17.56</strong></p><p>Molte domande per capire come oggi si veicolano e si producono informazioni </p>
<div style="width:100%; height:1px; background-color:#6f6f6f; margin-bottom:3px;"></div></div><div id="liveblog-entry-3311"><p><strong>17.08</strong></p><p>Rivoluzioni dentro Mediaset che presto lancerà un canale all-news.</p>
<div style="width:100%; height:1px; background-color:#6f6f6f; margin-bottom:3px;"></div></div><div id="liveblog-entry-3308"><p><strong>16.58</strong></p><p>Si parla di modello di business sul web.</p>
<div style="width:100%; height:1px; background-color:#6f6f6f; margin-bottom:3px;"></div></div><div id="liveblog-entry-3307"><p><strong>16.50</strong></p><p>L&#8217;esempio dell&#8217; Hiffington Post è illuminante. In Italia tutti provano a fare il proprio Huffington ma nessuno ci riesce&#8230;</p>
<div style="width:100%; height:1px; background-color:#6f6f6f; margin-bottom:3px;"></div></div><div id="liveblog-entry-3306"><p><strong>16.48</strong></p><p>Alessandro Gilioli ha parlato di reputazione in Rete e pubblicazione delle fonti come fattore per aumentarla. </p>
<div style="width:100%; height:1px; background-color:#6f6f6f; margin-bottom:3px;"></div></div></div>
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		<title>Avviso: Nuova grafica al Blog</title>
		<link>http://www.damianozito.org/blog/2011/satira/avviso-nuova-grafica-al-blog/3003</link>
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		<pubDate>Sat, 22 Jan 2011 21:06:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>damiano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Come alcuni di voi avranno già notato la grafica del blog è (leggermente) cambiata. Il Blog infatti ha cambiato il tema di WordPress, ovvero la piattaforma su cui gira il sito, passando da Mystique a Sight creato dal team di WpShower ma modificato da chi vi scrive. L&#8217;intento (riuscito?) era e rimane quello di avere un sito più leggero e quindi facilmente consultabile, con una grafica più minimal. In particolare è cambiato (punto 1) l&#8217;header, cioè la parte alta del Blog, il quale è stato ristretto ed ospita il modulo di ricerca e i collegamenti ai vari social network per chi volesse rimanere in contatto col Blog e il suo autore. Al punto 2 è evidenziato nell&#8217;immagine di questo post il nuovo slider dove scorrono alcuni articoli ritenuti interessanti o attuali. Infine il punto 3, cioè la possibilità di visualizzare i post in formato lista o formato griglia tramite gli appositi pulsanti: provare per credere! Per il momento insomma sono questi i cambiamenti sostanziali del sito, ma non sono esclusi miglioramenti. Per suggerimenti fatevi avanti! Dunque, vi piace la nuova grafica?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a rel="attachment wp-att-3004" href="http://www.damianozito.org/blog/2011/satira/avviso-nuova-grafica-al-blog/attachment/blog-damiano-zito-tema-sight/" target="_blank"><img class="aligncenter size-full wp-image-3004" title="blog-damiano-zito-tema-sight" src="http://www.damianozito.org/wp-content/uploads/2011/01/blog-damiano-zito-tema-sight.jpg" alt="" width="610" height="408" /></a></p>
<p>Come alcuni di voi avranno già notato la grafica del blog è (leggermente) cambiata. Il Blog infatti ha cambiato il tema di WordPress, ovvero la piattaforma su cui gira il sito, passando da <a href="http://digitalnature.ro/projects/mystique/" target="_blank">Mystique</a> a <a href="http://www.google.it/url?sa=t&amp;source=web&amp;cd=1&amp;ved=0CBcQFjAA&amp;url=http%3A%2F%2Fwpshower.com%2Ffree-wordpress-themes%2Fsight-1-0-free-wordpress-theme%2F&amp;ei=f0Q7TeaPOcLtOcaOmM0L&amp;usg=AFQjCNEn3GGYlxFfnDVinyN2IVBIookk0Q&amp;sig2=tGxaFlUrIF53PYUa8ktiPA" target="_blank">Sight</a> creato dal team di <a href="http://wpshower.com" target="_blank">WpShower</a> ma modificato da chi vi scrive.</p>
<p>L&#8217;intento (riuscito?) era e rimane quello di avere un sito <strong>più leggero e quindi facilmente consultabile</strong>, con una grafica più <strong>minimal</strong>. In particolare è cambiato (punto 1) l&#8217;header, cioè la parte alta del Blog, il quale è stato ristretto ed ospita il modulo di ricerca e i collegamenti ai vari social network per chi volesse rimanere in contatto col Blog e il suo autore.</p>
<p>Al punto 2 è evidenziato nell&#8217;immagine di questo post il nuovo slider dove scorrono alcuni articoli ritenuti interessanti o attuali. Infine il punto 3, cioè la possibilità di visualizzare i post in formato lista o formato griglia tramite gli appositi pulsanti: provare per credere!</p>
<p>Per il momento insomma sono questi i cambiamenti sostanziali del sito, ma non sono esclusi miglioramenti. Per suggerimenti fatevi avanti!</p>
<p><strong>Dunque, vi piace la nuova grafica?</strong></p>
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		<title>Debutto su ilfattoquotidiano.it</title>
