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	<title>il Blog di Damiano ZitoCalabria | il Blog di Damiano Zito</title>
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		<title>Il Sud Non Vuole il Movimento 5 Stelle</title>
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		<pubDate>Thu, 26 May 2011 08:30:13 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Durante la campagna elettorale per il voto delle amministrative del 15 e 16 maggio si è parlato molto dei volti nuovi e dei giovani in politica, anche grazie al Movimento 5 Stelle che ha raggiunto ottimi risultati in numerose città, specie se le percentuali vengono paragonate alle migliaia di euro che i partiti spendono per le campagne elettorali grazie ad una legge che consente generosi rimborsi. Il Movimento che si ispira ai temi del blog di Beppe Grillo non è partito e non è un caso che i suoi candidati si facciano chiamare portavoce: sono cittadini comuni che hanno deciso di impegnarsi in politica ma con regole diverse da quelle della “casta” Grillo si è sempre scagliato. È per questo che dopo il primo turno delle elezioni, cioè dopo che il centrosinistra si è reso conto della potenzialità dei ragazzi a cinque stelle, che giornalisti e politici si sono accorti del Movimento. Ne sa certamente qualcosa il partito di Antonio Di Pietro. Grillo ha più volte marcato, durante il tour elettorale, la giovane età dei candidati a cinque stelle come elemento che li contraddistingue dagli altri partiti nazionali, di destra e di sinistra, perché l&#8217;inesperienza in politica – secondo il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --> <!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --></p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.damianozito.org/?attachment_id=4013"><img class="aligncenter size-full wp-image-4013" title="beppe-grillo-woodstock-movimento-5-stelle" src="http://www.damianozito.org/wp-content/uploads/2011/05/beppe-grillo-woodstock-movimento-5-stelle.jpg" alt="" width="609" height="355" /></a></p>
<p>Durante la campagna elettorale per il voto delle amministrative del 15 e 16 maggio si è parlato molto dei volti nuovi e dei giovani in politica, anche grazie al <strong>Movimento 5 Stelle</strong> che ha raggiunto ottimi risultati in numerose città, specie se le percentuali vengono paragonate alle migliaia di euro che i partiti spendono per le campagne elettorali grazie ad una legge che consente <strong>generosi rimborsi</strong>.</p>
<p>Il Movimento che si ispira ai temi del blog di <strong>Beppe Grillo</strong> non è partito e non è un caso che i suoi candidati si facciano chiamare <strong>portavoce</strong>: sono cittadini comuni che hanno deciso di impegnarsi in politica ma con regole diverse da quelle della “casta” Grillo si è sempre scagliato. È per questo che dopo il primo turno delle elezioni, cioè dopo che il centrosinistra si è reso conto della potenzialità dei ragazzi a cinque stelle, che giornalisti e politici si sono accorti del Movimento. Ne sa certamente qualcosa il partito di <strong>Antonio Di Pietro</strong>.</p>
<p>Grillo ha più volte marcato, durante il tour elettorale, la giovane età dei candidati a cinque stelle come elemento che li contraddistingue dagli altri partiti nazionali, di destra e di sinistra, perché l&#8217;<strong>inesperienza in politica</strong> – secondo il comico &#8211;  significa essere svincolato dai poteri forti e dalle lobby. Avrà ragione e non è, speriamo, il caso del Movimento ma<strong> non è sempre così</strong>. Infatti, a scanso di equivoci, è bene sottolineare che non sempre l&#8217;età giovane significa politica migliore, e di pessimi esempi ce ne sono a migliaia. Capitano quei casi in cui un giovane o una giovane finisca candidato a consigliere comunale, assessore regionale e perfino al Parlamento Europeo non per le doti e la passione per la politica ma per motivi poco noti che degenerano in reati. Il caso più eclatante è quello delle “giovani vergini” reclutate da <strong>Giampaolo Tarantini</strong> per il premier Berlusconi, per dirla con <strong>Veronica Lario</strong>. Il Sud che manda via i cervelli migliori si tiene giovani<strong> sotto ricatto </strong>perché senza lavoro e giovani con buoni propositi ma lasciati soli. Ad ogni elezione c&#8217;è chi darebbe i voti dell&#8217;intera famiglia pur di ottenere uno stipendio a fine mese. In alcuni casi questa situazione si trasforma in un&#8217;arma a doppio taglio. I vecchi politicanti e i mafiosi (eh già, anche loro) <strong>piazzano i nuovi volti nelle loro liste</strong> e così ci fanno due buone figure: con la gente e con l&#8217;ingenuo mal capitato che pensa di aver risolto i propri problemi. <strong>E non è un caso che il Movimento 5 Stelle al Sud non riesca ad emergere.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Articolo pubblicato su L&#8217;Isola &#8211; quindicinale siciliano</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Photo Credits | <a href="http://www.flickr.com/photos/elena_lombardo/">Elena Lombardo</a></em></p>
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		<title>La Meglio Gioventù Italiana è a Bruxelles</title>
