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	<title>il Blog di Damiano Zitopartito democratico | il Blog di Damiano Zito</title>
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		<title>Intervista a Mario Adinolfi sul Pd, i giovani e il bunga-bunga</title>
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		<pubDate>Wed, 26 Jan 2011 09:00:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>damiano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[di Damiano Zito per dirittodicritica.com Giovedì 13 gennaio la Direzione Nazionale del Pd si è riunita a Roma per prendere decisioni su primarie, Fiat ed altre questioni interne specie in vista delle elezioni politiche che sembrano sempre più vicine. Ne è uscito fuori un partito spaccato su diversi fronti: Beppe Fioroni e Paolo Gentiloni hanno ritirato i propri incarichi di partito, i “rottamatori” hanno lasciato la riunione&#8230;Mario Adinolfi, che succede dentro al Partito Democratico? Succede che il segretario tenta di tenere stretto il suo potere con quello del suo gruppo dirigente; il gruppo che si oppone al segretario, cioè quello di Veltroni tenta di trovare gli spazi più ampi possibili per la sua manovra e altri come Franceschini si posizionano in termini tattici in vista delle elezioni per prendere più posti possibili. Niente di nuovo sotto al sole, solo operazioni tattiche dentro al partito invece di parlare al Paese. Bersani fa bene il suo lavoro di segretario? Secondo me fa poco. Non ho una cattiva opinione di Bersani come persona, ma dal punto di vista di dirigente politico lo vedo condizionato dalle solite persone che provengono da antiche storie e questo limite lo rende inefficace nell&#8217;azione. The Week è il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-3043" href="http://www.damianozito.org/blog/2011/politica/intervista-a-mario-adinolfi-giovani-pd-bunga-bunga/attachment/mario-adinolfi/"><img class="aligncenter size-full wp-image-3043" title="mario-adinolfi" src="http://www.damianozito.org/wp-content/uploads/2011/01/mario-adinolfi.jpg" alt="" width="640" height="359" /></a>di <strong>Damiano Zito</strong> per <em><a href="http://www.dirittodicritica.com" target="_blank">dirittodicritica.com</a></em></p>
<p>Giovedì 13 gennaio la Direzione Nazionale del Pd si è riunita a Roma per prendere decisioni su primarie, Fiat ed altre questioni interne specie in vista delle elezioni politiche che sembrano sempre più vicine. Ne è uscito fuori un partito spaccato su diversi fronti: Beppe Fioroni e Paolo Gentiloni hanno ritirato i propri incarichi di partito, i “rottamatori” hanno lasciato la riunione&#8230;<strong>Mario Adinolfi, che succede dentro al Partito Democratico?</strong></p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">Succede che il segretario tenta di tenere stretto il suo potere con quello del suo gruppo dirigente; il gruppo che si oppone al segretario, cioè quello di Veltroni tenta di trovare gli spazi più ampi possibili per la sua manovra e altri come Franceschini si posizionano in termini tattici in vista delle elezioni per prendere più posti possibili. Niente di nuovo sotto al sole, solo operazioni tattiche dentro al partito invece di parlare al Paese.</p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;"><strong>Bersani fa bene il suo lavoro di segretario?</strong></p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">Secondo me fa poco. Non ho una cattiva opinione di Bersani come persona, ma dal punto di vista di dirigente politico lo vedo condizionato dalle solite persone che provengono da antiche storie e questo limite lo rende inefficace nell&#8217;azione.</p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;"><strong><em><a href="http://thedailyweek.it/" target="_blank">The Week</a></em> è il settimanale che lei dirige. Il primo numero uscito in edicola ritraeva quattro leader (Berlusconi, Bossi, Fini e D&#8217;Alema) dicendogli testualmente “Siete vecchi”. Perché D&#8217;Alema è vecchio?</strong></p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">Noi come Partito Democratico abbiamo un problema, lo personifichiamo con D&#8217;Alema, ma non è solo lui: il problema di rendere credibile la nostra classe dirigente agli occhi dei cittadini. D&#8217;Alema purtroppo era il segretario della Federazione Giovanile Comunista degli anni &#8217;70 e proporre un dirigente politico che quarant&#8217;anni faceva già il dirigente è un limite dell&#8217;azione del Partito democratico. La gente non percepisce come credibili personaggi che per decenni e decenni hanno fatto solo politica. Abbiamo personificato con D&#8217;Alema la storia di uno che ha fatto tutto, il segretario di partito, il presidente del Consiglio, il Ministro degli esteri, il deputato per sette legislature. Ricordo tra l&#8217;altro che D&#8217;Alema ha fatto il presidente del Consiglio negli anni &#8217;90 quando i leader del mondo si chiamavano Clinton, Blair, Schröder, Jospin, questi erano i leader della sinistra mondiale allora e tutti questi nomi oggi fanno un altro lavoro. Questa cosa ci deve far riflettere.</p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;"><strong>Sentiva il bisogno di creare un settimanale per gli under 40?Qual è l&#8217;esigenza?