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	<title>il Blog di Damiano Zitolibertà | il Blog di Damiano Zito</title>
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		<title>Festa dei Pirati: il Virtuale è Reale</title>
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		<pubDate>Mon, 22 Mar 2010 21:30:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>damiano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Meglio ricordarlo, sabato scorso al teatro Capranica di Roma, pirati, politici (si contavano però sul palmo di una mano), avvocati e giornalisti si sono incontrati per discutere di libertà digitali, di copyright, di come i giornali sono cambiati con l&#8217;avvento della rete e come la politica guarda internet ed insiste con attacchi censori. Si è parlato quindi del caso di PirateBay e dei tentativi di bavaglio all&#8217;informazione in Rete. Sulla figura del pirata c&#8217;è ancora molta dietrologia e disinformazione, si crede ancora che il pirata sia un criminale, ma se pensiamo ai ragazzi svedesi che sono arrivati a creare un partito a tutti gli effetti diventato popolare anche fuori dai confini svedesi, viene da chiedersi quanto ancora &#8211; in Italia &#8211; ci troviamo indietro su questi temi. Sarà la solita paura dell&#8217;uomo per il &#8216;nuovo&#8217;, saranno le pressioni delle lobby, ma è chiaro che in Italia non si possa minimamente pensare di creare un partito con gli obiettivi (pochi e coincisi) di quello Pirata. L&#8217;idea è così lontana che non ci sfiora nemmeno e semmai ci provassimo non è difficile prevedere il risultato. Forse è anche arrivato il momento che certi miti sui pirati vengano sfatati, è il momento che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a rel="attachment wp-att-1225" href="http://www.damianozito.org/?attachment_id=1225"><img class="aligncenter" title="Play_Video_Pirati" src="../wp-content/uploads/2010/03/Play_Video_Pirati.jpeg" alt="" width="600" height="380" /></a></p>
<p>Meglio ricordarlo, sabato scorso al teatro Capranica di Roma, pirati, politici (si contavano però sul palmo di una mano), avvocati e giornalisti si sono incontrati per discutere di libertà digitali, di copyright, di come i giornali sono cambiati con l&#8217;avvento della rete e come la politica guarda internet ed insiste con attacchi censori. Si è parlato quindi del caso di <strong>PirateBay</strong> e dei tentativi di bavaglio all&#8217;informazione in Rete.</p>
<p>Sulla figura del pirata c&#8217;è ancora molta dietrologia e disinformazione, si crede ancora che il pirata sia un criminale, ma se pensiamo ai ragazzi svedesi che sono arrivati a creare un partito a tutti gli effetti diventato popolare anche fuori dai confini svedesi, viene da chiedersi quanto ancora &#8211; in Italia &#8211; ci troviamo indietro su questi temi. Sarà la solita paura dell&#8217;uomo per il &#8216;nuovo&#8217;, saranno le pressioni delle lobby, ma è chiaro che in Italia non si possa minimamente pensare di creare un partito con gli obiettivi (pochi e coincisi) di quello Pirata. L&#8217;idea è così lontana che non ci sfiora nemmeno e semmai ci provassimo non è difficile prevedere il risultato.</p>
<p>Forse è anche arrivato il momento che certi miti sui pirati vengano sfatati, è il momento che vengano messe in discussione le leggi sul diritto d&#8217;autore, obsolete rispetto all&#8217;evoluzione e al modo in cui oggi condividiamo i nostri libri, le nostre idee e la nostra musica. È ora di fare nostri certi concetti, masticarli e mandarli giù. A tal proposito, saranno utili gli interventi riportati qui di seguito sul blog e registrati sabato pomeriggio.</p>
<p>Nella foto, in senso orario</p>
<ul>
<li><a href="http://www.youtube.com/watch?v=Bwnx9YKHR4k" target="_blank">Gustav Nipe &#8211; Piratpartiet (Partito Pirata Svedese) </a></li>
</ul>
<ul>
<li><a href="http://www.youtube.com/watch?v=CmDUhSn68CM" target="_blank">Alessandro  Gilioli &#8211; giornalista, blogger</a></li>
</ul>
<ul>
<li><a href="http://www.youtube.com/watch?v=kFgV1HX0Pro" target="_blank">Enzo Di Frenna &#8211; giornalista, blogger</a></li>
</ul>
<ul>
<li><a href="http://www.youtube.com/watch?v=GT5sLCg6oZE" target="_blank">Dario  Tamburrano &#8211; Meetup Roma</a></li>