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		<pubDate>Fri, 29 Apr 2011 20:28:12 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Un signore ben vestito, uscendo da un lussuoso albergo romano ha commentato la manifestazione dei precari del 9 aprile dicendo: “io ho un contratto a tempo indeterminato che prevede il licenziamento con tre mesi d&#8217;anticipo”. Dunque “siamo tutti precari”. Una semplificazione semplice facile, che in alcuni casi potrebbe rivelarsi vera: non è detto infatti che il cosiddetto posto fisso possa garantire certezze. È sufficiente che l&#8217;azienda decida di esternalizzare la produzione o di ridimensionare il numero dei dipendenti per far partire cassa integrazione e licenziamenti. Ma la manifestazione del 9 aprile era organizzata da quei giovani che un contratto a tempo indeterminato non lo hanno mai visto. Erano quelli del co.co.co o del co.co.pro, gli stagisti, le partite iva aperte per lavorare dentro un&#8217;azienda senza assunzione. Giovani che trovano difficoltà ad identificare nell&#8217;attuale sfera politica qualcuno che tiri gli interessi di chi come Marta che a 30 anni lavora in nero a via del Corso per mantenere gli studi in antropologia. Lei è già andata a lavorare all&#8217;estero, ma vorrebbe continuare a specializzarsi in Italia con un dottorato di ricerca, ma con i tagli del governo le sue prospettive si sono estremamente ridotte. Secondo Domenico, Nichi Vendola è attualmente l&#8217;unico [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.damianozito.org/?attachment_id=3936"><img class="aligncenter size-full wp-image-3936" title="meglio-gioventu" src="http://www.damianozito.org/wp-content/uploads/2011/04/meglio-gioventu.jpg" alt="" width="610" height="610" /></a>Un signore ben vestito, uscendo da un lussuoso albergo romano ha commentato la manifestazione dei precari del 9 aprile dicendo: “io ho un contratto a tempo indeterminato che prevede il licenziamento con tre mesi d&#8217;anticipo”. Dunque “<strong>siamo tutti precari</strong>”. Una semplificazione <del>semplice</del> <span style="color: #000000;">facile</span>, che in alcuni casi potrebbe rivelarsi vera: non è detto infatti che il cosiddetto <strong>posto fisso</strong> possa garantire certezze. È sufficiente che l&#8217;azienda decida di esternalizzare la produzione o di ridimensionare il numero dei dipendenti per far partire cassa integrazione e licenziamenti. Ma la manifestazione del 9 aprile era organizzata da quei giovani che un contratto a tempo indeterminato <strong>non lo hanno mai visto</strong>. Erano quelli del co.co.co o del co.co.pro, gli stagisti, le partite iva aperte per lavorare dentro un&#8217;azienda senza assunzione. Giovani che trovano difficoltà ad identificare nell&#8217;attuale sfera politica qualcuno che tiri gli interessi di chi come <strong>Marta</strong> che a 30 anni lavora in nero a <strong>via del Corso</strong> per mantenere gli studi in antropologia. Lei è già andata a lavorare all&#8217;estero, ma vorrebbe continuare a specializzarsi in Italia con un dottorato di ricerca, ma con i tagli del governo le sue prospettive si sono estremamente ridotte.</p>
<p style="text-align: justify;">Secondo Domenico, Nichi <strong>Vendola</strong> è attualmente l&#8217;unico politico che parla dei diritti del lavoro e del rispetto del lavoratore. Lui lavora alla Rai dal 2002 con un contratto a tempo determinato di nove mesi dal 2002 che viene <strong>di volta in volta rinnovato dopo venti giorni di sosta</strong>. Stando all&#8217;accordo preso dai sindacati dovrebbe essere assunto entro il 2014, ma come lavoratore “da scrivania” non avrà diritto ad accedere all&#8217;indennità di disoccupazione dell&#8217;Inps.</p>
<p style="text-align: justify;">Ogni giovane intervistato considera la possibilità di andare all&#8217;estero come una decisione da prendere solo in un caso disperato.</p>
<p style="text-align: justify;">Federica, 29 anni, dice che “<strong>la meglio gioventù italiana si trova a Bruxelles</strong>. Si trova spedita a cercare fortuna altrove”. Lei c&#8217;è stata per formazione professionale, è ingegnere e ha trovato subito lavoro nella provincia di Roma: “mi trovo in piazza per solidarietà” dice mentre indica i suoi amici che vedono una situazione grigia ma sono un po&#8217; fiduciosi.</p>
<p style="text-align: justify;">Molti degli italiani che ha incontrato a Bruxelles hanno voglia di tornare in Italia per mettersi in gioco e prende come esempio quello di <strong>Salvatore Scalzo</strong>, giovane ventottenne che dopo essere partito dalla <strong>Calabria</strong> studiare in Europa è tornato a <strong>Catanzaro</strong>, con un buon curriculum, e si è candidato a sindaco.</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Questo articolo è stato pubblicato su l&#8217;Isola &#8211; quindicinale siciliano</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Photo Credits | <a href="http://www.exibart.com/profilo/eventiV2.asp?idelemento=83089" target="_blank">Serena Salvatori</a></em></p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
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		<title>Come si Generano i Terremoti e gli Tsunami?</title>
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		<pubDate>Mon, 14 Mar 2011 23:12:06 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Siccome in giro si leggono molte teorie (anche complottiste) sulla natura dei terremoti, allora è utile un ripasso di scienze della terra. Purtroppo i tagli alla scuola e alla cultura creano ignoranza e abbassamento del livello culturale nella popolazione. Ps: A proposito di precari, per questi video bisogna ringraziare i precari dell&#8217;Ingv (Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia). Seconda Parte: &#160; &#160;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a class="lightbox" title="terremoti-tsunami-ingv" href="http://www.damianozito.org/?attachment_id=3745"><img class="aligncenter size-full wp-image-3745" title="terremoti-tsunami-ingv" src="http://www.damianozito.org/wp-content/uploads/2011/03/terremoti-tsunami-ingv.jpeg" alt="" width="561" height="332" /></a></p>
