<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>il Blog di Damiano Zitoguido scorza | il Blog di Damiano Zito</title>
	<atom:link href="http://www.damianozito.org/blog/tag/guido-scorza/feed" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.damianozito.org</link>
	<description></description>
	<lastBuildDate>Mon, 23 Jan 2012 08:19:38 +0000</lastBuildDate>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.3.1</generator>
		<item>
		<title>Qual è la Legge sul Diritto D&#8217;autore In Italia?</title>
		<link>http://www.damianozito.org/blog/2011/internet/qual-e-la-legge-sul-diritto-dautore-in-italia/4157</link>
		<comments>http://www.damianozito.org/blog/2011/internet/qual-e-la-legge-sul-diritto-dautore-in-italia/4157#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 20 Jul 2011 08:30:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>damiano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Internet]]></category>
		<category><![CDATA[Tecnozito]]></category>
		<category><![CDATA[agcom]]></category>
		<category><![CDATA[Btjunkie]]></category>
		<category><![CDATA[diritto d'autore]]></category>
		<category><![CDATA[emule]]></category>
		<category><![CDATA[Fastweb]]></category>
		<category><![CDATA[guido scorza]]></category>
		<category><![CDATA[legge]]></category>
		<category><![CDATA[linkiesta]]></category>
		<category><![CDATA[p2p]]></category>
		<category><![CDATA[Yahoo]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.damianozito.org/?p=4157</guid>
		<description><![CDATA[Allo stato la disciplina della materia è affidata alla legge sul diritto d&#8217;autore [n.d.r. legge 633 del 1941] che prevede sanzioni di carattere anche penale per chiunque comunichi al pubblico o metta disposizione del pubblico &#8211; tra l&#8217;altro anche a mezzo internet e non importa attraverso quale tecnologia e/o piattaforma, P2P incluso &#8211; opere dell&#8217;ingegno sulle quali insistano altrui diritti d&#8217;autore [n.d.r. software, videogame, musica, film, libri ecc.]. È una disciplina severa ma poco efficace che, ora, l&#8217;Autorità per le garanzie nelle “minaccia” di rafforzare auto-attribuendosi ulteriori poteri che le consentiranno, tra l&#8217;altro, di ordinare l&#8217;immediata rimozione di un contenuto, se ritenuto in violazione di altrui diritti d&#8217;autore, all&#8217;esito di un procedimento sommario destinato ad essere definito in 48 ore. Guido Scorza i risposta alle domande di Linkiesta in questo articolo: http://www.linkiesta.it/la-proprieta-intellettuale-line-e-regolata-da-una-legge-del-1941#ixzz1SY8rddL9 Photo: &#8220;Before BtJunkie&#8221; Credits: Arianne Dagdag]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.damianozito.org/?attachment_id=4158"><img class="aligncenter size-full wp-image-4158" title="btjunkie-p2p-fastweb-yahoo-ngi" src="http://www.damianozito.org/wp-content/uploads/2011/07/btjunkie-p2p-fastweb-yahoo-ngi.jpg" alt="" width="610" height="408" /></a></p>
<blockquote><p>Allo stato la disciplina della materia è affidata alla <strong>legge sul diritto d&#8217;autore</strong> [n.d.r. legge 633 del 1941] che prevede sanzioni di carattere anche penale per chiunque comunichi al pubblico o metta disposizione del pubblico &#8211; tra l&#8217;altro anche a mezzo internet e non importa attraverso quale tecnologia e/o piattaforma, P2P incluso &#8211; opere dell&#8217;ingegno sulle quali insistano altrui diritti d&#8217;autore [n.d.r. software, videogame, musica, film, libri ecc.].<br />
È una disciplina severa ma poco efficace che, ora, l&#8217;Autorità per le garanzie nelle “minaccia” di rafforzare auto-attribuendosi ulteriori poteri che le consentiranno, tra l&#8217;altro, di ordinare l&#8217;<strong>immediata rimozione di un contenuto</strong>, se ritenuto in violazione di altrui diritti d&#8217;autore, all&#8217;esito di un procedimento sommario destinato ad essere definito in 48 ore.</p></blockquote>
<p><strong>Guido Scorza</strong> i risposta alle domande di Linkiesta in questo articolo: <a href="http://www.linkiesta.it/la-proprieta-intellettuale-line-e-regolata-da-una-legge-del-1941#ixzz1SY8rddL9">http://www.linkiesta.it/la-proprieta-intellettuale-line-e-regolata-da-una-legge-del-1941#ixzz1SY8rddL9</a></p>
<p><em>Photo: &#8220;Before BtJunkie&#8221; Credits: <a href="http://www.flickr.com/photos/breezyanne/">Arianne Dagdag</a></em></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.damianozito.org/blog/2011/internet/qual-e-la-legge-sul-diritto-dautore-in-italia/4157/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Che cos&#8217;è la legge bavaglio o ddl intercettazioni?</title>
		<link>http://www.damianozito.org/blog/2010/informazione/che-cose-la-legge-bavaglio-sulle-intercettazioni/1929</link>
		<comments>http://www.damianozito.org/blog/2010/informazione/che-cose-la-legge-bavaglio-sulle-intercettazioni/1929#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 10 Jun 2010 17:39:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>damiano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Informazione]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[angelino alfano]]></category>
		<category><![CDATA[arturo di corinto]]></category>
		<category><![CDATA[blogger]]></category>
		<category><![CDATA[brogliacci]]></category>
		<category><![CDATA[che cos'è ddl alfano]]></category>
		<category><![CDATA[che cosa]]></category>
		<category><![CDATA[cos'è legge sulle intercettazioni]]></category>
		<category><![CDATA[cosa si può raccontare]]></category>
		<category><![CDATA[ddl]]></category>
		<category><![CDATA[ddl alfano]]></category>
		<category><![CDATA[dip]]></category>
		<category><![CDATA[fiducia]]></category>
		<category><![CDATA[gip]]></category>
		<category><![CDATA[giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[guido scorza]]></category>
		<category><![CDATA[indizi di reato]]></category>
		<category><![CDATA[legge bavaglio]]></category>
		<category><![CDATA[magistrati]]></category>
		<category><![CDATA[manifestazione]]></category>
		<category><![CDATA[pm]]></category>
		<category><![CDATA[popolo viola]]></category>
		<category><![CDATA[riassunto]]></category>
		<category><![CDATA[senato]]></category>
		<category><![CDATA[stefano rodotà]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.damianozito.org/?p=1929</guid>
