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	<title>il Blog di Damiano Zitodecreto romani | il Blog di Damiano Zito</title>
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		<title>Paolo Romani, un nome una garanzia</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Jul 2010 15:24:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>damiano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Paolo Romani è pronto per diventare Ministro dello Sviluppo Economico del nostro Paese. Attualmente è vice ministro di nessuno visto che Claudio Scajola si è dimesso dopo la vicenda del mezzanino davanti al Colosseo comprato «a sua insaputa». C&#8217;è da puntualizzare che è stato lo stesso Silvio Berlusconi, con un enorme conflitto di interessi, a fare le funzioni di Scajola. Romani è vice ministro con delega alle Comunicazioni e molti lo ricorderanno per la proposta del parental control per i siti pornografici. Ovvero un sms di avviso al genitore ogni qual volta suo figlio va a masturbarsi su Youporn. Un chiaro tentativo di prevenzione alla cecità. Masturbazioni a parte, non si può dimenticare il famoso decreto che porta il nome dello stesso Romani che inizialmente prevedeva l&#8217;autorizzazione al ministero e all&#8217;Agcom per poter trasmettere contenuti audiovisivi sia tutti i blog, video-blog, piattaforme, motori di ricerca e quant&#8217;altro, senza distinzione tra professionisti e non. Il testo che doveva solo adattarsi ad una direttiva europea, molto furbescamente creò tanta confusione, inserendo nello stesso calderone la produzione di contenuti amatariali e professionali. C&#8217;è chi ha visto le cose sotto una lente diversa, ritenendo il decreto come l&#8217;ennesimo favore a Mediaset. Solo dopo le [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="wp-caption aligncenter" style="width: 610px"><img src="http://www.damianozito.org/wp-content/uploads/2010/02/mr-president_montecitorio.jpg" alt="" width="600" height="401" /><p class="wp-caption-text">Manifestazione contro il Decreto Romani a Montecitorio</p></div>
<p><strong>Paolo Romani</strong> <a href="http://www.repubblica.it/economia/2010/07/29/news/romani_sviluppo_economico-5921676/?ref=HREC1-4" target="_blank">è pronto</a> per diventare Ministro dello Sviluppo Economico del nostro Paese. Attualmente è vice ministro di nessuno visto che Claudio Scajola si è dimesso dopo la vicenda del mezzanino davanti al Colosseo comprato «a sua insaputa». C&#8217;è da puntualizzare che è stato lo stesso Silvio Berlusconi, con un <strong>enorme conflitto di interessi</strong>, a fare le funzioni di Scajola.</p>
<p>Romani è vice ministro con delega alle <strong>Comunicazioni</strong> e molti lo ricorderanno per la proposta del parental control per i siti pornografici. Ovvero un sms di avviso al genitore ogni qual volta suo figlio va a masturbarsi su Youporn. Un chiaro tentativo di prevenzione alla cecità.</p>
<p>Masturbazioni a parte, non si può dimenticare il <a href="http://www.damianozito.org/blog/2010/informazione/il-decreto-romani-che-mette-a-rischio-youtube-e-la-rete/" target="_blank">famoso decreto</a> che porta il nome dello stesso Romani che inizialmente prevedeva l&#8217;<strong>autorizzazione al ministero e all&#8217;Agcom </strong>per poter trasmettere contenuti audiovisivi sia tutti i blog, video-blog, piattaforme, motori di ricerca e quant&#8217;altro, senza distinzione tra professionisti e non. Il testo che doveva solo adattarsi ad una <strong>direttiva europea</strong>, molto furbescamente creò tanta <strong>confusione</strong>, inserendo nello stesso calderone la produzione di contenuti amatariali e professionali.</p>
<p>C&#8217;è chi ha visto le cose sotto una lente diversa, ritenendo il decreto come <strong>l&#8217;ennesimo favore a Mediaset</strong>. Solo dopo le proteste e le varie polemiche sono state apportate delle <a href="http://download.repubblica.it/pdf/2010/dlgs-romani.pdf" target="_blank">modifiche</a> sostanziali al testo. Alcuni <a href="http://www.dirittodicritica.com/2010/03/03/decreto-romani-prove-tecniche-di-censura/" target="_blank">punti </a>sono rimasti poco chiari, come per le piattaforme intermediarie tipo YouTube, che hanno grossi introiti pubblicitari ma ospitano produzione di filmati amatoriali.</p>
<p>Ecco, per l&#8217;Italia sempre fanalino di coda nello sviluppo della banda larga, Romani, che ha provato anche lui a burocratizzare la Rete, è proprio una garanzia.</p>
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		<title>Festa dei Pirati: il Virtuale è Reale</title>
