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	<title>il Blog di Damiano Zitolega nord | il Blog di Damiano Zito</title>
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		<title>Notizie dal Palazzo</title>
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		<pubDate>Mon, 18 Jul 2011 21:38:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>damiano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La manovra finanziaria per cui Napolitano ha chiesto di ringraziare il Parlamento non è stata accolta bene dai mercati. Angelino Alfano non vede l&#8217;ora di prendere ufficialmente la guida del Pdl. Veltroni dalle colonne del Corsera lo definisce «l&#8217;uomo di una destra nuova». Il posto di Alfano lo prenderà qualcuno che per Napolitano deve avere un alto profilo per evitare altri casi Brancher e Romano. Quindi Brunetta (è nel totonomine con la Bernini ed Enrico La Loggia) è automaticamente escluso. Sul voto di arresto per Papa Bossi cambia opinione a seconda che la poltrona alle Politiche Comunitarie per il capogruppo della Lega Reguzzoni si liberi o meno. L&#8217;&#8221;ex&#8221; Ronchi pare abbia rifiutato la sua stessa poltrona per evitare di «sputtanarsi» dopo  essere tornato da Fli. Ma nel Carroccio non tutti la pensano allo stesso modo: il ministro Maroni invece vuole votare sì (e anche per Milanese) e quando sarà il turno per la sfiducia del ministro Romano (indagato per mafia) farà la stessa cosa. &#160;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.damianozito.org/?attachment_id=4155"><img class="aligncenter size-full wp-image-4155" title="palazzo-montecitorio-camera-dei-deputati-roma" src="http://www.damianozito.org/wp-content/uploads/2011/07/palazzo-montecitorio-camera-dei-deputati-roma.jpg" alt="" width="610" height="343" /></a></p>
<p>La manovra finanziaria per cui Napolitano ha chiesto di ringraziare il Parlamento <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/07/18/le-borse-aprono-in-calo-e-lo-spread-btp-bund-torna-a-salire-oro-record/146121/" target="_blank">non</a> è stata accolta bene dai mercati.</p>
<p><strong>Angelino Alfano</strong> non vede l&#8217;ora di prendere ufficialmente la guida del Pdl.</p>
<p><strong>Veltroni</strong> dalle colonne del Corsera lo definisce «l&#8217;uomo di una destra nuova».</p>
<p>Il posto di Alfano lo prenderà qualcuno che per Napolitano deve avere un <strong>alto profilo</strong> per evitare altri casi <strong>Brancher e Romano</strong>. Quindi <strong>Brunetta</strong> (è nel totonomine con la Bernini ed Enrico La Loggia) è automaticamente escluso.</p>
<p>Sul voto di arresto per Papa Bossi cambia opinione a seconda che la poltrona alle Politiche Comunitarie per il capogruppo della Lega <strong>Reguzzoni</strong> si liberi o meno. L&#8217;&#8221;ex&#8221; Ronchi pare abbia rifiutato la sua stessa poltrona per evitare di «sputtanarsi» dopo  essere tornato da Fli.</p>
<p>Ma nel Carroccio non tutti la pensano allo stesso modo: il ministro <strong>Maroni</strong> invece vuole votare sì (e anche per Milanese) e quando sarà il turno per la sfiducia del ministro <strong>Romano</strong> (indagato per mafia) farà la stessa cosa.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Ma le Province non Erano da Abolire?</title>
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		<pubDate>Sat, 14 May 2011 13:25:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>damiano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Quando queste righe saranno sotto gli occhi dei lettori de l&#8217;Isola saranno in corso le elezioni amministrative di questo travagliato 2011. Le elezioni riguardano comuni e province. Queste ultime, secondo i programmi e le promesse della scorsa campagna elettorale, andavano abolite perché considerati enti inutili ma soprattutto costosi e funzionali solo a soddisfare le richieste della macchina clientelare che al Sud continua ad avere grande consenso. Oltre al Pdl anche il Pd, che nel 2008 era capeggiato da Walter Veltroni, era favorevole all&#8217;abolizione delle province. Se ne parlò tanto, ma solo fino a qualche giorno dopo la vittoria dell&#8217;attuale maggioranza. Sono bastati pochi giorni per concentrare le attività parlamentari sulle leggi che il Governo propose in tema di giustizia: dalla blocca processi fino al lodo Alfano. Qualche progetto di legge in verità è depositato negli archivi della Camera dei Deputati, ma a quanto pare è bene anche per la stabilità del Governo che lì ci rimanga. È noto infatti che Umberto Bossi e quindi la Lega Nord non sia affatto favorevole all&#8217;abolizione delle province. Guai a chi tocca Bergamo, altrimenti “succede la guerra civile”. Questo è stato il commento di Bossi un po&#8217; di tempo fa quando i finiani proposero [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --></p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.damianozito.org/?attachment_id=3987"><img class="aligncenter size-full wp-image-3987" title="berlusconi-bossi-tremonti-province-elezioni" src="http://www.damianozito.org/wp-content/uploads/2011/05/berlusconi-bossi-tremonti-province-elezioni.jpg" alt="" width="610" height="353" /></a></p>
