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	<title>il Blog di Damiano Zitod&#8217;alia | il Blog di Damiano Zito</title>
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		<title>Una veglia contro la legge bavaglio</title>
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		<pubDate>Fri, 11 Jun 2010 05:30:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>damiano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Questa notte un centinaio di persone si sono fermate sotto la residenza del Presidente del Consiglio. Una veglia organizzata dopo che in Senato il Goveno ha ottenuto la fiducia sul ddl intercettazioni. A mezzanotte minuto più, minuto meno, la polizia ha preso i nominativi di molti dei &#8220;manifestanti&#8221; che si trovavano in via del Plebiscito, da dove poi si sono diretti per andare a piazza Monte Citorio, sede della Camera dei Deputati, già teatro di presidi permanenti contro altre leggi vergogna. Ieri sera ho visto il tg2 e poi, come di consueto, il notiziario di Rainews24 (che è il mio preferito) e devo dire che fa specie ascoltare i comunicati del sindacato dei giornalisti che dice ai cittadini che con questa legge non si saprà più niente su scandali, tangenti e quant&#8217;altro. Fa specie, perché è vero. E se il Presidente della Repubblica, pensa che chi lo inviti a non firmare parli «a vanvera» non vi è da stupirsi. Ora il ddl andrà alla Camera, dove l&#8217;opposizione proporrà i suoi emendamenti. Spero solo che non sia il senatore Giampiero D&#8217;Alia a farlo, come gli ho sentito dire in televisione. Lui infatti è l&#8217;autore di quel famoso articolo 50-bis di cui [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a rel="attachment wp-att-1943" href="http://www.damianozito.org/2010/informazione/la-celere-a-palazzo-grazioli-per-fermare-una-veglia/attachment/palazzo_grazioli_celere/"><img class="size-full wp-image-1943 aligncenter" title="palazzo_grazioli_celere" src="http://www.damianozito.org/wp-content/uploads/2010/06/palazzo_grazioli_celere.jpg" alt="" width="600" height="453" /></a></p>
<p><strong>Questa notte un centinaio di persone</strong> si sono fermate sotto la residenza del Presidente del Consiglio. Una veglia organizzata dopo che in Senato il Goveno ha ottenuto la fiducia sul ddl intercettazioni.</p>
<p>A mezzanotte minuto più, minuto meno, la polizia ha preso i nominativi di molti dei &#8220;manifestanti&#8221; che si trovavano in via del Plebiscito, da dove poi si sono diretti per andare a piazza Monte Citorio, sede della Camera dei Deputati, già teatro di presidi permanenti contro altre leggi vergogna.</p>
<p><strong>Ieri sera ho visto il tg2 e poi, come </strong>di consueto, il notiziario di Rainews24 (che è il mio preferito) e devo dire che fa specie ascoltare i comunicati del sindacato dei giornalisti che dice ai cittadini che con questa legge non si saprà più niente su scandali, tangenti e quant&#8217;altro. Fa specie, perché è vero. E se il Presidente della Repubblica, pensa che chi lo inviti a non firmare parli «a vanvera» non vi è da stupirsi.</p>
<p><strong>Ora il ddl andrà alla Camera,</strong> dove l&#8217;opposizione proporrà i suoi emendamenti. Spero solo che non sia il senatore Giampiero D&#8217;Alia a farlo, come gli ho sentito dire in televisione. Lui infatti è l&#8217;autore di quel famoso articolo 50-bis di cui tanto si parla in questi giorni, per fortuna però le mail che girano sono bufale, perché quell&#8217;articolo contenuto nel pacchetto sicurezza dello scorso anno del Governo, è stato cancellato. Introduceva il reato apologia  o istigazione a delinquere tramite mezzo internet, prevedeva multe salate, carcere e chiusura di siti o provider che non provvedevano al filtraggio dei contenuti.</p>
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		<title>Ci casca anche Marco Travaglio! Ora basta con questa catena su D&#8217;Alia</title>
