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	<title>il Blog di Damiano Zitopalazzo grazioli | il Blog di Damiano Zito</title>
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		<title>Questa è politica coatta</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Aug 2010 07:00:09 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Boris è una fiction televisiva che mette a nudo il coattismo e la dissimulazione italiana. La trama si concentra nel back-stage di una serie televisiva il cui regista è Renè Ferretti (interpretato da Francesco Pannofino). Nel periodo delle elezioni politiche Renè è convinto di dover sloggiare per fare spazio ad un altro regista che andrà ad accontentare i prossimi vincitori e quindi sarà in grado di assecondare la volontà degli italiani. Ma le elezioni finiscono in un netto pareggio e Renè si salva, il posto rimane suo. Diego Lopez, il delegato di Rete che dà lavoro al regista, lo tranquillizza perché Renè rappresenta il pareggio in persona. Basterà non opporre resistenza alle pressioni di destra e sinistra e cancellare ogni riferimento a Roma negli episodi per non creare malumori nel partito della Lega, e tutto può continuare come prima. Renè a volte lento nei ragionamenti, non capisce subito che chi sta al Centro ha un ruolo determinante, e non arriva a capire quanto contino quelli del Gruppo Misto al Parlamento. Ecco, analizzando le vicissitudini di politica interna ci si può rendere conto di come i vari Casini e Rutelli abbiamo molto più spazio nei telegiornali e nei giornali in questo periodo di delicato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a rel="attachment wp-att-1909" href="http://www.damianozito.org/blog/2010/politica/berlusconi-e-santagostino/attachment/berlusconi_confartigianato/"><img class="aligncenter size-full wp-image-1909" title="berlusconi_confartigianato" src="http://www.damianozito.org/wp-content/uploads/2010/06/berlusconi_confartigianato.jpeg" alt="" width="600" height="415" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Boris è una fiction televisiva che mette a nudo <strong>il coattismo e la dissimulazione italiana</strong>. La trama si concentra nel back-stage di una serie televisiva il cui regista è Renè Ferretti (<em>interpretato da Francesco Pannofino</em>). Nel periodo delle elezioni politiche Renè è convinto di dover sloggiare per fare spazio ad un altro regista che andrà ad accontentare i prossimi vincitori e quindi sarà in grado di <strong>assecondare la volontà degli italiani</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma le elezioni finiscono in un netto pareggio e Renè si salva, il posto rimane suo. Diego Lopez, il delegato di Rete che dà lavoro al regista, lo tranquillizza perché Renè rappresenta il pareggio in persona. Basterà non opporre resistenza alle pressioni di destra e sinistra e cancellare ogni riferimento a Roma negli episodi per non creare malumori nel partito della Lega, e tutto può continuare come prima. Renè a volte lento nei ragionamenti, non capisce subito che <strong>chi sta al Centro ha un ruolo determinante,</strong> e non arriva a capire quanto contino quelli del <strong>Gruppo Misto al Parlamento</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Ecco, analizzando le vicissitudini di politica interna ci si può rendere conto di come i vari Casini e Rutelli abbiamo molto più spazio nei telegiornali e nei giornali in questo periodo di delicato equilibrio nel Governo. Dopo la cacciata di Gianfranco Fini (anche se mai iscritto al Pdl) e il deferimento di alcuni degli uomini più fidati del Presidente della Camera, Silvio Berlusconi sta tentando di ristabilire la sua maggioranza, sempre più in bilico, avvicinando alcuni tra i politici dell&#8217;Udc, dell&#8217;Api di Francesco Rutelli e del Gruppo Misto.</p>