<p>Siccome in giro si leggono molte teorie (anche complottiste) sulla natura dei terremoti, allora è utile un <strong>ripasso di scienze della terra</strong>. Purtroppo i tagli alla scuola e alla cultura creano ignoranza e abbassamento del livello culturale nella popolazione.</p>
<p>Ps: A proposito di precari, per questi video bisogna ringraziare<strong><a href="http://precariatingv.wordpress.com/" target="_blank"> i precari dell&#8217;Ingv </a></strong>(Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia).</p>
<p><span style="text-align:center; display: block;"><a href="http://www.damianozito.org/blog/2011/energia-ambiente/come-si-generano-i-terremoti-e-gli-tsunami/3744"><img src="http://img.youtube.com/vi/MlczRq0zZp0/2.jpg" alt="" /></a></span></p>
<p>Seconda Parte:</p>
<p><span style="text-align:center; display: block;"><a href="http://www.damianozito.org/blog/2011/energia-ambiente/come-si-generano-i-terremoti-e-gli-tsunami/3744"><img src="http://img.youtube.com/vi/1-evU28PZh8/2.jpg" alt="" /></a></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>2011: L’Anno Dei Giovani e Della Disoccupazione</title>
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		<pubDate>Wed, 02 Feb 2011 09:01:07 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Leggi tutti gli articoli della mia rubrica È un Paese per Vecchi Il 2011 dovrebbe essere l&#8217;anno dei giovani, o almeno così ha fatto intendere il Presidente della Repubblica che ha dedicato il discorso di fine anno a chi oggi deve compiere delle scelte per il proprio futuro, esortando così il mondo politico affinché ci sia un “impegno comune per raccogliere le sfide di questo grande tornante storico”. Ma a giudicare dagli argomenti di cui discute oggi il Paese francamente sembra che l&#8217;obiettivo di interesse unitario su cui tutti avevano promesso di concentrarsi si stia piano piano allontanando. Eppure i segnali per metterci sull&#8217;attenti ci sono tutti. L&#8217;ultimo campanello d&#8217;allarme arriva direttamente da Washington: secondo il Fondo Monetario Internazionale infatti per l&#8217;Italia si abbassano le stime di crescita previste per il prossimo anno. Le imprese italiane nel frattempo aspettano che le promesse di detassazione della produttività e altri interventi già annunciati si realizzino il prima possibile. C&#8217;è una voce in Italia che però inascoltata, è quella dei giovani che – dice il presidente Giorgio Napolitano – denunciano un vuoto e sollecitano risposte. Consultando la banca dati “Noi Italia 2011” fornita dall&#8217;Istat in effetti emerge un quadro allarmante. La disoccupazione giovanile [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.damianozito.org/blog/2011/lisola/2011-lanno-dei-giovani-e-della-disoccupazione/3144/attachment/giovani-lavoro-statistiche-meloni-sacconi-disoccupazione-gelmini" rel="attachment wp-att-3147"><img class="aligncenter size-full wp-image-3147" title="giovani-lavoro-statistiche-meloni-sacconi-disoccupazione-gelmini" src="http://www.damianozito.org/wp-content/uploads/2011/02/giovani-lavoro-statistiche-meloni-sacconi-disoccupazione-gelmini.jpg" alt="" width="605" height="321" /></a></p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #333399;"><strong><em><a title="È un Paese per Vecchi" href="http://www.damianozito.org/blog/category/lisola" target="_blank"><span style="color: #333399;">Leggi tutti gli articoli della mia rubrica È un Paese per Vecchi</span></a></em></strong></span></p>
<p><strong>Il 2011 dovrebbe essere l&#8217;anno dei giovani</strong>, o almeno così ha fatto intendere il <strong>Presidente della Repubblica</strong> che ha dedicato il discorso di fine anno a chi oggi deve compiere delle scelte per il proprio futuro, esortando così il mondo politico affinché ci sia un “impegno comune per raccogliere le sfide di questo grande tornante storico”.</p>
<p>Ma a giudicare dagli argomenti di cui discute oggi il Paese francamente sembra che l&#8217;obiettivo di interesse unitario su cui tutti avevano promesso di concentrarsi si stia piano piano allontanando.</p>
<p>Eppure i segnali per metterci sull&#8217;attenti ci sono tutti. L&#8217;ultimo campanello d&#8217;allarme arriva direttamente da <strong>Washington</strong>: secondo il<strong> Fondo Monetario Internazionale</strong> infatti per l&#8217;Italia si abbassano le stime di crescita previste per il prossimo anno. Le imprese italiane nel frattempo aspettano che le promesse di detassazione della produttività e altri interventi già annunciati si realizzino il prima possibile.</p>
<p>C&#8217;è una voce in Italia che però inascoltata, è quella dei giovani che – dice il presidente Giorgio Napolitano – <strong>denunciano un vuoto e sollecitano risposte</strong>.</p>
<p>Consultando la banca dati “Noi Italia 2011” fornita dall&#8217;Istat in effetti emerge un quadro allarmante. La<strong> disoccupazione giovanile al 25,4 per cento</strong> è di per sé un fenomeno preoccupante, ma andando ad analizzare più a fondo le statistiche esce fuori un risultato che dovrebbe far riflettere ancora di più visto che il 2011 è anche l&#8217;anno delle celebrazioni per l&#8217;Unità d&#8217;Italia. Infatti altro che festeggiamenti: la disoccupazione giovanile va via via aumentando se si guardano i numero <strong>dal Nord verso Sud</strong>. La Sardegna ha un tasso di disoccupazione dei giovani elevatissimo, pari al 44,7 per cento. Subito dopo ci sono la Sicilia, la Basilicata e la Campania con il 38 per cento, a seguire la Calabria, la Puglia, il Lazio (che si assimila alle regioni del Mezzogiorno), e via elencando. Stesso discorso per gli altri indicatori, come il tasso di inattività, o il numero di giovani che non lavorano e non studiano (i cosiddetti <em>Neet</em>).</p>