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		<pubDate>Mon, 22 Mar 2010 21:30:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>damiano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Meglio ricordarlo, sabato scorso al teatro Capranica di Roma, pirati, politici (si contavano però sul palmo di una mano), avvocati e giornalisti si sono incontrati per discutere di libertà digitali, di copyright, di come i giornali sono cambiati con l&#8217;avvento della rete e come la politica guarda internet ed insiste con attacchi censori. Si è parlato quindi del caso di PirateBay e dei tentativi di bavaglio all&#8217;informazione in Rete. Sulla figura del pirata c&#8217;è ancora molta dietrologia e disinformazione, si crede ancora che il pirata sia un criminale, ma se pensiamo ai ragazzi svedesi che sono arrivati a creare un partito a tutti gli effetti diventato popolare anche fuori dai confini svedesi, viene da chiedersi quanto ancora &#8211; in Italia &#8211; ci troviamo indietro su questi temi. Sarà la solita paura dell&#8217;uomo per il &#8216;nuovo&#8217;, saranno le pressioni delle lobby, ma è chiaro che in Italia non si possa minimamente pensare di creare un partito con gli obiettivi (pochi e coincisi) di quello Pirata. L&#8217;idea è così lontana che non ci sfiora nemmeno e semmai ci provassimo non è difficile prevedere il risultato. Forse è anche arrivato il momento che certi miti sui pirati vengano sfatati, è il momento che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a rel="attachment wp-att-1225" href="http://www.damianozito.org/?attachment_id=1225"><img class="aligncenter" title="Play_Video_Pirati" src="../wp-content/uploads/2010/03/Play_Video_Pirati.jpeg" alt="" width="600" height="380" /></a></p>
<p>Meglio ricordarlo, sabato scorso al teatro Capranica di Roma, pirati, politici (si contavano però sul palmo di una mano), avvocati e giornalisti si sono incontrati per discutere di libertà digitali, di copyright, di come i giornali sono cambiati con l&#8217;avvento della rete e come la politica guarda internet ed insiste con attacchi censori. Si è parlato quindi del caso di <strong>PirateBay</strong> e dei tentativi di bavaglio all&#8217;informazione in Rete.</p>
<p>Sulla figura del pirata c&#8217;è ancora molta dietrologia e disinformazione, si crede ancora che il pirata sia un criminale, ma se pensiamo ai ragazzi svedesi che sono arrivati a creare un partito a tutti gli effetti diventato popolare anche fuori dai confini svedesi, viene da chiedersi quanto ancora &#8211; in Italia &#8211; ci troviamo indietro su questi temi. Sarà la solita paura dell&#8217;uomo per il &#8216;nuovo&#8217;, saranno le pressioni delle lobby, ma è chiaro che in Italia non si possa minimamente pensare di creare un partito con gli obiettivi (pochi e coincisi) di quello Pirata. L&#8217;idea è così lontana che non ci sfiora nemmeno e semmai ci provassimo non è difficile prevedere il risultato.</p>
<p>Forse è anche arrivato il momento che certi miti sui pirati vengano sfatati, è il momento che vengano messe in discussione le leggi sul diritto d&#8217;autore, obsolete rispetto all&#8217;evoluzione e al modo in cui oggi condividiamo i nostri libri, le nostre idee e la nostra musica. È ora di fare nostri certi concetti, masticarli e mandarli giù. A tal proposito, saranno utili gli interventi riportati qui di seguito sul blog e registrati sabato pomeriggio.</p>
<p>Nella foto, in senso orario</p>
<ul>
<li><a href="http://www.youtube.com/watch?v=Bwnx9YKHR4k" target="_blank">Gustav Nipe &#8211; Piratpartiet (Partito Pirata Svedese) </a></li>
</ul>
<ul>
<li><a href="http://www.youtube.com/watch?v=CmDUhSn68CM" target="_blank">Alessandro  Gilioli &#8211; giornalista, blogger</a></li>
</ul>
<ul>
<li><a href="http://www.youtube.com/watch?v=kFgV1HX0Pro" target="_blank">Enzo Di Frenna &#8211; giornalista, blogger</a></li>
</ul>
<ul>
<li><a href="http://www.youtube.com/watch?v=GT5sLCg6oZE" target="_blank">Dario  Tamburrano &#8211; Meetup Roma</a></li>
</ul>
<ul>
<li><a href="http://www.youtube.com/watch?v=SIdD1Zq3LCk" target="_blank">Carlo Infante &#8211; performingmedia.it</a></li>
</ul>
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=Bwnx9YKHR4k">http://www.youtube.com/watch?v=Bwnx9YKHR4k</a></p>
<p><a rel="attachment wp-att-1225" href="http://www.damianozito.org/?attachment_id=1225"><br />
</a></p>
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		<title>Festa dei pirati, libertà di informazione in Rete &#8211; Enzo di Frenna</title>
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		<pubDate>Mon, 22 Mar 2010 14:41:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>damiano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sabato, si è svolta a Roma la seconda Festa dei Pirati. Una giornata per discutere di copyright, le leggi (obsolete) che lo regolano, creatività e diritto in rete. Quello che è emerso, e che ha messo d&#8217;accordo tutti, è che in Italia al momento &#8211; anche volendo &#8211; non saremmo in grado di riuscire a compiere ciò che hanno fatto i ragazzi svedesi del Piratepartiet, il Partito Pirata svedese, che alle elezioni europee ha ottenuto il 7 per cento dei voti. Di attacchi censori alla rete su questo blog se ne è parlato, e come alcuni sapranno Enzo di Frenna è tra coloro i quali hanno avviato campagne di protesta contro gli interventi legislativi che mirano ad imbavagliare internet. Di seguito il suo intervento al teatro Capranica: http://www.youtube.com/watch?v=kFgV1HX0Pro]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sabato, si è svolta a Roma la seconda <a href="http://festadeipirati.net/" target="_blank">Festa dei Pirati</a>. Una giornata per discutere di copyright, le leggi (obsolete) che lo regolano, creatività e diritto in rete.</p>