<p style="text-align: justify;">La campagna acquisti è iniziata subito con <strong>telefonate per promettere allettanti incarichi di Governo</strong> pur di assicurarsi i numeri per poter andare avanti con la legislatura.</p>
<p style="text-align: justify;">In queste ore grandi editorialisti non fanno che ipotizzare <strong>elezioni anticipate o governi tecnici</strong>. Si badi bene però al linguaggio utilizzato dai vari esponenti del centro sinistra, che invocano più o meno tutti la stessa cosa seppur in tempi e modi diversi.</p>
<p style="text-align: justify;">Pierluigi Bersani, segretario del Partito Democratico, <a href="http://www.adnkronos.com/IGN/News/Politica/Bersani-Governo-di-transizione-con-forze-piu-consapevoli-della-maggioranza_693423221.html" target="_blank">propone</a> la soluzione di un «governo di<strong> transizione</strong>» purché si esca «da questo ciclo politico». In particolare Bersani si rivolge alle «forze più consapevoli» del Pdl e dell&#8217;Udc. Il leader dell&#8217;Italia dei Valori Antonio Di Pietro, non ci sta in quella che lui definisce una «ammucchiata» e chiede che si vada subito alle elezioni.</p>
<p style="text-align: justify;">Apparentemente <strong>Pierferdinando Casini</strong> sembra seguire una linea diversa da quella del Pd e dell&#8217;Idv, ma in sostanza è d&#8217;accordo con Bersani, dopo che al suo appello per le «<strong><a href="http://www.adnkronos.com/IGN/News/Politica/Casini-Larghe-intese-No-di-Pd-e-Lega-Idv-allattacco-Mercato-delle-vacche_672252744.html" target="_blank">larghe intese</a></strong>» ha ricevuto un secco no, sia dal premier Berlusconi che dall&#8217;opposizione. Casini sembra aver adottato una sofisticata tecnica di comunicazione, rilanciando così un «governo di <strong>responsabilità nazionale</strong>».</p>
<p style="text-align: justify;">In poche settimane si è passati quindi da quello che tutti conoscono come «<strong>governo tecnico</strong>», al «<strong>g</strong><strong>overno di transizione</strong>» dei democratici, al «<strong>governo delle larghe intese</strong>» ribattezzato in «<strong>governo di </strong><strong>responsabilità nazionale</strong>» dell&#8217;Udc.</p>
<p style="text-align: justify;">C&#8217;è chi in tutto ciò sente puzza di «inciucio» e forse non sbaglia. Per l&#8217;<a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/07/30/arriva-il-csm-degli-avvocatiil-pd-vota-con-il-foglietto/45748/" target="_blank">elezione</a> degli <strong>otto membri laici del Consiglio Superiore della Magistratura</strong> (CSM) il Partito Democratico &#8211; dopo l&#8217;accordo preso con Casini, <strong>grazie alla mediazione di Massimo D&#8217;Alema</strong> &#8211; ha supportato la candidatura di <strong>Michele Vietti</strong>, politico-avvocato <strong>dell&#8217;Udc</strong>, piuttosto che proporre autorevoli costituzionalisti come <strong>Gustavo Zagrebelsky</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Vietti, <strong>tra i padri della legge sulla depenalizzazione del falso in bilancio che serviva a Berlusconi</strong> nel processo &#8220;All Iberian 2&#8243;, sarebbe il favorito che prenderebbe il posto di<strong> Nicola Mancino</strong> (che ricopre la carica di vice-presidente del Csm), con l&#8217;assenso dei democratici. La sua elezione a membro laico del Csm, non è andata giù a <strong>Ignazio Marino</strong> che si è espresso duramente verso il suo partito. A suo dire «il Pd commette un errore quando riconduce tutto alle solite culture,<strong> il Pci e la Dc</strong>. E invece dovrebbe dare l’idea di guardare al futuro e fare come in Europa, dove i candidati vengono auditi per poterne verificare le competenze». Di parere opposto <strong>Dario Franceschini</strong>, capogruppo alla Camera del Pd: «Si è sempre fatto così, <strong>scegliendo tra un nome di provenienza cattolica e uno dell’area laica e socialdemocratica</strong>».</p>