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		<pubDate>Mon, 07 Jun 2010 20:53:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>damiano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Giorni fa ho ricevuto qualche messaggio di posta su Facebook che mi avvertiva dell&#8217;approvazione del famoso emendamento D&#8217;Alia e l&#8217;ho subito cestinato dopo le prime righe visto che l&#8217;emendamento del senatore dell&#8217;Udc è stato abolito! Non oggi ma ad aprile 2009. Nel passaparola di oggi, Marco Travaglio cade nella rete della catena creatasi da giorni sul web su quell&#8217;articolo: una settimana fa il Senato ha approvato nel pacchetto sicurezza, uno dei tanti, un emendamento del Senatore Giampiero Dalia, Udc, Art. 50 bis, repressione di attività di apologia o istigazione a delinquere compiuta a mezzo Internet, questa settimana il testo approda alla Camera e questo articolo è il N. 60. Si tratta di un documento dal titolo &#8220;Nessun telegiornale ha avuto il permesso di diffondere questa notizia&#8221; e Travaglio nel programma che ogni settimana viene trasmesso dal blog di Beppe Grillo ha dato la notizia. Lo ha fatto certamente in buona fede e sono certo che rettificherà, su questo non penso ci siano dubbi. È evidente che Travaglio si è fidato di chi gli ha girato il comunicato. È un bene per tutti che chi va a cercare le notizie in rete e poi le ripubblica, eviti di diffondere false informazioni, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-1873" href="http://www.damianozito.org/2010/internet/ci-casca-anche-marco-travaglio-ora-basta-con-questa-catena-su-dalia/attachment/passaparola_7-6-10/"><img class="alignleft size-medium wp-image-1873" title="passaparola_7-6-10" src="http://www.damianozito.org/wp-content/uploads/2010/06/passaparola_7-6-10-300x180.jpg" alt="" width="300" height="180" /></a>Giorni fa ho ricevuto qualche messaggio di posta su Facebook che mi avvertiva dell&#8217;approvazione del famoso <strong>emendamento D&#8217;Alia </strong>e l&#8217;ho subito cestinato dopo le prime righe visto che l&#8217;emendamento del senatore dell&#8217;Udc<strong> è <a href="http://www.guidoscorza.it/?p=731" target="_blank">stato abolito</a>!</strong> Non oggi ma ad <strong>aprile 2009. </strong></p>
<p>Nel <a href="http://www.beppegrillo.it//2010/06/passaparola_lun_67/index.html#_p1_" target="_blank">passaparola</a> di <a href="http://www.youtube.com/watch?v=J6aTY2pfRj8" target="_blank">oggi</a>, Marco Travaglio cade nella rete della catena creatasi da giorni sul web su quell&#8217;articolo:</p>
<blockquote><p>una settimana fa il Senato ha  approvato nel pacchetto sicurezza, uno dei tanti, un emendamento del  Senatore Giampiero Dalia, Udc, Art. 50 bis, repressione di attività di  apologia o istigazione a delinquere compiuta a mezzo Internet, questa  settimana il testo approda alla Camera e questo articolo è il N. 60.</p></blockquote>
<p>Si tratta di un <a href="http://www.perlapace.it/download/NESSUNTELEGIORNALE.doc" target="_blank">documento </a>dal titolo <em>&#8220;Nessun telegiornale ha avuto il permesso di diffondere questa notizia&#8221;</em> e Travaglio nel programma che ogni settimana viene trasmesso dal blog di Beppe Grillo ha dato la notizia. Lo ha fatto certamente <strong>in buona fede</strong> e sono certo che rettificherà, su questo non penso ci siano dubbi. È evidente che Travaglio si è fidato di chi gli ha girato il comunicato.</p>
<p>È un bene per tutti che chi va a cercare le notizie in rete e poi le ripubblica, eviti di diffondere false informazioni, <strong>addebitandole</strong> poi a qualcuno considerato come autorevole. Infatti lo stesso Travaglio cita la fonte, ovvero il sito <a href="http://www.perlapace.it/" target="_blank">http://www.perlapace.it</a> che <strong>il 25 maggio ha <a href="http://www.perlapace.it/index.php?id_article=4405" target="_blank">smentito</a> la proprietà intellettuale del documento</strong> che circola per le nostre caselle di posta.</p>