</strong></p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;esigenza è essere conseguenti con un problema: le persone che sono nate dopo il 1970 avvertono un fortissimo disagio. Noi volevamo, e vogliamo, con <em>The Week</em> indagare sulle ragioni di questo disagio. Siamo convinti che ci siano delle motivazioni profonde che abbiamo individuato con una serie di numeri che credo rimarranno negli annali. Ricordiamo che quelli nati dopo il 1970 sono la metà degli italiani e c&#8217;era il bisogno perché questa voce non è rappresentata da nessuna parte a livello mediatico.</p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;"><strong>L&#8217;Istat dà dei dati sulla disoccupazione giovanile al 28%, esce la notizia e se ne discute. Ma poi?</strong></p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">Non si indica mai la soluzione e come se ne esce da questa condizione. Questo Stato spende i soldi solo per la vecchiaia, quindi con The Week abbiamo indicato il problema, i soldi pubblici. Se io spendo su 800 miliardi euro, 240 per pensioni e altre centinaia di miliardi per salari di crea una sperequazione clamorosa che conduce a un conflitto ceto-sociale. Noi siamo un giornale che cerca di evitare questo conflitto, raccontando fino alle ragioni e dopodiché cercare di individuare le soluzioni.</p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il Pd riesce a comunicare con questi giovani, gli under 40? Che non sono tutti “giovani” alla fine.</strong></p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">Noi non siamo i giovani, siamo un fronte che raggruppa metà dell&#8217;Italia di cui non parla nessuno e fra questi nessuno neanche il Pd.</p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;"><strong>Secondo lei c&#8217;è un problema di rappresentanza sia sindacale che politica?</strong></p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">Io ho indicato tre responsabili: la politica, i sindacati e l&#8217;imprenditoria. Questi centri di potere hanno deciso di oscurare metà dell&#8217;Italia e questa situazione, ripeto, porterà a un conflitto.</p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;"><strong>A proposito di conflitto, lei è stato colpito da alcuni ragazzi e ha parlato del malessere che i giovani sfogano con la violenza riferendosi anche alla manifestazione del 14 dicembre. Qual è l&#8217;aria che si respira nel Paese?</strong></p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">È un&#8217;aria molto pesante. Il giorno in cui c&#8217;è stata la mia aggressione ci sono stati scontri fra la polizia e tifosi della Lazio, cose immotivate o almeno così vengono lette. Nello scorso questo week-end ci sono state due risse e due ragazzi di vent&#8217;anni. Non se n&#8217;è parlato per niente. C&#8217;è un clima di tensione, nervosismo e rabbia e se non interveniamo rischiamo di condurre il Paese a un disastro.</p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;"><strong>Berlusconi, bunga-bunga&#8230;cosa si aspetta dal Pd e dal Terzo polo?</strong></p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">Mi aspetto un 2011 elettorale, non credo che il Terzo polo abbia grande capacità di espansione. Spero che il Pd possa offrire una politica decente per il paese e che da questo si possa ottenere una riscossa che si oppone al berlusconismo deprimente. Non sono ottimista, ma penso che la forza della Lega implicherà un perdita di consensi che inevitabilmente Berlusconi subirà.<br />
La riscossa arriverà quando cambierà la classe dirigente e sarà ringiovanita magari utilizzando elementi di intelligenza come il sindaco di Firenze, che è giovane e il sindaco più amato d&#8217;Italia. Se non si riesce a comprendere neanche questo vuol dire che andiamo all&#8217;impossibilità di capire.</p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Leggi l&#8217;articolo originale <a href="http://www.dirittodicritica.com/2011/01/25/pd-giovani-bungabunga-adinolfi/#comments" target="_blank">qui</a> sul sito di Diritto di Critica.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>foto:<a href="http://www.flickr.com/photos/karltra/" target="_blank"> Kkarl</a></em></p>
<p style="text-align: justify;">
]]></content:encoded>
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		<title>Domande, domande, domande a Massimo D&#8217;Alema</title>
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		<pubDate>Fri, 10 Dec 2010 13:41:50 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Le malelingue dicono le cose peggiori su di lui. A peggiorare la situazione o a confermarla, le corrispondenze tra le ambasciate pubblicate da Wikileaks che parlano di Massimo D&#8217;Alema come un ottimo interlocutore di Berlusconi che aveva cercato in baffino una spalla su cui appoggiarsi per far approvare le leggi di proprio interesse. Il giusto interlocutore dunque, lo «smartest guy in the room» che dialoga con B. ripagato &#8211; dicono sempre i cattivi commentatori &#8211; con: la candidatura a Ministro degli Esteri dell&#8217;Unione Europea (ma senza successo) la candidatura a Presidente del Copasir, il Comitato per la sicurezza della Repubblica italiana (questa con grande successo) D&#8217;Alema, anche noto come Baffino o Lìder Maximo, è un politico furbo, ritenuto responsabile di molte delle sconfitte del centrosinistra italiano, la impersonificazione della nomenklatura. Non a caso i candidati alle primarie da lui sostenuti hanno perso le Primarie del Partito Democratico. Vederlo in leggera difficoltà è raro, ma è altrettanto rarissimo trovare un giornalista che lo tartassi di domande, una dietro l&#8217;altra, senza quasi prendere fiato. Domande, domande, domande a cui segue un evidente imbarazzo dell&#8217;attuale Presidente del Copasir il quale rimanda il cronista a studiare sulle carte della legislatura che lui capeggiò come [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a rel="attachment wp-att-2668" href="http://www.damianozito.org/blog/2010/politica/domande-domande-domande-a-massimo-dalema/attachment/massimo_dalema/"><img class="aligncenter size-full wp-image-2668" title="massimo_d'alema" src="http://www.damianozito.org/wp-content/uploads/2010/12/massimo_dalema.jpg" alt="" width="599" height="355" /></a></p>