<p style="text-align: justify;">Dunque con l&#8217;elezione di Vietti e il suo sostegno alla vice-presidenza del Csm si consolida «<strong>una convergenza con l’Udc</strong>», parola del Segretario Bersani.</p>
<p style="text-align: justify;">È questa l&#8217;importanza di sembrare contemporaneamente un centrista di destra e un centrista di sinistra. E Casini che un giorno è da una parte, un giorno dall&#8217;altra a seconda della direzione in cui tira il vento, può permettersi perfino di dire che «il <strong>trasformismo</strong> parlamentare è uno dei fenomeni peggiori in politica, e per noi fare da tappabuchi sarebbe umiliante», senza che nessuno gli ricordi il suo <strong>passato berlusconiano</strong> e che a fare da tappabuchi al Pdl è stato l&#8217;Udc specie alle ultime <strong>elezioni regionali.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Stare al Centro vuol dire essere sopravvalutati. Dieci politici che in base all&#8217;offerta che gli viene fatta saltano da uno schieramento all&#8217;altro, occupano spazio nei telegiornali e nei quotidiani con lunghe interviste con chissà quali argomentazioni. In realtà <strong>sono espressione di una piccola minoranza del Paese, ma potenzialmente valgono più del 26 per cento del Pd</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Pertanto è squallido pensare che basta una convocazione a Palazzo Grazioli, una promessa (chissà se mantenuta) per un incarico importante nel Governo, per &#8220;cambiare bandiera&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">E tornando a <strong>Boris</strong>, viene in mente un&#8217;altra citazione di un altro delegato, Sergio, che rivolgendosi allo stagista-schiavo a cui promette un posto migliore quasi <em>aggratis</em> gli dice:«&#8230;e ricorda che è <strong>con le sostituzioni gratuite</strong> che l&#8217;Italia è diventato un grande Paese!»</p>
<p style="text-align: justify;">Siamo ai tempi del coattismo politico e dopo Fini, un tappabuco vale l&#8217;altro.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>foto: Repubblica.it</em></p>
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		<title>Una veglia contro la legge bavaglio</title>
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		<pubDate>Fri, 11 Jun 2010 05:30:32 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Questa notte un centinaio di persone si sono fermate sotto la residenza del Presidente del Consiglio. Una veglia organizzata dopo che in Senato il Goveno ha ottenuto la fiducia sul ddl intercettazioni. A mezzanotte minuto più, minuto meno, la polizia ha preso i nominativi di molti dei &#8220;manifestanti&#8221; che si trovavano in via del Plebiscito, da dove poi si sono diretti per andare a piazza Monte Citorio, sede della Camera dei Deputati, già teatro di presidi permanenti contro altre leggi vergogna. Ieri sera ho visto il tg2 e poi, come di consueto, il notiziario di Rainews24 (che è il mio preferito) e devo dire che fa specie ascoltare i comunicati del sindacato dei giornalisti che dice ai cittadini che con questa legge non si saprà più niente su scandali, tangenti e quant&#8217;altro. Fa specie, perché è vero. E se il Presidente della Repubblica, pensa che chi lo inviti a non firmare parli «a vanvera» non vi è da stupirsi. Ora il ddl andrà alla Camera, dove l&#8217;opposizione proporrà i suoi emendamenti. Spero solo che non sia il senatore Giampiero D&#8217;Alia a farlo, come gli ho sentito dire in televisione. Lui infatti è l&#8217;autore di quel famoso articolo 50-bis di cui [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a rel="attachment wp-att-1943" href="http://www.damianozito.org/2010/informazione/la-celere-a-palazzo-grazioli-per-fermare-una-veglia/attachment/palazzo_grazioli_celere/"><img class="size-full wp-image-1943 aligncenter" title="palazzo_grazioli_celere" src="http://www.damianozito.org/wp-content/uploads/2010/06/palazzo_grazioli_celere.jpg" alt="" width="600" height="453" /></a></p>