		<link>http://www.damianozito.org/blog/2010/politica/debutto-su-ilfattoquotidiano-it/2478</link>
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		<pubDate>Sun, 24 Oct 2010 14:26:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>damiano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Oggi debutto sul Fatto Quotidiano.it con un nuovo blog, il primo post riguarda la vicenda di Avetrana. Come i giornalisti o presunti tali informano i cittadini. Un post nato dopo aver visto il servizio delle Iene firmato Enrico Lucci e la puntata di L&#8217;Ultima Parola condotto da Gianluigi Paragone. Non mi dilungo più di tanto, buona lettura. Ringrazio gli amici del Fatto che mi hanno imbarcato! dz]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a rel="attachment wp-att-2479" href="http://www.damianozito.org/blog/2010/politica/debutto-su-ilfattoquotidiano-it/attachment/dz_fatto/" target="_blank"><img class="size-medium wp-image-2479 aligncenter" title="dz_fatto" src="http://www.damianozito.org/wp-content/uploads/2010/10/dz_fatto-300x187.png" alt="" width="240" height="150" /></a></p>
<p style="text-align: center;">
<p style="text-align: left;"><strong>Oggi debutto sul <em>Fatto Quotidiano.it</em></strong> con un <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/blog/gdzito/" target="_blank">nuovo blog</a>, il <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/10/24/avetrana-e-lo-stalking-mediatico/73404/" target="_blank">primo post</a> riguarda la vicenda di Avetrana. Come i giornalisti o presunti tali informano i cittadini. Un post nato dopo aver visto il servizio delle Iene firmato Enrico Lucci e la puntata di L&#8217;Ultima Parola condotto da Gianluigi Paragone. Non mi dilungo più di tanto, <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/10/24/avetrana-e-lo-stalking-mediatico/73404/" target="_blank">buona lettura</a>.</p>
<p>Ringrazio gli amici del Fatto che mi hanno imbarcato!</p>
<p>dz</p>
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		<title>Premo invio e vado avanti</title>
		<link>http://www.damianozito.org/blog/2010/senza-categoria/premo-invio-e-vado-avanti/2122</link>
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		<pubDate>Mon, 12 Jul 2010 22:45:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>damiano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Tenere un blog aperto per parlare di attualità è faticoso. In fondo pochi noteranno che sto scrivendo poco e niente, ogni giorno ci scorrono così tante cose davanti ai nostri occhi che di alcune cose non ci rendiamo conto che non ci sono più. Certo, pochi giorni fa sono stato in mezzo alla manifestazione degli aquilani, alla manifestazione contro la legge bavaglio. Ogni tanto comunico da questo umile spazio qualche considerazione personale, altre volte non comunico per niente, altre ancora scrivo senza pensare. Che pessimo scrittore. Ora mi ritaglio un po&#8217; di spazio anche in questo spazio, in fondo un blog è come un diario. E io il diario non ce l&#8217;ho mai avuto. O meglio, avevo i diari di Radio Dee Jay alle scuole medie. Poi il diario della Comix il primo anno di scuola superiore. Mentre i diari della scuola media, che da qualche parte ancora conservo, c&#8217;erano un mucchio di scemenze scritte, il diario della Comix è rimasto vuoto. Così come lo avevo comprato. Però la mia attitudine per il web mi ha portato a scoprire quanto non avevo mai fatto prima. Scrivo. E chi lo avrebbe mai detto? Nessuno dei miei amici di infanzia scriveva su [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a rel="attachment wp-att-2123" href="http://www.damianozito.org/blog/2010/senza-categoria/premo-invio-e-vado-avanti/attachment/enter/"><img class="aligncenter size-full wp-image-2123" title="enter" src="http://www.damianozito.org/wp-content/uploads/2010/07/enter.jpg" alt="" width="600" height="400" /></a></p>
<p><strong>Tenere un blog aperto per parlare</strong> di attualità è faticoso. In fondo pochi noteranno che sto scrivendo poco e niente, ogni giorno ci scorrono così tante cose davanti ai nostri occhi che di alcune cose non ci rendiamo conto che non ci sono più.</p>
<p>Certo, pochi giorni fa sono stato in mezzo alla manifestazione degli aquilani, alla manifestazione contro la legge bavaglio. Ogni tanto comunico da questo umile spazio qualche considerazione personale, altre volte non comunico per niente, altre ancora scrivo senza pensare. Che pessimo scrittore.</p>
<p>Ora mi ritaglio un po&#8217; di spazio anche in questo spazio, in fondo un blog è come un diario. E io il diario non ce l&#8217;ho mai avuto. O meglio, avevo i diari di Radio Dee Jay alle scuole medie. Poi il diario della Comix il primo anno di scuola superiore. Mentre i diari della scuola media, che da qualche parte ancora conservo, c&#8217;erano un mucchio di scemenze scritte, il diario della Comix è rimasto vuoto. Così come lo avevo comprato.</p>