<p><strong>Le malelingue </strong>dicono le cose peggiori su di lui. A peggiorare la situazione o a confermarla, le corrispondenze tra le ambasciate <strong>pubblicate da Wikileaks</strong> che parlano di <strong>Massimo D&#8217;Alema</strong> come un ottimo interlocutore di <strong>Berlusconi</strong> che aveva cercato in baffino una spalla su cui appoggiarsi per far approvare le leggi di proprio interesse.</p>
<p>Il giusto interlocutore dunque, lo «smartest guy in the room» che dialoga con B. ripagato &#8211; dicono sempre i cattivi commentatori &#8211; con:</p>
<ul>
<li>la candidatura a <strong>Ministro degli Esteri dell&#8217;Unione Europea</strong> (ma <strong>senza successo</strong>)</li>
<li>la candidatura a Presidente del Copasir, il Comitato per la sicurezza della Repubblica italiana (questa con <strong>grande successo</strong>)</li>
</ul>
<p>D&#8217;Alema, anche noto come Baffino o Lìder Maximo, è un politico furbo, ritenuto responsabile di molte delle sconfitte del centrosinistra italiano, la impersonificazione della nomenklatura. Non a caso i candidati alle primarie da lui sostenuti hanno perso le <strong>Primarie del Partito Democratico</strong>.</p>
<p>Vederlo in leggera difficoltà è raro, ma è altrettanto rarissimo trovare un giornalista che lo tartassi di domande, una dietro l&#8217;altra, senza quasi prendere fiato. Domande, domande, domande a cui segue un evidente imbarazzo dell&#8217;attuale Presidente del Copasir il quale rimanda il cronista a studiare sulle carte della legislatura che lui capeggiò come capo di Governo.</p>
<p>
foto: <a href="http://www.flickr.com/photos/tonidefalco/" target="_blank">Toni De Falco</a>
</p>
<p></p>
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=PatJplcuGL4">http://www.youtube.com/watch?v=PatJplcuGL4</a></p>
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		<title>Zit(t)o a Colori &#8211; Zitti Tutti</title>
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		<pubDate>Sat, 23 Oct 2010 13:53:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>damiano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[“Zitti Tutti” è il titolo della nuova puntata di Zit(t)o a Colori che verte sui temi della censura giornalistica, dalla carta stampata alla televisione, occupandosi del caso di Lucio Musolino, ormai ex giornalista di Calabria Ora, licenziato dal proprio giornale via fax. Tempi bui per l&#8217;informazione quindi? La Rai, controllata dai partiti, è messa sotto scacco dalla politica pronta ad intervenire prima della messa in onda di servizi scomodi. È il caso della puntata di Report (che si è occupata delle ville del premier ad Antigua) e del nuovo programma Vieni via con me di Fabio Fazio e Roberto Saviano. In mezzo non può che esserci la (solita) polemica su Annozero e Michele Santoro. E il dissenso in piazza è da criminalizzare preventivamente? Perché il Ministro Maroni ha rilasciato dichiarazioni su possibili scontri nella manifestazione della Fiom? E in tutto ciò il Partito Democratico, grande assente, da che parte sta?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-2403" href="http://www.damianozito.org/blog/2010/webtv/zitto-a-colori-quale-maggioranza/attachment/zittoacolori/"><img class="alignleft size-full wp-image-2403" title="zittoacolori" src="http://www.damianozito.org/wp-content/uploads/2010/10/zittoacolori.png" alt="" width="253" height="136" /></a>“Zitti Tutti” è il titolo della nuova puntata di Zit(t)o a Colori che verte sui temi della censura giornalistica, dalla carta stampata alla televisione, occupandosi del caso di <strong>Lucio Musolino</strong>, ormai ex giornalista di <strong>Calabria Ora</strong>, licenziato dal proprio giornale via fax.</p>
<p>Tempi bui per l&#8217;informazione quindi? La <strong>Rai</strong>, controllata dai partiti, è messa sotto scacco dalla politica pronta ad intervenire prima della messa in onda di servizi scomodi. È il caso della puntata di <em><strong>Report</strong></em> (che si è occupata delle ville del premier ad Antigua) e del nuovo programma <em><strong>Vieni via con me</strong></em> di Fabio Fazio e Roberto Saviano. In mezzo non può che esserci la (solita) polemica su Annozero e Michele Santoro.</p>
<p>E il dissenso in piazza è da criminalizzare preventivamente? Perché il Ministro Maroni ha rilasciato dichiarazioni su possibili scontri nella manifestazione della Fiom? E in tutto ciò il <strong>Partito Democratico</strong>, grande assente, da che parte sta?</p>
<p style="text-align: center;"><object id="utv492632" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="480" height="296" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="name" value="utv_n_831694" /><param name="flashvars" value="loc=%2F&amp;autoplay=false&amp;vid=10354975&amp;locale=en_US" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.ustream.tv/flash/video/10354975?v3=1" /><embed id="utv492632" type="application/x-shockwave-flash" width="480" height="296" src="http://www.ustream.tv/flash/video/10354975?v3=1" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" flashvars="loc=%2F&amp;autoplay=false&amp;vid=10354975&amp;locale=en_US" name="utv_n_831694"></embed></object></p>
