<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>il Blog di Damiano Zitoparlamento | il Blog di Damiano Zito</title>
	<atom:link href="http://www.damianozito.org/blog/tag/parlamento/feed" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.damianozito.org</link>
	<description></description>
	<lastBuildDate>Mon, 23 Jan 2012 08:19:38 +0000</lastBuildDate>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.3.1</generator>
		<item>
		<title>Ddl Alfano, una piccola agorà contro il bavaglio all&#8217;informazione</title>
		<link>http://www.damianozito.org/blog/2010/informazione/ddl-alfano-una-piccola-agora-contro-il-bavaglio-allinformazione/1645</link>
		<comments>http://www.damianozito.org/blog/2010/informazione/ddl-alfano-una-piccola-agora-contro-il-bavaglio-allinformazione/1645#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 21 May 2010 21:14:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>damiano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Informazione]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[articolo 21]]></category>
		<category><![CDATA[arturo di corinto]]></category>
		<category><![CDATA[camera dei deputati]]></category>
		<category><![CDATA[ddl alfano]]></category>
		<category><![CDATA[gianfranco mascia]]></category>
		<category><![CDATA[giuseppe civati]]></category>
		<category><![CDATA[intercettazioni]]></category>
		<category><![CDATA[montecitorio]]></category>
		<category><![CDATA[new york times]]></category>
		<category><![CDATA[parlamento]]></category>
		<category><![CDATA[partito democratico]]></category>
		<category><![CDATA[pd]]></category>
		<category><![CDATA[piazza monte citorio]]></category>
		<category><![CDATA[popolo viola]]></category>
		<category><![CDATA[stati uniti]]></category>
		<category><![CDATA[stefano corradino]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.damianozito.org/?p=1645</guid>
		<description><![CDATA[Una cassetta della frutta, un blocco di giornali, un microfono e una cassa. Così è stato allestito lo speaker&#8217;s corner a piazza Montecitorio, in un venerdì pomeriggio primaverile davanti la Camera dei Deputati del Parlamento italiano. Un susseguirsi di interventi per motivare la protesta contro il disegno di legge sulle intercettazioni (ddl Alfano). All&#8217;iniziativa partita dal web &#8211; che avrà un seguito lunedì al Teatro degli Angeli nel quartiere Prati di Roma &#8211; vi hanno aderito diverse associazioni, editori importanti, giornalisti, personaggi del rango di Stefano Rodotà anche lui presente in piazza. Un piccola Agorà dove chiunque dice la sua. «Questo è uno Stato libero e ognuno può venire a parlare» sono le parole di Arturo di Corinto incitando i prensenti a salire sul &#8220;palco&#8221; costruito con la cassetta di frutta e col malloppo di giornali. Nessuna grande scenografia, ma tanti contenuti per spiegare l&#8217;illiberalità di questa legge tanto voluta e tanto cara al Presidente del Consiglio. Stefano Corradino di Articolo21.info, non ha dubbi: «questa è la madre di tutti i bavagli» e lancia un di giuramento di Ippocrate per la libertà di informazione che si può sottoscrivere sul sito dell&#8217;associazione. Mentre gli interventi vanno avanti arriva la notizia dagli [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a rel="attachment wp-att-1658" href="http://www.damianozito.org/2010/informazione/ddl-alfano-una-piccola-agora-contro-il-bavaglio-allinformazione/attachment/ddl-alfano-arturo-di-corinto_damianozito-org/"><img class="aligncenter size-full wp-image-1658" title="Ddl Alfano - Arturo Di Corinto_(damianozito.org)" src="http://www.damianozito.org/wp-content/uploads/2010/05/Ddl-Alfano-Arturo-Di-Corinto_damianozito.org_.jpeg" alt="" width="600" height="382" /></a>Una cassetta della frutta,</strong> un blocco di giornali, un microfono e una cassa. Così è stato allestito lo speaker&#8217;s corner a piazza Montecitorio, in un venerdì pomeriggio primaverile davanti la Camera dei Deputati del Parlamento italiano. Un susseguirsi di interventi per motivare la protesta contro il disegno di legge sulle intercettazioni (ddl Alfano). All&#8217;iniziativa partita dal web &#8211; che avrà un seguito lunedì al Teatro degli Angeli nel quartiere Prati di Roma &#8211; vi hanno aderito diverse associazioni, editori importanti, giornalisti, personaggi del rango di Stefano Rodotà anche lui presente in piazza.</p>
<p><strong>Un piccola Agorà dove </strong>chiunque dice la sua. «Questo è uno Stato libero e ognuno può venire a parlare» sono le parole di Arturo di Corinto incitando i prensenti a salire sul &#8220;palco&#8221; costruito con la cassetta di frutta e col malloppo di giornali. Nessuna grande scenografia, ma tanti contenuti per spiegare l&#8217;illiberalità di questa legge tanto voluta e tanto cara al Presidente del Consiglio. Stefano Corradino di Articolo21.info, non ha dubbi: «questa è la madre di tutti i bavagli» e lancia un di giuramento di Ippocrate per la libertà di informazione che <a href="http://www.articolo21.org/43/appello/il-giuramento-di-articolo21-contro-ogni-bavaglio.html" target="_blank">si può sottoscrivere</a> sul sito dell&#8217;associazione.</p>