<p>Per fronteggiare questi problemi il Governo ha presentato la sua ricetta. Si tratta di circa un miliardo di euro da investire per effettuare un monitoraggio sul mercato con un conseguente piano per l&#8217;orientamento scolastico e una banca dati sempre aggiornata con le figure più richieste nel mondo del lavoro. Poi però il ministro <strong>Giorgia Meloni</strong> ha spiegato che i giovani, pur senza generalizzare, hanno una certa “inattitudine all&#8217;umiltà”. Ecco, a volte è meglio tacere.</p>
<p><em>articolo pubblicato su L&#8217;Isola &#8211; quindicinale siciliano</em></p>
<p><em>Photo Credit<a href="http://www.freedigitalphotos.net/images/view_photog.php?photogid=721">: renjith krishnan / FreeDigitalPhotos.net</a></em></p>
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		<title>Apocalisse: Su Rai Due I Consigli Per Proteggersi Da Eventi Catastrofici</title>
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		<pubDate>Mon, 31 Jan 2011 21:04:31 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Questa sera mi sono sintonizzato su Rai Due imbattendomi in Roberto Giacobbo e il suo Voyager. Fra i temi discussi: l&#8217;Arca di Noè, Gesù e Re Mithra, Poltergesit (ovvero oggetti che si muovo per azione di forze paranormali) ma sopratutto di Apocalisse. Già, perché come molti di voi sapranno sono in tanti ad immaginare un finale catastrofico del mondo, ma non stiamo parlando di spiegazioni scientifiche. Si parla invece di credenze popolari e fantasie delle mente umana che riesce a partorire favole e storie incredibili che si trasmettono solo col passaparola (e immaginate la distorsione del racconto!). Bene, siccome è giusto ascoltare il parere di tutti, perché non avvalorare le teorie più bizzarre di questo mondo? Ci sarà sempre qualcuno che crederà alle fesserie e chi invece su questi falsi miti catastrofici può lucrarci sopra. Non sarà il caso dell&#8217;imprenditore invitato da Giacobbo in trasmissione, ma non sapevo che a qualcuno fosse mai venuto in mente di costruirsi un bunker per proteggere sé stesso e i propri cari. Pensavo ingenuamente che una cosa del genere la potesse fare Ned Flanders nei Simpson che ha avuto la geniale idea di costruire questa casa super-sicura e così quando un meteorite stava per colpire Springfield tutti gli abitanti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a rel="attachment wp-att-3136" href="http://www.damianozito.org/blog/2011/informazione/apocalisse-su-rai-due-i-consigli-per-proteggersi-da-eventi-catastrofici/attachment/roberto-giacobbo-voyager/"><img class="aligncenter size-full wp-image-3136" title="roberto-giacobbo-voyager" src="http://www.damianozito.org/wp-content/uploads/2011/01/roberto-giacobbo-voyager.jpg" alt="" width="606" height="338" /></a></p>
<p>Questa sera mi sono sintonizzato su Rai Due imbattendomi in <strong>Roberto Giacobbo</strong> e il suo <em><strong>Voyager</strong></em>. Fra i temi discussi: l&#8217;Arca di Noè, Gesù e Re Mithra, <strong>Poltergesit</strong> (ovvero oggetti che si muovo per azione di <strong>forze paranormali</strong>) ma sopratutto di Apocalisse. Già, perché come molti di voi sapranno sono in tanti ad immaginare un finale catastrofico del mondo, ma non stiamo parlando di <strong>spiegazioni scientifiche</strong>. Si parla invece di credenze popolari e fantasie delle mente umana che riesce a partorire favole e storie incredibili che si trasmettono solo col passaparola (e immaginate la distorsione del racconto!). Bene, siccome è giusto ascoltare il parere di tutti, perché non avvalorare le teorie più bizzarre di questo mondo? Ci sarà sempre qualcuno che crederà alle fesserie e chi invece su questi falsi miti catastrofici può <strong>lucrarci</strong> sopra.</p>
<p>Non sarà il caso dell&#8217;imprenditore invitato da Giacobbo in trasmissione, ma non sapevo che a qualcuno fosse mai venuto in mente di costruirsi un<strong> bunker per proteggere sé stesso e i propri cari</strong>. Pensavo ingenuamente che una cosa del genere la potesse fare <strong>Ned Flanders</strong> nei <strong>Simpson</strong> che ha avuto la geniale idea di costruire questa casa super-sicura e così quando un meteorite stava per colpire Springfield tutti gli abitanti &#8211; appena saputo del nascondiglio &#8211; si sono recati in massa dal generoso Flanders che ha dato spazio a chiunque.</p>
<p>Tornando a Giacobbo, grazie a Voyager sono venuto a conoscenza del fatto che c&#8217;è chi si fa costruire dei bunker a <strong>1500 euro al metro quadrato</strong> (sempre meno caro di un appartamento dentro Roma), ma io credevo &#8211; sempre ingenuamente &#8211; che i bunker se li costruissero i latitanti. A questo punto mi viene il dubbio che se un meteorite si abbattesse sulla <strong>Calabria</strong> tutti avrebbero un riparo.</p>
<p>Tuttavia c&#8217;è da fare una considerazione. Se parliamo di Apocalisse nel senso di fine del mondo, che senso ha costruirsi un bunker se la terra scomparirebbe? E nel caso qualcuno rimanesse vivo grazie al proprio bunker, non si annoierebbe?</p>
<p>Scherzi a parte, mi piacerebbe che nella nostra televisione ci siano più contenuti scientifici e più ragionamenti razionali. Almeno nella stessa parte cui la Rai dedica intere trasmissioni al Vaticano e ai rappresentanti della Chiesa cattolica.</p>