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		<title>Un ddl per salvare i Blog: proposta di Vincenzo Vita contro la legge bavaglio</title>
		<link>http://www.damianozito.org/blog/2010/informazione/un-ddl-per-salvare-i-blog-proposta-di-vincenzo-vita-contro-la-legge-bavaglio/2062</link>
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		<pubDate>Fri, 02 Jul 2010 09:09:34 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Ieri a piazza Navona si difendeva la libertà di informare e di essere informati. Difendere questi diritti oggi è significativo perché i tentativi di censura sono all&#8217;ordine del giorno e purtroppo riguardano anche i blog e i siti che fanno informazione. I tentativi di imbavagliare la Rete non piovono dal cielo per motivi dovuti al caso, ma fanno parte di un preciso progetto, che se volete, mira proprio a cancellare il pensiero critico. Internet non rappresenta la fonte di Verità in assoluto e nessuno deve pensare di detenerla. Ma fa parte di uno spirito di pluralità avere più voci da ascoltare per farsi un&#8217;opinione, anche i blog in questo caso, hanno la loro parte. Sta al lettore decidere quanto sia affidabile questa o quella fonte, e sta a chi scrive conquistare la fiducia dei lettori. Però i blog non sono un giornale, i blogger non sono sempre giornalisti professionisti, non sono editori e nonostante l&#8217;influenza che possono avere non possono essere sottoposti alla stessa regolamentazione di un giornalista che fa informa per professione. Certo, se uno scrive diffamando, come minimo deve rettificare, in tempi ragionevoli e nei modi dovuti. È per questo che ho intervistato il senatore Vincenzo Vita del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a rel="attachment wp-att-2063" href="http://www.damianozito.org/blog/2010/informazione/un-ddl-per-salvare-i-blog-proposta-di-vincenzo-vita-contro-la-legge-bavaglio/attachment/vincenzo_vita/" target="_blank"><img class="aligncenter size-full wp-image-2063" title="Vincenzo_Vita" src="http://www.damianozito.org/wp-content/uploads/2010/07/Vincenzo_Vita.png" alt="" width="600" height="336" /></a></p>
<p>Ieri a piazza Navona si difendeva la libertà di informare e di essere informati. Difendere questi diritti oggi è significativo perché <strong>i tentativi di censura sono all&#8217;ordine del giorn</strong>o e purtroppo riguardano anche <strong>i blog</strong> e i siti che fanno informazione.</p>
<p>I tentativi di imbavagliare la Rete non piovono dal cielo per motivi dovuti al caso, ma fanno parte di un preciso progetto, che se volete, mira proprio a cancellare il pensiero critico. Internet non rappresenta la fonte di Verità in assoluto e nessuno deve pensare di detenerla. Ma fa parte di uno spirito di pluralità avere più voci da ascoltare per farsi un&#8217;opinione, anche i blog in questo caso, hanno la loro parte.</p>
<p>Sta al lettore decidere quanto sia <strong>affidabile</strong> questa o quella fonte, e sta a chi scrive conquistare la <strong>fiducia</strong> dei lettori. Però i blog non sono un giornale, i blogger non sono sempre giornalisti professionisti, non sono editori e nonostante l&#8217;influenza che possono avere non possono essere sottoposti alla stessa regolamentazione di un giornalista che fa informa per professione. Certo, se uno scrive diffamando, come minimo <strong>deve rettificare</strong>, in tempi ragionevoli e nei modi dovuti.</p>
<p>È per questo che ho intervistato il senatore <strong>Vincenzo Vita</strong> del Partito Democratico, che in quanto a libertà su internet è sempre vigile e attento.</p>
<p>Il senatore Vita, insieme al collega <strong>Felice Casson</strong>, si sta facendo portatore di <strong>un disegno di legge composto da un solo ticolo per specificare che i blog sono un mondo a parte </strong>rispetto alle testate giornalistiche. È una buona notizia e un buon tentativo di &#8220;salvare&#8221; i blog dalla censura. Chiunque avesse proposte faccia pure.</p>
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=_fg4mFll7go" target="_blank"><strong>GUARDA</strong></a><a href="http://www.youtube.com/watch?v=_fg4mFll7go" target="_blank"> il Video</a></p>
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		<title>L&#8217;insaziabile Walter Veltroni: Premier nel 2013</title>
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		<pubDate>Tue, 22 Jun 2010 11:36:10 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[&#8220;Compagni e compagne&#8221;, &#8220;Democratici e democratiche&#8221;, &#8220;Amici, amiche, compagni democratici e compagne democratiche&#8221;. &#8220;Riformisti e post-riformisti&#8221;.Come si chiameranno i dirigenti del partito di Pierluigi Bersani? Cari elettori ed elettrici, ma anche no, del Partito Democratico, a quanto pare i nodi vengono al pettine e non si prevede un buon futuro per il partito che ha seppellito la storia della sinistra italiana per fondare una nuova, ma mai vista, realtà politica che avrebbe dovuto s(pro)fondare in ogni fronte. Prima ci si mette Debora Serracchiani, non una, ma ben due volte. È passato poco più di un anno dall&#8217;intervento dell&#8217;ormai eurodeputata democratica, che in una Assemblea Nazionale del Pd cominciò ad elencare i problemi del partito con evidente imbarazzo dell&#8217;apparato del partito. Si scatenarono applausi a catena, una reazione che su internet si traduce col termine &#8220;virale&#8221;. Poi, in questi giorni, se ne