<p><strong>Però la mia attitudine per il web mi ha portato </strong>a scoprire quanto non avevo mai fatto prima. Scrivo. E chi lo avrebbe mai detto? Nessuno dei miei amici di infanzia scriveva su un diario personale. E a scuola eravamo tutti delle frane complete nei temi di italiano. Io alzavo un po&#8217; la media dei voti, ma non per bravura nell&#8217;esposizione dei contenuti, ma perché non facevo errori di grammatica. E che errori, anzi orrori!</p>
<p>Se ora vi sembra di leggere un post senza senso, è normale. È solo che sto scrivendo mentre penso a come strutturare alcuni paragrafi della mia tesi per la laurea triennale. Non ve ne parlo perché per voi sarà di una noia assoluta. A me però piace.</p>
<p><strong>Ecco con questo post voglio solo tenervi aggiornati.</strong> A voi e al blog. Quante volte mi sono detto: «oggi non ho aggiornato il blog». Poi però continuavo dicendo:«ma chi me lo fa fare?».</p>
<p>Appunto. Chi me lo fa fare? Se non lo avete capito è perché mi piace scrivere. Mi piace l&#8217;idea di avere uno spazio dove esprimermi ed esercitarmi, perché in fondo il blog è anche una palestra per la scrittura.</p>
<p>Poi ci sono dei riscontri quotidiani: ho conosciuto di persona alcuni miei lettori, e fa davvero piacere vederli materializzati.</p>
<p>È vero, costa fatica scrivere un post, essere aggiornati, installare i nuovi plugin o gli ultimi aggiornamenti a WordPress (senza che niente vada storto), però tutto questo mi piace.</p>
<p>E infine c&#8217;è chi mi sostiene moralmente (e di recente anche economicamente) per tenere aperto questo spazio. Mi sembra un buon motivo per andare avanti.</p>
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		<title>Un ddl per salvare i Blog: proposta di Vincenzo Vita contro la legge bavaglio</title>
		<link>http://www.damianozito.org/blog/2010/informazione/un-ddl-per-salvare-i-blog-proposta-di-vincenzo-vita-contro-la-legge-bavaglio/2062</link>
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		<pubDate>Fri, 02 Jul 2010 09:09:34 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Ieri a piazza Navona si difendeva la libertà di informare e di essere informati. Difendere questi diritti oggi è significativo perché i tentativi di censura sono all&#8217;ordine del giorno e purtroppo riguardano anche i blog e i siti che fanno informazione. I tentativi di imbavagliare la Rete non piovono dal cielo per motivi dovuti al caso, ma fanno parte di un preciso progetto, che se volete, mira proprio a cancellare il pensiero critico. Internet non rappresenta la fonte di Verità in assoluto e nessuno deve pensare di detenerla. Ma fa parte di uno spirito di pluralità avere più voci da ascoltare per farsi un&#8217;opinione, anche i blog in questo caso, hanno la loro parte. Sta al lettore decidere quanto sia affidabile questa o quella fonte, e sta a chi scrive conquistare la fiducia dei lettori. Però i blog non sono un giornale, i blogger non sono sempre giornalisti professionisti, non sono editori e nonostante l&#8217;influenza che possono avere non possono essere sottoposti alla stessa regolamentazione di un giornalista che fa informa per professione. Certo, se uno scrive diffamando, come minimo deve rettificare, in tempi ragionevoli e nei modi dovuti. È per questo che ho intervistato il senatore Vincenzo Vita del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a rel="attachment wp-att-2063" href="http://www.damianozito.org/blog/2010/informazione/un-ddl-per-salvare-i-blog-proposta-di-vincenzo-vita-contro-la-legge-bavaglio/attachment/vincenzo_vita/" target="_blank"><img class="aligncenter size-full wp-image-2063" title="Vincenzo_Vita" src="http://www.damianozito.org/wp-content/uploads/2010/07/Vincenzo_Vita.png" alt="" width="600" height="336" /></a></p>
<p>Ieri a piazza Navona si difendeva la libertà di informare e di essere informati. Difendere questi diritti oggi è significativo perché <strong>i tentativi di censura sono all&#8217;ordine del giorn</strong>o e purtroppo riguardano anche <strong>i blog</strong> e i siti che fanno informazione.</p>
<p>I tentativi di imbavagliare la Rete non piovono dal cielo per motivi dovuti al caso, ma fanno parte di un preciso progetto, che se volete, mira proprio a cancellare il pensiero critico. Internet non rappresenta la fonte di Verità in assoluto e nessuno deve pensare di detenerla. Ma fa parte di uno spirito di pluralità avere più voci da ascoltare per farsi un&#8217;opinione, anche i blog in questo caso, hanno la loro parte.</p>