<p>E non si venga a dire che <em>Super Quark</em> sia il giusto contrappeso.</p>
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		<title>Figli minori</title>
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		<pubDate>Tue, 11 Jan 2011 22:25:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>damiano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Proviamo a soffermarci su dei giovani di cui non si parla mai. Sono figli che devono sopportare il peso di avere come genitore un collaboratore o un testimone di giustizia. Tra questi c&#8217;è gente che ha deciso di denunciare il racket mandando in galera i propri estorsori, e chi dopo essere stato mafioso ha deciso di pentirsi. Quando un imprenditore denuncia, anche moglie e figli rientrano tra i soggetti minacciati dai mafiosi. Pino Masciari è uno degli imprenditori calabresi che ha deciso di percorrere la strada della legalità, ha rinunciato ad una vita normale con la moglie, e così i due figli si sono visti privare della libertà a differenza dei propri coetanei. Anche Gaetano Saffioti è calabrese come Masciari. Nove anni fa ha denunciato il racket ma è rimasto in Calabria con la sua impresa di movimento terra, e qui continua a lavorare. Suo figlio può uscire di casa solo quando la scorta non è già impegnata con gli altri membri della famiglia. Ci sono poi i figli di mafiosi del calibro di don Vito Ciancimino che conservano segreti e memorie, come Massimo il quale racconta ai magistrati i segreti e le relazioni segrete di Cosa Nostra con lo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --></p>
<p style="text-align: center;"><a rel="attachment wp-att-2823" href="http://www.damianozito.org/blog/2011/lisola/figli-minori/attachment/father_son/"><img class="aligncenter size-full wp-image-2823" title="father_son" src="http://www.damianozito.org/wp-content/uploads/2011/01/father_son.jpg" alt="" width="600" height="293" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Proviamo a soffermarci su dei giovani di cui non si parla mai. Sono figli che devono sopportare il peso di avere come genitore un <strong>collaboratore</strong> o un <strong>testimone di giustizia</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Tra questi c&#8217;è gente che ha deciso di denunciare il <strong>racket</strong> mandando in galera i propri estorsori, e chi dopo essere stato mafioso ha deciso di <strong>pentirsi</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Quando un imprenditore denuncia, anche moglie e figli rientrano tra i soggetti minacciati dai mafiosi.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Pino Masciari</strong> è uno degli imprenditori calabresi che ha deciso di percorrere la strada della legalità, ha rinunciato ad una vita normale con la moglie, e così i due figli si sono visti privare della libertà a differenza dei propri coetanei. Anche <strong>Gaetano Saffioti</strong> è calabrese come Masciari. Nove anni fa ha denunciato il racket ma è rimasto in Calabria con la sua impresa di movimento terra, e qui continua a lavorare. Suo figlio può uscire di casa solo quando la scorta non è già impegnata con gli altri membri della famiglia.</p>
<p style="text-align: justify;">Ci sono poi i figli di mafiosi del calibro di <strong>don Vito Ciancimino</strong> che conservano segreti e memorie, come<strong> Massimo </strong>il quale racconta ai magistrati i segreti e le relazioni segrete di Cosa Nostra con lo Stato. Ciancimino jr ha a sua volta un figlio piccolo, sul quale grava già il peso del nome: Vito Andrea. In una lettera recapitata al padre venivano rivolte delle minacce al piccolo, probabilmente ancora ignaro delle vicende del nonno e del forte peso che oggi hanno le parole del padre.</p>
<p style="text-align: justify;">“L&#8217;incoraggiamento va a tutti i figli dei collaboratori di giustizia perché sappiano costruire ciò che meritano”, è una frase scritta nelle note di chiusura del libro <em>Metastasi</em> di <strong>Gianluigi Nuzzi e Claudio Antonelli</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">La metastasi raccontata dai cronisti di <em>Libero</em> è la &#8216;ndrangheta al Nord nelle parole del pentito<strong> Giuseppe Di Bella</strong>, che oggi vive in compagnia del figlio. Nel libro appare sullo sfondo, in silenzio. Viene descritto come un ragazzino di poche parole, dallo sguardo perso nel vuoto e molto riservato.</p>
<p style="text-align: justify;">La vita che conduce il figlio di un pentito è una emigrazione continua da una casa all&#8217;altra, neanche il tempo di fare conoscenza con la gente del posto. Uno spostamento dopo l&#8217;altro, ognuno forzato per ragioni di sicurezza e alla fine finisce che il ragazzino non ha amici e inizia ad avere difficoltà a relazionarsi.</p>
<p style="text-align: justify;">Sono tanti i nomi di questi bambini che appaiono nelle dediche di libri che raccontano l&#8217;Italia peggiore. Li leggiamo nelle note di ringraziamento, spesso il solo fatto di essere venuti al mondo per loro è una colpa.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><em>articolo pubblicato su L&#8217;Isola &#8211; quindicinale siciliano</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>foto: <a href="http://www.flickr.com/photos/wrote/" target="_blank">Wroke</a></em></p>
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		<title>La Madonna della &#8216;ndrangheta</title>