</ul>
<ul>
<li><a href="http://www.youtube.com/watch?v=SIdD1Zq3LCk" target="_blank">Carlo Infante &#8211; performingmedia.it</a></li>
</ul>
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=Bwnx9YKHR4k">http://www.youtube.com/watch?v=Bwnx9YKHR4k</a></p>
<p><a rel="attachment wp-att-1225" href="http://www.damianozito.org/?attachment_id=1225"><br />
</a></p>
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		<title>Le &#8220;mele marce&#8221; di Piazza del Popolo</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Mar 2010 18:37:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>damiano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Non c&#8217;era aria di &#8216;Unione&#8217; a piazza del Popolo alla manifestazione del centro sinistra, ma c&#8217;era forse l&#8217;inizio di un percorso di “alternativa a questo Governo”. Sul palco si sono alternati i leader di vari partiti, da Emma Bonino ad Angelo Bonelli, da Nichi Vendola a Pierluigi Bersani fino ad Antonio Di Pietro. Tutti hanno fatto intendere che bisogna “fidarsi di noi”. Ma come ha detto il leader di Italia dei Valori, per fidarsi bisogna sapersi “distinguere dagli altri”. Così riferendosi ai partiti-amici ha chiesto di sbarazzarsi delle mele marce ognuno al proprio interno, “noi pensiamo alle nostre” (con chiaro riferimento a Vincenzo De Luca, candidato dal Pd per il centro sinistra in Campania e appoggiato dallo stesso Di Pietro). Se non c&#8217;era aria di Unione c&#8217;era però aria di campagna elettorale che, sarà a causa del pasticcio delle liste del Pdl, sembra proprio non voler iniziare. Certo si aggiunge adesso l&#8217;inchiesta di Trani svelata dal Fatto Quotidiano, che alza il livello di tensione e indebolisce il capo del Governo, Silvio Berlusconi, sempre più nervoso. *** Elezioni a parte, Piazza del Popolo ha radunato molta gente. Non si è potuto fare a meno di notare la moltitudine di colori e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --><a rel="attachment wp-att-1162" href="http://www.damianozito.org/?attachment_id=1162"><img class="aligncenter size-full wp-image-1162" title="13marzo_Piazza del popolo" src="http://www.damianozito.org/wp-content/uploads/2010/03/13marzo_Piazza-del-popolo.jpg" alt="" width="600" height="382" /></a>Non c&#8217;era aria di &#8216;Unione&#8217; a piazza del Popolo alla manifestazione del centro sinistra, ma c&#8217;era forse l&#8217;inizio di un percorso di “alternativa a questo Governo”.</p>
<p>Sul palco si sono alternati i leader di vari partiti, da <strong>Emma Bonino ad Angelo Bonelli, da Nichi Vendola a Pierluigi Bersani fino ad Antonio Di Pietro</strong>. Tutti hanno fatto intendere che bisogna “fidarsi di noi”.</p>
<p>Ma come ha detto il leader di Italia dei Valori, per fidarsi bisogna sapersi “distinguere dagli altri”. Così riferendosi ai partiti-amici ha chiesto di sbarazzarsi delle <strong>mele marce ognuno al proprio interno</strong>, “noi pensiamo alle nostre” (con chiaro riferimento a Vincenzo De Luca, candidato dal Pd per il centro sinistra in Campania e <a href="http://www.damianozito.org/?p=915" target="_blank">appoggiato</a> dallo stesso Di Pietro).</p>
<p>Se non c&#8217;era aria di <em>Unione</em> c&#8217;era però aria di campagna elettorale che, sarà a causa del pasticcio delle liste del <strong>Pdl</strong>, sembra proprio non voler iniziare.</p>
<p>Certo si aggiunge adesso l&#8217;inchiesta di Trani svelata dal<em> Fatto Quotidiano</em>, che alza il livello di tensione e indebolisce il capo del Governo, Silvio Berlusconi, sempre più nervoso.</p>
<p>***<br />
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<p>Elezioni a parte, Piazza del Popolo ha radunato molta gente. Non si è potuto fare a meno di notare la moltitudine di colori e di bandiere presenti in piazza, dal viola al rosso. Le bandiere erano così tante “che non riusciamo a vedervi” dicevano dal palco.</p>
<p>Tra gli intervenuti il più <strong>acclamato</strong> è stato certamente Nichi Vendola che ha trasmesso molta energia  con il suo discorso. Dopo Vendola in ordine di apprezzamento, il &#8220;carismatico&#8221; Antonio Di Pietro (anch&#8217;egli molto applaudito). Il leader di Idv è apparso molto <strong>moderato</strong> e chi temeva in una sua critica al Colle non ha avuto da ridire.</p>