<p>Quando queste righe saranno sotto gli occhi dei lettori de <em>l&#8217;Isola</em> saranno in corso le elezioni amministrative di questo travagliato 2011. Le elezioni riguardano <strong>comuni e province</strong>. Queste ultime, secondo i programmi e le promesse della scorsa campagna elettorale, andavano abolite perché considerati <strong>enti inutili</strong> ma soprattutto costosi e funzionali solo a soddisfare le richieste della macchina clientelare che al Sud continua ad avere grande consenso.</p>
<p>Oltre al Pdl anche il Pd, che nel 2008 era capeggiato da <strong>Walter Veltroni</strong>, era favorevole all&#8217;abolizione delle province. Se ne parlò tanto, ma solo fino a qualche giorno dopo la vittoria dell&#8217;attuale maggioranza. Sono bastati pochi giorni per concentrare le attività parlamentari sulle leggi che il Governo propose in tema di giustizia: dalla blocca processi fino al lodo Alfano.</p>
<p>Qualche progetto di legge in verità è depositato negli archivi della Camera dei Deputati, ma a quanto pare è bene anche per la stabilità del Governo che lì ci rimanga. È noto infatti che <strong>Umberto Bossi</strong> e quindi la Lega Nord non sia affatto favorevole all&#8217;abolizione delle province. Guai a chi tocca <strong>Bergamo</strong>, altrimenti “succede la guerra civile”. Questo è stato il commento di Bossi un po&#8217; di tempo fa quando i finiani proposero di eliminare le province.</p>
<p>Ora che l&#8217;area finiana si è staccata dal Pdl formando <strong>Futuro e Libertà</strong> è sicuramente molto più facile per Berlusconi gestire la questione. Come? Non parlandone più evitando di creare qualche mal di pancia ai leghisti o al ministro <strong>Giulio Tremonti</strong>.</p>
<p>Quello che stupisce insomma è la non coerenza tra le proposte, promesse e i fatti. In questa tornata elettorale entra nel mondo politico il <strong>Movimento a Cinque Stelle</strong> che ha fatto molto discutere per i modi e per i candidati. Non perché pregiudicati, indagati o chissà, ma perché come per il caso di <strong>Mattia Calise</strong>, i candidati del Movimento sono giovani, senza esperienza politica e portano delle idee fondate sulla democrazia diretta. Staremo a vedere se questo “virus” per dirla alla Beppe Grillo sarà in grado di cambiare dal basso la politica, ma una cosa è certa: il Movimento ha partecipato alle elezioni <del>provinciali</del> amministrative in perfetta sintonia coi primi due punti del programma, e cioè <strong>abolizione delle province e accorpamento dei comuni sotto i 5 mila abitanti</strong>. Eppure, nonostante gli altri partiti si siano sempre dichiarati a favore dell&#8217;eliminazione di questi enti, alla fine finisce che continuano a partecipare.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Fra le mie Bozze&#8230;</title>
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		<pubDate>Fri, 13 May 2011 21:32:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>damiano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Avevo degli articoli in sospeso: uno è diventato troppo vecchio e l&#8217;ho cestinato, su un altro non ricordo bene cosa volessi scrivere e quindi via anch&#8217;esso. Poi c&#8217;è qualcosa di arretrato, ma per la maggior parte si tratta di mini post sulla politica italiana. Non ho fatto in tempo ad elaborare dei ragionamenti e snocciolarli per il blog, tuttavia se ci pensate bene non accade mai niente di nuovo o di eclatante nella politica italiana. Gli scenari futuri sul Governo sono sempre gli stessi e i retroscena aggiungono solo qualche contorno ad una situazione confusa. Il problema è che in questo periodo di non lucentezza della politica nostrana accadono cose nel mondo molto importanti e determinanti sia economicamente che (ovvio) politicamente. Vedremo dopo questa campagna elettorale cosa ne verrà fuori. &#160; Photo Credits &#124; Wiertz Sébastien]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.damianozito.org/?attachment_id=3981"><img class="aligncenter size-full wp-image-3981" title="draft-bozza-blog" src="http://www.damianozito.org/wp-content/uploads/2011/05/draft-bozza-blog.jpg" alt="" width="640" height="427" /></a></p>