<p>Mentre gli interventi vanno avanti arriva la <a href="http://www.repubblica.it/politica/2010/05/21/news/america_contro_la_legge-intercettazioni-4239224/?ref=HREA-1" target="_blank">notizia</a> dagli Stati Uniti: «Le intercettazioni sono utilissime per i processi» e scattano gli applausi che continuano quando Gianfranco Mascia annuncia che il Popolo Viola raccoglierà i fondi per acquistare due pagine su importanti giornali stranieri come il New York Times.</p>
<p><strong>In questi giorni, mentre il ddl </strong>veniva discusso in Commissione giustizia, l&#8217;opposizione si è data da fare con emendamenti per contrastare il bavaglio alla stampa. Ha dovuto però scontrarsi con i numeri. Tuttavia oggi pomeriggio delle forze del Partito Democratico, neanche l&#8217;ombra. Se non per la presenza di Giuseppe Civati, sempre attento su questi temi. Un tiepido Bersani che pensa a calmare gli animi delle correnti interne al Pd e non invita i suoi ad unirsi alla piazza fa sì che sfumi l&#8217;ennesima occasione per ritrovarsi con la società civile che dimostra ancora una volta tanta sensibilità su temi come la libertà di informazione.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.damianozito.org/blog/2010/informazione/ddl-alfano-una-piccola-agora-contro-il-bavaglio-allinformazione/1645/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>2</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>La Costituzione Ferita</title>
		<link>http://www.damianozito.org/blog/2010/politica/la-costituzione-ferita/1153</link>
		<comments>http://www.damianozito.org/blog/2010/politica/la-costituzione-ferita/1153#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 15 Mar 2010 17:14:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>damiano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[alessandro verri]]></category>
		<category><![CDATA[alexis de tocqueville]]></category>
		<category><![CDATA[berlusconi]]></category>
		<category><![CDATA[cassazione]]></category>
		<category><![CDATA[cesare beccaria]]></category>
		<category><![CDATA[corte costituzionale]]></category>
		<category><![CDATA[don lorenzo milani]]></category>
		<category><![CDATA[fannulloni]]></category>
		<category><![CDATA[giovanni falcone]]></category>
		<category><![CDATA[giustizialismo]]></category>
		<category><![CDATA[legittimo impedimento]]></category>
		<category><![CDATA[lodo alfano]]></category>
		<category><![CDATA[magistrato]]></category>
		<category><![CDATA[mario amato]]></category>
		<category><![CDATA[mediaset]]></category>
		<category><![CDATA[mills]]></category>
		<category><![CDATA[paolo borsellino]]></category>
		<category><![CDATA[parlamento]]></category>
		<category><![CDATA[partito dell'amore]]></category>
		<category><![CDATA[piero calamandrei]]></category>
		<category><![CDATA[pietro verri]]></category>
		<category><![CDATA[pincio]]></category>
		<category><![CDATA[popolo viola]]></category>
		<category><![CDATA[prescrizione]]></category>
		<category><![CDATA[resistenza]]></category>
		<category><![CDATA[rocco chinnici]]></category>
		<category><![CDATA[roma]]></category>
		<category><![CDATA[sandro pertini]]></category>
		<category><![CDATA[sant'agostino]]></category>
		<category><![CDATA[talebani]]></category>
		<category><![CDATA[vincenzo marinelli]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.damianozito.org/?p=1153</guid>
		<description><![CDATA[Vincenzo Marinelli è un magistrato di Cassazione. Durante la manifestazione del Popolo Viola contro il decreto salva-liste è intervenuto per dare il suo contributo dal palco e le sue parole hanno scaldato piazza Navona. È autore de &#8220;La Costituzione ferita&#8220;. Una riflessione sugli attacchi alla nostra Carta nata dalla Resistenza, da leggere senza pause o da ascoltare nel video girato a Roma sul piazzale del Pincio. http://www.youtube.com/watch?v=NUWtQYkwATA 1. Piero Calamandrei parlava di “Costituzione inattuata”. Noi dobbiamo parlare, con lucidità e chiarezza, di “Costituzione ferita”. Se esitiamo a farlo adesso che le ferite sono profonde ma ancora curabili, che dobbiamo ancora aspettare? Se non ora, quando? Non è tempo di mezze parole e di mezze frasi. Perché io, magistrato, dovrei avere timore a parlare, in modo libero e forte, da cittadino? Si possono fare strumentalizzazioni? Certo, si possono fare e si fanno, in quantità industriale. Ma questo non deve togliermi la parola, la capacità di denunciare, di testimoniare, di reagire. Se un capo di Governo arriva a dire che la magistratura, a cui mio onore di appartenere, è peggiore della criminalità, se ho orecchie per sentire e occhi per vedere, il rispetto della toga m’impone non il silenzio e il far [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><em>Vincenzo Marinelli</em></strong><em> è un magistrato di Cassazione. Durante la manifestazione del Popolo Viola contro il decreto salva-liste è intervenuto per dare il suo contributo dal palco e le sue parole hanno scaldato piazza Navona. </em></p>