<p>Quello che è emerso, e che ha messo d&#8217;accordo tutti, è che in Italia al momento &#8211; anche volendo &#8211; non saremmo in grado di riuscire a compiere ciò che hanno fatto i ragazzi svedesi del Piratepartiet, il Partito Pirata svedese, che alle elezioni europee ha ottenuto il 7 per cento dei voti.</p>
<p>Di attacchi censori alla rete su questo blog se ne è parlato, e come alcuni sapranno Enzo di Frenna è tra coloro i quali hanno avviato campagne di protesta contro gli interventi legislativi che mirano ad imbavagliare internet. Di seguito il suo intervento al teatro Capranica:</p>
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=kFgV1HX0Pro">http://www.youtube.com/watch?v=kFgV1HX0Pro</a></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Decreto Romani, prove tecniche di censura</title>
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		<pubDate>Wed, 03 Mar 2010 11:23:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>damiano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[http://www.youtube.com/watch?v=XkdSzatbaNU Il nuovo Decreto Romani è certamente &#8216;migliore&#8217; rispetto alla bozza contestata dai blogger e dal popolo della Rete ma non convince ed è a dir poco deludente. Sono molte le ambiguità contenute nel testo approvato dal Consiglio dei Ministri che lascia comunque all&#8217;Agcom, l&#8217;autorità garante per le garanzie nelle comunicazioni il ruolo di &#8220;arbitro&#8221;. A Giuseppe Giulietti di articolo21.org (intervistato ieri dal blog durante la protesta davanti ai cancelli Rai a via Teulada) questo decreto non piace. Proviamo quindi a capire quali sono i punti dubbiosi del provvedimento. L&#8217;articolo 4 del testo dà una definizione di &#8220;servizio media audiovisivo&#8221;ed elenca una serie di categorie non soggette agli obblighi posti dal decreto. In particolare per servizio media audiovisivo si intende la radiodiffusione (televisione analogica e digitale), il livestreaming, il webcasting (tv su internet), e video on demand. Mentre non rientrano in questa definizione i servizi che esercitano attività non economiche e che non entrano in concorrenza con la radiodiffusione televisiva. Sono esclusi poi: la posta elettronica (solo l&#8217;idea di chiedere il permesso per mandare un video per mail fa rabbrividire, ma chi ha composto il testo ha pensato di specificarlo) servizi che non forniscono programmi, e nei quali il servizio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;">
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=XkdSzatbaNU">http://www.youtube.com/watch?v=XkdSzatbaNU</a></p>
</p>
<p>Il nuovo <strong>Decreto Romani </strong>è certamente &#8216;migliore&#8217; rispetto alla bozza contestata dai blogger e dal popolo della Rete ma non convince ed è a dir poco deludente. Sono molte le ambiguità contenute nel testo approvato dal Consiglio dei Ministri che lascia comunque all&#8217;Agcom, l&#8217;autorità garante per le garanzie nelle comunicazioni il ruolo di &#8220;arbitro&#8221;. A <strong>Giuseppe Giulietti</strong> di <a href="http://www.articolo21.org" target="_blank">articolo21.org </a>(<a href="http://www.youtube.com/watch?v=XkdSzatbaNU" target="_blank">intervistato</a> ieri dal blog durante la protesta davanti ai cancelli Rai a via Teulada) questo decreto non piace. Proviamo quindi a capire quali sono i punti dubbiosi del provvedimento.</p>
<p>L&#8217;articolo 4 del testo dà una definizione di &#8220;servizio media audiovisivo&#8221;ed elenca una serie di categorie non soggette agli obblighi posti dal decreto. In particolare per servizio media audiovisivo si intende la radiodiffusione (televisione analogica e digitale), il livestreaming, il webcasting (tv su internet), e video on demand. Mentre non rientrano in questa definizione i servizi che esercitano attività <strong>non economiche</strong> e che <strong>non entrano in concorrenza con la radiodiffusione televisiva</strong>. Sono esclusi poi:</p>
<ul>
<li> la posta elettronica (solo l&#8217;idea di chiedere il permesso per mandare un video per mail fa rabbrividire, ma chi ha composto il testo ha pensato di specificarlo)</li>
<li>servizi che non forniscono programmi, e nei quali il servizio audiovisivo sia puramente incidentale rispetto all&#8217;attività principale e qui il testo inserisce ulteriori dettagli intendendo per questi ultimi:
<ul>
<li> giochi in linea</li>
<li>motori di ricerca</li>
<li>versioni elettroniche di quotidiani e riviste</li>
<li>servizi testuali autonomi</li>
<li>giochi d&#8217;azzardo</li>
</ul>
</li>
</ul>