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		<pubDate>Sat, 04 Sep 2010 13:38:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>damiano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La &#8216;ndrangheta calabrese raccoglie il consenso di uomini e donne, anziani e giovani approfittando (anche) della fede cattolica della gente, credente, pagana e devota. L&#8217;estate è la stagione dei pellegrinaggi e migliaia di fedeli si recano presso i santuari organizzandosi con carovane notturne e c&#8217;è chi arriva ai luoghi di culto percorrendo tutto il tragitto a piedi, partendo da casa, con dolorose conseguenze per gli arti inferiori. Una specie di penitenza auto-inflitta, in gergo «&#8217;u gutu» per il santo. Per ore ed ore si accompagna il viaggio con tarantelle e canti dedicati alle madonne. I tamburelli, che non vengono mai messi a tacere, si macchiano del sangue delle mani piagate di chi suona senza mai fermarsi. Tra i santuari più &#8220;celebri&#8221; della provincia di Reggio Calabria spicca quello di Polsi, con la relativa Madonna della Montagna di Polsi. Ogni anno i mammasantissima della &#8216;ndrangheta si riunivano e si riuniscono proprio lì. Ad ogni processione religiosa le statue vengono portate sulla spalla da uomini scelti. Alcuni hanno priorità diverse, c&#8217;è chi ha diritto a quel ruolo perché il nonno gli ha ceduto il posto, c&#8217;è poi chi si sente in dovere di portare a spalla il santo, quindi per semplice fede. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a rel="attachment wp-att-2188" href="http://www.damianozito.org/blog/2010/calabria/la-madonna-della-ndrangheta/attachment/4008204624_21545c1487_z/"><img class="aligncenter size-full wp-image-2188" title="4008204624_21545c1487_z" src="http://www.damianozito.org/wp-content/uploads/2010/08/4008204624_21545c1487_z.jpg" alt="" width="600" height="450" /></a></p>
<p><strong>La &#8216;ndrangheta calabrese raccoglie il consenso </strong>di uomini e donne, anziani e giovani approfittando (anche) della <strong>fede cattolica</strong> della gente, credente, pagana e devota. L&#8217;estate è la stagione dei pellegrinaggi e migliaia di fedeli si recano presso i santuari organizzandosi con carovane notturne e c&#8217;è chi arriva ai luoghi di culto percorrendo tutto il tragitto a piedi, partendo da casa, con dolorose conseguenze per gli arti inferiori. Una specie di penitenza auto-inflitta, in gergo «&#8217;u gutu» per il santo. Per ore ed ore si accompagna il viaggio con tarantelle e canti dedicati alle madonne. I tamburelli, che non vengono mai messi a tacere, si macchiano del <strong>sangue delle mani piagate </strong>di chi suona senza mai fermarsi.</p>
<p>Tra i santuari più &#8220;celebri&#8221; della provincia di Reggio Calabria spicca quello di Polsi, con la relativa <strong>Madonna della Montagna di Polsi</strong>. Ogni anno i mammasantissima della &#8216;ndrangheta si riunivano e si riuniscono proprio lì.</p>
<p>Ad ogni processione religiosa le statue vengono portate sulla spalla da uomini scelti. Alcuni hanno priorità diverse, c&#8217;è chi ha diritto a quel ruolo perché il nonno gli ha ceduto il posto, c&#8217;è poi chi si sente in dovere di portare a spalla il santo, quindi per semplice fede. Sotto alle statue capitano spesso uomini pregiudicati, &#8216;ndranghetisti o presunti tali. Quello di portare in spalla il santo è un gesto di forza, <strong>che agli occhi dei più piccoli appare quasi eroico.</strong></p>
<p>Nei paesini di Calabria in estate si ha l&#8217;abitudine di raccogliere soldi in vista del pellegrinaggio. Chi organizza la carovana si munisce di santini e cestello, passa casa per casa e ai suoi compaesani chiede «un&#8217;offerta per la Madonna». Ma i soldi li prende la madonna? Si chiedono alcuni. Molti, in buona fede, &#8220;versano&#8221; nel cestello circa <strong>5 euro </strong>così<strong> </strong>«&#8217;nci mandu a madonna»(glieli mando alla madonna). Ma dove vanno a finire?</p>
<p>Nell&#8217;immaginario collettivo c&#8217;è chi è <strong>consapevole del rischio che quei soldi (o parte di essi) finiscano direttamente o indirettamente ai carcerati, dunque alla &#8216;ndrangheta</strong>. Non per niente nel gergo comune <strong>il santuario di Polsi rappresenta il santuario «della &#8216;ndrangheta»</strong>. Lo sanno tutti che a portare il santo sulle spalle c&#8217;è sempre almeno un mafioso, lo sa il semplice cittadino, lo sanno i preti, tutti. Qualcuno tra questi presti che ad alta voce e dall&#8217;altare, <strong>ha espressamente chiesto di non portare soldi a Polsi. </strong></p>
<p>Così si passano le feste religiose calabresi, si organizzano processioni pomeridiane, che terminano nel lo spazio offerto da qualcuno che nel proprio cortile allestisce un altare dove i fedeli possono pregare.<strong> Si raccolgono soldi</strong> per la festa, naturalmente «della Madonna», che si chiude con canti, fuochi d&#8217;artificio e tarantelle. E la gente balla, ma la &#8216;ndrangheta pure.</p>
<p><em><a href="http://www.flickr.com/photos/ilcamminodellamusica/" target="_blank">foto: ilcamminodellamusica.it</a></em></p>
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		<title>Calabria, i patrimoni top secret dei consiglieri regionali</title>