<p><em>È autore de &#8220;</em><strong><em>La Costituzione ferita</em></strong><em>&#8220;. Una riflessione sugli attacchi alla nostra Carta nata dalla Resistenza, da leggere senza pause o da ascoltare nel video girato a Roma sul piazzale del Pincio.<br />
</em></p>
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=NUWtQYkwATA">http://www.youtube.com/watch?v=NUWtQYkwATA</a></p>
<p><strong>1. Piero Calamandrei parlava di “Costituzione inattuata”.</strong> Noi dobbiamo parlare, con lucidità e chiarezza, di “Costituzione ferita”. Se esitiamo a farlo adesso che le ferite sono profonde ma ancora curabili, che dobbiamo ancora aspettare? Se non ora, quando?<br />
Non è tempo di mezze parole e di mezze frasi. Perché io, magistrato, dovrei avere timore a parlare, in modo libero e forte, da cittadino? Si possono fare strumentalizzazioni? Certo, si possono fare e si fanno, in quantità industriale. Ma questo non deve togliermi la parola, la capacità di denunciare, di testimoniare, di reagire.<br />
Se un capo di Governo arriva a dire che la magistratura, a cui mio onore di appartenere, è peggiore della criminalità, se ho orecchie per sentire e occhi per vedere, il rispetto della toga m’impone non il silenzio e il far finta di non capire ma l’analisi e la parola.</p>
<p><strong>2. La rappresentanza popolare</strong>, oggi, in Italia, è affidata a un Parlamento di nominati piuttosto che di eletti. Sono i capi dei partiti a decidere chi va in Parlamento, senza che il cittadino possa esprimere nemmeno il voto di preferenza. Ciò rende ricattabili i deputati e i senatori e fa sì, grazie anche al premio di maggioranza, che il Parlamento non abbia sufficiente autonomia rispetto al Governo e vari le leggi più indegne, espressione non della volontà generale ma della volontà di un blocco di potere.</p>
<p>Questo blocco di potere, che spesso si muove come un gigantesco comitato di affari, persegue sistematicamente l’indebolimento delle istituzioni di garanzia, minando la loro legittimazione democratica e il modo in cui questa legittimazione viene percepita dalla gente comune.</p>
<p>È qui che il <strong>partito dell’Amore</strong> dà il meglio di sé.<br />
Il diritto di manifestazione del pensiero resta teoricamente inviolato, ma la comunicazione televisiva è sotto stretta sorveglianza. All’homo videns non far sapere che non ci sono solo le ammirate veline dalle belle gambe, ma ci sono anche altre veline: le istruzioni e manipolazioni su quali messaggi comunicativi dare e come darli e quando darli.</p>
<p>Ogni giorno i telegiornali, vale a dire i mezzi di comunicazione dominanti, quelli che parlano a livello subliminale, quelli che raggiungono tutti, anche i tanti che non leggono, telegiornali controllati, o compiacenti, o senz’altro asserviti, <strong>diffondono e martellano un messaggio suggestivo e truffaldino</strong>. La volontà popolare viene raccontata come se fosse solo quella espressa da chi ha ottenuto la maggioranza (e il premio di maggioranza). Si fa credere che vi sia stata una sorta di elezione diretta del premier. Si fa pubblicità massiva a un “Governo del fare”, attorniato da istituzioni di garanzia che sono più che altro un impaccio e una complicazione burocratica.</p>
<p>Si instilla l’idea che il Presidente della Repubblica sia tenuto a promulgare le leggi, senza fare tante storie. Se poi voleva rendersi più utile, doveva alzare la cornetta del telefono e chiamare qualche giudice della Corte costituzionale per non far bocciare il <strong>lodo Alfano</strong>.</p>
<p>Alla magistratura viene riservato dal capo del Governo e dai pappagalli ammaestrati che in suo nome e per suo conto sfilano nei telegiornali – e guai a non far dire le loro filastrocche – un linguaggio di insulti e talvolta di intimidazioni. I magistrati vengono dipinti come per un verso fannulloni e causa essi stessi degli endemici ritardi della giustizia, per altro verso come nemici politici, donne e uomini faziosi, persecutori, talebani.<br />
Una scientifica manipolazione verbale ha cambiato nome alla giustizia. Viene chiamata giustizialismo, viene detta accanimento.</p>
<p><strong>La vita della seconda Repubblica</strong> è solcata da pulsioni e pratiche autoritarie. Il controllo di legalità è indebolito e ridicolizzato. L&#8217;istruzione è mortificata e avvilita. Mancano messaggi forti di politica e cultura.<br />
Il diritto alla giustizia è umiliato e negato. La durata ragionevole del processo non viene assicurata. E si trasforma anzi in uno strumento di ricatto: ‘Se non passa lo scudo giudiziario per il premier facciamo finire nel nulla centomila processi; ci vuol poco a porre la questione di fiducia’.<br />
Le trasmissioni di approfondimento televisivo vengono sospese durante la campagna elettorale. Men che mai si deve capire la differenza tra assoluzione e prescrizione, cioè il farla franca per decorso del tempo.<br />