<p>Sui siti che non esercitano attività economiche e che non fanno concorrenza alla radiodiffusione televisiva, non si sa quali sono i <strong>criteri qualitativi</strong> che stabiliscono se un videoblog, o una qualunque piattaforma possa o meno togliere pubblico alle trasmissioni televisive. Non è chiaro inoltre se un sito in grado di raccogliere una cospicua somma di denaro rientri o meno nelle attività non economiche.</p>
<p>Come fa notare <strong>Guido Scorza</strong> <a href="http://punto-informatico.it/2823280/PI/Commenti/decreto-romani-meglio-ma-non-bene.aspx" target="_blank">su Punto Informatico</a>, il modo in cui è stato definito il termine media audiovisivo, cioè escludendo alcuni servizi «<em>è una tecnica di normazione assolutamente inadeguata alla materia di cui si tratta: la tecnologia va più in fretta del legislatore </em> &#8211; scrive Scorza &#8211; ». L&#8217;avvocato quindi ipotizza che si evolva ad esempio il &#8220;<em>video-twitter</em>&#8220;: «<em>occorrerà provare a collocarla in una delle categorie escluse</em>» Ma se non rientra nei requisiti occorrerà«<em>qualificarla come &#8220;servizio media audiovisivo&#8221; con ogni conseguenza per il suo gestore</em>». Già, i gestori.</p>
<p>Il decreto Romani, deve per adattarsi alla direttiva europea Avms, sui contenuti audiovisivi, e «<em>quello che c&#8217;era di buono nella direttiva</em> &#8211; ricorda l&#8217;avvocato Scorza dalle pagine di Punto Informatico &#8211; <em>non è stato importato</em>». Infatti per i gestori, o meglio i siti intermediari come <strong>Youtube</strong> che distribuiscono contenuti amatoriali e professionali il testo non fa alcuna citazione  e non esclude  la «<em><strong>responsabilità degli intermediari </strong>della comunicazione</em>». Che tradotto vuol dire che le piattaforme di condivisione dovrebbero rispondere dei contenuti inseriti dagli utenti. La sentenza sulla condanna di Google sta facendo discutere molto in merito ed ha aperto un acceso dibattito in Itala e fuori dai confini nazionali. Di questo passo, se le piattaforme continuano ad essere chiamate in causa dai giudici <strong>per i contenuti immessi in rete dagli utenti</strong>, sottoponendosi così a responsabilità editoriali televisive non potranno invece che porre dei limiti a chi usufruisce dei loro servizi, burocratizzando di fatto la Rete, o &#8211; nel caso più estremo &#8211; <strong>chiudere</strong>.<br />
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		<title>Contro il decreto Romani a Montecitorio</title>
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		<pubDate>Sun, 21 Feb 2010 20:16:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>damiano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ieri abbiamo protestato contro il decreto Romani davanti all&#8217;ambasciata americana a piedi nudi sull&#8217;asfalto gelido. Dopo abbiamo fatto un salto a Montecitorio dove i ragazzi del Popolo Viola presidiano giorno e notte contro il legittimo impedimento.Quello che vedete è lo striscione che abbiamo esposto per l&#8217;evento e quello a sinistra è Enzo di Frenna. foto: bee free di Patrizia Grandicelli]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.damianozito.org/wp-content/uploads/2010/02/mr-president_montecitorio.jpg"><img class="size-full wp-image-940 aligncenter" title="mr president_montecitorio" src="http://www.damianozito.org/wp-content/uploads/2010/02/mr-president_montecitorio.jpg" alt="" width="600" height="401" /></a></p>
<p style="text-align: left;">Ieri abbiamo protestato contro il <a href="http://www.damianozito.org/?p=856" target="_blank">decreto Romani</a> davanti all&#8217;ambasciata americana a piedi nudi sull&#8217;asfalto gelido. Dopo abbiamo fatto un salto a Montecitorio dove i ragazzi del Popolo Viola presidiano giorno e notte contro il legittimo impedimento.Quello che vedete è lo striscione che abbiamo esposto per l&#8217;evento e quello a sinistra è <a href="http://www.enzodifrennablog.it/dblog\" target="_blank">Enzo di Frenna</a>.</p>
<p style="text-align: left;"><em>foto: b<a href="http://www.flickr.com/photos/aliestelle/" target="_blank">ee free di Patrizia Grandicelli</a></em></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Decreto Romani: Intervista a Enzo di Frenna dei Corsari della Rete</title>
		<link>http://www.damianozito.org/blog/2010/informazione/decreto-romani-intervista-a-enzo-di-frenna-dei-corsari-della-rete/867</link>
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		<pubDate>Thu, 28 Jan 2010 15:37:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>damiano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[È di pochi giorni fa il discorso di Hillary Clinton che ha scatenato la reazione cinese dopo che il segretario di stato americano ha espressamente detto che internet è uno strumento che rende libera l&#8217;informazione e &#8211; nonostante i pericoli &#8211; è sbagliata ogni forma di censura come quella adottata in Cina e altri paesi. Questa mattina ho intervistato Enzo di Frenna, giornalista professionista e videoblogger (enzodifrennablog.it) che dopo il regalo di natale che il parlamento ha prepaprato per internet, si è attivato creando il gruppo dei Corsari della Rete al fine