		<description><![CDATA[Vedo che in molti stanno cercando informazioni sul ddl Alfano e arrivano sul mio blog cercando &#8220;che cos&#8217;è legge intercettazioni&#8221; o &#8220;cos&#8217;è ddl Alfano&#8221;, &#8221; che cosa è la legge bavaglio&#8221;, &#8220;cos&#8217;è ddl intercettazioni&#8221;. Chi mi trova viene indirizzato ad un post con video di Arturo di Corinto. Il testo ha subito delle (piccole) modifiche. Vediamo cosa succede con la legge bavaglio sulle intercettazioni: Secondo le nuove norme contenute nel testo su cui il Governo ha posto la fiducia, si possono raccontare per riassunto gli atti di un processo quando questi non sono più coperti da segreto. È vietato però raccontare il contenuto delle intercettazioni (o carcere fino a tre anni più sospensione della professione), nemmeno per riassunto. Stessa cosa per i brogliacci. Vietata la pubblicazione del contenuto di essi, pena multa fino a 10 mila euro per il giornalista e per l&#8217;editore fino a 450 mila euro. I magistrati hanno un limite di 75 giorni per intercettare (anche intercettazioni ambientali), con proroga di tre giorni ogni tre, solo se l&#8217;intercettazione serve come prova schiacciante oppure se c&#8217;è il rischio di un nuovo reato. Servono però «gravi indizi di reato»Per mafia e terrorismo non vi posto il limite e servono [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-1689" href="http://www.damianozito.org/2010/internet/comma-28-chiudere-i-blog/attachment/logo_nobavaglio/"><img class="alignleft size-full wp-image-1689" title="logo_nobavaglio" src="http://www.damianozito.org/wp-content/uploads/2010/05/logo_nobavaglio.jpg" alt="" width="200" height="294" /></a>Vedo che in molti stanno cercando informazioni sul ddl Alfano e arrivano sul mio blog cercando &#8220;che cos&#8217;è legge intercettazioni&#8221; o &#8220;cos&#8217;è ddl Alfano&#8221;, &#8221; che cosa è la legge bavaglio&#8221;, &#8220;cos&#8217;è ddl intercettazioni&#8221;.</p>
<p>Chi mi trova viene indirizzato ad un <a href="http://www.damianozito.org/2010/politica/che-cose-il-ddl-alfano-sulle-intercettazioni/" target="_blank">post</a> con video di Arturo di Corinto. <strong>Il testo ha subito delle (piccole) modifiche</strong>. Vediamo cosa succede con la legge bavaglio sulle intercettazioni:</p>
<p>Secondo le nuove norme contenute nel testo su cui il Governo ha posto la fiducia, si possono raccontare <strong>per riassunto gli atti di un processo quando questi non sono più coperti da segreto</strong>. È <strong>vietato</strong> però raccontare il contenuto delle intercettazioni (o carcere fino a tre anni più sospensione della professione), <strong>nemmeno per riassunto</strong>. Stessa cosa per i brogliacci. Vietata la pubblicazione del contenuto di essi, pena multa fino a 10 mila euro per il giornalista e per l&#8217;editore fino a 450 mila euro.</p>
<p>I magistrati hanno un limite di <strong>75 giorni per intercettare (anche intercettazioni ambientali), con proroga di tre giorni ogni tre, </strong>solo se l&#8217;intercettazione serve come prova schiacciante oppure se c&#8217;è il rischio di un nuovo reato. Servono però «gravi indizi di reato»Per mafia e terrorismo non vi posto il limite e servono «sufficienti indizi di reato».  Le intercettazioni devono essere poi autorizzate da tre giudici e non più dal Gip (giudice di indagine preliminare).</p>
<p><strong>I pubblici ministeri vengono messi a tacere.</strong> Non possono rilasciare dichiarazioni e se venissero indagati per rivelazione del segreto di ufficio possono essere sostituiti. I giornali non possono pubblicare né foto, né niente riguardante il magistrato di una indagine in corso.</p>
<p><strong>Non si possono effettuare registrazione</strong> (emendamento d&#8217;addario) previo consenso delle parti a meno che non si sia giornalista pubblicista o professionista, o agente dei servizi segreti.</p>
<p><strong>La legge non è retroattiva</strong>, quindi i processi in corso non saranno colpiti dai suoi effetti. Solo quelli dopo dell&#8217;entrata in vigore.</p>
<p><strong>Per i Blogger viene richiesto il diritto di rettifica</strong> come quotidiani in edicola e tg fino a  tutti i siti internet. «<em>Anche chi ha un blog non registrato come testata  giornalistica (quindi non soggetto alla legge sulla stampa) avrà  l&#8217;<strong>obbligo pubblicare la rettifica – su richiesta della persona che si  ritiene offesa &#8211; entro 48 ore</strong></em>».</p>
<p>Vi è poi una norma <strong>salva-preti</strong>. Se un sacerdote viene indagato o viene arrestato bisogna avvertire il vescovo cui afferisce il prete. Mentre per vescovi e gradi più alti bisogna rivolgersi direttamente alla segreteria di Stato vaticana.</p>
<p>[fonti: <a href="http://www.repubblica.it/politica/2010/06/09/news/intercettazioni_limiti_e_nuove_regole_ecco_il_testo_del_ddl_del_governo-4699834/?ref=HREA-1" target="_blank">Repubblica</a> e <a href="http://canali.kataweb.it/kataweb-consumi/intercettazioni-le-domande-piu-frequenti/" target="_blank">Kataweb]</a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.damianozito.org/blog/2010/informazione/che-cose-la-legge-bavaglio-sulle-intercettazioni/1929/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>4</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Legge Bavaglio: Chiudere i Blog!</title>
		<link>http://www.damianozito.org/blog/2010/internet/comma-28-chiudere-i-blog/1683</link>
		<comments>http://www.damianozito.org/blog/2010/internet/comma-28-chiudere-i-blog/1683#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 24 May 2010 17:51:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>damiano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Internet]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[angelino alfano]]></category>
		<category><![CDATA[blog]]></category>
		<category><![CDATA[blogger]]></category>
		<category><![CDATA[comma 28]]></category>
		<category><![CDATA[comma 29]]></category>
		<category><![CDATA[ddl alfano]]></category>
		<category><![CDATA[guido scorza]]></category>
		<category><![CDATA[legge bavaglio]]></category>
		<category><![CDATA[popolo viola]]></category>
		<category><![CDATA[teatro dell'angelo]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.damianozito.org/?p=1683</guid>
		<description><![CDATA[Update: nel testo che ha ottenuto la fiducia al Senato, il comma è divenuto il numero 29! Il ddl Alfano è un durissimo giro di vite per l&#8217;informazione professionale, ma rappresenta un&#8217;insidia anche per i blog. Il famoso &#8220;comma 28&#8220;, che introduce il diritto di rettifica entro 48 ore anche per i «siti informatici», così come già avviene per le testate giornalistiche, farà sì che il blogger eviti di pubblicare notizie &#8216;scomode&#8217; per paura che qualcuno gli impianti una causa per una rettifica per poi pagare 12.500 euro di ammenda. Senza troppi giri di parole, sul &#8220;comma 28&#8243; vi propongo il video dove ho ripreso Guido Scorza, avvocato, esperto di diritti digitali e presidente dell&#8217;Istituto per le politiche dell&#8217;innovazione, intervenuto stamane al Teatro dell&#8217;Angelo a Roma. Buona visione! *** http://www.youtube.com/watch?v=eD0i3x-e6To]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-1689" href="http://www.damianozito.org/2010/internet/comma-28-chiudere-i-blog/attachment/logo_nobavaglio/"><img class="size-full wp-image-1689 alignleft" title="logo_nobavaglio" src="http://www.damianozito.org/wp-content/uploads/2010/05/logo_nobavaglio.jpg" alt="" width="120" height="176" /></a></p>
<p><span style="color: #800000;"><strong>Update:</strong> nel testo che ha ottenuto la fiducia al Senato, il comma è divenuto il numero 29! </span></p>
<p>Il <strong>ddl Alfano</strong> è un durissimo giro di vite per l&#8217;informazione professionale, ma rappresenta un&#8217;insidia anche per i blog. Il famoso &#8220;<strong>comma 28</strong>&#8220;, che introduce il diritto di rettifica entro 48 ore anche per i «siti informatici», così come già avviene per le testate giornalistiche, farà sì che il blogger eviti di pubblicare notizie &#8216;scomode&#8217; per paura che qualcuno gli impianti una causa per una rettifica per poi pagare 12.500 euro di ammenda. Senza troppi giri di parole, sul &#8220;comma 28&#8243; vi propongo il video dove ho ripreso<strong> Guido Scorza</strong>, avvocato, esperto di diritti digitali e presidente dell&#8217;Istituto per le politiche dell&#8217;innovazione, intervenuto stamane al Teatro dell&#8217;Angelo a Roma.<strong> Buona visione!</strong></p>