<p><strong>Questa notte un centinaio di persone</strong> si sono fermate sotto la residenza del Presidente del Consiglio. Una veglia organizzata dopo che in Senato il Goveno ha ottenuto la fiducia sul ddl intercettazioni.</p>
<p>A mezzanotte minuto più, minuto meno, la polizia ha preso i nominativi di molti dei &#8220;manifestanti&#8221; che si trovavano in via del Plebiscito, da dove poi si sono diretti per andare a piazza Monte Citorio, sede della Camera dei Deputati, già teatro di presidi permanenti contro altre leggi vergogna.</p>
<p><strong>Ieri sera ho visto il tg2 e poi, come </strong>di consueto, il notiziario di Rainews24 (che è il mio preferito) e devo dire che fa specie ascoltare i comunicati del sindacato dei giornalisti che dice ai cittadini che con questa legge non si saprà più niente su scandali, tangenti e quant&#8217;altro. Fa specie, perché è vero. E se il Presidente della Repubblica, pensa che chi lo inviti a non firmare parli «a vanvera» non vi è da stupirsi.</p>
<p><strong>Ora il ddl andrà alla Camera,</strong> dove l&#8217;opposizione proporrà i suoi emendamenti. Spero solo che non sia il senatore Giampiero D&#8217;Alia a farlo, come gli ho sentito dire in televisione. Lui infatti è l&#8217;autore di quel famoso articolo 50-bis di cui tanto si parla in questi giorni, per fortuna però le mail che girano sono bufale, perché quell&#8217;articolo contenuto nel pacchetto sicurezza dello scorso anno del Governo, è stato cancellato. Introduceva il reato apologia  o istigazione a delinquere tramite mezzo internet, prevedeva multe salate, carcere e chiusura di siti o provider che non provvedevano al filtraggio dei contenuti.</p>
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		<title>La fermata di Palazzo Grazioli che fa tanto discutere</title>
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		<pubDate>Fri, 29 Jan 2010 20:02:25 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[La tanto discussa fermata di Palazzo Grazioli, residenza romana del premier Berlusconi! Questa mattina mi trovavo dalle parti di via del Plebiscito e ho scattato la fermata rimossa per motivi di sicurezza, davanti Palazzo Grazioli. Perdonate la scarsa qualità dell&#8217;immagine ma l&#8217;apparecchio è un Nokia 6600!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.damianozito.org/wp-content/uploads/2010/01/Foto462.jpg"><a href="http://www.damianozito.org/wp-content/uploads/2010/01/Foto461.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-883" title="Foto(461)" src="http://www.damianozito.org/wp-content/uploads/2010/01/Foto461.jpg" alt="" width="600" height="450" /></a></a></p>
<p style="text-align: center;"><em>La tanto discussa fermata di Palazzo Grazioli, residenza romana del premier Berlusconi!</em></p>
<p style="text-align: center;">Questa mattina mi trovavo dalle parti di via del Plebiscito e ho scattato la fermata rimossa per motivi di sicurezza, davanti Palazzo Grazioli. Perdonate la scarsa qualità dell&#8217;immagine ma l&#8217;apparecchio è un Nokia 6600!</p>
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		<title>Marco Travaglio &#8211; Farabutti &#8211; Annozero 23.09.2009 &#8211; Video con trascrizione</title>