La democrazia è limitata e sempre più svuotata dall&#8217;interno.</p>
<p><strong>3. Che fare?</strong> Credo che la risposta possibile, la giusta risposta, sia: tornare ai principi. Parlare alto e chiaro di principi. Alzare il livello di resistenza. Che l’illegalità abbia il marchio dell’illegalità!</p>
<p>Questo ci hanno insegnato <strong>don Lorenzo Milani e Sandro Pertini</strong>. Questo ci hanno insegnato, a prezzo della loro stessa vita, <strong>Mario Amato e Rocco Chinnici, Giovanni Falcone e Paolo Borsellino</strong>.<br />
Qualcuno ha detto: “Infelice il popolo che ha bisogno di eroi”. Ma ancor più infelice il popolo che ne ignora o ne disperde l’insegnamento.</p>
<p>Risalendo indietro nel tempo, troviamo tanti altri che possono parlare in modo profondo al nostro cuore e alla nostra mente.<br />
Alexis de Tocqueville, magistrato e politologo, ci ha spiegato che la democrazia è cosa ben diversa dalla dittatura della maggioranza.<br />
Qui sul piazzale del Pincio, ci sono i busti di <strong>Cesare Beccaria, di Pietro ed Alessandro Verri</strong>. Per rifarci l&#8217;occhio dalle facce di plastica, guardiamo quelle austere figure di marmo. Questi uomini ci hanno spiegato che la legge è strumento di libertà, se è espressione della volontà generale, non della volontà particolare e autoritaria dell&#8217;uomo forte.<br />
Erano dei talebani costoro? Se è così, il più talebano di tutti lo troviamo nel quarto secolo d.C. Era <strong>Sant&#8217;Agostino</strong>. Interrogandosi sul rapporto tra giustizia e Stato, scrisse: “Remota iustitia” – cioè resa estranea, allontanata, rimossa la giustizia – che cosa sono gli Stati “nisi magna latrocinia”, se non grandi ladrocini?</p>
<p><strong>4. Popolo italiano, quando diventerai più consapevole?</strong> Se non ora, quando? Di quanta altra giustizia, libertà, democrazia devi essere privato?<br />
Fuori il barbaro dominio dell’illegalità! In uno Stato democratico la legalità è un valore democratico. Battiamoci per i diritti e per la cultura delle regole; lottiamo per garantire, con mezzi adeguati, la durata ragionevole dei processi, la certezza della pena, una giustizia che non giunga così tardi da essere, in tutto o in parte, giustizia negata, una giustizia che non sia forte con i deboli e debole con i forti.<br />
Torniamo ai principi, torniamo ai valori. Testimoniamo  principi e valori nella vita di ogni giorno. <strong>Viva la Resistenza! Viva la Costituzione!</strong></p>
<p><strong><a href="http://www.youtube.com/watch?v=NUWtQYkwATA" target="_blank"><img class="aligncenter size-full wp-image-1157" title="La Costituzione Ferita" src="http://www.damianozito.org/wp-content/uploads/2010/03/La-Costituzione-Ferita.jpg" alt="" width="600" height="333" /></a><br />
</strong></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.damianozito.org/blog/2010/politica/la-costituzione-ferita/1153/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>2</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Se Vasa Vasa non si dimette&#8230;</title>
		<link>http://www.damianozito.org/blog/2010/politica/se-vasa-vasa-non-si-dimette/797</link>
		<comments>http://www.damianozito.org/blog/2010/politica/se-vasa-vasa-non-si-dimette/797#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 23 Jan 2010 22:21:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>damiano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[condanna 7 anni]]></category>
		<category><![CDATA[condannato]]></category>
		<category><![CDATA[corte di appello]]></category>
		<category><![CDATA[cosa nostra]]></category>
		<category><![CDATA[dimissioni]]></category>
		<category><![CDATA[favoreggiamento alla mafia]]></category>
		<category><![CDATA[palermo]]></category>
		<category><![CDATA[parlamento]]></category>
		<category><![CDATA[rosarno]]></category>
		<category><![CDATA[senato]]></category>
		<category><![CDATA[sicilia]]></category>
		<category><![CDATA[totò cuffaro]]></category>
		<category><![CDATA[vasa vasa]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.damianozito.org/?p=797</guid>
		<description><![CDATA[Ragioniamo sulla condanna di Totò Cuffaro detto &#8220;Vasa Vasa&#8221; che oggi è stato condannato in Appello a sette anni di carcere per aver favoreggiato la mafia siciliana, dopo che in primo grado ne ricevette una a ciqnue anni per favoreggiamento a singoli mafiosi festeggiata tra l&#8217;altro a base di cannoli siciliani perché la richiesta iniziale del pm era quattordici anni. Una condanna gravissima &#8211; in secondo grado &#8211; come il favoreggiamento a Cosa Nostra non basta a far dimettere un senatore della Repubblica? È un comportamento pedagogico quello dell&#8217;ex governatore della Sicilia? Il suo stipendio da parlamentare, come quello degli altri 18 condannati che siedono ancora in Parlamento, è pagato con soldi pubblici, dei cittadini. Una carica pubblica, in quanto tale, dovrebbe dare l&#8217;esempio ed essere trasparente il più possibile. Se dobbiamo avere i dubbi che Cuffaro o chiunque altro in Parlamento favorisca i mafiosi, faccimo prima a votare questi ultimi. Quello che avverto da semplice cittadino è che tanti dei nostri rappresentanti politici non vogliono in alcun modo rendere trasparente la funzione pubblica e fanno di tutto per far sì che la situazione non muti affatto, anche se a parole vogliono far credere tutt&#8217;altro. Ma sono solo parole. Dopo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.damianozito.org/wp-content/uploads/2010/01/Cuffaro_cannoli.