<p><span style="color: #800000;"><em><strong>Update da <a href="http://www.voglioscendere.it" target="_blank">voglioscendere.it</a><br />
</strong></em></span></p>
<blockquote><p><strong><span style="text-decoration: underline;">Errata Corrige</span><br />
</strong>Cari amici, era destino che proprio alla centesima puntata di  Passaparola incappassi in una bufala. Quella che vi ho letto in apertura  del Passaparola sull&#8217;approvazione dell&#8217;emendamento D&#8217;Alia era una  notizia vecchia di un anno che qualcuno ha ricicciato in rete come se  fosse nuova: dopo il voto in senato, infatti, l&#8217;emendamento liberticida è  stato accantonato alla camera. Scampato pericolo, dunque, almeno per  ora. Ma conviene restare vigili. Scusatemi per il &#8220;procurato allarme&#8221;.<br />
(m.trav.)</p></blockquote>
]]></content:encoded>
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		<title>La censura di &#8220;Uccidiamo Berlusconi&#8221;</title>
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		<pubDate>Fri, 23 Oct 2009 21:28:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>damiano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il dibattito sul gruppo &#8220;Uccidiamo Berlusconi&#8221; ha animato molte discussioni in Rete e fuori. È una delle poche volte che un gruppo di persone riesce ad emergere fuori dal contesto virtuale e finisce su quello televisivo e credo che questo episodio finirà per essere usato come pretesto per ogni azione di controllo su internet. Le dichiarazioni del ministro Alfano, di altri esponenti del Pdl, del Pd (Letta) non sono affatto rincuoranti per la rete, specie se saltano fuori nuovamente Gabriella Carlucci e Giampiero D&#8217;Alia con l&#8217;intenzione di disciplinarla. A parte il fatto che il gruppo non avrebbe nessun senso, ho trovato molto più idiota il solo pensare che chi si iscrive a un gruppo possa commettere un reato. Non mi sembra che i gruppi terroristici si identifichino con nome e cognome e si schedino su facebook. Su internet si trovano molte stronzate. Facebook ne è pieno, questo lo sappiamo, e il gruppo su Berlusconi non è l&#8217;unico ovviamente. Quando navigavo le prime volte su internet e partecipavo nei forum c&#8217;erano alcune regole da rispettare come il saluto, scrivere minuscolo, usare un linguaggio non scurrile e tante altre regole che se venivano violate si rischiava di essere segnalati e quindi bannati [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="alignnone size-full wp-image-443" title="BerlusconiShootingYou" src="http://www.damianozito.org/wp-content/uploads/2009/10/BerlusconiShootingYou.JPEG" alt="BerlusconiShootingYou" width="459" height="402" /></p>
<p>Il dibattito sul gruppo &#8220;<strong>Uccidiamo Berlusconi</strong>&#8221; ha animato molte discussioni in Rete e fuori. È una delle poche volte che un gruppo di persone riesce ad emergere fuori dal contesto virtuale e finisce su quello televisivo e credo che questo episodio finirà per essere usato come pretesto per ogni azione di controllo su internet.</p>
<p>Le dichiarazioni del ministro <strong>Alfano</strong>, di altri esponenti del Pdl, del Pd (Letta) non sono affatto rincuoranti per la rete, specie se saltano fuori nuovamente Gabriella <strong>Carlucci</strong> e Giampiero <strong>D&#8217;Alia</strong> con l&#8217;intenzione di disciplinarla. A parte il fatto che il gruppo non avrebbe nessun senso, ho trovato molto più idiota il solo pensare che chi si iscrive a un gruppo possa commettere un reato. Non mi sembra che i gruppi terroristici si identifichino con nome e cognome e si schedino su facebook. Su internet si trovano molte stronzate. Facebook ne è pieno, questo lo sappiamo, e il gruppo su Berlusconi non è l&#8217;unico ovviamente.</p>