<p>I contenuti dei discorsi &#8216;politici&#8217; della manifestazione hanno forse convinto molta della gente scesa in piazza e lasciato dubbi ad altri. Resta da capire dove punta l&#8217;alternativa proposta dal palco, dove andranno le mele marce e quanto ancora si deve attendere perché venga rispettato (anche a sinistra) quel “<strong><em>Sì alle regole, no ai trucchi</em></strong>” riportato come slogan della giornata.</p>
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		<title>Decreto Romani: Intervista a Enzo di Frenna dei Corsari della Rete</title>
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		<pubDate>Thu, 28 Jan 2010 15:37:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>damiano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[È di pochi giorni fa il discorso di Hillary Clinton che ha scatenato la reazione cinese dopo che il segretario di stato americano ha espressamente detto che internet è uno strumento che rende libera l&#8217;informazione e &#8211; nonostante i pericoli &#8211; è sbagliata ogni forma di censura come quella adottata in Cina e altri paesi. Questa mattina ho intervistato Enzo di Frenna, giornalista professionista e videoblogger (enzodifrennablog.it) che dopo il regalo di natale che il parlamento ha prepaprato per internet, si è attivato creando il gruppo dei Corsari della Rete al fine di creare iniziative mediatiche per al difesa della libertà su internet. Come ho già anticipato in un post recente, il governo ha presentato in Parlamento un testo che deve adattarsi alla direttiva europea AVMS che tratta di diffusione di servizi televisivi sul web. Enzo puoi spiegare per chi ancora non ha letto il testo cosa prevede il decreto Romani? Il testo dovrebbe essere realizzato per le emittenti televisive che pubblicano sul web, invece il decreto Romani con la scusa dell&#8217;adeguamento alla direttiva europea sostitusce il termine &#8220;prodotto televisivo&#8221; con &#8220;prodotto audiovisivo&#8221; includendo di fatto i siti che fanno web casting come livestreaming, e Youtube. Le conseguenze quindi quali [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><object width="280" height="170"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/a70fIJ01AM0&#038;hl=it_IT&#038;fs=1&#038;"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/a70fIJ01AM0&#038;hl=it_IT&#038;fs=1&#038;" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="280" height="170"></embed></object></p>
<p>È di pochi giorni fa il discorso di Hillary Clinton che ha scatenato la reazione cinese dopo che il segretario di stato americano ha espressamente detto che internet è uno strumento che rende libera l&#8217;informazione e &#8211; nonostante i pericoli &#8211; è sbagliata ogni forma di censura come quella adottata in Cina e altri paesi.</p>
<p>Questa mattina ho intervistato <strong>Enzo di Frenna</strong>, giornalista professionista e videoblogger (<a href="http://www.enzodifrennablog.it" target="_blank"><em>enzodifrennablog.it</em></a>) che dopo il regalo di natale che il parlamento ha prepaprato per internet, si è attivato creando il gruppo dei <a href="http://corsaridellarete.ning.com" target="_blank"><strong><em>Corsari della Rete</em></strong></a> al fine di creare iniziative mediatiche per al difesa della libertà su internet. Come ho già anticipato in un <a href="http://www.damianozito.org/?p=856" target="_blank">post recente</a>, il governo ha presentato in Parlamento un testo che deve adattarsi alla direttiva europea AVMS che tratta di diffusione di servizi televisivi sul web.</p>
<blockquote><p><span style="color: #800000;"><strong>Enzo puoi spiegare per chi ancora non ha letto il testo cosa prevede il decreto Romani?</strong></span></p>
<p><span style="color: #000080;">Il testo dovrebbe essere realizzato per le emittenti televisive che pubblicano sul web, invece il decreto Romani con la scusa dell&#8217;adeguamento alla direttiva europea sostitusce il termine &#8220;<em>prodotto televisivo</em>&#8221; con &#8220;<em>prodotto audiovisivo</em>&#8221; includendo di fatto i siti che fanno web casting come livestreaming, e <strong>Youtube</strong>.</span></p>