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-801" title="Cuffaro_cannoli" src="http://www.damianozito.org/wp-content/uploads/2010/01/Cuffaro_cannoli.jpg" alt="" width="598" height="359" /></a></p>
<p>Ragioniamo sulla condanna di <strong>Totò Cuffaro detto &#8220;Vasa Vasa&#8221;</strong> che oggi è stato condannato in Appello a sette anni di carcere per aver<strong> favoreggiato la mafia siciliana</strong>, dopo che in primo grado ne ricevette una a ciqnue anni per favoreggiamento a singoli mafiosi festeggiata tra l&#8217;altro a base di cannoli siciliani perché la richiesta iniziale del pm era quattordici anni. Una condanna gravissima &#8211; in secondo grado &#8211; come il favoreggiamento a Cosa Nostra non basta a far <strong>dimettere</strong> un senatore della Repubblica? È un comportamento pedagogico quello dell&#8217;ex governatore della Sicilia?</p>
<p>Il suo stipendio da parlamentare, come quello degli altri 18 condannati che siedono ancora in Parlamento, è pagato con soldi pubblici, dei cittadini. Una carica pubblica, in quanto tale, dovrebbe dare l&#8217;esempio ed essere trasparente il più possibile. Se dobbiamo avere i dubbi che Cuffaro o chiunque altro in Parlamento favorisca i mafiosi, faccimo prima a votare questi ultimi. Quello che avverto da semplice cittadino è che tanti dei nostri rappresentanti politici non vogliono in alcun modo rendere trasparente la funzione pubblica e fanno di tutto per far sì che la situazione non muti affatto, anche se a parole vogliono far credere tutt&#8217;altro. Ma sono solo parole.</p>
<p>Dopo gli avvenimenti di Rosarno è iniziata un via-vai di politici e politicanti che mi ha letteralmente stufato. Come ricorda bene l&#8217;amico <a href="http://www.liberareggio.org/2010/01/19/contro-la-ndrangheta-e-il-razzismo-non-fermiamoci-mai/" target="_blank">Alessio Neri su LiberaReggio.org</a>, anche in Calabria siamo in campagna elettorale per le regionali, lo si capisce dai ministri che ci raccontano &#8220;la solita solfa sul loro impegno costante e intransigente contro la criminalità organizzata e sugli arresti fatti in questo periodo&#8221;. Come se i meriti fossero del Governo in carica e non <strong>da chi porta avanti le</strong> <strong>indagini per anni e chiede gli arresti.</strong> Ogni volta è la stessa storia, meriti presi dall&#8217;uno ma che appartengono all&#8217;altro, cioè alla <strong>magistratura.</strong></p>
<p>Quando però di tratta di votare a favore per gli arresti di un parlamentare le solite facce da tiggì appaiono sui nostri teleschermi pronti a dire che &#8220;abbiamo esaminato il caso e si tratta di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Fumus_persecutionis" target="_blank">fumus persecutionis</a>&#8220;. Così col gioco del cane non morde cane, i partiti si aiutano a vicenda. Come? Quando vengono chiesti gli arresti per un parlamentare del partito democratico votano contro anche dalle file del pdl e quando si tratta di un parlamentare azzurro dai banchi dei democrats ricambiano il favore. Le eccezioni sono davvero <strong>poche e rare.</strong></p>
<p>Torniamo a Cuffaro. Quello di tenersi stretta la poltrona è un atteggiamento molto <strong>arrogante</strong> come lo è ogni volta che qualcuno viene coinvolto in inchieste giudiziare di un certo peso. Dicono sempre di aver fiducia nella magistratura, alcune volte annunciano in anticipo che se condannati o rinviati a giudizio si dimetteranno. Poi però il giorno del rinvio a giudizio gridano al &#8220;complotto giudiziario contro di me!&#8221;.</p>
<p>A noi spetta informarci bene su chi deleghiamo, fare una ricerca sul loro passato. Di là delle nostre opinioni politiche, potremmo venire a conoscenza di fatti che potrebbero farci cambiare idea su un candidato piuttosto che un altro. L&#8217;importante è non avere paura di scuotere la nostra coscienza, perché spesso la nostra paura più grande è quella di cambiare il nostro pensiero.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.damianozito.org/blog/2010/politica/se-vasa-vasa-non-si-dimette/797/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>La censura di &#8220;Uccidiamo Berlusconi&#8221;</title>
		<link>http://www.damianozito.org/blog/2009/informazione/la-censura-di-uccidiamo-berlusconi/440</link>
		<comments>http://www.damianozito.org/blog/2009/informazione/la-censura-di-uccidiamo-berlusconi/440#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 23 Oct 2009 21:28:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>damiano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Informazione]]></category>