<p>Quando navigavo le prime volte su internet e partecipavo nei forum c&#8217;erano alcune regole da rispettare come il saluto, scrivere minuscolo, usare un linguaggio non scurrile e tante altre regole che se venivano violate si rischiava di essere segnalati e quindi bannati dagli amministratori. Certo non si veniva denunciati. Semplicemente venivano (e vengono) rimosse le discussioni per non avere rispettato le regole. Nei forum poi si trovano sezioni di <strong>libero sfogo</strong> create appositamente per cazzeggiare, dire parolacce, scrivere in maiuscolo e quel che si vuole.</p>
<p>Concentriamoci sul gruppo. Secondo me un titolo come &#8220;Uccidiamo Berlusconi&#8221; (non è felice) va contestualizzato di caso in caso, perché un titolo del genere potrebbe essere usato per attirare l&#8217;attenzione (forse non è giusto, ma non è di questo che stiamo parlando). Nella descrizione si potrebbe scrivere che si è usato un titolo per ricevere più visite, che in realtà non si vuole istigare alla violenza e l&#8217;autore o gli autori del gruppo anche spiegare che stanno cercando di fare un video, un film, un fumetto, e hanno immaginato cosa potesse accadere se un gruppo di persone pensasse di uccidere Berlusconi e il titolo del gruppo è quello dell&#8217;opera. Lo censurereste? Un po&#8217; come il film su Bush, &#8220;<a href="http://www.repubblica.it/2007/03/sezioni/spettacoli_e_cultura/death-president/death-president/death-president.html" target="_blank">Death of a president</a>&#8220;, che sollevò questioni ma non fu censurato.</p>
<p>La cosa che mi preoccupa non è una censura da parte di facebook, che forse c&#8217;è stata visto che ieri sera quando mi sono iscritto il gruppo si chiamava &#8220;Uccidiamo politicamente Berlusconi&#8221;, non mi preoccupa nemmeno una eventuale censura autorizzata dalla magistratura qualora questa avesse scoperto una vera organizzazione &#8220;terroristica&#8221;. <strong>Il mio unico grande problema è che la censura la compiano chi dovrebbe essere censurato dalla rete e dai giornalisti, ovvero i politici</strong>. Non posso pensare che se Alfano, o Maroni, domani decidesse di far chiudere un gruppo o un blog questi vengano chiusi senza se e senza ma. Credo che a verificare se una frase, un post, un commento, costituisca reato sia la magistratura che appunto ha il compito di far rispettare le leggi e non il Governo che invece le deve applicare né tantomeno il Parlamento che invece le leggi le fa.</p>
<p>Riassumendo:</p>
<ul>
<li>Se facebook decide di &#8220;censurare&#8221;, modificare, spostare un qualunque contenuto non me ne frega niente. È come nei forum, anzi, su facebook è più facile segnalare abusi che non mancano mai.</li>
<li>Se qualcuno pensa di denunciare perché si sente diffamato, minacciato, non deve essere il governo o il parlamento a decidere la chiusura di un sito, gruppo o contenuto. Le leggi in merito esistono già e la magistratura può verificare che queste siano rispettate.</li>
</ul>
<p>Berlusconi, ma qualunque presidente del consiglio, necessita di una sua protezione, questo senza ombra di dubbio. Purtroppo mi è solo parso che in questi giorni Berlusconi avesse solo bisogno di &#8220;conforto&#8221; dopo i colpi subiti, quindi ecco il bigliettino delle brigate rosse, palesemente <strong>falso</strong> e di cattivo gusto ed infine la polemica su internet considerato pericoloso perché si è scagliato contro il premier.</p>
<p><strong>Guido Scorza</strong> si <a href="http://www.guidoscorza.it/?p=1189" target="_blank">auspica</a> un dibattito su un confronto per stabilire regole, confini entro i quali un utente possa sentirsi libero di usare la rete. Anch&#8217;io avrei voluto che accadesse questo ma per come sono andate le cose ho la vaga impressione che quanto prima questo caso sarà usato come pretesto per giustificare atti censorei. I parlamentari al posto di affacciarsi nella rete e cercare di chiederci consigli, capire i meccanismi, pensano a chiudere, imporre limitazioni a casaccio.</p>