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		<pubDate>Fri, 13 Aug 2010 11:37:29 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Visto che il dibattito politico prosegue sull&#8217;appartamento a Montecarlo del Presidente della Camera Gianfranco Fini, abitato dal cognato, vorrei riprendere un articolo di Sergio Rizzo apparso sul Corriere della Sera in data 12 agosto 2010. In merito alla situazione patrimoniale dei nostri eletti esiste una legge che impone ai titolari di cariche elettive nazionali, regionali, provinciali e comunali di presentare entro tre mesi una dichiarazione con l&#8217;elenco dei beni mobili e immobili in possesso, partecipazioni societarie, incarichi ricoperti e spese per la campagna elettorale. I Radicali hanno avviato un&#8217;indagine dalla quale è emerso che alcuni enti non rispettano la legge 441 approvata nel lontano 1982. Ad esempio non esiste alcuna dichiarazione del sindaco di Roma Gianni Alemanno, che &#8211; ricorda Rizzo &#8211; è stato eletto più di due anni fa. Sempre secondo la legge 441 tutti i cittadini «hanno diritto di conoscere le dichiarazioni» pubblicati sull&#8217;apposito bollettino. Per continuare con gli esempi, sempre a Roma il consigliere comunale Mario Mei (Pd) dichiara 46.096 euro all&#8217;anno, ma ha speso 216.346 euro per la campagna elettorale. I Radicali sono andati a fondo e Rizzo fa notare che mentre «nel caso di Roma le informazioni consentono ai cittadini di farsi un&#8217;idea del tenore di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a rel="attachment wp-att-2208" href="http://www.damianozito.org/blog/2010/calabria/calabria-i-patrimoni-top-secret-dei-consiglieri-regionali/attachment/consiglio_regionale_calabria/"><img class="aligncenter size-full wp-image-2208" title="Consiglio_Regionale_Calabria" src="http://www.damianozito.org/wp-content/uploads/2010/08/Consiglio_Regionale_Calabria.jpg" alt="" width="530" height="353" /></a></p>
<p>Visto che il dibattito politico prosegue sull&#8217;<strong>appartamento a Montecarlo</strong> del Presidente della Camera Gianfranco Fini, abitato dal cognato, vorrei riprendere un <a href="http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=TCFQL" target="_blank">articolo</a> di <strong>Sergio Rizzo</strong> apparso sul Corriere della Sera in data 12 agosto 2010.</p>
<p>In merito alla situazione patrimoniale dei nostri eletti esiste una <a href="http://www.senato.it/istituzione/108469/108474/genpagspalla.htm" target="_blank">legge</a> che impone ai titolari di cariche elettive nazionali, regionali, provinciali e comunali di presentare <strong>entro tre mesi</strong> una dichiarazione con l&#8217;elenco dei<strong> beni mobili e immobili in possesso</strong>, <strong>partecipazioni societarie, incarichi ricoperti e spese per la campagna elettorale</strong>.</p>
<p><strong>I Radicali</strong> hanno avviato un&#8217;indagine dalla quale è emerso che alcuni enti non rispettano la legge 441 approvata nel lontano 1982. Ad esempio <strong>non esiste alcuna dichiarazione del sindaco di Roma Gianni Alemanno</strong>, che &#8211; ricorda Rizzo &#8211; è stato eletto più di due anni fa.</p>
<p>Sempre secondo la legge 441 tutti i cittadini «hanno diritto di conoscere le dichiarazioni» pubblicati sull&#8217;apposito bollettino. Per continuare con gli esempi, sempre a Roma il consigliere comunale Mario Mei (Pd) dichiara 46.096 euro all&#8217;anno, ma ha speso 216.346 euro per la campagna elettorale.</p>
<p>I Radicali sono andati a fondo e Rizzo fa notare che mentre «nel caso di Roma le informazioni consentono ai cittadini di farsi un&#8217;idea del <strong>tenore di vita</strong> dei loro rappresentanti e i<strong> costi della politica</strong>»,<strong>in Calabria queste informazioni non vengono e non sono mai state pubblicate</strong>. La scoperta l&#8217;ha fatta il radicale <strong>Giuseppe Candido</strong>. Ma dove sta il problema? Nel fatto che la Calabria <strong>non si è mai adattata, con un decreto attuativo,</strong> alla legge 441 e quindi «non ha mai fatto una leggina che dice come quelle informazioni devono essere pubblicate sulla gazzetta regionale».</p>
<p>Eppure la legge parla chiaro: «<em>Le dichiarazioni [...] vengono riportate in <strong>apposito bollettino <span style="font-weight: normal;">[...].</span></strong> Nello stesso bollettino devono essere riportate, per ciascun soggetto, le notizie risultanti dal quadro riepilogativo della<strong> dichiarazione dei redditi</strong> [...]»</em>. Inoltre «<em>il bollettino è<strong> a disposizione di tutti</strong> i cittadini iscritti nelle liste elettorali</em>».</p>
<p>Dunque in Calabria la normativa che regolamenta la pubblicazione delle informazioni patrimoniali degli eletti manca e il <strong>cittadino interessato</strong> (se mai ci fosse) alla situazione patrimoniale dei suoi eletti, non troverebbe nessun dato.</p>
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		<title>Non è un troll</title>
		<link>http://www.damianozito.org/blog/2010/senza-categoria/non-e-un-troll/1698</link>
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		<pubDate>Mon, 24 May 2010 22:11:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>damiano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Prima di iniziare a leggere, è bene ricordare che Gino Paoli è tutt&#8217;altro che calabrese, ed è bene essere a conoscenza del fenomeno del trollismo. Solo che nella maggior parte delle volte i troll non li conosci di persona, e a sua volta loro non conoscono te personalmente. Quando però il troll in questione ti fa capire in tutti i modi che ti conosce, che è del tuo stesso paese, e continua ad insultarti arrivando anche alla minaccia allora non siamo più in puro caso di trollismo. Tuttavia ringrazio quel &#8220;Pierferdinando&#8221; che cinque mesi fa mi commentò il blog riempiendo di insulti me (e non solo). Lo ringrazio perché veramente, questo