<p style="text-align: center;">***</p>
<p style="text-align: center;">
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=eD0i3x-e6To">http://www.youtube.com/watch?v=eD0i3x-e6To</a></p>
</p>
<p style="text-align: center;">
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.damianozito.org/blog/2010/internet/comma-28-chiudere-i-blog/1683/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>3</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Decreto Romani, prove tecniche di censura</title>
		<link>http://www.damianozito.org/blog/2010/informazione/decreto-romani-prove-tecniche-di-censura/982</link>
		<comments>http://www.damianozito.org/blog/2010/informazione/decreto-romani-prove-tecniche-di-censura/982#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 03 Mar 2010 11:23:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>damiano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Informazione]]></category>
		<category><![CDATA[Internet]]></category>
		<category><![CDATA[articolo21]]></category>
		<category><![CDATA[blog]]></category>
		<category><![CDATA[censura]]></category>
		<category><![CDATA[decreto romani]]></category>
		<category><![CDATA[direttiva avms]]></category>
		<category><![CDATA[giuseppe giulietti]]></category>
		<category><![CDATA[google]]></category>
		<category><![CDATA[guido scorza]]></category>
		<category><![CDATA[livestreaming]]></category>
		<category><![CDATA[punto informatico]]></category>
		<category><![CDATA[radiodiffusione]]></category>
		<category><![CDATA[sentenza]]></category>
		<category><![CDATA[Televisione]]></category>
		<category><![CDATA[video on demand]]></category>
		<category><![CDATA[videoblog]]></category>
		<category><![CDATA[webcasting]]></category>
		<category><![CDATA[youtube]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.damianozito.org/?p=982</guid>
		<description><![CDATA[http://www.youtube.com/watch?v=XkdSzatbaNU Il nuovo Decreto Romani è certamente &#8216;migliore&#8217; rispetto alla bozza contestata dai blogger e dal popolo della Rete ma non convince ed è a dir poco deludente. Sono molte le ambiguità contenute nel testo approvato dal Consiglio dei Ministri che lascia comunque all&#8217;Agcom, l&#8217;autorità garante per le garanzie nelle comunicazioni il ruolo di &#8220;arbitro&#8221;. A Giuseppe Giulietti di articolo21.org (intervistato ieri dal blog durante la protesta davanti ai cancelli Rai a via Teulada) questo decreto non piace. Proviamo quindi a capire quali sono i punti dubbiosi del provvedimento. L&#8217;articolo 4 del testo dà una definizione di &#8220;servizio media audiovisivo&#8221;ed elenca una serie di categorie non soggette agli obblighi posti dal decreto. In particolare per servizio media audiovisivo si intende la radiodiffusione (televisione analogica e digitale), il livestreaming, il webcasting (tv su internet), e video on demand. Mentre non rientrano in questa definizione i servizi che esercitano attività non economiche e che non entrano in concorrenza con la radiodiffusione televisiva. Sono esclusi poi: la posta elettronica (solo l&#8217;idea di chiedere il permesso per mandare un video per mail fa rabbrividire, ma chi ha composto il testo ha pensato di specificarlo) servizi che non forniscono programmi, e nei quali il servizio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;">
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=XkdSzatbaNU">http://www.youtube.com/watch?v=XkdSzatbaNU</a></p>
</p>
<p>Il nuovo <strong>Decreto Romani </strong>è certamente &#8216;migliore&#8217; rispetto alla bozza contestata dai blogger e dal popolo della Rete ma non convince ed è a dir poco deludente. Sono molte le ambiguità contenute nel testo approvato dal Consiglio dei Ministri che lascia comunque all&#8217;Agcom, l&#8217;autorità garante per le garanzie nelle comunicazioni il ruolo di &#8220;arbitro&#8221;. A <strong>Giuseppe Giulietti</strong> di <a href="http://www.articolo21.org" target="_blank">articolo21.org </a>(<a href="http://www.youtube.com/watch?v=XkdSzatbaNU" target="_blank">intervistato</a> ieri dal blog durante la protesta davanti ai cancelli Rai a via Teulada) questo decreto non piace. Proviamo quindi a capire quali sono i punti dubbiosi del provvedimento.</p>
<p>L&#8217;articolo 4 del testo dà una definizione di &#8220;servizio media audiovisivo&#8221;ed elenca una serie di categorie non soggette agli obblighi posti dal decreto. In particolare per servizio media audiovisivo si intende la radiodiffusione (televisione analogica e digitale), il livestreaming, il webcasting (tv su internet), e video on demand. Mentre non rientrano in questa definizione i servizi che esercitano attività <strong>non economiche</strong> e che <strong>non entrano in concorrenza con la radiodiffusione televisiva</strong>. Sono esclusi poi:</p>
<ul>
<li> la posta elettronica (solo l&#8217;idea di chiedere il permesso per mandare un video per mail fa rabbrividire, ma chi ha composto il testo ha pensato di specificarlo)</li>
<li>servizi che non forniscono programmi, e nei quali il servizio audiovisivo sia puramente incidentale rispetto all&#8217;attività principale e qui il testo inserisce ulteriori dettagli intendendo per questi ultimi:
<ul>
<li> giochi in linea</li>
<li>motori di ricerca</li>
<li>versioni elettroniche di quotidiani e riviste</li>
<li>servizi testuali autonomi</li>
<li>giochi d&#8217;azzardo</li>
</ul>
</li>
</ul>
<p>Sui siti che non esercitano attività economiche e che non fanno concorrenza alla radiodiffusione televisiva, non si sa quali sono i <strong>criteri qualitativi</strong> che stabiliscono se un videoblog, o una qualunque piattaforma possa o meno togliere pubblico alle trasmissioni televisive. Non è chiaro inoltre se un sito in grado di raccogliere una cospicua somma di denaro rientri o meno nelle attività non economiche.</p>
<p>Come fa notare <strong>Guido Scorza</strong> <a href="http://punto-informatico.it/2823280/PI/Commenti/decreto-romani-meglio-ma-non-bene.aspx" target="_blank">su Punto Informatico</a>, il modo in cui è stato definito il termine media audiovisivo, cioè escludendo alcuni servizi «<em>è una tecnica di normazione assolutamente inadeguata alla materia di cui si tratta: la tecnologia va più in fretta del legislatore </em> &#8211; scrive Scorza &#8211; ». L&#8217;avvocato quindi ipotizza che si evolva ad esempio il &#8220;<em>video-twitter</em>&#8220;: «<em>occorrerà provare a collocarla in una delle categorie escluse</em>» Ma se non rientra nei requisiti occorrerà«<em>qualificarla come &#8220;servizio media audiovisivo&#8221; con ogni conseguenza per il suo gestore</em>». Già, i gestori.</p>