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		<pubDate>Wed, 30 Sep 2009 21:23:40 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[trascrizione a cura di Antonino Dimitri De Luca Secondo voi questa è una frase di gossip? Attenzione alle parole: «Il ricorso alle prostitute e alla cocaina si inserisce in un mio progetto teso a realizzare una rete di connivenze nella Pubblica Amministrazione, ho pensato che le ragazze e la cocaina fossero una chiave d&#8217;accesso per il successo nella società.» Così si chiude il verbale di Giampaolo Tarantini, il 29 luglio, alla Guardia di Finanza di Bari indagato per cessione di droga, favoreggiamento della prostituizione per la corruzione di politici tra cui il cavaliere ma non solo&#8230;. e corruzione per favori avuti nella sanità da amministratori del centro sinistra in puglia. Chi è Tarantini che oggi sta agli arresti domiciliari? Chi legge i giornali o vede le televisioni straniere sa tutto di lui, chi vede solo la tv italiana non sa un bel niente, e quindi visto che siamo nella televisione italiana facciamo uno scoop, per abbandono della concorrenza. Gianpaolo Tarantini ha 34 anni, nel 99, giovanissimo eredita dal padre la Tecnhospital e la Global Service, due aziende specializzati nella fornitura di protesi sanitarie, rotule, anche, chiodi e macchinari anche molto costosi. È un tipo molto sveglio, e riesce a sfondare, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a title="Marco Travaglio - Farabutti" href="http://www.youtube.com/watch?v=s9fUA1xUa7M" target="_blank"><img class="aligncenter size-full wp-image-320" title="travagliofarabutti" src="http://www.damianozito.org/wp-content/uploads/2009/09/travagliofarabutti.jpeg" alt="travagliofarabutti" width="500" height="264" /></a></p>
<p><em>trascrizione a cura di <a href="http://www.facebook.com/profile.php?id=100000221944983&amp;ref=ss" target="_blank">Antonino Dimitri De Luca</a></em></p>
<p>Secondo voi questa è una frase di gossip? Attenzione alle parole: «<em>Il ricorso alle prostitute e alla cocaina si inserisce in un mio progetto teso a realizzare una rete di connivenze nella Pubblica Amministrazione, ho pensato che le ragazze e la cocaina fossero una chiave d&#8217;accesso per il successo nella società.</em>» Così si chiude il verbale di Giampaolo Tarantini, il 29 luglio, alla Guardia di Finanza di Bari indagato per cessione di droga, favoreggiamento della prostituizione per la corruzione di politici tra cui il cavaliere ma non solo&#8230;. e corruzione per favori avuti nella sanità da amministratori del centro sinistra in puglia. Chi è Tarantini che oggi sta agli arresti domiciliari?<br />
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Chi legge i giornali o vede le televisioni straniere sa tutto di lui, chi vede solo la tv italiana non sa un bel niente, e quindi visto che siamo nella televisione italiana facciamo uno scoop, per abbandono della concorrenza. Gianpaolo Tarantini ha 34 anni, nel 99, giovanissimo eredita dal padre la Tecnhospital e la Global Service, due aziende specializzati nella fornitura di protesi sanitarie, rotule, anche, chiodi e macchinari anche molto costosi. È un tipo molto sveglio, e riesce a sfondare, anche perché si sceglie gli amici giusti come l&#8217;ex on. UDC Tato Greco, nipote dei Matarrese, come Giuseppe Tedesco, titolare di un&#8217;impresa di forniture sanitarie, figlio di Alberto assessore alla sanità della giunta Vendola, poi dimissionato perché indagato in un&#8217;altra truffa sanitaria e quindi subito promosso deputato del PD. E poi il vice presidente della giunta Vendola, il dalemiano Sandro Frisullo, che ora è indagato pure lui, e anche lui costretto a dimettersi. Frisullo riceveva le ragazze di Giampi in un Pied a ter nel centro di Bari, alcune sono le stesse che allietavano le feste e le notti del Presidente del Consiglio. Tarantini racconta che il grande salto lui l&#8217;ha fatto nell&#8217;estate del 2008, che cosa fa? Affitta un villone hollywoodiano a Porto Rotondo a due passi da villa La Certosa, e gli costa un occhio della testa, 70 mila euro, ma ne vale la pena, basta riempirlo di belle ragazze e aspettare che l&#8217;illustre vicino di casa si faccia vivo. Lo