<p><span style="color: #000080;"><strong><span style="color: #800000;">Le conseguenze quindi quali sono?</span></strong></span></p>
<p><span style="color: #000080;"><span style="color: #800000;"><span style="color: #000080;">Con una legge così i siti mensionati o un videoblog come quello di Claudio Messora (<a href="http://www.byoblu.com"><em>byoblu.com, ndr</em></a>), quello di Beppe Grillo e tanti altri <strong>chiuderebbero</strong> il giorno successivo dell&#8217;entrata in vigore, perché per pubblicare i contenuti bisogna <strong>chiedere le autorizzazioni</strong> al Ministero dello Sviluppo Economico e all&#8217;Agcom.</span></span></span></p>
<p><span style="color: #000080;"><span style="color: #800000;"><span style="color: #000080;"><span style="color: #800000;"><strong>Tu che hai letto tutto il decreto, che aggettivo useresti per definirlo?</strong></span></span></span></span></p>
<p><span style="color: #000080;"><span style="color: #800000;"><span style="color: #000080;"><span style="color: #800000;"><span style="color: #000080;">Aberrante!</span></span></span></span></span></p>
<p><span style="color: #000080;"><span style="color: #800000;"><span style="color: #000080;"><span style="color: #800000;"><strong>Addirittura!</strong></span></span></span></span></p>
<p><span style="color: #000080;"><span style="color: #800000;"><span style="color: #000080;"><span style="color: #800000;"><span style="color: #000080;">Sì! È peggio di un mostro del film &#8220;il Signore degli anelli&#8221;! <strong>Il settimanale <em>Time</em> ci ha già paragonato alla Cina</strong>.<br />
</span></span></span></span></span></p>
<p><span style="color: #000080;"><span style="color: #800000;"><span style="color: #000080;"><span style="color: #800000;"><span style="color: #000080;"><strong><span style="color: #800000;">Veniamo all&#8217;iniziativa che avete creato con Messora. Ci dai qualche informazione? Cosa chiedete ad Obama?</span></strong></span></span></span></span></span></p>
<p><span style="color: #000080;"><span style="color: #800000;"><span style="color: #000080;"><span style="color: #800000;"><span style="color: #000080;"><span style="color: #000080;">L&#8217;evento si svolgerà nella terza settimana di febbraio. <strong>Solo 60 audaci</strong>, che con catene ai piedi balleranno al ritmo di tamburi africani davanti all&#8217;ambasciata americana.Un gesto simbolico, per chiedere poter usare internet per informare liberamente senza renderci schiavi.<br />
</span></span></span></span></span></span></p>
<p><span style="color: #000080;"><span style="color: #800000;"><span style="color: #000080;"><span style="color: #800000;"><span style="color: #000080;"><span style="color: #000080;"><strong><span style="color: #800000;">Perché davanti all&#8217;ambasciata americana?</span></strong><br />
</span></span></span></span></span></span></p>
<p><span style="color: #000080;"><span style="color: #800000;"><span style="color: #000080;"><span style="color: #800000;"><span style="color: #000080;"><span style="color: #000080;">Per chiedere al presidente Obama, in seguito al discorso di Hillary Clinton</span>, una presa di posizione ufficiale sulla libertà nella internet italiana.</span></span></span></span></span></p>
<p><span style="color: #000080;"><span style="color: #800000;"><span style="color: #000080;"><span style="color: #800000;"><span style="color: #000080;"><strong><span style="color: #800000;">Chiarissimo Enzo, allora ci vediamo davanti all&#8217;ambasciata nelle prossime settimane. A presto.<br />
</span></strong></span></span></span></span></span></p>
<p><span style="color: #000080;"><span style="color: #800000;"><span style="color: #000080;"><span style="color: #800000;"><span style="color: #000080;"><span style="color: #800000;"><span style="color: #000080;">Ciao, a presto.</span></span><strong><span style="color: #800000;"><br />
</span></strong></span></span></span></span></span><br />
<span style="color: #000080;"> </span></p></blockquote>
<p><em>Segnalazioni:</em></p>
<ul>