<p>Il decreto Romani, deve per adattarsi alla direttiva europea Avms, sui contenuti audiovisivi, e «<em>quello che c&#8217;era di buono nella direttiva</em> &#8211; ricorda l&#8217;avvocato Scorza dalle pagine di Punto Informatico &#8211; <em>non è stato importato</em>». Infatti per i gestori, o meglio i siti intermediari come <strong>Youtube</strong> che distribuiscono contenuti amatoriali e professionali il testo non fa alcuna citazione  e non esclude  la «<em><strong>responsabilità degli intermediari </strong>della comunicazione</em>». Che tradotto vuol dire che le piattaforme di condivisione dovrebbero rispondere dei contenuti inseriti dagli utenti. La sentenza sulla condanna di Google sta facendo discutere molto in merito ed ha aperto un acceso dibattito in Itala e fuori dai confini nazionali. Di questo passo, se le piattaforme continuano ad essere chiamate in causa dai giudici <strong>per i contenuti immessi in rete dagli utenti</strong>, sottoponendosi così a responsabilità editoriali televisive non potranno invece che porre dei limiti a chi usufruisce dei loro servizi, burocratizzando di fatto la Rete, o &#8211; nel caso più estremo &#8211; <strong>chiudere</strong>.<br />
<div align="center"><script type="text/javascript"><!--
google_ad_client = "pub-4328324546127609";
/* 468x60 */
google_ad_slot = "9903248309";
google_ad_width = 468;
google_ad_height = 60;
//-->
</script>
<script type="text/javascript"
src="http://pagead2.googlesyndication.com/pagead/show_ads.js">
</script></div></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.damianozito.org/blog/2010/informazione/decreto-romani-prove-tecniche-di-censura/982/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Il Paese del Telecomando &#8211; di Guido Scorza</title>
		<link>http://www.damianozito.org/blog/2010/informazione/il-paese-del-telecomando-di-guido-scorza/971</link>
		<comments>http://www.damianozito.org/blog/2010/informazione/il-paese-del-telecomando-di-guido-scorza/971#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 01 Mar 2010 10:02:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>damiano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Informazione]]></category>
		<category><![CDATA[Internet]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[guido scorza]]></category>
		<category><![CDATA[legittimo impedimento]]></category>
		<category><![CDATA[libertà digitali]]></category>
		<category><![CDATA[popolo viola]]></category>
		<category><![CDATA[roma]]></category>
		<category><![CDATA[Televisione]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.damianozito.org/?p=971</guid>
		<description><![CDATA[http://www.youtube.com/watch?v=HvgtX8cCNlo Prima che Guido Scorza salisse sul palco della manifestazione di sabato mi ha detto che sperava che il suo intervento possa servire, insomma si auspicava che il suo messaggio venga recepito. Perciò lo ripropongo sul blog, ascoltatelo bene. Di seguito pubblico la trascrizione del suo intervento presa da qui: C’è una vecchia canzone di Renzo Arbore che suona così: “il padre dice al figlio/senti un po’/ solo un consiglio è quello che ti do/ tu nella vita comandi fino a quando/ hai stretto in mano il tuo telecomando”. E’ difficile immaginare una rima più efficace per riassumere il rapporto tra la televisione ed il nostro Paese: l’Italia è il regno del telepotere ed il telecomando ne rappresenta lo scettro. E’ così da sempre o, almeno, da quando attraverso la TV in bianco e nero abbiamo visto l’uomo sbarcare sulla luna. Nel 2010 non è più possibile &#8211; o almeno dobbiamo fare in modo che non lo sia &#8211; che il controllo delle masse e, dunque, della vita politica di un’intera nazione, dipenda pressoché esclusivamente dalla televisione e, quindi, da un mezzo saldamente nelle mani dei soliti noti e pressoché inaccessibile a tutti noi. Oggi &#8211; ed il fatto di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;">
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=HvgtX8cCNlo">http://www.youtube.com/watch?v=HvgtX8cCNlo</a></p>
</p>
<p>Prima che <a href="http://www.guidoscorza.it" target="_blank">Guido Scorza</a> salisse sul palco della manifestazione di sabato mi ha detto che sperava che il suo intervento possa servire, insomma si auspicava che il suo messaggio venga recepito. Perciò lo ripropongo sul blog, ascoltatelo bene. Di seguito pubblico la trascrizione del suo intervento presa da <a href="http://www.guidoscorza.it/?p=1569" target="_blank">qui</a>:</p>
<blockquote><p><em>C’è una vecchia canzone di Renzo Arbore che suona così: “il padre dice al figlio/senti un po’/ solo un consiglio è quello che ti do/ tu nella vita comandi fino a quando/ hai stretto in mano il tuo telecomando”.<br />
E’ difficile immaginare una rima più efficace per riassumere il rapporto tra la televisione ed il nostro Paese: l’Italia è il regno del telepotere ed il telecomando ne rappresenta lo scettro. <span id="more-971"></span><br />
E’ così da sempre o, almeno, da quando attraverso la TV in bianco e nero abbiamo visto l’uomo sbarcare sulla luna.<br />
Nel 2010 non è più possibile &#8211; o almeno dobbiamo fare in modo che non lo sia &#8211; che il controllo delle masse e, dunque, della vita politica di un’intera nazione, dipenda pressoché esclusivamente dalla televisione e, quindi, da un mezzo saldamente nelle mani dei soliti noti e pressoché inaccessibile a tutti noi.<br />
Oggi &#8211; ed il fatto di essere qui così numerosi né costituisce un’inconfutabile conferma &#8211; esiste la Rete, esiste Internet ed esiste, quindi, forse, per la prima volta nella storia di questo Paese la possibilità di fare in modo che la libertà di manifestazione del pensiero riconosciutaci dall’art. 21 della nostra Costituzione si trasformi da eterna ambizione e speranza in realtà e prezioso strumento di democrazia.<br />
E’ solo così, solo grazie alla Rete che possiamo sperare di cambiare le regole del gioco e di trasformarci da soggetti passivi e pedine sul tabellone di un Paese democratico solo di nome a soggetti attivi di una democrazia che potremo, finalmente, sentire davvero nostra ed alla quale partecipare.<br />
Nel Palazzo, tuttavia, stanno facendo il possibile perché ciò non avvenga e perché questo Paese rimanga, il più a lungo possibile, il Paese del tele-comando.<br />
Il telecomando, infatti, a differenza del mouse riconosce al telespettatore una libertà ponderata perché gli consente di scegliere tra un numero predefinito di opzioni limitate e, comunque, gli impone di restare davanti al teleschermo, bersaglio indifeso di contenuti prodotti da terzi in assenza di qualsivoglia forma di interazione e critica.<br />
Al contrario, con un mouse tra le mani, l’utente di un PC può spingersi ovunque nella galassia dell’informazione, in una galassia che non è controllabile da nessuno e non risponde, né può rispondere, ad alcun controllo politico.<br />
Con un mouse tra le mani chiunque di noi può trasformarsi con qualche click da fruitore di informazioni e contenuti a produttore di tali contenuti, sconvolgendo le dinamiche tradizionali dell’informazione che vogliono ed esigono che pochissimi decidano cosa pochi possano scrivere e raccontare in TV e tantissimi non possano che leggere e guardare ciò che altri hanno scelto, per loro, vada letto o guardato.<br />