<p>Sta al lettore decidere quanto sia <strong>affidabile</strong> questa o quella fonte, e sta a chi scrive conquistare la <strong>fiducia</strong> dei lettori. Però i blog non sono un giornale, i blogger non sono sempre giornalisti professionisti, non sono editori e nonostante l&#8217;influenza che possono avere non possono essere sottoposti alla stessa regolamentazione di un giornalista che fa informa per professione. Certo, se uno scrive diffamando, come minimo <strong>deve rettificare</strong>, in tempi ragionevoli e nei modi dovuti.</p>
<p>È per questo che ho intervistato il senatore <strong>Vincenzo Vita</strong> del Partito Democratico, che in quanto a libertà su internet è sempre vigile e attento.</p>
<p>Il senatore Vita, insieme al collega <strong>Felice Casson</strong>, si sta facendo portatore di <strong>un disegno di legge composto da un solo ticolo per specificare che i blog sono un mondo a parte </strong>rispetto alle testate giornalistiche. È una buona notizia e un buon tentativo di &#8220;salvare&#8221; i blog dalla censura. Chiunque avesse proposte faccia pure.</p>
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=_fg4mFll7go" target="_blank"><strong>GUARDA</strong></a><a href="http://www.youtube.com/watch?v=_fg4mFll7go" target="_blank"> il Video</a></p>
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		<title>Legge Bavaglio: Chiudere i Blog!</title>
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		<pubDate>Mon, 24 May 2010 17:51:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>damiano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Update: nel testo che ha ottenuto la fiducia al Senato, il comma è divenuto il numero 29! Il ddl Alfano è un durissimo giro di vite per l&#8217;informazione professionale, ma rappresenta un&#8217;insidia anche per i blog. Il famoso &#8220;comma 28&#8220;, che introduce il diritto di rettifica entro 48 ore anche per i «siti informatici», così come già avviene per le testate giornalistiche, farà sì che il blogger eviti di pubblicare notizie &#8216;scomode&#8217; per paura che qualcuno gli impianti una causa per una rettifica per poi pagare 12.500 euro di ammenda. Senza troppi giri di parole, sul &#8220;comma 28&#8243; vi propongo il video dove ho ripreso Guido Scorza, avvocato, esperto di diritti digitali e presidente dell&#8217;Istituto per le politiche dell&#8217;innovazione, intervenuto stamane al Teatro dell&#8217;Angelo a Roma. Buona visione! *** http://www.youtube.com/watch?v=eD0i3x-e6To]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-1689" href="http://www.damianozito.org/2010/internet/comma-28-chiudere-i-blog/attachment/logo_nobavaglio/"><img class="size-full wp-image-1689 alignleft" title="logo_nobavaglio" src="http://www.damianozito.org/wp-content/uploads/2010/05/logo_nobavaglio.jpg" alt="" width="120" height="176" /></a></p>
<p><span style="color: #800000;"><strong>Update:</strong> nel testo che ha ottenuto la fiducia al Senato, il comma è divenuto il numero 29! </span></p>
<p>Il <strong>ddl Alfano</strong> è un durissimo giro di vite per l&#8217;informazione professionale, ma rappresenta un&#8217;insidia anche per i blog. Il famoso &#8220;<strong>comma 28</strong>&#8220;, che introduce il diritto di rettifica entro 48 ore anche per i «siti informatici», così come già avviene per le testate giornalistiche, farà sì che il blogger eviti di pubblicare notizie &#8216;scomode&#8217; per paura che qualcuno gli impianti una causa per una rettifica per poi pagare 12.500 euro di ammenda. Senza troppi giri di parole, sul &#8220;comma 28&#8243; vi propongo il video dove ho ripreso<strong> Guido Scorza</strong>, avvocato, esperto di diritti digitali e presidente dell&#8217;Istituto per le politiche dell&#8217;innovazione, intervenuto stamane al Teatro dell&#8217;Angelo a Roma.<strong> Buona visione!</strong></p>
<p style="text-align: center;">***</p>
<p style="text-align: center;">
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=eD0i3x-e6To">http://www.youtube.com/watch?v=eD0i3x-e6To</a></p>
</p>
<p style="text-align: center;">
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		<title>I blogger francesi che difendono l&#8217;anonimato</title>
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		<pubDate>Sat, 22 May 2010 12:05:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>damiano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Per il mondo dei blog il ddl Alfano &#8211; ormai è noto &#8211; rappresenta una pericolosa minaccia. Il tentativo di equiparare il blogger ad un giornalista professionista fa correre il rischio che molti siti di informazione amatoriale sul web chiudano perché soffocati da leggi redatte circa sessent&#8217;anni fa quando l&#8217;informazione su internet era impensabile. Il disegno di legge sulle intercettazioni, vorrebbe sottoporre al cosidetto diritto di rettifica «i siti informatici» allo stesso modo per come esso è previsto per le testate giornalistiche regolarmente registate al Tribunale. Per siti informatici si intende «tutti i siti informatici, ivi compresi i giornali quotidiani e periodici diffusi per via telematica». Sono compresi perciò anche i blog. Allo stesso tempo in Francia, il senatore Jean-Lous Masson, con una proposta di legge chiede che sia nota l&#8217;identità dei blogger che sul web fanno informazione sotto copertura di un nickname. Il testo è così breve e mirato che è composto di un solo articolo. Tra i blogger anonimi più famosi in Francia vi è Maitre Ecolas, un avvocato che si mantiene anonimo e che pubblica sul suo sito alcuni appunti che riguardano la sua professione. Intervistato da Rue89.com sulla questione dell&#8217;anonimato risponde: Se io non fossi anoninmo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong> </strong></p>