<li><a href="http://www.corsaridellarete.ning.com" target="_blank">Il social network dei Corsari della Rete su ning</a></li>
<li><a href="http://www.facebook.com/group.php?gid=50139659346" target="_blank">Iscriviti al gruppo dei Corsari della Rete su Facebook</a></li>
</ul>
<p><a href="http://www.byoblu.com/Lang/it-IT/page/MrPresident-help-internet-in-Italy!.aspx" target="_blank"><img src="http://www.byoblu.com/image.axd?picture=/MrPresidentHELPINTERNETinItaly150_102.jpg" border="0" alt="Mr.President, help internet in Italy" /></a><br />
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		<title>La censura di &#8220;Uccidiamo Berlusconi&#8221;</title>
		<link>http://www.damianozito.org/blog/2009/informazione/la-censura-di-uccidiamo-berlusconi/440</link>
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		<pubDate>Fri, 23 Oct 2009 21:28:33 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il dibattito sul gruppo &#8220;Uccidiamo Berlusconi&#8221; ha animato molte discussioni in Rete e fuori. È una delle poche volte che un gruppo di persone riesce ad emergere fuori dal contesto virtuale e finisce su quello televisivo e credo che questo episodio finirà per essere usato come pretesto per ogni azione di controllo su internet. Le dichiarazioni del ministro Alfano, di altri esponenti del Pdl, del Pd (Letta) non sono affatto rincuoranti per la rete, specie se saltano fuori nuovamente Gabriella Carlucci e Giampiero D&#8217;Alia con l&#8217;intenzione di disciplinarla. A parte il fatto che il gruppo non avrebbe nessun senso, ho trovato molto più idiota il solo pensare che chi si iscrive a un gruppo possa commettere un reato. Non mi sembra che i gruppi terroristici si identifichino con nome e cognome e si schedino su facebook. Su internet si trovano molte stronzate. Facebook ne è pieno, questo lo sappiamo, e il gruppo su Berlusconi non è l&#8217;unico ovviamente. Quando navigavo le prime volte su internet e partecipavo nei forum c&#8217;erano alcune regole da rispettare come il saluto, scrivere minuscolo, usare un linguaggio non scurrile e tante altre regole che se venivano violate si rischiava di essere segnalati e quindi bannati [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="alignnone size-full wp-image-443" title="BerlusconiShootingYou" src="http://www.damianozito.org/wp-content/uploads/2009/10/BerlusconiShootingYou.JPEG" alt="BerlusconiShootingYou" width="459" height="402" /></p>
<p>Il dibattito sul gruppo &#8220;<strong>Uccidiamo Berlusconi</strong>&#8221; ha animato molte discussioni in Rete e fuori. È una delle poche volte che un gruppo di persone riesce ad emergere fuori dal contesto virtuale e finisce su quello televisivo e credo che questo episodio finirà per essere usato come pretesto per ogni azione di controllo su internet.</p>
<p>Le dichiarazioni del ministro <strong>Alfano</strong>, di altri esponenti del Pdl, del Pd (Letta) non sono affatto rincuoranti per la rete, specie se saltano fuori nuovamente Gabriella <strong>Carlucci</strong> e Giampiero <strong>D&#8217;Alia</strong> con l&#8217;intenzione di disciplinarla. A parte il fatto che il gruppo non avrebbe nessun senso, ho trovato molto più idiota il solo pensare che chi si iscrive a un gruppo possa commettere un reato. Non mi sembra che i gruppi terroristici si identifichino con nome e cognome e si schedino su facebook. Su internet si trovano molte stronzate. Facebook ne è pieno, questo lo sappiamo, e il gruppo su Berlusconi non è l&#8217;unico ovviamente.</p>
<p>Quando navigavo le prime volte su internet e partecipavo nei forum c&#8217;erano alcune regole da rispettare come il saluto, scrivere minuscolo, usare un linguaggio non scurrile e tante altre regole che se venivano violate si rischiava di essere segnalati e quindi bannati dagli amministratori. Certo non si veniva denunciati. Semplicemente venivano (e vengono) rimosse le discussioni per non avere rispettato le regole. Nei forum poi si trovano sezioni di <strong>libero sfogo</strong> create appositamente per cazzeggiare, dire parolacce, scrivere in maiuscolo e quel che si vuole.</p>