		<category><![CDATA[Internet]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[alfano]]></category>
		<category><![CDATA[berlusconi]]></category>
		<category><![CDATA[bush]]></category>
		<category><![CDATA[carlucci]]></category>
		<category><![CDATA[censura]]></category>
		<category><![CDATA[d'alia]]></category>
		<category><![CDATA[death of a president]]></category>
		<category><![CDATA[facebook]]></category>
		<category><![CDATA[forum]]></category>
		<category><![CDATA[giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[governo]]></category>
		<category><![CDATA[gruppo]]></category>
		<category><![CDATA[guido scorza]]></category>
		<category><![CDATA[intercettazioni]]></category>
		<category><![CDATA[interno]]></category>
		<category><![CDATA[libertà]]></category>
		<category><![CDATA[magistratura]]></category>
		<category><![CDATA[maroni]]></category>
		<category><![CDATA[ministero]]></category>
		<category><![CDATA[parlamento]]></category>
		<category><![CDATA[parolacce]]></category>
		<category><![CDATA[shooting you]]></category>
		<category><![CDATA[silvio]]></category>
		<category><![CDATA[uccidiamo berlusconi]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.damianozito.org/?p=440</guid>
		<description><![CDATA[Il dibattito sul gruppo &#8220;Uccidiamo Berlusconi&#8221; ha animato molte discussioni in Rete e fuori. È una delle poche volte che un gruppo di persone riesce ad emergere fuori dal contesto virtuale e finisce su quello televisivo e credo che questo episodio finirà per essere usato come pretesto per ogni azione di controllo su internet. Le dichiarazioni del ministro Alfano, di altri esponenti del Pdl, del Pd (Letta) non sono affatto rincuoranti per la rete, specie se saltano fuori nuovamente Gabriella Carlucci e Giampiero D&#8217;Alia con l&#8217;intenzione di disciplinarla. A parte il fatto che il gruppo non avrebbe nessun senso, ho trovato molto più idiota il solo pensare che chi si iscrive a un gruppo possa commettere un reato. Non mi sembra che i gruppi terroristici si identifichino con nome e cognome e si schedino su facebook. Su internet si trovano molte stronzate. Facebook ne è pieno, questo lo sappiamo, e il gruppo su Berlusconi non è l&#8217;unico ovviamente. Quando navigavo le prime volte su internet e partecipavo nei forum c&#8217;erano alcune regole da rispettare come il saluto, scrivere minuscolo, usare un linguaggio non scurrile e tante altre regole che se venivano violate si rischiava di essere segnalati e quindi bannati [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="alignnone size-full wp-image-443" title="BerlusconiShootingYou" src="http://www.damianozito.org/wp-content/uploads/2009/10/BerlusconiShootingYou.JPEG" alt="BerlusconiShootingYou" width="459" height="402" /></p>
<p>Il dibattito sul gruppo &#8220;<strong>Uccidiamo Berlusconi</strong>&#8221; ha animato molte discussioni in Rete e fuori. È una delle poche volte che un gruppo di persone riesce ad emergere fuori dal contesto virtuale e finisce su quello televisivo e credo che questo episodio finirà per essere usato come pretesto per ogni azione di controllo su internet.</p>
<p>Le dichiarazioni del ministro <strong>Alfano</strong>, di altri esponenti del Pdl, del Pd (Letta) non sono affatto rincuoranti per la rete, specie se saltano fuori nuovamente Gabriella <strong>Carlucci</strong> e Giampiero <strong>D&#8217;Alia</strong> con l&#8217;intenzione di disciplinarla. A parte il fatto che il gruppo non avrebbe nessun senso, ho trovato molto più idiota il solo pensare che chi si iscrive a un gruppo possa commettere un reato. Non mi sembra che i gruppi terroristici si identifichino con nome e cognome e si schedino su facebook. Su internet si trovano molte stronzate. Facebook ne è pieno, questo lo sappiamo, e il gruppo su Berlusconi non è l&#8217;unico ovviamente.</p>
<p>Quando navigavo le prime volte su internet e partecipavo nei forum c&#8217;erano alcune regole da rispettare come il saluto, scrivere minuscolo, usare un linguaggio non scurrile e tante altre regole che se venivano violate si rischiava di essere segnalati e quindi bannati dagli amministratori. Certo non si veniva denunciati. Semplicemente venivano (e vengono) rimosse le discussioni per non avere rispettato le regole. Nei forum poi si trovano sezioni di <strong>libero sfogo</strong> create appositamente per cazzeggiare, dire parolacce, scrivere in maiuscolo e quel che si vuole.</p>