<p>Avevo degli articoli in sospeso: uno è diventato troppo vecchio e l&#8217;ho cestinato, su un altro non ricordo bene cosa volessi scrivere e quindi via anch&#8217;esso. Poi c&#8217;è qualcosa di arretrato, ma per la maggior parte si tratta di mini post sulla politica italiana. Non ho fatto in tempo ad elaborare dei ragionamenti e snocciolarli per il blog, tuttavia se ci pensate bene non accade mai niente di nuovo o di eclatante nella politica italiana. Gli scenari futuri sul Governo sono sempre gli stessi e i retroscena aggiungono solo qualche contorno ad una situazione confusa. Il problema è che in questo periodo di non lucentezza della politica nostrana accadono cose nel mondo molto importanti e determinanti sia economicamente che (ovvio) politicamente.</p>
<p>Vedremo dopo questa campagna elettorale cosa ne verrà fuori.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Photo Credits | <a href="http://www.flickr.com/photos/wiertz/">Wiertz Sébastien</a></em></p>
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		<title>Benvenuti in Padania</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Dec 2010 11:04:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>damiano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nel fortunato film di Luca Miniero, Benvenuti al Sud, il regista tenta di sfatare i più sfacciati luoghi comuni sui meridionali. Anche se la pellicola, che realizza una buona pubblicità al Sud, non è politica, sembra voglia fare una pernacchia alla Lega Nord, il partito di Umberto Bossi che dopo il federalismo fiscale tornerà certamente a chiedere la secessione. Termine che sembra essere sparito dall&#8217;agenda leghista, ma è evidente che l&#8217;obiettivo per gli uomini dalla cravatta verde sia quello di far ristampare cartine geografiche, mappamondi e libri scolastici per imprimere la scritta Padania nel Nord-Italia, magari a a caratteri cubitali P-A-D-A-N-I-A. Nelle puntate di Vieni Via Con Me Roberto Saviano è riuscito nel giro di 30 minuti a far arrabbiare sia i mafiosi che i leghisti: la polemica si è incentrata proprio sulle infiltrazioni mafiose al Nord, in particolare sulla &#8216;ndrangheta che cerca contatti nella politica che controlla il territorio, e chi meglio della Lega ha popolarità in quelle regioni ricche e industrializzate sulle quali la &#8216;ndrangheta ha messo mano? Domanda retorica, ma che ha fatto sobbalzare dalla sedia il nostro Ministro dell&#8217;Interno Roberto Maroni che con la scusa del contraddittorio ce lo siamo ritrovati su tutte le reti televisive [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --></p>
<p style="text-align: center;"><a rel="attachment wp-att-2627" href="http://www.damianozito.org/blog/2010/mafia/benvenuti-in-padania/attachment/saviano-vieni-via-con-me/"><img class="aligncenter size-full wp-image-2627" title="saviano-vieni-via-con-me" src="http://www.damianozito.org/wp-content/uploads/2010/12/saviano-vieni-via-con-me.jpg" alt="" width="600" height="383" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Nel fortunato film di Luca Miniero, <em>Benvenuti al Sud</em>,</strong> il regista tenta di sfatare i più sfacciati luoghi comuni sui meridionali. Anche se la pellicola, che realizza una buona pubblicità al Sud, non è politica, sembra voglia fare una pernacchia alla <strong>Lega Nord</strong>, il partito di Umberto Bossi che dopo il federalismo fiscale tornerà certamente a chiedere la <em>secessione</em>. Termine che sembra essere sparito dall&#8217;agenda leghista, ma è evidente che l&#8217;obiettivo per gli uomini dalla cravatta verde sia quello di far ristampare cartine geografiche, mappamondi e libri scolastici per imprimere la scritta Padania nel Nord-Italia, magari a a caratteri cubitali P-A-D-A-N-I-A.</p>
<p style="text-align: justify;">Nelle puntate di <em>Vieni Via Con Me</em> <strong>Roberto Saviano</strong> è riuscito nel giro di 30 minuti a far arrabbiare sia i mafiosi che i leghisti: la polemica si è incentrata proprio sulle<strong> infiltrazioni mafiose al Nord</strong>, in particolare sulla &#8216;ndrangheta che cerca contatti nella politica che controlla il territorio, e chi meglio della Lega ha popolarità in quelle regioni ricche e industrializzate sulle quali la &#8216;ndrangheta ha messo mano? Domanda retorica, ma che ha fatto sobbalzare dalla sedia il nostro Ministro dell&#8217;Interno <strong>Roberto Maroni</strong> che con la scusa del contraddittorio ce lo siamo ritrovati su tutte le reti televisive a ripetere i numeri dei criminali acciuffati dal 2008 ad oggi.</p>