esce con la proposta di cambiare il lodo del Pd, definendolo «asettico». Sfogliando i giornali di oggi invece è possibile leggere un dibattito interno nel Pd, scatenato da una lettera di alcuni giovani democratici che non si riconoscono nel termine «compagno». Senza andare ad esaminare l&#8217;etimologia del vocabolo, non si può non notare che il Partito Democratico soffra di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a rel="attachment wp-att-1997" href="http://www.damianozito.org/blog/2010/politica/linsaziabile-walter-veltroni-premier-nel-2013/attachment/veltroni/"><img class="alignleft size-full wp-image-1997" title="veltroni" src="http://www.damianozito.org/wp-content/uploads/2010/06/Veltroni_ombrellone.jpg" alt="" width="313" height="470" /></a>&#8220;Compagni e compagne&#8221;, &#8220;Democratici e democratiche&#8221;,</strong> &#8220;Amici, amiche, compagni democratici e compagne democratiche&#8221;. &#8220;Riformisti e post-riformisti&#8221;.Come si chiameranno i dirigenti del partito di Pierluigi Bersani?</p>
<p>Cari elettori ed elettrici, ma anche no, del Partito Democratico, a quanto pare i nodi vengono al pettine e non si prevede un buon futuro per il partito che ha seppellito la storia della sinistra italiana per fondare una nuova, ma mai vista, realtà politica che avrebbe dovuto s(pro)fondare in ogni fronte.</p>
<p>Prima ci si mette Debora Serracchiani, non una, ma ben due volte. È passato poco più di un anno dall&#8217;intervento dell&#8217;ormai eurodeputata democratica, che in una Assemblea Nazionale del Pd cominciò ad elencare i problemi del partito con evidente imbarazzo dell&#8217;apparato del partito. Si scatenarono applausi a catena, una reazione che su internet si traduce col termine &#8220;virale&#8221;. Poi, in questi giorni, se ne esce con la <a href="http://www.unita.it/news/italia/99571/simbolo_pd_asettico_marchiologo_cambiarlo" target="_blank">proposta</a> di cambiare il lodo del Pd, definendolo «asettico».</p>
<p><strong>Sfogliando i giornali di oggi invece è possibile</strong> leggere un dibattito interno nel Pd, scatenato da una lettera di alcuni giovani democratici che non si riconoscono nel termine «compagno».</p>
<p>Senza andare ad esaminare l&#8217;etimologia del vocabolo, non si può non notare che il Partito Democratico soffra di una crisi di identità. Tanto grave da renderlo irriconoscibile anche agli stessi appartenenti, figuriamoci alla gente.</p>
<p>Ecco quindi che a dare la botta (quella finale) ci (ri)pensa Walter Veltroni, che sta preparandosi per cavalcare di nuovo le redini del partito che ha abbandonato perché «spesso mi sono trovato coi <a href="http://www.corriere.it/politica/09_febbraio_17/voto_sardegna_reazioni_570ef59c-fcdb-11dd-b299-00144f02aabc.shtml" target="_blank">bastoni fra le ruote</a>».</p>
<p>Non ha mantenuto la promessa e non se ne è andato in Africa, al contrario sembra pronto per candidarsi come premier per il 2013. Claudio Cerasa, <a href="http://www.ilfoglio.it/cerazade/950" target="_blank">scrive</a> sul suo blog:</p>
<blockquote><p><em>E’ vero, Veltroni sta tornando. Lo aveva scritto qualche tempo fa su  Europa <a href="http://www.stefanomenichini.it/post/2486076.html">Stefano  Menichini</a> ma in questi giorni nel Pd se ne parla spesso. Veltroni  vuole fare il candidato premier nel 2013. Ci crede davvero. Sta  organizzando tour in giro per l’Italia. Lui smentirà ma intanto oggi mi  hanno raccontato una chicca niente male. Le parole tra virgolette sono  di Veltroni, e dicono che l’ex sindaco di Roma l’ha usate qualche  settimana fa a un incontro con i suoi. “Basta che faccio uno schiocco  così con le dita e vedrete che tutti tornano con me”</em></p></blockquote>
<p>Così l&#8217;ex sindaco di Roma, che ha &#8220;cosegnato&#8221; <em>aggratis</em> la città di Roma a Gianni Alemanno<em> </em>e che è complice di aver portato il Pd ad un consenso popolare del 20 per cento, tenta di nuovo la scalata (non quella bancaria) verso la vetta.</p>
<p>Davvero insaziabile!</p>
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		<title>Ddl Alfano, una piccola agorà contro il bavaglio all&#8217;informazione</title>
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		<pubDate>Fri, 21 May 2010 21:14:02 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Una cassetta della frutta, un blocco di giornali, un microfono e una cassa. Così è stato allestito lo speaker&#8217;s corner a piazza Montecitorio, in un venerdì pomeriggio primaverile davanti la Camera dei Deputati del Parlamento italiano. Un susseguirsi di interventi per motivare la protesta contro il disegno di legge sulle intercettazioni (ddl Alfano). All&#8217;iniziativa partita dal web &#8211; che avrà un seguito lunedì al Teatro degli Angeli nel quartiere Prati di Roma &#8211; vi hanno aderito diverse associazioni, editori importanti, giornalisti, personaggi del rango di Stefano Rodotà anche lui presente in piazza. Un piccola Agorà dove chiunque dice la sua. «Questo è uno Stato libero e ognuno può venire a parlare» sono le parole di Arturo di Corinto incitando i prensenti a salire sul &#8220;palco&#8221; costruito con la cassetta di frutta e col malloppo di giornali. Nessuna grande scenografia, ma tanti contenuti per spiegare l&#8217;illiberalità di questa legge tanto voluta e tanto cara al Presidente del Consiglio. Stefano Corradino di Articolo21.info, non ha dubbi: «questa è la madre di tutti i bavagli» e lancia un di giuramento di Ippocrate per la libertà di informazione che si può sottoscrivere