di creare iniziative mediatiche per al difesa della libertà su internet. Come ho già anticipato in un post recente, il governo ha presentato in Parlamento un testo che deve adattarsi alla direttiva europea AVMS che tratta di diffusione di servizi televisivi sul web. Enzo puoi spiegare per chi ancora non ha letto il testo cosa prevede il decreto Romani? Il testo dovrebbe essere realizzato per le emittenti televisive che pubblicano sul web, invece il decreto Romani con la scusa dell&#8217;adeguamento alla direttiva europea sostitusce il termine &#8220;prodotto televisivo&#8221; con &#8220;prodotto audiovisivo&#8221; includendo di fatto i siti che fanno web casting come livestreaming, e Youtube. Le conseguenze quindi quali [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><object width="280" height="170"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/a70fIJ01AM0&#038;hl=it_IT&#038;fs=1&#038;"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/a70fIJ01AM0&#038;hl=it_IT&#038;fs=1&#038;" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="280" height="170"></embed></object></p>
<p>È di pochi giorni fa il discorso di Hillary Clinton che ha scatenato la reazione cinese dopo che il segretario di stato americano ha espressamente detto che internet è uno strumento che rende libera l&#8217;informazione e &#8211; nonostante i pericoli &#8211; è sbagliata ogni forma di censura come quella adottata in Cina e altri paesi.</p>
<p>Questa mattina ho intervistato <strong>Enzo di Frenna</strong>, giornalista professionista e videoblogger (<a href="http://www.enzodifrennablog.it" target="_blank"><em>enzodifrennablog.it</em></a>) che dopo il regalo di natale che il parlamento ha prepaprato per internet, si è attivato creando il gruppo dei <a href="http://corsaridellarete.ning.com" target="_blank"><strong><em>Corsari della Rete</em></strong></a> al fine di creare iniziative mediatiche per al difesa della libertà su internet. Come ho già anticipato in un <a href="http://www.damianozito.org/?p=856" target="_blank">post recente</a>, il governo ha presentato in Parlamento un testo che deve adattarsi alla direttiva europea AVMS che tratta di diffusione di servizi televisivi sul web.</p>
<blockquote><p><span style="color: #800000;"><strong>Enzo puoi spiegare per chi ancora non ha letto il testo cosa prevede il decreto Romani?</strong></span></p>
<p><span style="color: #000080;">Il testo dovrebbe essere realizzato per le emittenti televisive che pubblicano sul web, invece il decreto Romani con la scusa dell&#8217;adeguamento alla direttiva europea sostitusce il termine &#8220;<em>prodotto televisivo</em>&#8221; con &#8220;<em>prodotto audiovisivo</em>&#8221; includendo di fatto i siti che fanno web casting come livestreaming, e <strong>Youtube</strong>.</span></p>
<p><span style="color: #000080;"><strong><span style="color: #800000;">Le conseguenze quindi quali sono?</span></strong></span></p>
<p><span style="color: #000080;"><span style="color: #800000;"><span style="color: #000080;">Con una legge così i siti mensionati o un videoblog come quello di Claudio Messora (<a href="http://www.byoblu.com"><em>byoblu.com, ndr</em></a>), quello di Beppe Grillo e tanti altri <strong>chiuderebbero</strong> il giorno successivo dell&#8217;entrata in vigore, perché per pubblicare i contenuti bisogna <strong>chiedere le autorizzazioni</strong> al Ministero dello Sviluppo Economico e all&#8217;Agcom.</span></span></span></p>
<p><span style="color: #000080;"><span style="color: #800000;"><span style="color: #000080;"><span style="color: #800000;"><strong>Tu che hai letto tutto il decreto, che aggettivo useresti per definirlo?</strong></span></span></span></span></p>
<p><span style="color: #000080;"><span style="color: #800000;"><span style="color: #000080;"><span style="color: #800000;"><span style="color: #000080;">Aberrante!</span></span></span></span></span></p>
<p><span style="color: #000080;"><span style="color: #800000;"><span style="color: #000080;"><span style="color: #800000;"><strong>Addirittura!</strong></span></span></span></span></p>
<p><span style="color: #000080;"><span style="color: #800000;"><span style="color: #000080;"><span style="color: #800000;"><span style="color: #000080;">Sì! È peggio di un mostro del film &#8220;il Signore degli anelli&#8221;! <strong>Il settimanale <em>Time</em> ci ha già paragonato alla Cina</strong>.<br />
</span></span></span></span></span></p>
<p><span style="color: #000080;"><span style="color: #800000;"><span style="color: #000080;"><span style="color: #800000;"><span style="color: #000080;"><strong><span style="color: #800000;">Veniamo all&#8217;iniziativa che avete creato con Messora. Ci dai qualche informazione? Cosa chiedete ad Obama?</span></strong></span></span></span></span></span></p>