<p style="text-align: justify;">Saviano ha spiegato come la &#8216;ndrangheta cerca di infiltrarsi nelle istituzioni senza guardare a destra o a sinistra, come da sempre accade e ciò ha scatenato dure reazioni.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma ciò che la Lega non riesce a vedere è come la &#8216;ndrangheta sia riuscita ad applicare (a suo vantaggio) il federalismo. La struttura &#8216;ndranghetista infatti è già di suo una gerarchia che lascia ai <em>locali</em> una determinata autonomia. Dopo aver <strong>piantato i suoi tentacoli in tutta la Calabria</strong> a discapito della gente per bene, si è allargata stringendo sodalizi sia con la Camorra napoletana (ad esempio nel basso Lazio) che con Cosa Nostra, la mafia siciliana che ancora prima della &#8216;ndrangheta si è infiltrata nei palazzi romani.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Roberto Castelli</strong>, leghista ed ex Ministro dell&#8217;Interno, ha mostrato in tv un volantino con uno slogan che recitava più o meno così: “basta emigrazione, non vogliamo la &#8216;ndrangheta al Nord”. Era un manifesto leghista del 1987 contro chi andava a lavorare al Nord, quel volantino in poche parole <strong>accomunava tutti i meridionali a mafiosi</strong>. Insomma <strong>un concetto razzista fatto passare per campagna antimafiosa</strong>. Benvenuti in Padania.</p>
<p><em>Questo articolo è stato pubblicato su L&#8217;Isola &#8211; quindicinale siciliano</em></p>
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		<title>Rischio Montezemolo</title>
		<link>http://www.damianozito.org/blog/2010/politica/rischio-montezemolo/2385</link>
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		<pubDate>Sun, 26 Sep 2010 20:48:14 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Trovare un politico come Umberto Bossi nel panorama europeo è difficile. O meglio, è difficile trovare un politico importante, non proprio al 100 per cento della propria salute, perché di provocatori come lui ce ne stanno e gli ultimi risultati elettorali proprio in Europa dovrebbero metterci in guardia. Così capita che venga chiesto perché mai un anziano con gravi problemi per la comunicazione non venga pensionato, mandato a casa e sostituito da chi di competenza, e la domanda lascia disarmati. Specie se a fare la domanda è un italiano all&#8217;estero, in Francia per capirci, anche lui anziano e pensionato che guarda la politica italiana con grande curiosità e, a volte incredulità. Eppure sembra così difficile pensare la Lega Nord senza Bossi. Sarà l&#8217;abitudine, la stessa che hanno i quotidiani che ospitano interviste e virgolettati del Senatur riempendo pagine e pagine di cronaca politica, che analizzata per bene non è altro che aria fritta. Bisogna fare però distinguere l&#8217;aria fritta da ciò che invece nasconde altri messaggi politici. È il caso della notizia riportata da alcune testate on-line che riprendono l&#8217;&#8221;attacco&#8221; della fondazione ItaliaFutura che critica il leader del Carroccio. Certamente non la prima, tantomeno l&#8217;ultima. Solo che le critiche arrivano [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a rel="attachment wp-att-2386" href="http://www.damianozito.org/blog/2010/politica/rischio-montezemolo/attachment/montezemolo/"><img class="aligncenter size-full wp-image-2386" title="montezemolo" src="http://www.damianozito.org/wp-content/uploads/2010/09/montezemolo.jpg" alt="" width="500" height="295" /></a></p>
<p>Trovare un politico come <strong>Umberto Bossi</strong> nel panorama europeo è difficile. O meglio, è difficile trovare un politico importante, non proprio al 100 per cento della propria salute, perché di provocatori come lui ce ne stanno e gli ultimi risultati elettorali proprio in Europa dovrebbero metterci in guardia.</p>
<p>Così capita che venga chiesto perché mai un anziano con gravi problemi per la comunicazione non venga pensionato, <strong>mandato a casa</strong> e sostituito da chi di competenza, e la domanda lascia <strong>disarmati</strong>. Specie se a fare la domanda è un italiano all&#8217;estero, in Francia per capirci, anche lui anziano e pensionato che guarda la politica italiana con grande curiosità e, a volte incredulità.</p>
<p>Eppure sembra così difficile pensare la<strong> Lega Nord</strong> senza Bossi. Sarà l&#8217;abitudine, la stessa che hanno i quotidiani che ospitano interviste e virgolettati del Senatur riempendo pagine e pagine di cronaca politica, che analizzata per bene non è altro che <strong>aria fritta.</strong></p>