E’ questa la forza e, ad un tempo, la più grande debolezza della Rete: il rappresentare uno strumento di informazione tanto potente da far paura ai padroni dell’informazione e della democrazia che, quindi, non solo non hanno alcun interesse a promuovere la diffusione di Internet nel nostro Paese ma, al contrario, sono fortemente determinati a fare in modo che la Rete, in Italia, resti la cenerentola dei mezzi di comunicazione di massa.<br />
Negli ultimi dieci anni, nel mondo, qualcosa è cambiato: allo schermo dei televisori si sono progressivamente sostituiti quelli dei PC, le reti in fibra ottica hanno preso il posto delle antenne sui tetti, i mouse hanno sostituito il telecomando e, soprattutto, le elezioni negli Stati uniti d’america si sono decise online e non in TV.<br />
Questa rivoluzione pacifica, tuttavia, ha solo lambito il nostro Paese che, sin qui, ha scelto deliberatamente di restare alla finestra o se preferite davanti alla TV.<br />
Ci deve essere un perché.<br />
1. Perché l’Italia è leader in Europa nello switch-off digitale terrestre e fanalino di coda nella diffusione delle risorse di banda larga?<br />
2. Perché l’Italia dinanzi ad un mondo che guarda alla Rete come ad una straordinaria opportunità per abbattere i vecchi oligopoli dell’informazione non ha trovato niente di meglio da fare che affidare il futuro della televisione &#8211; sia digitale terrestre che satellitare &#8211; a TIVU’ una società costituita per il 48% da RAI, il 48% da RTI ed il restante 4% da Telecom Media ovvero dagli ex &#8211; a voler guardare con ottimismo al presente &#8211; monopolisti della televisione e delle telecomunicazioni?<br />
3. Perché in Italia si fa fatica a trovare &#8211; tanto da esser costretti a mentire &#8211; 800 milioni di euro da investire in risorse di connettività a banda larga sostenendo che occorra prima uscire dalla crisi mentre ovunque in Europa li si investe proprio per uscire dalla crisi?<br />
4. Perché l’Italia è l’unico Paese al mondo nel quale se un folle scaglia una statuina contro il Premier in una piazza vera e qualche centinaio di folli plaude in una piazza virtuale si minacciano provvedimenti straordinari ed urgenti per chiudere la piazza virtuale affollata da 20 milioni di cittadini?<br />
5. Perché l’Italia è l’unico Paese in Europa che con la scusa di recepire una direttiva comunitaria minaccia di equiparare ad un’emittente televisiva, un video blogger ragazzino che ha l’unico torto di aver capito &#8211; nonostante a scuola nessuno glielo abbia spiegato &#8211; come funzione la Rete e di esser riuscito a guadagnare qualche euro raccogliendo pubblicità attorno ai propri video?<br />
6. Perché l’Italia è l’unico Paese al mondo nel quale il Governo ambisce a fare il Cybersitting, avvisando via sms i genitori dei minori ogni volta che questi ultimi fanno click su un sito che a Palazzo Chigi, applicando parametri occulti, reputano pericoloso?<br />
7. Perché solo in Italia dovrebbe servire un’autorizzazione per raccontare in livestreaming via telefonino cosa sta accadendo in un angolo del Paese dove i giornalisti non sono ancora arrivati o l’editore non vuole mandarli?<br />
8. Perché l’Italia dovrebbe essere l’Unico Paese in Europa nel quale un’Autorità semi-indipendente come l’AGCOM dovrebbe avere il potere di rendere irraggiungibile un intero sito internet senza alcun contraddittorio solo perché ritiene che un determinato contenuto possa incitare alla violenza o violare gli altrui diritti d’autore?<br />
9. Perché in Italia, nel 2010 continua a chiedersi ai cittadini di pagare 100 euro di canone per il possesso di una TV spenta anziché obbligarli ad investirli nell’acquisto di un PC o in un abbonamento a Internet?<br />
10. Perché, insomma, l’Italia non è un Paese per Internet e sembra invece un Paese per dinosauri?<br />
Dobbiamo pretendere una risposta a queste domande, dobbiamo pretendere che Internet arrivi ovunque ed entri a far parte &#8211; come sta accadendo ovunque nel mondo &#8211; dei diritti fondamentali dell’uomo e del cittadino.<br />
All’articolo 19 della dichiarazione universale dei diritti dell’uomo delle nazioni unite, nel dicembre del 1948 con previsione di rara lungimiranza è stato scritto che “Ogni individuo ha diritto alla libertà di opinione e di espressione incluso il diritto di non essere molestato per la propria opinione e quello di cercare, ricevere e diffondere informazioni e idee attraverso ogni mezzo e senza riguardo a frontiere.”.<br />
Una Rete accessibile a tutti, libera e neutrale può davvero rappresentare la pietra angolare della nostra democrazia.<br />
Pretendiamola è un nostro diritto ed il presupposto indefettibile per l’esercizio di una nostra libertà fondamentale, quella di manifestare il nostro pensiero al mondo intero con l’unico limite di assumerci le responsabilità per quello che diciamo.<br />
Grazie.</em></p></blockquote>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.damianozito.org/blog/2010/informazione/il-paese-del-telecomando-di-guido-scorza/971/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>La censura di &#8220;Uccidiamo Berlusconi&#8221;</title>
		<link>http://www.damianozito.org/blog/2009/informazione/la-censura-di-uccidiamo-berlusconi/440</link>
		<comments>http://www.damianozito.org/blog/2009/informazione/la-censura-di-uccidiamo-berlusconi/440#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 23 Oct 2009 21:28:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>damiano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Informazione]]></category>
		<category><![CDATA[Internet]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[alfano]]></category>
		<category><![CDATA[berlusconi]]></category>
		<category><![CDATA[bush]]></category>
		<category><![CDATA[carlucci]]></category>
		<category><![CDATA[censura]]></category>
		<category><![CDATA[d'alia]]></category>
		<category><![CDATA[death of a president]]></category>
		<category><![CDATA[facebook]]></category>
		<category><![CDATA[forum]]></category>
		<category><![CDATA[giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[governo]]></category>
		<category><![CDATA[gruppo]]></category>
		<category><![CDATA[guido scorza]]></category>
		<category><![CDATA[intercettazioni]]></category>
		<category><![CDATA[interno]]></category>
		<category><![CDATA[libertà]]></category>
		<category><![CDATA[magistratura]]></category>
		<category><![CDATA[maroni]]></category>
		<category><![CDATA[ministero]]></category>
		<category><![CDATA[parlamento]]></category>
		<category><![CDATA[parolacce]]></category>
		<category><![CDATA[shooting you]]></category>
		<category><![CDATA[silvio]]></category>
		<category><![CDATA[uccidiamo berlusconi]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.damianozito.org/?p=440</guid>