incontra alle feste del magnate russo Abramhovic e poi glielo presenta un socio di Briatore e Sabina Began, che il quotidiano il Tempo ha definito molto vicina a Silvio, detta l&#8217;ape regina. Ormai Tarantini si è stufato delle protesi, vuole entrare nel grande Business della Protezione Civile, appalti d&#8217;urgenza, tutti segretati e tutti e sopratutto immediati, senza gara. Una pacchia!!! Così a gennaio crea a Roma la CGConsultinge diventa un lobbysta di palazzo. Dice: Un esempio fra i tanti, il 17 dicembre dello scorso anno, il Presidente Berlusconi è atteso al quirinale da Napolitano, ma all&#8217;ultimo momento Palazzo Chigi comunica che è rimasto bloccato da uno strappo muscolare. Nel comunicato si dice che nonostante l&#8217;intervento di un fisioterapista non riesce a muoversi. Le ragazze negano, però Tarantini dice che quel 17 dicembre: «<em>Portai a palazzo Grazioli Linda e Camilla, pagando la sola Camilla che si fermò dal Presidente. Saranno state due Fisioterapiste? Non proprio. Una era la riserva dell&#8217;isola dei famosi e l&#8217;altra ha fatto la valletta nel programma Scorie.</em>» Giampy elenca 30 ragazze per 18 serate da Berlusconi, alcune facevano solo figura in cambio di semplici rimborsi spese, altre invece dice Tarantini, all&#8217;occorrenza si prostituivano e la tariffa saliva a mille/ duemila euro. Per esempio, duemila euro li prende Patrizia d&#8217;Addario per la famosa notte nel lettone di Putin , mentre veniva eletto Obama. Solo rimborsi spese per le sue due accompagnatrici Barbara e Lucia. Barbara Montereale poi a va a villa Certosa da Silvio, e Silvio, dice lei, le allunga una busta con dieci mila euro in contanti. Ma spiega «solo perchè con la mia bambina non riuscivo ad arrivare a fine mese.» Barbara e Patrizia vengono poi candidate a Bari nella lista del Ministro Fitto, che si chiama &#8220;La Puglia prima di tutto&#8221;&#8230;. e non solo la Puglia, come abbiamo visto. Ghedini parla di utilizzatore finale inconsapevole. Giampy conferma: «<em>Pagavo le ragazze all&#8217;insaputa di silvio, non volevo levargli l&#8217;illusione che cadessero tutte ai suoi piedi perchè rapite dal suo Sharm.</em>» A qualche festa faceva addirittura capolino Guido Bertolaso, il sottosegretario alla protezione civile, ricorda sempre Tarantini: «<em>Berlusconi mi presentò Bertolaso come gli avevo chiesto. Poi Bertolaso inviò me il mio amico Enrico Intini alla Finmeccanima, ma poi alla fine non è successo niente.</em>» Molto bipartisan, Tarantini, ha messo su una specie di Bicamerale a ore. Nei giorni pari le ragazze allietano berlusconi, e in quelle dispari l&#8217;amico di d&#8217;Alema. A targhe alterne, funzionava così!! A D&#8217;Alema Tarantini ha pagato pure una cena elettorale e poi si sono ritrovati sulla stessa barca, ma d&#8217;Alema dice che è solo un caso e che lui non lo conosce. Comunque, d&#8217;Alema, aggiunge che non c&#8217;è paragone tra le due situazioni. Berlusconi con 30 ragazze per 18 feste, come dire noi molti meno&#8230;.Entusiasmo alle stelle tra gli elettori del PD. Il cavaliere parlava con Tarantini anche 10 volte al giorno e pure la notte. Ma alla conferenza stampa con Zapatero faceva finta di non ricordarsi come si chiamasse. Questo signore, Tarantini o Tarantino&#8230;. ecco, forse Quentin Tarantino, il film è Palp Fiction ed è molto Palp!!!</p>
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		<title>Che faccia tosta!</title>