<p>Bisogna fare però distinguere l&#8217;aria fritta da ciò che invece nasconde altri messaggi politici. È il caso della notizia<a href="http://www.repubblica.it/economia/2010/09/26/news/fondazione_lega-7440989/?ref=HRER1-1" target="_blank"> riportata</a> da alcune testate on-line che riprendono l&#8217;&#8221;attacco&#8221; della fondazione ItaliaFutura che <a href="http://www.italiafutura.it/dettaglio/110887/i_fatti_di_chi_produce_e_le_parole_e_gli_insulti_di_chi_ha_fallito" target="_blank">critica</a> il leader del Carroccio. Certamente non la prima, tantomeno l&#8217;ultima. Solo che le critiche arrivano da una fondazione &#8220;vicina&#8221; a<strong> Luca Montezemolo</strong>, ma badate bene, non è Montezemolo a scrivere. Però fa un certo effetto scrivere che Montezemolo ce l&#8217;ha con Lega, perché il primo non è un politico, ma un industriale per così dire rispettato, di un certo calibro e di una certa area cattolico-centrista vicina più a <strong>Gianfranco Fini</strong> che a Pierferdinando Casini.</p>
<p>Sarà, ma questo tipo di informazioni, questi messaggi lanciati sulle home-page dei giornali sembrano come quelle puntate pilota delle serie televisive. Sono come un amo, <strong>se qualcuno abbocca allora conviene rischiare</strong>, e di &#8220;rischio&#8221; Montezemolo se ne dovrebbe intendere.</p>
<p><em>foto: <a href="http://www.panorama.it" target="_blank">Panorama</a></em></p>
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		<title>Uomini violenti, donne indifese</title>
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		<pubDate>Tue, 31 Aug 2010 18:43:54 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Chi ricorda il clima della campagna elettorale che ha portato al Governo gli xenofobi della Lega Nord? Slogan e propaganda politica contro gli «stranieri» che «vengono in Italia per stuprare le nostre donne»? Appena finite le elezioni gli stupri sono finiti, o meglio sono scomparsi dalla cronaca giornalistica e della violenza sulle donne non è importato più a nessuno, anche perché l&#8217;Istat ha fornito dati molto chiari. La maggior parte delle violenze sulle donne avviene dentro le mura di casa e non è importante se sei italiano, romeno, bianco o nero, la violenza avviene e spesso non viene denunciata, per paura o per chissà quale altro motivo. Una sera di questa estate mi trovavo a Palmi, in piazza Primo Maggio cantava Francesco Renga. Ogni anno per la festa di Palmi i marciapiedi vengono occupati da diversi venditori ambulanti e molta gente si riversa per le strade della città della Piana creando un fiume di persone che camminano quasi una sopra l&#8217;altro. Il passeggio diventa faticoso, ma è un buon momento per incontrare amici e conoscenti. In uno dei momenti più attesi della serata, quello dei soliti fuochi di artificio che chiudono il ciclo delle serate di festa, mi trovavo proprio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a rel="attachment wp-att-2233" href="http://www.damianozito.org/blog/2010/politica/uomini-violenti-donne-indifese/attachment/violenzadonne/"><img class="aligncenter size-full wp-image-2233" title="violenzadonne" src="http://www.damianozito.org/wp-content/uploads/2010/08/violenzadonne.jpg" alt="" width="600" height="398" /></a></p>
<p><strong>Chi ricorda il clima della campagna elettorale</strong> che ha portato al Governo gli xenofobi della Lega Nord? Slogan e propaganda politica contro gli «stranieri» che «vengono in Italia per stuprare le nostre donne»? Appena finite le elezioni gli stupri sono finiti, o meglio sono <strong>scomparsi dalla cronaca giornalistica</strong> e della violenza sulle donne non è importato più a nessuno, anche perché l&#8217;Istat ha fornito dati molto chiari. La maggior parte delle violenze sulle donne avviene <strong>dentro le mura di casa</strong> e non è importante se sei italiano, romeno, bianco o nero, la violenza avviene e spesso non viene denunciata, per paura o per chissà quale altro motivo.</p>
<p>Una sera di questa estate mi trovavo a Palmi, in piazza Primo Maggio cantava Francesco Renga. Ogni anno per la festa di Palmi i marciapiedi vengono occupati da diversi venditori ambulanti e molta gente si riversa per le strade della città della Piana creando un fiume di persone che camminano quasi una sopra l&#8217;altro. Il passeggio diventa faticoso, ma è un buon momento per incontrare amici e conoscenti.</p>
<p>In uno dei momenti più attesi della serata, quello dei soliti fuochi di artificio che chiudono il ciclo delle serate di festa, mi trovavo proprio nei pressi di piazza Primo Maggio quando il concerto di Renga e lo &#8220;sparo&#8221; dei fuochi erano ormai terminati. In quel momento di confusione a qualche decina di metri più distante da me, vi era un signore che si trovava vicino al banchetto di una di quelle donne con sembianze orientali che scrivono i nomi su cartoncino bianco utilizzando colori all&#8217;olio.</p>
<p>Il banchetto si è ribaltato (perché qualcuno ci ha sbattuto involontariamente) ed è andato a finire sui pantaloni del signore che si è messo ad urlare inferocito verso la povera donna che indifesa <strong>ha subìto le botte del marito che stava lì a fianco <span style="font-weight: normal;">mentre quel signore infuriato continuava a puntare il dito contro quella signora indifesa che </span>ha saputo solo mettere le mani sopra al capo, accucciarsi e subire la violenza del suo compagno.</strong></p>