<div id="attachment_1666" class="wp-caption alignleft" style="width: 223px"><strong><strong><a rel="attachment wp-att-1666" href="http://www.damianozito.org/2010/informazione/i-blogger-francesi-che-difendono-lanonimato/attachment/jean-louis-massonwikimediacommons/"><img class="size-medium wp-image-1666" title="Jean-Louis Masson(wikimediacommons)" src="http://www.damianozito.org/wp-content/uploads/2010/05/Jean-Louis-Massonwikimediacommons-213x300.jpg" alt="" width="213" height="300" /></a></strong></strong><p class="wp-caption-text">Jean-Louis Masson - foto:Wikimedia Commons</p></div>
<p><strong>Per il mondo dei blog il ddl Alfano</strong> &#8211; ormai è noto &#8211; rappresenta una pericolosa minaccia. Il tentativo di equiparare il blogger ad un giornalista professionista fa correre il rischio che molti siti di informazione amatoriale sul web chiudano perché soffocati da leggi redatte circa sessent&#8217;anni fa quando l&#8217;informazione su internet era impensabile.</p>
<p>Il disegno di legge sulle intercettazioni, vorrebbe sottoporre al cosidetto diritto di rettifica «i siti informatici» allo stesso modo per come esso è previsto per le testate giornalistiche regolarmente registate al Tribunale. Per siti informatici si intende «tutti i siti informatici, ivi compresi i giornali quotidiani e  periodici diffusi per via telematica». Sono compresi perciò anche i blog.</p>
<p>Allo stesso tempo in Francia, il senatore Jean-Lous Masson, con una proposta di legge chiede che sia nota l&#8217;identità dei blogger che sul web fanno informazione sotto copertura di un nickname. Il testo è così breve e mirato che è composto di un solo articolo.</p>
<p><strong>Tra i blogger anonimi più famosi </strong>in Francia vi è <a href="http://www.maitre-eolas.fr/" target="_blank">Maitre Ecolas</a>, un avvocato che si mantiene anonimo e che pubblica sul suo sito alcuni appunti che riguardano la sua professione. <a href="http://www.rue89.com/2010/05/21/les-blogueurs-repliquent-au-senateur-qui-veut-leurs-noms-152132" target="_blank">Intervistato da Rue89.com</a> sulla questione dell&#8217;anonimato risponde:</p>
<blockquote><p>Se io non fossi anoninmo non scriverei diversamente, ma sarei letto diversamente. La prima cosa da fare sul web è scegliere uno pseudonimo, come Rue89, Internet è come un ballo in maschera. Questo rappresenta una garanzia di uguaglianza: ciò che conta è quello che uno dice, non chi è.</p></blockquote>
<p>Poi continua:</p>
<blockquote><p>Il mio lavoro e il mio blog sono due cose separate. Sul mio blog non vado in cerca di clienti e non parlo degli affari che difendo. E poi non si sa se io sono un buono o un cattivo avvocato. La base della mia credibilità sta nel fatto che non mi metto è competizione.</p></blockquote>
<p><strong>Per Meitre Eolas questo disegno</strong> di legge sull&#8217;anonimato dei blogger voluto dal senatore Masson non regge in piedi né giurdicamente né concretamente.</p>
<p>In chiave più ironica ne <a href="http://www.authueil.org/?2010/05/21/1619-massonnade-sur-la-lcen" target="_blank">parla Authueil</a>, un altro blogger anonimo, giudice, ben conosciuto negli ambienti del Parlamento francese. Masson &#8211; dice Authueil &#8211; è un parlamentare &#8220;scaricato&#8221; da tutti e siede tra i non iscritti dopo aver fondato il suo partito. Nessuno lo prende mai sul serio &#8211; continua il blogger francese &#8211; anche se il suo progetto di legge sembra andare avanti in quanto è stato già designato un relatore. Nel ddl di Masson è previsto che al blogger venga applicato lo stesso regime giuridico di un direttore di testata giornalistica.</p>
<p>Insomma &#8211; chiosa Authueil &#8211; il web ha trovato il suo capo turco nella persona di Jean-Louis Masson a fianco di Frédéric Lefebvre (<em>parlamentare francese noto censore della rete, ndb</em>).</p>
<p><strong>Update: </strong></p>
<p>Daniele Sensi, dal suo blog, <a href="http://danielesensi.blogspot.com/2010/06/vogliono-smascherare-zorro.html" target="_blank">segnala</a> l&#8217;appello sottoscrivibile <a href="http://www.wikio.fr/article/appel-defense-droit-anonymat-internet-190719788" target="_blank">qui</a> rilanciato da Wikio, Reporters sans frontières e Mozilla.</p>