sul sito dell&#8217;associazione. Mentre gli interventi vanno avanti arriva la notizia dagli [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a rel="attachment wp-att-1658" href="http://www.damianozito.org/2010/informazione/ddl-alfano-una-piccola-agora-contro-il-bavaglio-allinformazione/attachment/ddl-alfano-arturo-di-corinto_damianozito-org/"><img class="aligncenter size-full wp-image-1658" title="Ddl Alfano - Arturo Di Corinto_(damianozito.org)" src="http://www.damianozito.org/wp-content/uploads/2010/05/Ddl-Alfano-Arturo-Di-Corinto_damianozito.org_.jpeg" alt="" width="600" height="382" /></a>Una cassetta della frutta,</strong> un blocco di giornali, un microfono e una cassa. Così è stato allestito lo speaker&#8217;s corner a piazza Montecitorio, in un venerdì pomeriggio primaverile davanti la Camera dei Deputati del Parlamento italiano. Un susseguirsi di interventi per motivare la protesta contro il disegno di legge sulle intercettazioni (ddl Alfano). All&#8217;iniziativa partita dal web &#8211; che avrà un seguito lunedì al Teatro degli Angeli nel quartiere Prati di Roma &#8211; vi hanno aderito diverse associazioni, editori importanti, giornalisti, personaggi del rango di Stefano Rodotà anche lui presente in piazza.</p>
<p><strong>Un piccola Agorà dove </strong>chiunque dice la sua. «Questo è uno Stato libero e ognuno può venire a parlare» sono le parole di Arturo di Corinto incitando i prensenti a salire sul &#8220;palco&#8221; costruito con la cassetta di frutta e col malloppo di giornali. Nessuna grande scenografia, ma tanti contenuti per spiegare l&#8217;illiberalità di questa legge tanto voluta e tanto cara al Presidente del Consiglio. Stefano Corradino di Articolo21.info, non ha dubbi: «questa è la madre di tutti i bavagli» e lancia un di giuramento di Ippocrate per la libertà di informazione che <a href="http://www.articolo21.org/43/appello/il-giuramento-di-articolo21-contro-ogni-bavaglio.html" target="_blank">si può sottoscrivere</a> sul sito dell&#8217;associazione.</p>
<p>Mentre gli interventi vanno avanti arriva la <a href="http://www.repubblica.it/politica/2010/05/21/news/america_contro_la_legge-intercettazioni-4239224/?ref=HREA-1" target="_blank">notizia</a> dagli Stati Uniti: «Le intercettazioni sono utilissime per i processi» e scattano gli applausi che continuano quando Gianfranco Mascia annuncia che il Popolo Viola raccoglierà i fondi per acquistare due pagine su importanti giornali stranieri come il New York Times.</p>
<p><strong>In questi giorni, mentre il ddl </strong>veniva discusso in Commissione giustizia, l&#8217;opposizione si è data da fare con emendamenti per contrastare il bavaglio alla stampa. Ha dovuto però scontrarsi con i numeri. Tuttavia oggi pomeriggio delle forze del Partito Democratico, neanche l&#8217;ombra. Se non per la presenza di Giuseppe Civati, sempre attento su questi temi. Un tiepido Bersani che pensa a calmare gli animi delle correnti interne al Pd e non invita i suoi ad unirsi alla piazza fa sì che sfumi l&#8217;ennesima occasione per ritrovarsi con la società civile che dimostra ancora una volta tanta sensibilità su temi come la libertà di informazione.</p>
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		<title>Questo Pd è da riformatorio</title>
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		<pubDate>Thu, 01 Apr 2010 15:37:39 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il Pd è come quei foruncoletti nascosti sotto la pelle: c&#8217;è ma non si vede. C&#8217;è chi come il suo segretario Pierluigi Bersani ha preso la sconfitta elettorale come una partita di calcio con due pali in zona cesarini, peccato però che nel calcio oltre alla bravura del centravanti, a volte, anche la fortuna gioca il suo ruolo. C&#8217;è chi come Walter Veltroni, della serie a volte ritornano, che ritengono che le elezioni regionali sono andate male e che bisogna ripartire da non si capisce quale punto. È una competizione a chi la spara più grossa, a chi coglie di più l&#8217;attenzione sui giornali. Matteo Renzi, l&#8217;obamino italiano, con tanto di ciuffo parabolico, è tra quelli che cerca di farsi spazio per scalare la vetta più alta del più grande partito riformista d&#8217;Italia (qui scatta la pernacchia), anzi che dico, d&#8217;Europa (seconda pernacchia). Non gliele manda a dire Nicola Zingaretti, il presidente della provincia di Roma che in una lettera al Corsera, dopo essere stato chiamato &#8220;vile&#8221; dal nuovo che avanza, risponde a Renzi dandogli del demagogo perché quando doveva andar via da presidente della provincia, pur potendolo fare, abbassò le tasse. Poi Zingaretti va giù pesante, Renzi «appartiene a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a rel="attachment wp-att-1373" href="http://www.damianozito.org/blog/2010/politica/questo-pd-e-da-riformatorio/attachment/bersani/"><img class="alignleft size-medium wp-image-1373" title="bersani" src="http://www.damianozito.org/wp-content/uploads/2010/04/bersani-300x210.jpg" alt="" width="300" height="210" /></a>Il Pd è come quei foruncoletti </strong>nascosti sotto la pelle: c&#8217;è ma   non si vede.</p>
<p>C&#8217;è chi come il suo segretario Pierluigi Bersani ha  preso la  sconfitta elettorale come una partita di calcio con due pali in  zona  cesarini, peccato però che nel calcio oltre alla bravura del   centravanti, a volte, anche la fortuna gioca il suo ruolo.</p>