		<description><![CDATA[Il dibattito sul gruppo &#8220;Uccidiamo Berlusconi&#8221; ha animato molte discussioni in Rete e fuori. È una delle poche volte che un gruppo di persone riesce ad emergere fuori dal contesto virtuale e finisce su quello televisivo e credo che questo episodio finirà per essere usato come pretesto per ogni azione di controllo su internet. Le dichiarazioni del ministro Alfano, di altri esponenti del Pdl, del Pd (Letta) non sono affatto rincuoranti per la rete, specie se saltano fuori nuovamente Gabriella Carlucci e Giampiero D&#8217;Alia con l&#8217;intenzione di disciplinarla. A parte il fatto che il gruppo non avrebbe nessun senso, ho trovato molto più idiota il solo pensare che chi si iscrive a un gruppo possa commettere un reato. Non mi sembra che i gruppi terroristici si identifichino con nome e cognome e si schedino su facebook. Su internet si trovano molte stronzate. Facebook ne è pieno, questo lo sappiamo, e il gruppo su Berlusconi non è l&#8217;unico ovviamente. Quando navigavo le prime volte su internet e partecipavo nei forum c&#8217;erano alcune regole da rispettare come il saluto, scrivere minuscolo, usare un linguaggio non scurrile e tante altre regole che se venivano violate si rischiava di essere segnalati e quindi bannati [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="alignnone size-full wp-image-443" title="BerlusconiShootingYou" src="http://www.damianozito.org/wp-content/uploads/2009/10/BerlusconiShootingYou.JPEG" alt="BerlusconiShootingYou" width="459" height="402" /></p>
<p>Il dibattito sul gruppo &#8220;<strong>Uccidiamo Berlusconi</strong>&#8221; ha animato molte discussioni in Rete e fuori. È una delle poche volte che un gruppo di persone riesce ad emergere fuori dal contesto virtuale e finisce su quello televisivo e credo che questo episodio finirà per essere usato come pretesto per ogni azione di controllo su internet.</p>
<p>Le dichiarazioni del ministro <strong>Alfano</strong>, di altri esponenti del Pdl, del Pd (Letta) non sono affatto rincuoranti per la rete, specie se saltano fuori nuovamente Gabriella <strong>Carlucci</strong> e Giampiero <strong>D&#8217;Alia</strong> con l&#8217;intenzione di disciplinarla. A parte il fatto che il gruppo non avrebbe nessun senso, ho trovato molto più idiota il solo pensare che chi si iscrive a un gruppo possa commettere un reato. Non mi sembra che i gruppi terroristici si identifichino con nome e cognome e si schedino su facebook. Su internet si trovano molte stronzate. Facebook ne è pieno, questo lo sappiamo, e il gruppo su Berlusconi non è l&#8217;unico ovviamente.</p>
<p>Quando navigavo le prime volte su internet e partecipavo nei forum c&#8217;erano alcune regole da rispettare come il saluto, scrivere minuscolo, usare un linguaggio non scurrile e tante altre regole che se venivano violate si rischiava di essere segnalati e quindi bannati dagli amministratori. Certo non si veniva denunciati. Semplicemente venivano (e vengono) rimosse le discussioni per non avere rispettato le regole. Nei forum poi si trovano sezioni di <strong>libero sfogo</strong> create appositamente per cazzeggiare, dire parolacce, scrivere in maiuscolo e quel che si vuole.</p>
<p>Concentriamoci sul gruppo. Secondo me un titolo come &#8220;Uccidiamo Berlusconi&#8221; (non è felice) va contestualizzato di caso in caso, perché un titolo del genere potrebbe essere usato per attirare l&#8217;attenzione (forse non è giusto, ma non è di questo che stiamo parlando). Nella descrizione si potrebbe scrivere che si è usato un titolo per ricevere più visite, che in realtà non si vuole istigare alla violenza e l&#8217;autore o gli autori del gruppo anche spiegare che stanno cercando di fare un video, un film, un fumetto, e hanno immaginato cosa potesse accadere se un gruppo di persone pensasse di uccidere Berlusconi e il titolo del gruppo è quello dell&#8217;opera. Lo censurereste? Un po&#8217; come il film su Bush, &#8220;<a href="http://www.repubblica.it/2007/03/sezioni/spettacoli_e_cultura/death-president/death-president/death-president.html" target="_blank">Death of a president</a>&#8220;, che sollevò questioni ma non fu censurato.</p>
<p>La cosa che mi preoccupa non è una censura da parte di facebook, che forse c&#8217;è stata visto che ieri sera quando mi sono iscritto il gruppo si chiamava &#8220;Uccidiamo politicamente Berlusconi&#8221;, non mi preoccupa nemmeno una eventuale censura autorizzata dalla magistratura qualora questa avesse scoperto una vera organizzazione &#8220;terroristica&#8221;. <strong>Il mio unico grande problema è che la censura la compiano chi dovrebbe essere censurato dalla rete e dai giornalisti, ovvero i politici</strong>. Non posso pensare che se Alfano, o Maroni, domani decidesse di far chiudere un gruppo o un blog questi vengano chiusi senza se e senza ma. Credo che a verificare se una frase, un post, un commento, costituisca reato sia la magistratura che appunto ha il compito di far rispettare le leggi e non il Governo che invece le deve applicare né tantomeno il Parlamento che invece le leggi le fa.</p>
<p>Riassumendo:</p>
<ul>
<li>Se facebook decide di &#8220;censurare&#8221;, modificare, spostare un qualunque contenuto non me ne frega niente. È come nei forum, anzi, su facebook è più facile segnalare abusi che non mancano mai.</li>
<li>Se qualcuno pensa di denunciare perché si sente diffamato, minacciato, non deve essere il governo o il parlamento a decidere la chiusura di un sito, gruppo o contenuto. Le leggi in merito esistono già e la magistratura può verificare che queste siano rispettate.</li>
</ul>
<p>Berlusconi, ma qualunque presidente del consiglio, necessita di una sua protezione, questo senza ombra di dubbio. Purtroppo mi è solo parso che in questi giorni Berlusconi avesse solo bisogno di &#8220;conforto&#8221; dopo i colpi subiti, quindi ecco il bigliettino delle brigate rosse, palesemente <strong>falso</strong> e di cattivo gusto ed infine la polemica su internet considerato pericoloso perché si è scagliato contro il premier.</p>
<p><strong>Guido Scorza</strong> si <a href="http://www.guidoscorza.it/?p=1189" target="_blank">auspica</a> un dibattito su un confronto per stabilire regole, confini entro i quali un utente possa sentirsi libero di usare la rete. Anch&#8217;io avrei voluto che accadesse questo ma per come sono andate le cose ho la vaga impressione che quanto prima questo caso sarà usato come pretesto per giustificare atti censorei. I parlamentari al posto di affacciarsi nella rete e cercare di chiederci consigli, capire i meccanismi, pensano a chiudere, imporre limitazioni a casaccio.</p>
<p>Io mi batterò sempre affinché ci siano spazi come quelle sezioni dei forum dove tutti possano accedere e sapere che lì possono dire quel che vogliono.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.damianozito.org/blog/2009/informazione/la-censura-di-uccidiamo-berlusconi/440/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>GUGOL È IL PEGGIOR NEMICO DEI POLITICI</title>
		<link>http://www.damianozito.org/blog/2009/informazione/gugol-e-il-peggior-nemico-dei-politici/255</link>
		<comments>http://www.damianozito.org/blog/2009/informazione/gugol-e-il-peggior-nemico-dei-politici/255#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 24 Sep 2009 18:16:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>damiano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Informazione]]></category>
		<category><![CDATA[Internet]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[48 ore]]></category>
		<category><![CDATA[alfano]]></category>
		<category><![CDATA[costa]]></category>
		<category><![CDATA[ddl pecorella]]></category>
		<category><![CDATA[diritto di rettifica]]></category>
		<category><![CDATA[google]]></category>