<p>Io mi batterò sempre affinché ci siano spazi come quelle sezioni dei forum dove tutti possano accedere e sapere che lì possono dire quel che vogliono.</p>
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		<title>L&#039;obbligo di rettifica e le ricette di cucina</title>
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		<pubDate>Fri, 10 Jul 2009 22:15:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>damiano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Che strano, (ri)apro un blog e lo devo fare con un post di protesta, una protesta contro il bavaglio che da più parti stanno cercando di mettere alla rete. Per farlo ci provano in diversi modi, all’inizio cercano di applicare una legge pensata per la carta stampata anche ai siti informatici che si occupano di divulgare notizie poi ci provano con alcune proposte come quelle della Carlucci o del senatore D’Alia che ultimamente hanno davvero fatto discutere. Il ddl intercettazioni contiene il cosiddetto obbligo di rettifica per tutti i “siti informatici”, obbligo che va eseguito entro 48 ore dalla richiesta, pena 13000€ circa di multa. Come si può pretendere che un blogger abbia il tempo in 48 ore di verificare quanto gli viene richiesto? Se oggi questo obbligo fosse già in vigore il noto videoblog di Claudio Messora sarebbe chiuso. Per capire cosa sto dicendo date uno sguardo alla richiesta di rettifica notificatagli per un post pubblicato un po’ di tempo fa. Lo studio legale gli chiede di cancellare il post dal suo blog e da altri siti che hanno ripreso la notizia da byoblu. Da non credere ma è così. In poche parole stanno costringendo chi si occupa di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Che strano, (ri)apro un blog e lo devo fare con un post di protesta, una protesta contro il bavaglio che da più parti stanno cercando di mettere alla rete. Per farlo ci provano in diversi modi, all’inizio cercano di applicare una legge pensata per la carta stampata anche ai siti informatici che si occupano di divulgare notizie poi ci provano con alcune proposte come quelle della Carlucci o del senatore D’Alia che ultimamente hanno davvero fatto discutere.</p>
<p>Il ddl intercettazioni contiene il cosiddetto obbligo di rettifica per tutti i “siti informatici”, obbligo che va eseguito entro 48 ore dalla richiesta, pena 13000€ circa di multa. Come si può pretendere che un blogger abbia il tempo in 48 ore di verificare quanto gli viene richiesto? Se oggi questo obbligo fosse già in vigore il noto videoblog di Claudio Messora sarebbe chiuso. Per capire cosa sto dicendo date uno sguardo alla <a title="rettifica byoblu" href="http://www.byoblu.com/post/2009/07/08/Il-primo-caso-di-diffida-e-diritto-di-rettifica.aspx" target="_blank">richiesta di rettifica notificatagli</a> per un post pubblicato un po’ di tempo fa.</p>
<p>Lo studio legale gli chiede di cancellare il post dal suo blog e da altri siti che hanno ripreso la notizia da <a title="byoblu" href="http://www.byoblu.com" target="_blank">byoblu</a>. Da non credere ma è così.</p>
<p>In poche parole stanno costringendo chi si occupa di temi scomodi di chiudere o quanto meno di non parlarne più, per evitare di trovarsi con una ammenda il giorno dopo. Così ci ritroveremo tutti a parlare di grande fratello e di ricette di cucina.</p>
<p>Ma l’obbligo di rettifica vale per tutti i ’siti informatici’, quindi anche per quelli di cucina.</p>
<p>Perciò se ad esempio domani scrivessi che per fare la carbonara la ricetta dice che ci va anche la cipolla e se il primo Gianfranco Vissani di turno passasse dal mio blog e mi chiedesse la rettifica perché la ricetta originale non prevede la cipolla, ne avrebbe tutto il diritto. E se io non pubblicassi entro le 48 ore la rettifica della ricetta perché magari sono andato via per un week end, tornerei e mi ritroverei con 13mila euro di multa.</p>
<p>Interessante vero?</p>
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