<p>Io l&#8217;ho sottoscritto!</p>
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		<title>Decreto Romani, prove tecniche di censura</title>
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		<pubDate>Wed, 03 Mar 2010 11:23:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>damiano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[http://www.youtube.com/watch?v=XkdSzatbaNU Il nuovo Decreto Romani è certamente &#8216;migliore&#8217; rispetto alla bozza contestata dai blogger e dal popolo della Rete ma non convince ed è a dir poco deludente. Sono molte le ambiguità contenute nel testo approvato dal Consiglio dei Ministri che lascia comunque all&#8217;Agcom, l&#8217;autorità garante per le garanzie nelle comunicazioni il ruolo di &#8220;arbitro&#8221;. A Giuseppe Giulietti di articolo21.org (intervistato ieri dal blog durante la protesta davanti ai cancelli Rai a via Teulada) questo decreto non piace. Proviamo quindi a capire quali sono i punti dubbiosi del provvedimento. L&#8217;articolo 4 del testo dà una definizione di &#8220;servizio media audiovisivo&#8221;ed elenca una serie di categorie non soggette agli obblighi posti dal decreto. In particolare per servizio media audiovisivo si intende la radiodiffusione (televisione analogica e digitale), il livestreaming, il webcasting (tv su internet), e video on demand. Mentre non rientrano in questa definizione i servizi che esercitano attività non economiche e che non entrano in concorrenza con la radiodiffusione televisiva. Sono esclusi poi: la posta elettronica (solo l&#8217;idea di chiedere il permesso per mandare un video per mail fa rabbrividire, ma chi ha composto il testo ha pensato di specificarlo) servizi che non forniscono programmi, e nei quali il servizio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;">
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=XkdSzatbaNU">http://www.youtube.com/watch?v=XkdSzatbaNU</a></p>
</p>
<p>Il nuovo <strong>Decreto Romani </strong>è certamente &#8216;migliore&#8217; rispetto alla bozza contestata dai blogger e dal popolo della Rete ma non convince ed è a dir poco deludente. Sono molte le ambiguità contenute nel testo approvato dal Consiglio dei Ministri che lascia comunque all&#8217;Agcom, l&#8217;autorità garante per le garanzie nelle comunicazioni il ruolo di &#8220;arbitro&#8221;. A <strong>Giuseppe Giulietti</strong> di <a href="http://www.articolo21.org" target="_blank">articolo21.org </a>(<a href="http://www.youtube.com/watch?v=XkdSzatbaNU" target="_blank">intervistato</a> ieri dal blog durante la protesta davanti ai cancelli Rai a via Teulada) questo decreto non piace. Proviamo quindi a capire quali sono i punti dubbiosi del provvedimento.</p>
<p>L&#8217;articolo 4 del testo dà una definizione di &#8220;servizio media audiovisivo&#8221;ed elenca una serie di categorie non soggette agli obblighi posti dal decreto. In particolare per servizio media audiovisivo si intende la radiodiffusione (televisione analogica e digitale), il livestreaming, il webcasting (tv su internet), e video on demand. Mentre non rientrano in questa definizione i servizi che esercitano attività <strong>non economiche</strong> e che <strong>non entrano in concorrenza con la radiodiffusione televisiva</strong>. Sono esclusi poi:</p>
<ul>
<li> la posta elettronica (solo l&#8217;idea di chiedere il permesso per mandare un video per mail fa rabbrividire, ma chi ha composto il testo ha pensato di specificarlo)</li>
<li>servizi che non forniscono programmi, e nei quali il servizio audiovisivo sia puramente incidentale rispetto all&#8217;attività principale e qui il testo inserisce ulteriori dettagli intendendo per questi ultimi:
<ul>
<li> giochi in linea</li>
<li>motori di ricerca</li>
<li>versioni elettroniche di quotidiani e riviste</li>
<li>servizi testuali autonomi</li>
<li>giochi d&#8217;azzardo</li>
</ul>
</li>
</ul>
<p>Sui siti che non esercitano attività economiche e che non fanno concorrenza alla radiodiffusione televisiva, non si sa quali sono i <strong>criteri qualitativi</strong> che stabiliscono se un videoblog, o una qualunque piattaforma possa o meno togliere pubblico alle trasmissioni televisive. Non è chiaro inoltre se un sito in grado di raccogliere una cospicua somma di denaro rientri o meno nelle attività non economiche.</p>
<p>Come fa notare <strong>Guido Scorza</strong> <a href="http://punto-informatico.it/2823280/PI/Commenti/decreto-romani-meglio-ma-non-bene.aspx" target="_blank">su Punto Informatico</a>, il modo in cui è stato definito il termine media audiovisivo, cioè escludendo alcuni servizi «<em>è una tecnica di normazione assolutamente inadeguata alla materia di cui si tratta: la tecnologia va più in fretta del legislatore </em> &#8211; scrive Scorza &#8211; ». L&#8217;avvocato quindi ipotizza che si evolva ad esempio il &#8220;<em>video-twitter</em>&#8220;: «<em>occorrerà provare a collocarla in una delle categorie escluse</em>» Ma se non rientra nei requisiti occorrerà«<em>qualificarla come &#8220;servizio media audiovisivo&#8221; con ogni conseguenza per il suo gestore</em>». Già, i gestori.</p>