<p>Concentriamoci sul gruppo. Secondo me un titolo come &#8220;Uccidiamo Berlusconi&#8221; (non è felice) va contestualizzato di caso in caso, perché un titolo del genere potrebbe essere usato per attirare l&#8217;attenzione (forse non è giusto, ma non è di questo che stiamo parlando). Nella descrizione si potrebbe scrivere che si è usato un titolo per ricevere più visite, che in realtà non si vuole istigare alla violenza e l&#8217;autore o gli autori del gruppo anche spiegare che stanno cercando di fare un video, un film, un fumetto, e hanno immaginato cosa potesse accadere se un gruppo di persone pensasse di uccidere Berlusconi e il titolo del gruppo è quello dell&#8217;opera. Lo censurereste? Un po&#8217; come il film su Bush, &#8220;<a href="http://www.repubblica.it/2007/03/sezioni/spettacoli_e_cultura/death-president/death-president/death-president.html" target="_blank">Death of a president</a>&#8220;, che sollevò questioni ma non fu censurato.</p>
<p>La cosa che mi preoccupa non è una censura da parte di facebook, che forse c&#8217;è stata visto che ieri sera quando mi sono iscritto il gruppo si chiamava &#8220;Uccidiamo politicamente Berlusconi&#8221;, non mi preoccupa nemmeno una eventuale censura autorizzata dalla magistratura qualora questa avesse scoperto una vera organizzazione &#8220;terroristica&#8221;. <strong>Il mio unico grande problema è che la censura la compiano chi dovrebbe essere censurato dalla rete e dai giornalisti, ovvero i politici</strong>. Non posso pensare che se Alfano, o Maroni, domani decidesse di far chiudere un gruppo o un blog questi vengano chiusi senza se e senza ma. Credo che a verificare se una frase, un post, un commento, costituisca reato sia la magistratura che appunto ha il compito di far rispettare le leggi e non il Governo che invece le deve applicare né tantomeno il Parlamento che invece le leggi le fa.</p>
<p>Riassumendo:</p>
<ul>
<li>Se facebook decide di &#8220;censurare&#8221;, modificare, spostare un qualunque contenuto non me ne frega niente. È come nei forum, anzi, su facebook è più facile segnalare abusi che non mancano mai.</li>
<li>Se qualcuno pensa di denunciare perché si sente diffamato, minacciato, non deve essere il governo o il parlamento a decidere la chiusura di un sito, gruppo o contenuto. Le leggi in merito esistono già e la magistratura può verificare che queste siano rispettate.</li>
</ul>
<p>Berlusconi, ma qualunque presidente del consiglio, necessita di una sua protezione, questo senza ombra di dubbio. Purtroppo mi è solo parso che in questi giorni Berlusconi avesse solo bisogno di &#8220;conforto&#8221; dopo i colpi subiti, quindi ecco il bigliettino delle brigate rosse, palesemente <strong>falso</strong> e di cattivo gusto ed infine la polemica su internet considerato pericoloso perché si è scagliato contro il premier.</p>
<p><strong>Guido Scorza</strong> si <a href="http://www.guidoscorza.it/?p=1189" target="_blank">auspica</a> un dibattito su un confronto per stabilire regole, confini entro i quali un utente possa sentirsi libero di usare la rete. Anch&#8217;io avrei voluto che accadesse questo ma per come sono andate le cose ho la vaga impressione che quanto prima questo caso sarà usato come pretesto per giustificare atti censorei. I parlamentari al posto di affacciarsi nella rete e cercare di chiederci consigli, capire i meccanismi, pensano a chiudere, imporre limitazioni a casaccio.</p>
<p>Io mi batterò sempre affinché ci siano spazi come quelle sezioni dei forum dove tutti possano accedere e sapere che lì possono dire quel che vogliono.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.damianozito.org/blog/2009/informazione/la-censura-di-uccidiamo-berlusconi/440/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Generazione Pulita</title>
		<link>http://www.damianozito.org/blog/2009/energia-ambiente/generazione-pulita/375</link>
		<comments>http://www.damianozito.org/blog/2009/energia-ambiente/generazione-pulita/375#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 13 Oct 2009 15:25:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>damiano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Energia & Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[anidride carbonica]]></category>
		<category><![CDATA[antonio padellaro]]></category>
		<category><![CDATA[astensione]]></category>
		<category><![CDATA[crescita]]></category>
		<category><![CDATA[crisi]]></category>
		<category><![CDATA[finanziaria]]></category>
		<category><![CDATA[generazione pulita]]></category>
		<category><![CDATA[ghiacciai]]></category>
		<category><![CDATA[green team]]></category>
		<category><![CDATA[inquinamento]]></category>
		<category><![CDATA[io gioco pulito]]></category>
		<category><![CDATA[legalità]]></category>
		<category><![CDATA[obama]]></category>
		<category><![CDATA[parlamento]]></category>
		<category><![CDATA[pil]]></category>
		<category><![CDATA[regole]]></category>
		<category><![CDATA[riscaldamento]]></category>
		<category><![CDATA[verdi]]></category>
		<category><![CDATA[wall street]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.damianozito.org/?p=375</guid>