<p>Concentriamoci sul gruppo. Secondo me un titolo come &#8220;Uccidiamo Berlusconi&#8221; (non è felice) va contestualizzato di caso in caso, perché un titolo del genere potrebbe essere usato per attirare l&#8217;attenzione (forse non è giusto, ma non è di questo che stiamo parlando). Nella descrizione si potrebbe scrivere che si è usato un titolo per ricevere più visite, che in realtà non si vuole istigare alla violenza e l&#8217;autore o gli autori del gruppo anche spiegare che stanno cercando di fare un video, un film, un fumetto, e hanno immaginato cosa potesse accadere se un gruppo di persone pensasse di uccidere Berlusconi e il titolo del gruppo è quello dell&#8217;opera. Lo censurereste? Un po&#8217; come il film su Bush, &#8220;<a href="http://www.repubblica.it/2007/03/sezioni/spettacoli_e_cultura/death-president/death-president/death-president.html" target="_blank">Death of a president</a>&#8220;, che sollevò questioni ma non fu censurato.</p>
<p>La cosa che mi preoccupa non è una censura da parte di facebook, che forse c&#8217;è stata visto che ieri sera quando mi sono iscritto il gruppo si chiamava &#8220;Uccidiamo politicamente Berlusconi&#8221;, non mi preoccupa nemmeno una eventuale censura autorizzata dalla magistratura qualora questa avesse scoperto una vera organizzazione &#8220;terroristica&#8221;. <strong>Il mio unico grande problema è che la censura la compiano chi dovrebbe essere censurato dalla rete e dai giornalisti, ovvero i politici</strong>. Non posso pensare che se Alfano, o Maroni, domani decidesse di far chiudere un gruppo o un blog questi vengano chiusi senza se e senza ma. Credo che a verificare se una frase, un post, un commento, costituisca reato sia la magistratura che appunto ha il compito di far rispettare le leggi e non il Governo che invece le deve applicare né tantomeno il Parlamento che invece le leggi le fa.</p>
<p>Riassumendo:</p>
<ul>
<li>Se facebook decide di &#8220;censurare&#8221;, modificare, spostare un qualunque contenuto non me ne frega niente. È come nei forum, anzi, su facebook è più facile segnalare abusi che non mancano mai.</li>
<li>Se qualcuno pensa di denunciare perché si sente diffamato, minacciato, non deve essere il governo o il parlamento a decidere la chiusura di un sito, gruppo o contenuto. Le leggi in merito esistono già e la magistratura può verificare che queste siano rispettate.</li>
</ul>
<p>Berlusconi, ma qualunque presidente del consiglio, necessita di una sua protezione, questo senza ombra di dubbio. Purtroppo mi è solo parso che in questi giorni Berlusconi avesse solo bisogno di &#8220;conforto&#8221; dopo i colpi subiti, quindi ecco il bigliettino delle brigate rosse, palesemente <strong>falso</strong> e di cattivo gusto ed infine la polemica su internet considerato pericoloso perché si è scagliato contro il premier.</p>
<p><strong>Guido Scorza</strong> si <a href="http://www.guidoscorza.it/?p=1189" target="_blank">auspica</a> un dibattito su un confronto per stabilire regole, confini entro i quali un utente possa sentirsi libero di usare la rete. Anch&#8217;io avrei voluto che accadesse questo ma per come sono andate le cose ho la vaga impressione che quanto prima questo caso sarà usato come pretesto per giustificare atti censorei. I parlamentari al posto di affacciarsi nella rete e cercare di chiederci consigli, capire i meccanismi, pensano a chiudere, imporre limitazioni a casaccio.</p>
<p>Io mi batterò sempre affinché ci siano spazi come quelle sezioni dei forum dove tutti possano accedere e sapere che lì possono dire quel che vogliono.</p>
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		<title>LIBERTÀ! I 20 AUDACI &#8211; PERCHÈ ADERISCO</title>
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		<pubDate>Sun, 20 Sep 2009 20:46:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>damiano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Internet]]></category>