<p><span style="color: #000080;"><span style="color: #800000;"><span style="color: #000080;"><span style="color: #800000;"><span style="color: #000080;"><span style="color: #000080;">L&#8217;evento si svolgerà nella terza settimana di febbraio. <strong>Solo 60 audaci</strong>, che con catene ai piedi balleranno al ritmo di tamburi africani davanti all&#8217;ambasciata americana.Un gesto simbolico, per chiedere poter usare internet per informare liberamente senza renderci schiavi.<br />
</span></span></span></span></span></span></p>
<p><span style="color: #000080;"><span style="color: #800000;"><span style="color: #000080;"><span style="color: #800000;"><span style="color: #000080;"><span style="color: #000080;"><strong><span style="color: #800000;">Perché davanti all&#8217;ambasciata americana?</span></strong><br />
</span></span></span></span></span></span></p>
<p><span style="color: #000080;"><span style="color: #800000;"><span style="color: #000080;"><span style="color: #800000;"><span style="color: #000080;"><span style="color: #000080;">Per chiedere al presidente Obama, in seguito al discorso di Hillary Clinton</span>, una presa di posizione ufficiale sulla libertà nella internet italiana.</span></span></span></span></span></p>
<p><span style="color: #000080;"><span style="color: #800000;"><span style="color: #000080;"><span style="color: #800000;"><span style="color: #000080;"><strong><span style="color: #800000;">Chiarissimo Enzo, allora ci vediamo davanti all&#8217;ambasciata nelle prossime settimane. A presto.<br />
</span></strong></span></span></span></span></span></p>
<p><span style="color: #000080;"><span style="color: #800000;"><span style="color: #000080;"><span style="color: #800000;"><span style="color: #000080;"><span style="color: #800000;"><span style="color: #000080;">Ciao, a presto.</span></span><strong><span style="color: #800000;"><br />
</span></strong></span></span></span></span></span><br />
<span style="color: #000080;"> </span></p></blockquote>
<p><em>Segnalazioni:</em></p>
<ul>
<li><a href="http://www.corsaridellarete.ning.com" target="_blank">Il social network dei Corsari della Rete su ning</a></li>
<li><a href="http://www.facebook.com/group.php?gid=50139659346" target="_blank">Iscriviti al gruppo dei Corsari della Rete su Facebook</a></li>
</ul>
<p><a href="http://www.byoblu.com/Lang/it-IT/page/MrPresident-help-internet-in-Italy!.aspx" target="_blank"><img src="http://www.byoblu.com/image.axd?picture=/MrPresidentHELPINTERNETinItaly150_102.jpg" border="0" alt="Mr.President, help internet in Italy" /></a><br />
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		<title>Il decreto Romani che mette a rischio Youtube e la Rete</title>
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		<pubDate>Thu, 28 Jan 2010 11:20:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>damiano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[http://www.youtube.com/watch?v=WeNRaE7wnOM Quando l&#8217;Europa da delle direttive siamo chiamati ad attuarle e rispettarle. Solo che l&#8217;Italia lo fa come gli pare e quando gli pare, basti pensare al caso Rete 4, il canale televisivo di Mediaset che doveva andare sul satellite e lasciare lo spazio ad Europa 7 di Francesco Di Stefano. Ma in quell&#8217;occasione Paolo Gentiloni non ebbe il coraggio, come ministro delle Comunicazioni, di attuare una sentenza della Corte di Giustizia europea. Oggi è il caso di uniformare le leggi alla direttiva europea Audiovisual media services, nota come AVMS, un principio inalienabile come quello della responsabilità giuridica per i contenuti immessi in rete dalle reti televisive. Il parlamento italiano ne approfitta e nel testo da attuare ha sostituito il termine &#8220;televisivo&#8221; con &#8220;audiovisivo&#8220;. In questo modo la rete viene paragonata ad una grande televisione che per trasmettere deve chiedere le dovute autorizzazioni come se fosse una emittente Rai. Una beffa per chi ha una videoblog ma sopratutto per tutte quelle piattaforme che trasmettono contenuti audiovisivi, si pensi a Youtube e agli effettid evastanti che il testo potrebbe comportare alla famosa piattaforma,. Il decreto Romani di fatto cancella la figura dell&#8217;intermediario della comunicazione che quindi potrebbe un giorno essere chiamato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;">
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=WeNRaE7wnOM">http://www.youtube.com/watch?v=WeNRaE7wnOM</a></p>
</p>
<p style="text-align: left;">Quando l&#8217;Europa da delle direttive siamo chiamati ad attuarle e rispettarle. Solo che l&#8217;Italia lo fa come gli pare e quando gli pare, basti pensare al caso Rete 4, il canale televisivo di Mediaset che doveva andare sul satellite e lasciare lo spazio ad Europa 7 di Francesco Di Stefano. Ma in quell&#8217;occasione Paolo Gentiloni non ebbe il coraggio, come ministro delle Comunicazioni, di attuare una sentenza della Corte di Giustizia europea.</p>