<p>Il decreto Romani, deve per adattarsi alla direttiva europea Avms, sui contenuti audiovisivi, e «<em>quello che c&#8217;era di buono nella direttiva</em> &#8211; ricorda l&#8217;avvocato Scorza dalle pagine di Punto Informatico &#8211; <em>non è stato importato</em>». Infatti per i gestori, o meglio i siti intermediari come <strong>Youtube</strong> che distribuiscono contenuti amatoriali e professionali il testo non fa alcuna citazione  e non esclude  la «<em><strong>responsabilità degli intermediari </strong>della comunicazione</em>». Che tradotto vuol dire che le piattaforme di condivisione dovrebbero rispondere dei contenuti inseriti dagli utenti. La sentenza sulla condanna di Google sta facendo discutere molto in merito ed ha aperto un acceso dibattito in Itala e fuori dai confini nazionali. Di questo passo, se le piattaforme continuano ad essere chiamate in causa dai giudici <strong>per i contenuti immessi in rete dagli utenti</strong>, sottoponendosi così a responsabilità editoriali televisive non potranno invece che porre dei limiti a chi usufruisce dei loro servizi, burocratizzando di fatto la Rete, o &#8211; nel caso più estremo &#8211; <strong>chiudere</strong>.<br />
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		<title>Trasmissione non autorizzata</title>
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		<pubDate>Fri, 15 Jan 2010 23:36:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>damiano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Quando ero un ragazzino ho nutrito per un po&#8217; di tempo la passione per la radio. In uno dei miei diari di scuola media, che conservo ancora, avevo disegnato ciò che immaginanvo. Avevo pensato a una emittente radiofonica, che aveva come studi la mia casa e quella dei miei più intimi amici. Ognuno di noi dalla proprie stanze si poteva mettere in contatto con l&#8217;altro e poteva trasmettere i programmi stabiliti. All&#8217;epoca però internet era per me una cosa appena conosciuta, non potevo nemmeno immaginare le potenzialità di questo strumento che oggi è largamente diffuso. Per fare una radio mi sarebbe servita una antenna con una certa potenza se avessi avessi voluto trasmettere nei paesi vicini al mio, poi sarebbero serviti impianti stereo e tutto il resto a seguire. Troppo costoso e complesso. Piano piano mi sono trovato nella rete rendendomi conto che quello che prima era complicato, oggi diventa facile anche per chi non ha conoscenze informatiche. Basta registrarsi a youtube per aprire un canale video, andare su livestream o ustream per le dirette, un blog per scrivere ciò che si vuole, andare sui social network come facebook e parlare di quel che ci pare e piace. Per fare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-765" title="onair" src="http://www.damianozito.org/wp-content/uploads/2010/01/onair.jpg" alt="onair" width="600" height="364" /></p>
<p>Quando ero un ragazzino ho nutrito per un po&#8217; di tempo la passione per la<strong> radio</strong>. In uno dei miei diari di scuola media, che conservo ancora, avevo disegnato ciò che immaginanvo. Avevo pensato a una emittente radiofonica, che aveva come studi la mia casa e quella dei miei più intimi amici. Ognuno di noi dalla proprie stanze si poteva mettere in contatto con l&#8217;altro e poteva trasmettere i programmi stabiliti. All&#8217;epoca però internet era per me una cosa appena conosciuta, non potevo nemmeno immaginare le potenzialità di questo strumento che oggi è largamente diffuso. Per fare una radio mi sarebbe servita una antenna con una certa potenza se avessi avessi voluto trasmettere nei paesi vicini al mio, poi sarebbero serviti impianti stereo e tutto il resto a seguire. Troppo costoso e complesso.</p>
<p>Piano piano mi sono trovato nella rete rendendomi conto che quello che prima era complicato, oggi diventa facile anche per chi non ha conoscenze informatiche. Basta registrarsi a <strong>youtube</strong> per aprire un canale video, andare su <strong>livestream</strong> o<strong> ustream</strong> per le dirette, un <strong>blog</strong> per scrivere ciò che si vuole, andare sui social network come <strong>facebook</strong> e parlare di quel che ci pare e piace. Per fare una radio serve uno spazio web, raggiungibile anche gratis, un microfono e la trasmissione può andare in onda. Internet è tutto quello che da piccolo ho sempre voluto. L&#8217;interazione e lo scambio. Il <strong>link</strong> o i links. La Rete ha accorciato le distanze. Una