<p>C&#8217;è chi  come Walter Veltroni, della serie a volte ritornano, che  ritengono che  le elezioni regionali sono andate male e che bisogna  ripartire da non si  capisce quale punto. È una competizione a chi la  spara più grossa, a  chi coglie di più l&#8217;attenzione sui giornali.</p>
<p><strong>Matteo Renzi,  l&#8217;obamino italiano</strong>, con tanto di ciuffo  parabolico, è tra quelli che  cerca di farsi spazio per scalare la vetta  più alta del più grande  partito riformista d&#8217;Italia (qui scatta la  pernacchia), anzi che dico,  d&#8217;Europa (seconda pernacchia). Non gliele  manda a dire Nicola  Zingaretti, il presidente della provincia di Roma  che in una lettera al <em>Corsera</em>,  dopo essere stato chiamato &#8220;vile&#8221;  dal nuovo che avanza, risponde a  Renzi dandogli del demagogo perché  quando doveva andar via da presidente  della provincia, pur potendolo  fare, abbassò le tasse. Poi Zingaretti  va giù pesante, Renzi  «appartiene a quella categoria moderna di politici  senza pensiero che,  non avendo idee innovative, usa l&#8217;antico metodo  della denigrazione,  conquista spazi e poltrone gettando fango sugli  altri». Con un tocco di  eleganza Zingaretti continua scrivendo «abbiamo  chiesto il voto per  governare la provincia della capitale e dopo due  anni non si scappa».  Fonti vicine a Renzi dicono che il ciuffo si sia  afflosciato.</p>
<p><strong>Tutti si chiedono chi sarà il prossimo segretario</strong>.  «Finiamola  con questo tormentone dice Rosy Bindi», ma sarà difficile.  Pigi  Bersani attribuisce alla passata leadership l&#8217;esito delle elezioni e   rimanda alle prossime elezioni il suo test. Lo bacchetta però Massimo   D&#8217;Alema. Anche il più perdente dei perdenti ha trovato il coraggio di   dire all&#8217;attuale segretario che così non va, «il progetto non è   credibile, non si percepisce l&#8217;alternativa».</p>
<p>Tra quelli che  vedono il bicchiere mezzo pieno c&#8217;è Enrico Letta il  quale dice che il  racconto di queste elezioni è «monco». Che vuol dire?  &#8211; gli chiede il  giornalista. «Che non tiene conto del fatto che siamo  competitivi in  quasi tutte le regioni». Insomma che poi abbiano perso  alcune di queste  non conta.</p>
<p><strong>Il più duro sembra essere Veltroni,</strong> che dopo le  segnalazioni a  Chi l&#8217;ha visto torna e batte il pugno sul tavolo. Come  prima cosa  Bersani deve dare atto «alle minoranze, a Franceschini  anzitutto, di  grande lealtà». Non si può certo scaricare tutto su  quelli che ci  stavano prima! Occore essere «aggressivi» e le riforme  sociali.</p>
<p>È quello che serve a questo Pd. Un riformatorio per il  recupero  sociale.<br />
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</script></div><br />
<em>Damiano Zito</em></p>
<p><a href="http://www.dirittodicritica.com/2010/04/01/questo-pd-e-da-riformatorio/" target="_blank"><em>Questo articolo lo trovi anche qui: </em>http://www.dirittodicritica.com/2010/04/01/questo-pd-e-da-riformatorio/</a></p>
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		<title>Sondaggio Elezioni Regionali in Calabria</title>
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		<pubDate>Mon, 18 Jan 2010 21:55:43 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il 21 e 22 marzo si svolgeranno le elezioni regionali. In base ai possibili candidati in Calabria apro un sondaggio. Partecipate! [poll id="2"]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il 21 e 22 marzo si svolgeranno le elezioni regionali. In base ai possibili candidati in Calabria apro un sondaggio. Partecipate!</p>
<p>[poll id="2"]</p>
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		<title>Ho votato alle primarie ma con un difetto di forma</title>
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		<pubDate>Sun, 25 Oct 2009 15:45:45 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Ieri sera mi sono ricordato di non essere residente a Roma e di essere studente fuori-sede. Sono andato sul sito per capire come poter votare dato che non posso recarmi in Calabria e ho trovato le seguenti istruzioni: Gli studenti universitari e i lavoratori fuori sede, anche extracomunitari con permesso di soggiorno, possono votare nella città dove studiano o dove lavorano. Tale decisione deve essere comunicata alla sede provinciale del Partito Democratico del luogo in cui si studia o si lavora entro le 19 del 23 ottobre. Non ho fatto nessuna richiesta entro il 23 ma sono andato poco fa in una sede elettorale del pd e ho espresso la volontà di voler votare per le primarie. Dopo essersi consultati i membri della commissione si sono fidati di me e hanno deciso di farmi votare perché la mia residenza è nel comune di Rizziconi (RC) e non mi sarebbe possibile esprimere il doppio voto (a meno che adesso non prendessi un aereo). Ho comunque dato il mio domicilio. Ora mettiamo il caso che mi venisse in mente di andare in un altra sezione vicina, di chiedere di nuovo di poter votare e che venga deciso che va bene: votereri due [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-455" title="IMG_0111" src="http://www.damianozito.org/wp-content/uploads/2009/10/IMG_0111.JPG" alt="IMG_0111" width="500" height="375" /></p>
<p>Ieri sera mi sono ricordato di non essere residente a Roma e di essere studente fuori-sede. Sono andato sul sito per capire come poter votare dato che non posso recarmi in Calabria e ho trovato le seguenti istruzioni:</p>
<blockquote><p>Gli<strong> studenti universitari </strong>e i <strong>lavoratori fuori sede</strong>, anche extracomunitari con permesso di soggiorno, possono votare nella città dove studiano o dove lavorano. Tale decisione deve essere comunicata alla sede provinciale del Partito Democratico del luogo in cui si studia o si lavora entro le 19 del 23 ottobre.</p></blockquote>