<p style="text-align: left;">Oggi è il caso di uniformare le leggi alla direttiva europea Audiovisual media services, nota come <strong>AVMS</strong>, un principio inalienabile come quello della responsabilità giuridica per i contenuti immessi in rete dalle <strong>reti televisive</strong>. Il parlamento italiano ne approfitta e nel testo da attuare ha <strong>sostituito</strong> il termine &#8220;<em>televisivo</em>&#8221; con &#8220;<em>audiovisivo</em>&#8220;. In questo modo la rete viene paragonata ad una grande televisione che per trasmettere deve chiedere le dovute <strong><em>autorizzazioni</em></strong> come se fosse una emittente Rai. Una beffa per chi ha una videoblog ma sopratutto per tutte quelle piattaforme che trasmettono contenuti audiovisivi, si pensi a Youtube e agli effettid evastanti che il testo potrebbe comportare alla famosa piattaforma,. Il decreto Romani di fatto cancella la figura dell&#8217;<strong>intermediario della comunicazione</strong> che quindi potrebbe un giorno essere chiamato in tribunale per rispondere dei contenuti trasmessi sul proprio sito da <strong>terze </strong>persone. Un provvedimento davvero restrittivo che pone paletti  al punto che chi ci guarda dall&#8217;estero ci ha paragonati alla Cina che in fatto di libertà su internet non gode certo di buone reputazioni.</p>
<p style="text-align: center;">***</p>
<p style="text-align: left;">In merito al decreto <a href="http://www.enzodifrennablog.it" target="_blank">Enzo di Frenna</a> e <a href="http://www.byoblu.com" target="_blank">Claudio Messora</a> hanno organizzato una iniziativa che si terrà a fine febbraio davanti all&#8217;ambasciata americana. <a href="http://www.facebook.com/group.php?gid=50139659346" target="_blank">Qui il gruppo su facebook</a>!Per saperne di più clicca sul banner dell&#8217;evento:</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.byoblu.com/Lang/it-IT/page/MrPresident-help-internet-in-Italy!.aspx" target="_blank"><img src="http://www.byoblu.com/image.axd?picture=/MrPresidentHELPINTERNETinItaly150_102.jpg" border="0" alt="Mr.President, help internet in Italy" /></a></p>
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		<title>Trasmissione non autorizzata</title>
		<link>http://www.damianozito.org/blog/2010/informazione/trasmissione-non-autorizzata/762</link>
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		<pubDate>Fri, 15 Jan 2010 23:36:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>damiano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Quando ero un ragazzino ho nutrito per un po&#8217; di tempo la passione per la radio. In uno dei miei diari di scuola media, che conservo ancora, avevo disegnato ciò che immaginanvo. Avevo pensato a una emittente radiofonica, che aveva come studi la mia casa e quella dei miei più intimi amici. Ognuno di noi dalla proprie stanze si poteva mettere in contatto con l&#8217;altro e poteva trasmettere i programmi stabiliti. All&#8217;epoca però internet era per me una cosa appena conosciuta, non potevo nemmeno immaginare le potenzialità di questo strumento che oggi è largamente diffuso. Per fare una radio mi sarebbe servita una antenna con una certa potenza se avessi avessi voluto trasmettere nei paesi vicini al mio, poi sarebbero serviti impianti stereo e tutto il resto a seguire. Troppo costoso e complesso. Piano piano mi sono trovato nella rete rendendomi conto che quello che prima era complicato, oggi diventa facile anche per chi non ha conoscenze informatiche. Basta registrarsi a youtube per aprire un canale video, andare su livestream o ustream per le dirette, un blog per scrivere ciò che si vuole, andare sui social network come facebook e parlare di quel che ci pare e piace. Per fare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-765" title="onair" src="http://www.damianozito.org/wp-content/uploads/2010/01/onair.jpg" alt="onair" width="600" height="364" /></p>
<p>Quando ero un ragazzino ho nutrito per un po&#8217; di tempo la passione per la<strong> radio</strong>. In uno dei miei diari di scuola media, che conservo ancora, avevo disegnato ciò che immaginanvo. Avevo pensato a una emittente radiofonica, che aveva come studi la mia casa e quella dei miei più intimi amici. Ognuno di noi dalla proprie stanze si poteva mettere in contatto con l&#8217;altro e poteva trasmettere i programmi stabiliti. All&#8217;epoca però internet era per me una cosa appena conosciuta, non potevo nemmeno immaginare le potenzialità di questo strumento che oggi è largamente diffuso. Per fare una radio mi sarebbe servita una antenna con una certa potenza se avessi avessi voluto trasmettere nei paesi vicini al mio, poi sarebbero serviti impianti stereo e tutto il resto a seguire. Troppo costoso e complesso.</p>