volta si andava dal cugino o dall&#8217;amico a chiedere se ci presta il film registrato in videocassetta, oggi invece c&#8217;è <strong>eMule</strong> che non è altro che la stessa cosa. Ci colleghiamo sui server di un software <strong>peer-to-peer</strong> (p2p) e scambiamo i file con gli altri. Ma non è tutto rose e fiori, infatti, le major, la<strong> Siae</strong> e compagnia bella non fanno che mettere i bastoni fra le ruote a chi si batte per il sapere libero e la circolazione della cultura. Molti artisti sono diventati noti grazie a internet, al p2p. Ma le lobby discografiche, quelle del diritto d&#8217;autore, pur di guadagnare i loro introiti che non vanno all&#8217;autore (perdonate le semplificazioni, ma il concetto è questo) sono disposti a dichiarare <strong>guerra a internet</strong>.</p>
<p>Per fortuna sulla rete ci sono realtà ben diverse, che dimostrano che grazie alla politica dello scambio e della segnalazione anche chi non conta niente, chi non ha un contratto con una grossa casa discografica può farsi notare. Per dimostrare che gli artisti possono guadagnare ugualmente, esiste un progetto musicale, <a href="http://www.jamendo.com" target="_blank">Jamendo.com</a>, che offre <strong>gratuitamente</strong> i contenuti in mp3 degli artisti che caricano i loro pezzi sul sito. Chi ha una attività, un ristorante può invece &#8220;abbonarsi&#8221; a Jamendo. In questo modo l&#8217;artista riceve direttamente i soldi, chi usufruisce del suo brano gli riconosce la proprietà intellettuale  e l&#8217;intermediazione cliente-major-artista si accorcia e la major sparisce. Sempre Jamendo per coloro che convincono un amico che ha un&#8217;attività ad abbonarsi alla sua musica, offre un mese gratis di adsl. Se io quindi riesco a convincere il proprietario del bar sotto casa mia a mettere musica presente su Jamendo e ad abbonarsi, allora Jamendo mi paga un mese della mia connessione ad internet.</p>
<p>Questo per raccontare una delle tantissime cose che si possono fare grazie a internet.</p>
<p>Chi segue questo blog sa che il tema del diritto alla rete viene tenuto d&#8217;occhio e sa che dal &#8220;Palazzo&#8221; arriva sempre qualche insidia nascosta in qualche decreto legge, ddl, proprosta, e via dicendo. Farne l&#8217;elenco sarebbe solo inutile, perché dopo l&#8217;ultimo ddl pecorella, arriva il decreto <strong>anti sky</strong> (sarebbe meglio dire anti-satellite) dove c&#8217;è &#8220;nascosta&#8221; una piccola norma che in poche parole dice che chi trasmette anche su internet deve chiedere<strong> autorizzazione al ministero</strong>. Il decreto Romani è l&#8217;ennesima legge (se approvata) <strong>salva-mediaset</strong> che dopo la apposita <strong>legge Gasparri</strong>, fatta su misura per le emittenti del Premier, serve a mettere al riparo l&#8217;azienda milanese dai limiti imposti dalla stessa legge varata dal precedente governo B. per evitare che quest&#8217;ultimo dovesse cedere canali.</p>
<p>È continuo l&#8217;attacco che subiamo,prima tentano, poi ritirano la leggina, poi la riprovano sotto un&#8217;altra forma. Poi dicono che verrà migliorata, perché facebook è un covo di terroristi, ché su internet si inneggia alla violenza e che non so che altro. Quello che non riescono a capire è che la Rete è la società. Non è una cosa astratta. Un commento in un post è un commento di una persona non di un automa. Lo stesso vale per le scritte sui muri di Roma, sulle metro, dove le scritte ci passano tutti i giorni sotto al naso. È espressione.</p>
<p>Da internet oggi partono iniziative, manifestazioni si trasmettono contenuti su youtube, in diretta streaming. Le radio trasmettono sul web. A volte basta un telefonino. Registriamo il contenuto e con servizi tipo <strong>qik</strong>.com condividiamo sulle nostra bacheca di facebook, sul nostro blog. Questo è uno dei motivi per cui considero il<strong> canone Rai </strong>una tassa inutile e ingiusta. Tra le proposte la migliore (si fa per dire!) quella di inglobare il canone  nella bolletta della luce, o anche quella di estenderla ai computer e ai cellulari. E per le radiosveglie?Perché no?</p>
<p>Per ora la mia &#8220;trasmissione&#8221; termina qui. Per farvi un&#8217;idea del decreto Romani <a href="http://www.youtube.com/watch?v=Ppx6NPNdFqU" target="_blank">ascoltate Giulietti di articolo21</a>.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.youtube.com/watch?v=Ppx6NPNdFqU" target="_blank"><img class="aligncenter size-full wp-image-766" title="decreto_romani" src="http://www.damianozito.org/wp-content/uploads/2010/01/decreto_romani.jpeg" alt="decreto_romani" width="400" height="226" /></a></p>
<p style="text-align: left;">foto: <a href="http://www.flickr.com/photos/dissingyourdog/" target="_blank">dissingyourdog</a></p>
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