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		<description><![CDATA[In questi giorni sono stato contattato da Enzo di Frenna che mi ha illustrato le sue idee per un&#8217;iniziativa audace  che serve a denunciare il bavaglio alla rete. Enzo vuole scrivere la parola “Libertà!” con i corpi umani. Per farlo bastano 20 persone (i venti audaci!), andremo in riva al mare e lanceremo il messaggio di aiuto ai blogger del mondo, chiuso in una bottiglia. Il tutto sarà filmato e il video sarà caricato su Youtube. Aderisco all&#8217;iniziativa senza se e senza ma. L&#8217;idea è originale e divertente allo stesso tempo. La rete è nata libera e tale deve rimanere, non possiamo accettare che si regolamenti un blog o qualunque sito internet trattandolo come una testata giornalistica. Il discorso vale per siti come youtube, wikipedia, i siti di citizen journalism, facebook. Con un ddl dopo l&#8217;altro  cercano di limitare la libertà su internet e a farlo sono una soubrette, un attore che si annoia su youtube o un settantunenne che ha denunciato due ragazzi che si sono troppo informati su internet e che gli hanno posto una semplice domanda. Non abbiamo tollerato fin troppo? A questo punto passa la palla a voi. Chi si vuole unire al gruppo dei venti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-216" title="3504484197_f959a1cb50" src="http://www.damianozito.org/wp-content/uploads/2009/09/3504484197_f959a1cb50.jpg" alt="3504484197_f959a1cb50" width="500" height="324" /></p>
<p>In questi giorni sono stato contattato da <a href="http://www.enzodifrennablog.it/dblog/" target="_blank">Enzo di Frenna</a> che mi ha illustrato le sue idee per un&#8217;iniziativa audace  che serve a denunciare il bavaglio alla rete.</p>
<p>Enzo vuole scrivere la parola “Libertà!” con i corpi umani. Per farlo bastano 20 persone (i venti audaci!), andremo in riva al mare e lanceremo il messaggio di aiuto ai blogger del mondo, chiuso in una bottiglia. Il tutto sarà filmato e il video sarà caricato su Youtube.</p>
<p>Aderisco all&#8217;iniziativa senza se e senza ma. L&#8217;idea è originale e divertente allo stesso tempo. La rete è nata libera e tale deve rimanere, non possiamo accettare che si regolamenti un blog o qualunque sito internet trattandolo come una testata giornalistica. Il discorso vale per siti come youtube, wikipedia, i siti di citizen journalism, facebook.</p>
<p>Con un ddl dopo l&#8217;altro  cercano di limitare la libertà su internet e a farlo sono una soubrette, un attore che si annoia su youtube o un settantunenne che ha denunciato due ragazzi che si sono troppo informati su internet e che gli hanno posto una semplice domanda. Non abbiamo tollerato fin troppo?</p>
<p>A questo punto passa la palla a voi. Chi si vuole unire al gruppo dei venti audaci?</p>
<h5><em>foto: <a href="http://www.flickr.com/photos/marumaru70/" target="_blank">marumaru70</a></em></h5>
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		<title>Il collegamento tra piazza reale e piazza virtuale</title>
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		<pubDate>Fri, 17 Jul 2009 21:48:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>damiano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dopo piccoli problemi con il mio blog sono tornato on-line. Veniamo a noi, blogger , facebookiani, lettori. Nel precedente post  ho scritto una lettera aperta a Filippo Facci che in un suo articolo ha detto che «i blogger o sono ragazzini o sono ragazzini dentro». Commenti a parte sulle frasi di Facci, credo che adesso tocca a noi migliorarci per non darla vinta &#8220;a lui e a quelli come lui&#8220;; non basta stare a piggiare tasti sulla tastiera, tasti che a volte prenderei a pugni per scrivere.Bisogna prendere coscienza, responsabilità e criticarsi dove necessario, io sono disposto a farlo mettendoci anima e corpo in questa battaglia contro chi tenta di imabavagliare i blog, youtube e tutte le piattafome di sharing in internet. Molti siamo a conocenza delle enormi opportunità che ci offre la rete. Amicizie, informazione, condivisione, appuntamenti, proteste, mail, links. Tra quelli che hanno capito che la rete è uno strumento libero, c&#8217;è chi tenta di limitarla e per questo ci indigniamo. Iniziamo a mandare mail, commentiamo, telefoniamo,  ma questo non basta, specie in un Paese dove il numero di utenti su internet diminuisce. Ci sono momenti, quindi, in cui bisogna materializzarsi, spegnere due ore il pc, mollare la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-17" title="Liberta e partecipazione" src="http://www.damianozito.org/wp-content/uploads/2009/07/Liberta-e-partecipazione.jpg" alt="Liberta e partecipazione" width="500" height="333" /><em>Dopo piccoli problemi con il mio blog sono tornato on-line.<br />