<p>Non ho fatto nessuna richiesta entro il 23 ma sono andato poco fa in una sede elettorale del pd e ho espresso la volontà di voler votare per le primarie. Dopo essersi consultati i membri della commissione si sono fidati di me e hanno deciso di farmi votare perché la mia residenza è nel comune di Rizziconi (RC) e non mi sarebbe possibile esprimere il doppio voto (a meno che adesso non prendessi un aereo). Ho comunque dato il mio domicilio.</p>
<p>Ora mettiamo il caso che mi venisse in mente di andare in un altra sezione vicina, di chiedere di nuovo di poter votare e che venga deciso che va bene: votereri due volte e non credo sia fatto un controllo di incrocio dei dati. In ogni caso non ci vado perché il mio ritengo sia stato un voto onesto e non voglio compromettere nulla.</p>
<p>Rimane però il fatto che ogni volta che si va a votare, alle politiche, come alle regionali o amministrative in genere, gli elenchi sono cartacei e non è possibile fare nessun controllo.</p>
<p>Se venisse istituito un elenco telematico in una rete dove un sistema verifica chi ha votato e dove? Non credo che ciò sia difficile.</p>
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		<title>Che fine hanno fatto Veltroni e l&#8217;Onda universitaria?</title>
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		<pubDate>Fri, 23 Oct 2009 16:06:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>damiano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Che fine hanno fatto l&#8217;onda universitaria e Walter Veltroni? Dov&#8217;è finito Walter Veltroni, me lo chiedo spesso. Può un leader di un partito lasciare le redini, dare motivazioni vaghe per poi uscire completamente di scena, non rispondere a domande politiche nonostante sia parlamentare e va in giro a presentare &#8220;Noi&#8221;? Lo scorso anno era quello delle manifestazioni contro la legge 133, la finanziaria di Tremonti che ha tagliato in maniera indiscriminata i fondi alle università. Eppure l&#8217;anno scorso la legge era solo stata approvata ma non si potevano vedere gli effetti. Quest&#8217;anno invece si cominiciano ad avvertire gli effetti di mani di forbice, ma sembra tutto così spento, inerme. Qualche manifestazione sparsa c&#8217;è stata a Roma, a Milano e qualche altra città. Le notizie si sono trovate nei trafiletti di qualche giornale. L&#8217;anno scorso durante la protesta eravamo molto incazzati. Incazzati con una opposizione assente, Veltroni sembrava già scomparso. Durante le manifestazioni, di politici ne ho visti ben pochi, pochissimi. Ricordo come il movimento studentesco si rifiutò di organizzarsi per fare volantinaggio durante la manifestazione del partito democratico per non sembrare un movimento partitico o partitico-cratico. Ci andai da solo. Feci un po&#8217; di volantinaggio anche se non ero abituato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="alignnone size-full wp-image-430" title="Manifestazio14Novembre_Gelmini" src="http://www.damianozito.org/wp-content/uploads/2009/10/Manifestazio14Novembre_Gelmini.JPG" alt="Manifestazio14Novembre_Gelmini" width="500" height="269" /></p>
<p>Che fine hanno fatto l&#8217;<strong>onda</strong> universitaria e <strong>Walter Veltroni</strong>?</p>
<p>Dov&#8217;è finito Walter Veltroni, me lo chiedo spesso. Può un leader di un partito lasciare le redini, dare motivazioni vaghe per poi uscire completamente di scena, non rispondere a domande politiche nonostante sia parlamentare e va in giro a presentare &#8220;Noi&#8221;?</p>
<p>Lo scorso anno era quello delle manifestazioni contro la <strong>legge 133</strong>, la finanziaria di <strong>Tremonti</strong> che ha tagliato in maniera indiscriminata i fondi alle università. Eppure l&#8217;anno scorso la legge era solo stata approvata ma non si potevano vedere gli effetti. Quest&#8217;anno invece si cominiciano ad avvertire gli effetti di mani di forbice, ma sembra tutto così spento, inerme. Qualche manifestazione sparsa c&#8217;è stata a Roma, a Milano e qualche altra città. Le notizie si sono trovate nei trafiletti di qualche giornale.</p>
<p>L&#8217;anno scorso durante la protesta eravamo molto <strong>incazzati</strong>. Incazzati con una opposizione assente, Veltroni sembrava già scomparso. Durante le manifestazioni, di politici ne ho visti ben pochi, pochissimi. Ricordo come il movimento studentesco si rifiutò di organizzarsi per fare volantinaggio durante la manifestazione del partito democratico per non sembrare un movimento partitico o <em>partitico-cratico</em>. Ci andai da solo. Feci un po&#8217; di volantinaggio anche se non ero abituato a farlo, la gente mi chiedeva informazioni, si interessava.</p>
<p>Veltroni? Ah si, è vero. Lui fece un discorso che aveva poca sostanza, durò meno di un&#8217;ora e per non lasciare indietro nessuno cercò di dire una frase per ogni tema. Era vago, quasi retorico. Il suo messaggio al governo fu: «<strong><em>quando governermo noi&#8230;</em></strong>». Quando?!?! Il discorso di Veltroni finì in tempo, prima di un violento acquazzone. «Piove! Governo ladro», dicevano alcuni.</p>
<p>Due ottobre diversi quello del 2008 e quello del 2009. Due assenti importanti. Walter e l&#8217;Onda che è sempre stata distante nei da Veltroni e dal pd. Oggi invece sembrano più vicini che mai.</p>
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