		<category><![CDATA[guido scorza]]></category>
		<category><![CDATA[lussana]]></category>
		<category><![CDATA[motori di ricerca]]></category>
		<category><![CDATA[querela]]></category>
		<category><![CDATA[sciopero]]></category>
		<category><![CDATA[wikipedia]]></category>
		<category><![CDATA[youtube]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.damianozito.netsons.org/?p=255</guid>
		<description><![CDATA[I motori di ricerca sono i peggior nemici dei nostri politici. La Rete tiene a mente di tutto ciò che fanno, si può trovare tutto sulla loro carriera da politico o da puttaniere. Per rimediare a questo, ancor prima che gli italiani si sveglino dal sonno mediatico e incomincino a capire che su google si può trovare qualunque informazione di questo tipo con tanto di documentazione bisogna mettere un tappo! Questo tappo hanno già cercato di metterlo, ad esempio con il diritto all&#8217;oblio su internet lo scorso giugno con il ddl Lussana: “Nuove disposizioni per la tutela del diritto all’oblio su internet in favore delle persone già sottoposte a indagini o imputate in un processo penale”. A tal proposito vi invito a leggere la riflessione di Guido Scorza su questo ddl. È arrivato poi il cosiddetto diritto di rettifica con il ddl Alfano, ma contenuto ancora nel ddl Pecorella-Costa. In base a questo &#8220;diritto&#8221; per un qualunque sito informatico «le dichiarazioni o le rettifiche sono pubblicate entro quarantotto ore dalla richiesta, con le stesse caratteristiche grafiche, la stessa metodologia di accesso al sito e la stessa visibilità della notizia cui si riferiscono». Non credete che scrivere (notizie fondate e documentate [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-256" title="uominicheodianoledonne" src="http://www.damianozito.org/wp-content/uploads/2009/09/uominicheodianoledonne.jpg" alt="uominicheodianoledonne" width="580" height="387" /></p>
<p>I motori di ricerca sono i peggior nemici dei nostri politici. La Rete tiene a mente di tutto ciò che fanno, si può trovare tutto sulla loro carriera da politico o da puttaniere. Per rimediare a questo, ancor prima che gli italiani si sveglino dal sonno mediatico e incomincino a capire che su google si può trovare qualunque informazione di questo tipo con tanto di documentazione bisogna mettere un tappo!</p>
<p>Questo tappo hanno già cercato di metterlo, ad esempio con il diritto all&#8217;oblio su internet lo scorso giugno con il ddl Lussana: <em>“Nuove disposizioni per la tutela del diritto all’oblio su internet in favore delle persone già sottoposte a indagini o imputate in un processo penale”. </em>A tal proposito vi invito a leggere la <a href="http://www.guidoscorza.it/?p=842" target="_blank">riflessione di Guido Scorza</a> su questo ddl.</p>
<p>È arrivato poi il cosiddetto diritto di rettifica con il ddl Alfano, ma contenuto ancora nel ddl Pecorella-Costa. In base a questo &#8220;diritto&#8221; per un qualunque sito informatico «<em>le dichiarazioni o le <strong>rettifiche</strong> sono pubblicate <strong>entro quarantotto ore dalla richiesta</strong>, con le stesse caratteristiche grafiche, la stessa metodologia di accesso al sito e la stessa visibilità della notizia cui si riferiscono</em>».</p>
<p>Non credete che scrivere (notizie fondate e documentate naturalmente) su wikipedia diventerà sempre più complicato? O pubblicare video su youtube visto che per prodotto di naturale editoriale si intende qualunque informazione viene resa accessibile al pubblico anche con supporto informatico?</p>
<p>Al diavolo quindi la libertà di informazione.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.damianozito.org/blog/2009/informazione/gugol-e-il-peggior-nemico-dei-politici/255/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>3</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>INIZIATIVA CONTRO IL NUOVO BAVAGLIO ALLA RETE FIRMATO PECORELLA-COSTA</title>
		<link>http://www.damianozito.org/blog/2009/informazione/iniziativa-contro-il-nuovo-bavaglio-alla-rete-firmato-pecorella-costa/229</link>
		<comments>http://www.damianozito.org/blog/2009/informazione/iniziativa-contro-il-nuovo-bavaglio-alla-rete-firmato-pecorella-costa/229#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 22 Sep 2009 16:47:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>damiano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Informazione]]></category>
		<category><![CDATA[Internet]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[byoblu]]></category>
		<category><![CDATA[claudio messora]]></category>
		<category><![CDATA[costa]]></category>
		<category><![CDATA[ddl pecorella]]></category>
		<category><![CDATA[diffamazione]]></category>
		<category><![CDATA[diritto alla rete]]></category>
		<category><![CDATA[enzo di frenna]]></category>
		<category><![CDATA[guido scorza]]></category>
		<category><![CDATA[i 20 audaci]]></category>
		<category><![CDATA[legge sulla stampa]]></category>
		<category><![CDATA[pdl]]></category>
		<category><![CDATA[punto informatico]]></category>
		<category><![CDATA[rettifica]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.damianozito.netsons.org/?p=229</guid>
		<description><![CDATA[Claudio Messora ha intervistato Guido Scorza che ci illustrato nuovamente il nuovo disegno di legge presentato nei giorni scorsi da Pecorella e Costa, dopo averlo annunciato già in un articolo su Punto Informatico. Meglio di Scorza nessuno può spiegarvi  il contenuto del ddl, per questo motivo vi consiglio la visione del filmato e la lettura del suo articolo. Nei giorni scorsi chi già ha aderito a Diritto alla Rete è stato contattato per email da Enzo di Frenna che ha lanciato la proposta Libertà: i 20 audaci. Andremo in riva al mare, di preciso nel litorale romano nei prossimi giorni. Riporto la sinteia della storyboard del video: - scena: bottiglia vuota sulla riva del mare - inizio di denuncia dei vari tentativi legislativi - primo piano sui 20 blogger - scene in riva al mare: arrivo - si inserisce nelal bottiglia un foglio con le adesioni dei blogger all&#8217;iniziativa (scritto piccolo piccolo) - si lancia la bottiglia in mare: richiesta di aiuto dei blogger del mondo (metafora oceano delle informazioni) - finale: dall&#8217;alto si vedono i corpo di 20 persone sdraiate a riva che scrivono la parola libertà - titoli di coda: tutti gli indirizzi blog che hanno aderito Per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=jtvV8zm7A80"><img class="aligncenter" title="Intervista Guido Scorza" src="http://www.byoblu.com/image.axd?picture=/MaCheJellaIlDDLPecorellaVideoIcon.jpg" alt="" width="480" height="270" /></a></p>
<p>Claudio Messora <a href="http://www.byoblu.com/post/2009/09/22/Berlusconi-fa-causa-alla-rete.aspx" target="_blank">ha intervistato Guido Scorza</a> che ci illustrato nuovamente il <a href="http://www.camera.it/_dati/leg16/lavori/stampati/pdf/16PDL0027640.pdf" target="_blank">nuovo disegno di legge</a> presentato nei giorni scorsi da Pecorella e Costa, dopo averlo annunciato già in un <a href="http://punto-informatico.it/2709918/PI/Commenti/era-una-volta-liberta-informazione-rete.aspx" target="_blank">articolo su Punto Informatico</a>. Meglio di Scorza nessuno può spiegarvi  il contenuto del ddl, per questo motivo vi consiglio la visione del <a href="http://www.youtube.com/watch?v=jtvV8zm7A80" target="_blank">filmato</a> e la lettura del suo articolo. Nei giorni scorsi chi già ha aderito a <a href="http://dirittoallarete.ning.com/" target="_blank">Diritto alla Rete</a> è stato contattato per email da <a href="http://www.enzodifrennablog.it/dblog/" target="_blank">Enzo di Frenna</a> che ha lanciato la proposta Libertà: i 20 audaci. Andremo in riva al mare, di preciso nel litorale romano nei prossimi giorni. Riporto la sinteia della storyboard del video:</p>