piccolissimo blog non lo commenta mai nessuno. Lo stesso &#8220;Pierferdinando&#8221; ammise che il nome fosse falso e che non poteva rivelarmi la sua identità. Lo scrisse in questo blog, commentando. Oggi &#8211; guarda caso &#8211; mi commenta &#8220;ginopaoli&#8221;. Gli sembro una miscela gassosa mal riuscita e puzzolente, in altre parole una flatulenza &#8220;in una notte d&#8217;inverno&#8221;. Mi ritrovo ancora una volta costretto a ringraziare una entità &#8220;anonima&#8221;, ginopaoli, che con grande garbo, e tanta gentilizza mi invita &#8220;a non tornare più qui [in Calabria, ndb]&#8220;: Di seguito alcuni commenti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Prima di iniziare a leggere</strong>, è bene ricordare che Gino Paoli è tutt&#8217;altro che calabrese, ed è bene essere a conoscenza del fenomeno del trollismo.</p>
<p>Solo che nella maggior parte delle volte i troll non li conosci di persona, e a sua volta loro non conoscono te personalmente.</p>
<p>Quando però il troll in questione ti fa capire in tutti i modi che ti conosce, che è del tuo stesso paese, e continua ad insultarti arrivando anche alla minaccia allora non siamo più in puro caso di trollismo.</p>
<p><strong>Tuttavia ringrazio quel &#8220;Pierferdinando&#8221;</strong> che cinque mesi fa mi commentò il blog riempiendo di insulti me (e non solo). Lo ringrazio perché veramente, questo piccolissimo blog non lo commenta mai nessuno. Lo stesso &#8220;Pierferdinando&#8221; ammise che il nome fosse falso e che non poteva rivelarmi la sua identità. Lo scrisse in questo blog, commentando.</p>
<p><strong>Oggi &#8211; guarda caso &#8211; mi commenta &#8220;ginopaoli&#8221;.</strong> Gli sembro una miscela gassosa mal riuscita e puzzolente, in altre parole una flatulenza &#8220;in una notte d&#8217;inverno&#8221;. Mi ritrovo ancora una volta costretto a ringraziare una entità &#8220;anonima&#8221;, ginopaoli, che con grande garbo, e tanta gentilizza mi invita &#8220;a non tornare più qui [<em>in Calabria, ndb</em>]&#8220;:</p>
<p><a rel="attachment wp-att-1699" href="http://www.damianozito.org/2010/senza-categoria/non-e-un-troll/attachment/ginopaoli/"><img class="aligncenter size-full wp-image-1699" title="ginopaoli" src="http://www.damianozito.org/wp-content/uploads/2010/05/ginopaoli.png" alt="" width="555" height="125" /></a></p>
<p>Di seguito alcuni commenti di gino e pierferdi:</p>
<p><a rel="attachment wp-att-1700" href="http://www.damianozito.org/2010/senza-categoria/non-e-un-troll/attachment/nonveniricchiu/"><img class="aligncenter size-full wp-image-1700" title="nonveniricchiu" src="http://www.damianozito.org/wp-content/uploads/2010/05/nonveniricchiu.png" alt="" width="564" height="493" /></a></p>
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		<title>Provare vergogna</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Apr 2010 14:04:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>damiano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[antonino monteleone]]></category>
		<category><![CDATA[cattura]]></category>
		<category><![CDATA[giovanni tegano]]></category>
		<category><![CDATA[intervista]]></category>
		<category><![CDATA[latitante]]></category>
		<category><![CDATA[ndrangheta]]></category>
		<category><![CDATA[pignatone]]></category>
		<category><![CDATA[reggio calabria]]></category>
		<category><![CDATA[renato cortese]]></category>

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		<description><![CDATA[Forse Reggio Calabria ancora non è una città pronta ad applaudire la cattura di latitanti e mafiosi che sono sempre in numero maggiore a finire dentro la rete di Renato Cortese. Sono però certo che manca solo un input che spinga i cittadini onesti e per bene ad uscire dalla cappa della paura e che i tempi stanno facendo maturare coscienze pulite. Lo testimonia la solidarietà dei cittadini reggini che a gennaio &#8211; dopo la bomba alla procura &#8211; hanno manifestato ai magistrati calabresi. Ciononostante vi sono spettacoli per i quali non si può andare fieri, al punto da farci provare vergogna. Antonino Monteleone, ne ha provata certamente tanta nel presentarci come è stata accolta &#8211; dai familiari &#8211; la cattura del latitante Giovanni Tegano a Reggio Calabria. &#8220;Buona visione!&#8221; http://www.youtube.com/watch?v=I9jxIMRQlT8 http://www.youtube.com/watch?v=gImC-JcvE3E]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Forse Reggio Calabria ancora non è una città pronta ad applaudire la cattura di latitanti e mafiosi che sono sempre in numero maggiore a finire dentro la rete di Renato Cortese. Sono però certo che manca solo un input che spinga i cittadini onesti e per bene ad uscire dalla cappa della paura e che i tempi stanno facendo maturare coscienze pulite. Lo testimonia la solidarietà dei cittadini reggini che a gennaio &#8211; dopo la bomba alla procura &#8211; hanno manifestato ai magistrati calabresi.</p>
<p>Ciononostante vi sono spettacoli per i quali non si può andare fieri, al punto da farci provare vergogna. Antonino Monteleone, ne ha provata  certamente tanta nel presentarci come è stata accolta &#8211; dai familiari &#8211; la cattura del  latitante Giovanni Tegano a Reggio Calabria.</p>
<p>&#8220;Buona visione!&#8221;</p>
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=I9jxIMRQlT8">http://www.youtube.com/watch?v=I9jxIMRQlT8</a></p>
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=gImC-JcvE3E">http://www.youtube.com/watch?v=gImC-JcvE3E</a></p>
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