</em></p>
<p>Veniamo a noi, blogger , facebookiani, lettori. Nel precedente post  ho scritto una <a href="http://www.damianozito.netsons.org/?p=9" target="_blank">lettera aperta a Filippo Facci</a> che in un suo <a href="http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=364467&amp;START=1&amp;2col=" target="_blank">articolo</a> ha detto che <em>«i blogger o sono ragazzini o sono ragazzini dentro». </em>Commenti a parte sulle frasi di Facci, credo che adesso tocca a noi migliorarci per non darla vinta <em>&#8220;a lui e a quelli come lui</em>&#8220;; non basta stare a piggiare tasti sulla tastiera, tasti che a volte prenderei a pugni per scrivere.Bisogna prendere coscienza, responsabilità e criticarsi dove necessario, io sono disposto a farlo mettendoci anima e corpo in questa battaglia contro chi tenta di imabavagliare i blog, youtube e tutte le piattafome di sharing in internet. Molti siamo a conocenza delle enormi opportunità che ci offre la rete. Amicizie, informazione, condivisione, appuntamenti, proteste, mail, links. Tra quelli che hanno capito che la rete è uno strumento libero, c&#8217;è chi tenta di limitarla e per questo ci indigniamo. Iniziamo a mandare mail, commentiamo, telefoniamo,  ma questo non basta, specie in un Paese dove <strong>il numero di utenti su internet diminuisce</strong>.</p>
<p>Ci sono momenti, quindi, in cui bisogna <strong>materializzarsi</strong>, spegnere due ore il pc, mollare la tastiera e scendere in piazza con gli altri per confrontarsi, per <strong>criticarsi</strong>, per chiedere qualcosa di concreto al legislatore, <strong>alzare la voce </strong> quando e dove necessario, alzare la testa! La rete non deve sostituire la piazza e la piazza non deve sostituire la rete. Entrambe sono piazze, una virtuale l&#8217;altra reale e il collegameno tra le due deve essere qualcosa di concreto, solido. <strong>Quel collegamento siamo noi</strong>, che dalla piazza reale siamo passati a quella virtuale, lasciandoci dietro milioni di persone ignari di quello che si viene a conoscenza nei blog e nei siti di libera informazione. Se interrompiamo questo collegamento commettiamo un errore davvero imperdonabile, saremmo complici della non-informazione. Per questo motivo non scrivere commenti o post in un blog per un giorno, non vuol dire non fare niente. La piazza reale aiuta a conoscerci meglio, serve per un confronto diretto, serve a riorganizzare le idee per ripartire il giorno dopo con nuovi post, serve a fare informazione con il volantinaggio, e ci rende partecipi, perché <strong>libertà è participazione</strong>.</p>
<p>C&#8217;è chi pensa che non scrivere per un giorno non sia corretto perché va contro il principio dell&#8217;informazione, allora io propongo a coloro che la pensano così di partecipare alle giornate di sciopero o di incontro per contribuire con la loro opinione in piazza e il giorno dopo di scrivere il solito post magari aggiungendo qualche considerazione sull&#8217;esperienza del giorno prima.</p>
<p>Sono sempre convinto che lo sciopero del 14 luglio sia riuscito, perché so benissimo che molti si sono &#8220;scollegati&#8221; dal mondo reale e che quindi la risposta tra mondo reale e virtuale non è direttamente proporzionale. Quello del 14 luglio è stato un inizio, la piattaforma <a title="DirittoallaRete" href="http://dirittoallarete.ning.com/" target="_blank">ning di diritto alla rete</a> deve continuare ad esistere e a contenere le sole informazioni necessarie alla protesta e alla contrapposizione al bavaglio che ci vogliono mettere. Per questo motivo vi chiedo di <strong>mantenere saldo il collegamento</strong> tra le due piazze, di non dimenticarvi di coloro che quotidianamente si devono <strong>assorbire</strong> come una spugna le (non) notizie del tg1.</p>
<p><em>Foto: <a href="http://www.flickr.com/photos/chiaralalli/3031898268/" target="_blank"><strong>Chiara Lalli</strong></a> (flickr)</em></p>
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