<p>È stata una scena orribile, che mi ha fatto riflettere molto un po&#8217; per l&#8217;atto in sé, un po&#8217; perché nessuno lì vicino è intervenuto a dire a quell&#8217;uomo di fermare quelle mani. Ho pensato a tutte quelle donne che vivono sotto la cruda violenza fisica e psicologica di uomini che magari hanno pure amato. Non riesco proprio a sopportare l&#8217;idea che le donne ancora oggi vivano sotto l&#8217;imposizione maschile <strong>per questioni legate al solo fatto di essere &#8220;donna&#8221;, per questioni di religione o politiche. </strong></p>
<p>Non è solo dei casi come quello di <a href="http://www.repubblica.it/esteri/2010/08/29/news/la_lettera_di_dario_fo_e_franca_rame-6599297/" target="_blank">Sakineh</a> che dovremmo indignarci e mobilitarci per poi stare in silenzio per altre violenze, apparentemente meno gravi. E la politica (italiana) non deve ricordarsi degli stupri solo quando è conveniente montarci su una campagna elettorale basata sulla paura del diverso, sfruttando il dramma subito da una donna, per raccogliere consenso popolare.</p>
<p>Quanta violenza ancora?</p>
<p><em>foto:<a href="http://www.flickr.com/photos/crisalide/" target="_blank"> Riccardo La Valle</a></em></p>
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		<title>Aldo Brancher, Il Partito dell&#8217;Amore odia a morte la legalità</title>
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		<pubDate>Sat, 19 Jun 2010 19:33:20 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[In seguito alla nomina di Aldo Brancher a ministro per l’Attuazione del federalismo, Vincenzo Marinelli, magistrato e scrittore, ha fatto il seguente commento: IL PARTITO DELL’AMORE ODIA A MORTE LA LEGALITÀ Aldo Brancher (ex dipendente Publitalia, primo uomo Fininvest a finire a San Vittore) è stato nominato ministro per l’Attuazione del federalismo. Potrebbe sembrare un episodio marginale, ma non è esattamente così. In un colpo solo vengono inferte 3-4 ferite alla Costituzione, riguardanti il passato, il presente e il futuro. Brancher: da Publitalia a ministro della Repubblica, passando per le patrie galere. Una bella carriera! Riemerge per l’ennesima volta il tentacolare conflitto di interessi del cavaliere, padrone di Publitalia e Fininvest e “utilizzatore finale” delle prestazioni di Brancher. Ulteriore ferita. In un periodo di crisi, nel quale occorre, non a parole ma nei fatti, ridurre il costo della politica, si è creato un altro ministero inutile, uno scatolone vuoto. Già avevamo, nello stesso settore di competenze, Umberto Bossi, ministro delle Riforme e l’odontotecnico Roberto Calderoli, titolare della Semplificazione legislativa. Altra ferita ancora. Brancher è coinvolto nel processo Antonveneta. Tra pochi giorni, il 26 giugno 2010, è convocato a Milano con l’imputazione di appropriazione indebita. Ora ottiene il gratta e vinci [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --><a rel="attachment wp-att-1976" href="http://www.damianozito.org/blog/2010/politica/il-partito-dellamore-odia-a-morte-la-legalita/attachment/brancher_ministri/"><img class="alignleft size-medium wp-image-1976" title="brancher_ministri" src="http://www.damianozito.org/wp-content/uploads/2010/06/brancher_ministri-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a>In seguito alla nomina di Aldo Brancher a ministro per l’Attuazione del federalismo, <strong>Vincenzo Marinelli</strong>, magistrato e scrittore, ha fatto il seguente commento:</p>
<p><strong>IL PARTITO DELL’AMORE ODIA A MORTE LA LEGALITÀ</strong></p>
<p>Aldo Brancher (ex dipendente Publitalia, primo uomo Fininvest a finire a San Vittore) è stato nominato ministro per l’Attuazione del federalismo. Potrebbe sembrare un episodio marginale, ma non è esattamente così.</p>
<p>In un colpo solo vengono inferte 3-4 ferite alla Costituzione, riguardanti il passato, il presente e il futuro.</p>
<p><strong>Brancher: da Publitalia a ministro della Repubblica, passando per le patrie galere. Una bella carriera!</strong> Riemerge per l’ennesima volta il tentacolare conflitto di interessi del cavaliere, padrone di Publitalia e Fininvest e “utilizzatore finale” delle prestazioni di Brancher.</p>
<p>Ulteriore ferita. In un periodo di crisi, nel quale occorre, non a parole ma nei fatti, ridurre il costo della politica, si è creato un altro ministero inutile, uno scatolone vuoto. Già avevamo, nello stesso settore di competenze, Umberto Bossi, ministro delle Riforme e l’odontotecnico Roberto Calderoli, titolare della Semplificazione legislativa.</p>