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		<pubDate>Fri, 04 Sep 2009 17:03:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>damiano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#8220;Abbeverati di disinformazione&#8220;, così sono gli italiani. La frase coglie nel pieno e sarebbe credibile se non fosse detta dal premier Silvio Berlusconi. Effettivamente i milioni di italiani che pensano che il tg1 sia un servizio pubblico e che le vicende che hanno interessato il premier sia un affare tutto privato, ovvero gossip, sono più che abbeverati di disinformazione, anzi di non-informazione. Di recente l&#8217;Antitrust è intervenuta per una «posizione dominante», non quella di Berlusconi ovviamente, ma di Google. Secondo le denunce della Fieg ((Federazione italiana degli editori dei giornali) l&#8217;algoritmo che usa google per indicizzare le notizie è poco trasparente. Altro che l&#8217;algoritmo minzoliniano! A nulla importa se le nomine rai vengono svolte a casa di Silvio Berlusconi, infatti per comodità si svolgono a Palazzo Grazioli. A nulla importa se Fiorello deve passare a Sky e viene chiamato dal presidente del consiglio sempre a Palazzo Grazioli, e non importa ancora niente se invita a non comprare pubblicità sugli organi di stampa che contro di lui hanno un progetto eversivo, che pubblicano frasi non sue e il giorno dopo corregendosi scrivono che ha fatto marcia indietro. La strategia è quella di sfiduciare il cittadino verso la stampa che non &#8220;appartiene&#8221; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-132" title="G20/" src="http://www.damianozito.org/wp-content/uploads/2009/09/obama_berlusconi_medvedev_g20.jpg" alt="G20/" width="610" height="375" /></p>
<p>&#8220;<em>Abbeverati di disinformazione</em>&#8220;, così sono gli italiani. La frase coglie nel pieno e sarebbe credibile se non fosse <a title="Berlusconi infuriato con la stampa" href="http://www.youtube.com/watch?v=wKsJCVzck6M&amp;eurl=http%3A%2F%2Fwww.facebook.com%2Fhome.php%3F&amp;feature=player_embedded" target="_blank">detta</a> dal premier Silvio Berlusconi. Effettivamente i milioni di italiani che pensano che il tg1 sia un servizio pubblico e che le vicende che hanno interessato il premier sia un affare tutto privato, ovvero gossip, sono più che abbeverati di disinformazione, anzi di non-informazione.</p>
<p>Di recente l&#8217;Antitrust è intervenuta per una «posizione dominante», non quella di Berlusconi ovviamente, ma di Google. Secondo le denunce della Fieg ((Federazione italiana degli editori dei giornali) l&#8217;algoritmo che usa google per indicizzare le notizie è poco trasparente. Altro che <strong>l&#8217;algoritmo minzoliniano</strong>!</p>
<p>A nulla importa se le nomine rai vengono svolte a casa di Silvio Berlusconi, infatti per comodità <a title="La guerra dei Berlusconi - M.Travaglio" href="http://espresso.repubblica.it/dettaglio/la-guerra-dei-berluscloni/2108855/18" target="_blank">si svolgono a Palazzo Grazioli</a>. A nulla importa se Fiorello deve passare a Sky e viene chiamato dal presidente del consiglio sempre a Palazzo Grazioli, e non importa ancora niente se invita a non comprare pubblicità sugli organi di stampa che contro di lui hanno un <a title="Berlusconi:contro di me progetto eversivo " href="http://www.repubblica.it/2009/03/sezioni/politica/berlusconi-varie/berlusconi-governo/berlusconi-governo.html" target="_blank">progetto eversivo</a>, che pubblicano frasi non sue e il giorno dopo corregendosi scrivono che ha fatto marcia indietro.</p>
<p>La strategia è quella di sfiduciare il cittadino verso la stampa che non &#8220;appartiene&#8221; a lui (direttamente o indirettamente) e a un grande comunicatore come il nostro premier non può che far comodo che gli italiani considerino i tg e i giornali esclusivamente disinformativi, così anche se un giornale o un tg dà una <strong>notizia</strong> vera non gli si crede più e si finisce, perciò, col credere solo lui e il suo avvocato.</p>
<p>«<em>Povera Italia, con un sistema informativo come questo!</em>»</p>
<p>Ci vuole proprio una gran bella <strong>faccia tosta</strong>!</p>
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