<p>Piano piano mi sono trovato nella rete rendendomi conto che quello che prima era complicato, oggi diventa facile anche per chi non ha conoscenze informatiche. Basta registrarsi a <strong>youtube</strong> per aprire un canale video, andare su <strong>livestream</strong> o<strong> ustream</strong> per le dirette, un <strong>blog</strong> per scrivere ciò che si vuole, andare sui social network come <strong>facebook</strong> e parlare di quel che ci pare e piace. Per fare una radio serve uno spazio web, raggiungibile anche gratis, un microfono e la trasmissione può andare in onda. Internet è tutto quello che da piccolo ho sempre voluto. L&#8217;interazione e lo scambio. Il <strong>link</strong> o i links. La Rete ha accorciato le distanze. Una volta si andava dal cugino o dall&#8217;amico a chiedere se ci presta il film registrato in videocassetta, oggi invece c&#8217;è <strong>eMule</strong> che non è altro che la stessa cosa. Ci colleghiamo sui server di un software <strong>peer-to-peer</strong> (p2p) e scambiamo i file con gli altri. Ma non è tutto rose e fiori, infatti, le major, la<strong> Siae</strong> e compagnia bella non fanno che mettere i bastoni fra le ruote a chi si batte per il sapere libero e la circolazione della cultura. Molti artisti sono diventati noti grazie a internet, al p2p. Ma le lobby discografiche, quelle del diritto d&#8217;autore, pur di guadagnare i loro introiti che non vanno all&#8217;autore (perdonate le semplificazioni, ma il concetto è questo) sono disposti a dichiarare <strong>guerra a internet</strong>.</p>
<p>Per fortuna sulla rete ci sono realtà ben diverse, che dimostrano che grazie alla politica dello scambio e della segnalazione anche chi non conta niente, chi non ha un contratto con una grossa casa discografica può farsi notare. Per dimostrare che gli artisti possono guadagnare ugualmente, esiste un progetto musicale, <a href="http://www.jamendo.com" target="_blank">Jamendo.com</a>, che offre <strong>gratuitamente</strong> i contenuti in mp3 degli artisti che caricano i loro pezzi sul sito. Chi ha una attività, un ristorante può invece &#8220;abbonarsi&#8221; a Jamendo. In questo modo l&#8217;artista riceve direttamente i soldi, chi usufruisce del suo brano gli riconosce la proprietà intellettuale  e l&#8217;intermediazione cliente-major-artista si accorcia e la major sparisce. Sempre Jamendo per coloro che convincono un amico che ha un&#8217;attività ad abbonarsi alla sua musica, offre un mese gratis di adsl. Se io quindi riesco a convincere il proprietario del bar sotto casa mia a mettere musica presente su Jamendo e ad abbonarsi, allora Jamendo mi paga un mese della mia connessione ad internet.</p>
<p>Questo per raccontare una delle tantissime cose che si possono fare grazie a internet.</p>
<p>Chi segue questo blog sa che il tema del diritto alla rete viene tenuto d&#8217;occhio e sa che dal &#8220;Palazzo&#8221; arriva sempre qualche insidia nascosta in qualche decreto legge, ddl, proprosta, e via dicendo. Farne l&#8217;elenco sarebbe solo inutile, perché dopo l&#8217;ultimo ddl pecorella, arriva il decreto <strong>anti sky</strong> (sarebbe meglio dire anti-satellite) dove c&#8217;è &#8220;nascosta&#8221; una piccola norma che in poche parole dice che chi trasmette anche su internet deve chiedere<strong> autorizzazione al ministero</strong>. Il decreto Romani è l&#8217;ennesima legge (se approvata) <strong>salva-mediaset</strong> che dopo la apposita <strong>legge Gasparri</strong>, fatta su misura per le emittenti del Premier, serve a mettere al riparo l&#8217;azienda milanese dai limiti imposti dalla stessa legge varata dal precedente governo B. per evitare che quest&#8217;ultimo dovesse cedere canali.</p>
<p>È continuo l&#8217;attacco che subiamo,prima tentano, poi ritirano la leggina, poi la riprovano sotto un&#8217;altra forma. Poi dicono che verrà migliorata, perché facebook è un covo di terroristi, ché su internet si inneggia alla violenza e che non so che altro. Quello che non riescono a capire è che la Rete è la società. Non è una cosa astratta. Un commento in un post è un commento di una persona non di un automa. Lo stesso vale per le scritte sui muri di Roma, sulle metro, dove le scritte ci passano tutti i giorni sotto al naso. È espressione.</p>
<p>Da internet oggi partono iniziative, manifestazioni si trasmettono contenuti su youtube, in diretta streaming. Le radio trasmettono sul web. A volte basta un telefonino. Registriamo il contenuto e con servizi tipo <strong>qik</strong>.com condividiamo sulle nostra bacheca di facebook, sul nostro blog. Questo è uno dei motivi per cui considero il<strong> canone Rai </strong>una tassa inutile e ingiusta. Tra le proposte la migliore (si fa per dire!) quella di inglobare il canone  nella bolletta della luce, o anche quella di estenderla ai computer e ai cellulari. E per le radiosveglie?Perché no?</p>
<p>Per ora la mia &#8220;trasmissione&#8221; termina qui. Per farvi un&#8217;idea del decreto Romani <a href="http://www.youtube.com/watch?v=Ppx6NPNdFqU" target="_blank">ascoltate Giulietti di articolo21</a>.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.youtube.com/watch?v=Ppx6NPNdFqU" target="_blank"><img class="aligncenter size-full wp-image-766" title="decreto_romani" src="http://www.damianozito.org/wp-content/uploads/2010/01/decreto_romani.jpeg" alt="decreto_romani" width="400" height="226" /></a></p>
<p style="text-align: left;">foto: <a href="http://www.flickr.com/photos/dissingyourdog/" target="_blank">dissingyourdog</a></p>
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