		<description><![CDATA[di Damiano Zito per Generazione Pulita Nel libro “io gioco pulito” Antonio Padellaro, scrive che «il suicidio della Borsa americana ha innescato una crisi finanziaria globale che nasce esattamente dal vuoto di legalità e di sanzioni nel quale sono stati perpetrati i più colossali imbrogli. Un suicidio che azzerato un secolo di capitalismo, come si legge nel rapporto del Wall Street Watch, centro studi che ha ricostruito la genesi dell&#8217;assenza di regole origine dello tsunami». Bene, questo deve essere il nostro punto di partenza. Urge un estremo bisogno di una generazione che riempia il vuoto di regole che oggi ha scatenato una crisi planetaria, crisi che ancora molti devono attraversare e superare. È arrivato il momento di invertire la rotta. L&#8217;anidride carbonica oggi viene pompata nell&#8217;aria a una velocità diecimila volte maggiore di quella che hanno i processi atmosferici in gradi di eliminarla. Servono nuove regole per salvare il pianeta. Fino a oggi ci hanno insegnato che l&#8217;economia deve crescere sempre. Ci siamo sempre mossi per far aumentare il PIL non badando al fatto che la crescita del PIL ingloba anche l&#8217;inquinamento che abbiamo prodotto. I ghiacciai si sciolgono, l&#8217;acqua diminuisce, molti paesi sono quasi alla bancarotta. La crisi che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="margin-bottom: 0cm; line-height: 150%; text-align: center;"><img class="aligncenter" title="terra nel petrolio" src="http://www.generazionepulita.netsons.org/wp-content/uploads/2009/10/terra-nel-petrolio.jpg" alt="" width="450" height="385" /></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;"><em>di Damiano Zito per <a title="generazione pulita" href="http://www.generazionepulita.netsons.org/" target="_blank">Generazione Pulita</a></em></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;"><em><br />
</em></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;">Nel libro “io gioco pulito” Antonio Padellaro, scrive che «<em>il suicidio della Borsa americana ha innescato una crisi finanziaria globale che nasce esattamente dal <strong>vuoto di legalità e di sanzioni</strong> nel quale sono stati perpetrati i più colossali imbrogli. Un suicidio che azzerato <strong>un secolo di capitalismo</strong>, come si legge nel rapporto del Wall Street Watch, centro studi che ha ricostruito la genesi dell&#8217;assenza di regole origine dello tsunami</em>».</p>
<p style="margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;">
<p style="margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;">Bene, questo deve essere il nostro punto di partenza. Urge un estremo bisogno di una generazione che riempia il vuoto di regole che oggi ha scatenato una crisi planetaria, crisi che ancora molti devono attraversare e superare.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;">È arrivato il momento di invertire la rotta. L&#8217;anidride carbonica oggi viene pompata nell&#8217;aria a una velocità diecimila volte maggiore di quella che hanno i processi atmosferici in gradi di eliminarla. Servono nuove regole per salvare il pianeta.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;">
<p style="margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;">Fino a oggi ci hanno insegnato che l&#8217;economia deve crescere sempre. Ci siamo sempre mossi per far aumentare il PIL non badando al fatto che la crescita del PIL ingloba anche l&#8217;inquinamento che abbiamo prodotto. I ghiacciai si sciolgono, l&#8217;acqua diminuisce, molti paesi sono quasi alla bancarotta.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;">
<p style="margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;">La crisi che stiamo vivendo è solo una delle tante spie rosse che da tempo indicano che qualcosa non va. Qualcuno ha già colto questi messaggi. I verdi in Europa hanno ottenuto buoni risultati, in Italia no. Obama ha un green team e vuole un mondo libero dal nucleare. Però non possiamo solo sperare, è il momento che tutti iniziamo a fare qualcosa, non è detto che queste persone da sole siano in grado di mantenere ciò che hanno promesso.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;">
<p style="margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;">Torno a ripeterlo, servono nuove regole. Anche per una nuova politica, non possiamo accettare che chi compie reati si rifugi in Parlamento. Ad ogni elezioni l&#8217;unico partito vincente è quello dell&#8217;astensione, sono milioni di elettori stanchi dello sporco che ha incrostato le istituzioni.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;">
<p style="margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;">È ora di fare pulizia. Serve una nuova generazione, una <a title="Generazione Pulita" href="http://www.generazionepulita.netsons.org" target="_blank"><strong>generazione pulita</strong></a>!</p>
<p style="margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;"><em><br />
<a title="generazione pulita" href="http://www.generazionepulita.netsons.org" target="_blank"></a></em></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.damianozito.org/blog/2009/energia-ambiente/generazione-pulita/375/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>