<p>Altra ferita ancora. Brancher è coinvolto nel processo Antonveneta. Tra pochi giorni, il 26 giugno 2010, è convocato a Milano con l’imputazione di appropriazione indebita. Ora ottiene il gratta e vinci del “lodo Alfano”, il famigerato “legittimo impedimento”, che permette a Berlusconi e ai suoi ministri di non comparire davanti ai giudici, adducendo motivi istituzionali autocertificati. Una bella comodità! È facile prevedere che il processo, per il Brancher, passerà in cavalleria, come quelli del cavaliere.</p>
<p>Tutti i non bendati sanno, e per primi gli autori di questa ennesima legge porcata, che si tratta di una normativa incostituzionale, tant’è che la si è presentata come “legge-ponte”, in attesa che si riesca a varare una legge di revisione costituzionale. Intanto però,  finché la Corte costituzionale non abbia il tempo di pronunciarsi, la legge-ponte-porcata è pienamente operativa. Il giochetto si può chiamare: “incostituzionalità a tempo”.</p>
<p>Hanno inventato anche questa. È incostituzionale ma si approva lo stesso, per non farsi mancare nulla. Il primo guardiano della Costituzione, il Presidente della Repubblica, lascia correre e il secondo guardiano, la Corte costituzionale, non può intervenire immediatamente.</p>
<p>Il Partito dell’amore odia la legalità e, in primo luogo, la Carta costituzionale.</p>
<p>Vai al <a href="http://www.youtube.com/watch?v=NUWtQYkwATA" target="_blank">video</a> di Vincenzo Marinelli, <a href="http://www.damianozito.org/2010/politica/la-costituzione-ferita/" target="_blank">La Costituzione ferita</a>.</p>
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		<title>Come sentirsi italiano</title>
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		<pubDate>Sat, 19 Jun 2010 14:02:36 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Bene, fra pochi giorni giorni siamo in piena estate, quindi aspettiamoci i solito rito del tg1 sull&#8217;esodo estivo. È, come sempre, imperdibile. Oggi mi sono reso conto che è arrivata «a stagioni», ovvero l&#8217;estate secondo il linguaggio di mio nonno. Di fronte al mio palazzo mamma e figlio hanno dato via al loro torneo estivo di carte, sotto una bandiera italiana che pende dal balcone sopra al loro. Quella bandiera tricolore che tanto ci unisce quanto ci divide. Patriottica per quelli di sinistra, da pulirsi il culo per i leghisti, da avvolgere addosso per quelli di destra. Da appendere per i tifosi della Nazionale. Quando il Popolo Viola dovette scegliere un simbolo per il No Berlusconi Day, sulla bacheca della manifestazione gli utenti discutevano sia sul tricolore che sul giallo, verde e viola. Alla fine scelsero il viola. Mi chiedo spesso come si sentono gli italiani, di buon senso, che si riconoscono nella destra di Gianfranco Fini o quella (destra?) di Berlusconi essendo alleati con la Lega di Umberto Bossi. A prescindere dal fatto che forse il federalismo fiscale se attuato come si deve potrebbe essere vantaggioso per tutti, o invece potrebbe rivelarsi il contrario, come si sta seduti fianco [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1972" class="wp-caption aligncenter" style="width: 610px"><a rel="attachment wp-att-1972" href="http://www.damianozito.org/2010/politica/come-sentirsi-italiano/attachment/natangelo-federalismo-che-avanza/"><img class="size-full wp-image-1972" title="Natangelo - Federalismo che avanza" src="http://www.damianozito.org/wp-content/uploads/2010/06/Natangelo-Federalismo-che-avanza.jpg" alt="" width="600" height="419" /></a><p class="wp-caption-text">Vignetta di Natangelo</p></div>
<p><strong>Bene, fra pochi giorni giorni siamo in piena estate,</strong> quindi aspettiamoci i solito rito del tg1 sull&#8217;esodo estivo. È, come sempre, imperdibile.</p>
<p>Oggi mi sono reso conto che è arrivata «a stagioni», ovvero l&#8217;estate secondo il linguaggio di mio nonno. Di fronte al mio palazzo mamma e figlio hanno dato via al loro torneo estivo di carte, sotto una bandiera italiana che pende dal balcone sopra al loro. Quella bandiera tricolore che tanto ci unisce quanto ci divide. <em>Patriottica</em> per quelli di sinistra, <em>da pulirsi il culo</em> per i leghisti, <em>da avvolgere addosso</em> per quelli di destra. <em>Da appendere </em>per i tifosi della Nazionale.</p>
<p><strong>Quando il Popolo Viola dovette scegliere un simbolo</strong> per il No Berlusconi Day, sulla bacheca della manifestazione gli utenti discutevano sia sul tricolore che sul giallo, verde e viola. Alla fine scelsero il viola.</p>
<p>Mi chiedo spesso come si sentono gli italiani, di buon senso, che si riconoscono nella destra di Gianfranco Fini o quella (destra?) di Berlusconi essendo alleati con la Lega di Umberto Bossi.</p>