<p>- scena: bottiglia vuota sulla riva del mare<br />
- inizio di denuncia dei vari tentativi legislativi<br />
- primo piano sui 20 blogger<br />
- scene in riva al mare: arrivo<br />
- si inserisce nelal bottiglia un foglio con le adesioni dei blogger all&#8217;iniziativa (scritto piccolo piccolo)<br />
- si lancia la bottiglia in mare: richiesta di aiuto dei blogger del mondo (metafora oceano delle informazioni)<br />
- finale: dall&#8217;alto si vedono i corpo di 20 persone sdraiate a riva che scrivono la parola libertà<br />
- titoli di coda: tutti gli indirizzi blog che hanno aderito</p>
<p>Per chi volesse partecipare e si trovasse quindi a Roma o nelle vicinanze può contattare Enzo di Frenna:</p>
<p><a href="mailto:info@enzodifrennablog.it">info@enzodifrennablog.it</a> &#8211; Oppure inviate una mail con la scritta &#8220;Aderisco al video Libertà&#8221; con il vostro indirizzo del blog.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.damianozito.org/blog/2009/informazione/iniziativa-contro-il-nuovo-bavaglio-alla-rete-firmato-pecorella-costa/229/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Il nuovo ddl per imbavagliarci. Si riparte!</title>
		<link>http://www.damianozito.org/blog/2009/informazione/il-nuovo-ddl-per-imbavagliarci-si-riparte/207</link>
		<comments>http://www.damianozito.org/blog/2009/informazione/il-nuovo-ddl-per-imbavagliarci-si-riparte/207#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 17 Sep 2009 15:18:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>damiano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Informazione]]></category>
		<category><![CDATA[Internet]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[chiaravalloti]]></category>
		<category><![CDATA[ddl alfano]]></category>
		<category><![CDATA[ddl pecorella costa]]></category>
		<category><![CDATA[democrazia]]></category>
		<category><![CDATA[diritto alla rete]]></category>
		<category><![CDATA[enzo di frenna]]></category>
		<category><![CDATA[gaetano pecorella]]></category>
		<category><![CDATA[guido scorza]]></category>
		<category><![CDATA[libertà di informazione]]></category>
		<category><![CDATA[poseidone]]></category>
		<category><![CDATA[privacy]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.damianozito.netsons.org/?p=207</guid>
		<description><![CDATA[L&#8217;autunno che sta arrivando sarà molto caldo. Mentre siamo in missione di guerra sei italiani muoiono perché abbiamo deciso di esportare la democrazia. Ancora non capisco perché le chiamiamo democrazie in realtà, visto che quando va una parte al governo, quella contrapposta grida ai brogli e quando quella contrapposta si trova a governare l&#8217;altra parte è come se non esistesse. In barba all&#8217;alternanza democratica. Ma non è di questo che voglio parlare. Scrivo due righe per informarvi che molto presto non sarà così facile dare informazioni dai blog o dalle piattaforme che consentono agli utendi di diffondere notizie e informazioni. Infatti gli onorevoli Pecorella e Costa hanno presentato un ddl che supera di gran lunga quello di Alfano. Per farvi un&#8217;esempio, sarà difficile commentare il fatto che Giuseppe Chiaravalloti, ex presidente della Regione Calabria e attualmente vicepresidente della privacy (mia e vostra), è indagato per violazione delle legge Anselmi sulle logge massoniche e che è anche indagato nella vicenda Poseidone dove il procuratore aggiunto contesta agli indagati: associazione per delinquere, concussione, falsità ideologica del pubblico ufficiale in atti pubblici, omessa denuncia di reato da parte del pubblico ufficiale, favoreggiamento personale, truffa, tentata turbata libertà degli incanti, abuso d’ufficio. Vi consiglio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-208" title="pecorella" src="http://www.damianozito.org/wp-content/uploads/2009/09/pecorella.jpg" alt="pecorella" width="500" height="362" /></p>
<p>L&#8217;autunno che sta arrivando sarà molto caldo. Mentre siamo in missione di guerra sei italiani muoiono perché abbiamo deciso di esportare la democrazia. Ancora non capisco perché le chiamiamo democrazie in realtà, visto che quando va una parte al governo, quella contrapposta grida ai brogli e quando quella contrapposta si trova a governare l&#8217;altra parte è come se non esistesse. In barba all&#8217;alternanza democratica.</p>
<p>Ma non è di questo che voglio parlare. Scrivo due righe per informarvi che molto presto non sarà così facile dare informazioni dai blog o dalle piattaforme che consentono agli utendi di diffondere notizie e informazioni. Infatti gli onorevoli <strong>Pecorella</strong> e Costa hanno presentato un <strong>ddl</strong> che supera di gran lunga quello di Alfano. Per farvi un&#8217;esempio, sarà difficile commentare il fatto che <strong>Giuseppe Chiaravalloti</strong>, ex presidente della Regione Calabria e attualmente vicepresidente della privacy (mia e vostra), è indagato per violazione delle legge Anselmi sulle logge massoniche e che è anche indagato nella vicenda Poseidone dove il procuratore aggiunto contesta agli indagati: <span>associazione per delinquere, concussione, falsità ideologica del pubblico ufficiale in atti pubblici, omessa denuncia di reato da parte del pubblico ufficiale, favoreggiamento personale, truffa, tentata turbata libertà degli incanti, abuso d’ufficio. </span></p>
<p><span>Vi consiglio di leggere il primo commento a caldo di <a href="http://punto-informatico.it/2709918/PI/Commenti/era-una-volta-liberta-informazione-rete.aspx" target="_blank">Guido Scorza su punto informatico</a> per capire l&#8217;ignoranza del legislatore che  a quanto pare non conosce bene i meccanismi della Rete. </span></p>
<p><span>Ricordo per chi non lo avesse ancora fatto di <strong>aderire </strong>a <a href="http://www.dirittoallarete.ning.com" target="_blank">Diritto alla Rete</a>. </span></p>
<p><span><strong>Stiamo poi organizzando una iniziativa</strong>, chi volesse partecipare si faccia sentire e si tenga in contatto su Diritto alla Rete o da <a href="http://www.damianozito.netsons.org">questo blog</a> o da quello di <a href="http://www.enzodifrennablog.it/dblog/" target="_blank">Enzo di Frenna</a>. Servono più persone possibile.</span></p>
<p><span>Si Riparte! E la strada da compiere è lunga.</span></p>
<address><span>In foto: Gaetano Pecorella</span></address>
<address> </address>
<address><span><br />
</span></address>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.damianozito.org/blog/2009/informazione/il-nuovo-ddl-per-imbavagliarci-si-riparte/207/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>4</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>