<p>A prescindere dal fatto che forse il federalismo fiscale se attuato come si deve potrebbe essere vantaggioso per tutti, o invece potrebbe rivelarsi il contrario, come si sta seduti fianco a fianco con uno che si vanta di non essere mai andato al Sud che però rifornisce il Nord di prodotti raccolti dalle braccia africane?</p>
<p><em>Vignetta: <a href="http://www.natangelo.it" target="_blank">Natangelo</a></em></p>
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		<title>Ipertensioni in area Pdl</title>
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		<pubDate>Fri, 26 Mar 2010 10:14:58 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-1265" href="http://www.damianozito.org/2010/03/26/ipertensioni-in-area-pdl/berlusconi_casini/"><img class="alignleft size-medium wp-image-1265" title="berlusconi_casini" src="http://www.damianozito.org/wp-content/uploads/2010/03/berlusconi_casini-300x217.jpg" alt="" width="300" height="217" /></a><strong>Una lieve forma di ipertensione</strong> sta colpendo Berlusconi e i Berluscones.</p>
<p>Ieri mattina il Giornale titolava: &#8220;Fini non sa che domenica si vota&#8221;. «Tutti sanno delle difficoltà del Pdl &#8211; scriveva Feltri &#8211; ma Fini anziché dare una mano, rema contro». La vena arteriosa si sta gonfiando a vista d&#8217;occhio e il dubbio che dalle regionali escano fuori numeri non graditi, il Presidente della Camera viene usato come il capro espiatorio in caso di sconfitta.</p>
<p><strong>A far aumentare il livello di millimetri di mercurio</strong> ci pensa poi Bossi e il gruppo della Lega Nord che col Pdl si gioca il triangolo del Nord ed è <a href="http://www.corriere.it/politica/speciali/2010/elezioni/notizie/bossi-comizio-milano_aafa9bea-3833-11df-821f-00144f02aabe.shtml" target="_blank">convinta</a> della vittoria almeno in Piemonte e in Veneto. Il Senatur che non si è fatto vivo alla manifestazione di San Giovanni ha mandato una pernacchia al ministro della difesa Ignazio La Russa dopo che questo ha <a href="http://milano.repubblica.it/cronaca/2010/03/25/news/elezioni_bossi_prenota_milano_e_manda_una_pernacchia_a_la_russa-2903303/" target="_blank">scommesso</a> di mangiare un asino vivo nel caso in cui i leghisti sorpassassero il Pdl alle regionali. Roba da ragazzini di terza elementare.</p>
<p><strong>Ma il caso più curioso</strong> è quello con l&#8217;Udc di Pierferdinando Casini. Le arterie devono essere così grosse da far confondere persino gli avversari politici alle elezioni. Ieri infatti il Presidente del Consiglio, affidando il suo pensiero in una nota ufficiale di Palazzo Chigi (salvo poi smentire), ha <a href="http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=95886&amp;sez=ELEZIONI2010" target="_blank">attaccato</a> Casini: «in alcuni casi favorisce la sinistra» riferendosi alle regioni in cui l&#8217;Udc è alleato con il centrosinistra (vedi Marche).</p>
<p>Francamente si fa fatica a capire da che parte stia il genero di Caltagirone, basta infatti leggere le sue parole per farsi un&#8217;idea del suo pensiero che si può riassumere così: &#8220;Mi alleo con il centrosinistra e con il centrodestra. I primi sono contro i secondi e i secondi sono ridicoli perché vogliono cancellarmi. Però so stare con entrambi e sono l&#8217;unico che ascolta i vescovi&#8221;.</p>
<p><strong>È fortemente consigliato l&#8217;uso di antiipertensivo</strong> prima che si annebbi del tutto la vista.</p>
<p><strong>PS:</strong> Vittorio Feltri è stato <a href="http://www.repubblica.it/politica/2010/03/26/news/caso_boffo_feltri_sospeso_dall_ordine_della_lombardia-2908307" target="_blank">sospeso</a> dall&#8217;ordine dei giornalisti. Ieri ne avevo<a href="http://www.damianozito.org/2010/03/25/la-censura-secondo-maurizio-belpietro-un-giro-di-vite-contro-i-giornalisti-di-centrodestra/" target="_blank"> parlato qui</a>.</p>
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		<title>Leghista vs Terrone. Eppure stavo guardando solo il video di un cellulare</title>
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		<pubDate>Sat, 24 Oct 2009 22:07:02 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Stavo guardando una videoprova dell&#8217;HTC Hero quando fra i commenti ho notato questa discussione:]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Stavo guardando una <a href="http://www.youtube.com/watch?v=mktxxCii0W0" target="_blank">videoprova</a> dell&#8217;HTC Hero quando fra i commenti ho notato questa discussione:</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-449" title="commentiandroid" src="http://www.damianozito.org/wp-content/uploads/2009/10/commentiandroid1.jpeg" alt="commentiandroid" width="576" height="483" /></p>
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