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	<title>il Blog di Damiano Zitorazzismo | il Blog di Damiano Zito</title>
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		<title>Nero o Zingaro</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Dec 2011 23:20:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>damiano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Se nasci povero prima di tutto fattene una colpa. Se non hai una casa è colpa tua. Se poi sei nero, anzi negro, o zingaro allora c&#8217;è sicuramente un motivo in più per inveirti contro. Dare fuoco a quelle cose che per te sono come una casa. Spararti e ucciderti è la cosa migliore. È la legge del più forte che lo dice. La legge di movimenti finanziati coi nostri soldi. È la giustizia fai-da-te, che poi è il prodotto della non-giustizia italiana. Vedi alla voce: Pulizia etnica. &#160; &#160; &#160;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a class="lightbox" title="nero" href="http://www.damianozito.org/?attachment_id=4366"><img class="aligncenter size-full wp-image-4366" title="nero" src="http://www.damianozito.org/wp-content/uploads/2011/12/nero.jpg" alt="" width="610" height="230" /></a></p>
<p>Se nasci povero prima di tutto fattene una colpa. Se non hai una casa è colpa tua. Se poi sei nero, anzi negro, o zingaro allora c&#8217;è sicuramente un motivo in più per inveirti contro. Dare fuoco a quelle cose che per te sono come una casa. Spararti e ucciderti è la cosa migliore. È la legge del più forte che lo dice. La legge di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/CasaPound" target="_blank">movimenti</a> finanziati coi nostri soldi. È la giustizia fai-da-te, che poi è il prodotto della non-giustizia italiana.</p>
<p>Vedi alla voce: <em><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Pulizia_etnica" target="_blank">Pulizia etnica</a></em>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Uomini violenti, donne indifese</title>
		<link>http://www.damianozito.org/blog/2010/politica/uomini-violenti-donne-indifese/2231</link>
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		<pubDate>Tue, 31 Aug 2010 18:43:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>damiano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Chi ricorda il clima della campagna elettorale che ha portato al Governo gli xenofobi della Lega Nord? Slogan e propaganda politica contro gli «stranieri» che «vengono in Italia per stuprare le nostre donne»? Appena finite le elezioni gli stupri sono finiti, o meglio sono scomparsi dalla cronaca giornalistica e della violenza sulle donne non è importato più a nessuno, anche perché l&#8217;Istat ha fornito dati molto chiari. La maggior parte delle violenze sulle donne avviene dentro le mura di casa e non è importante se sei italiano, romeno, bianco o nero, la violenza avviene e spesso non viene denunciata, per paura o per chissà quale altro motivo. Una sera di questa estate mi trovavo a Palmi, in piazza Primo Maggio cantava Francesco Renga. Ogni anno per la festa di Palmi i marciapiedi vengono occupati da diversi venditori ambulanti e molta gente si riversa per le strade della città della Piana creando un fiume di persone che camminano quasi una sopra l&#8217;altro. Il passeggio diventa faticoso, ma è un buon momento per incontrare amici e conoscenti. In uno dei momenti più attesi della serata, quello dei soliti fuochi di artificio che chiudono il ciclo delle serate di festa, mi trovavo proprio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a rel="attachment wp-att-2233" href="http://www.damianozito.org/blog/2010/politica/uomini-violenti-donne-indifese/attachment/violenzadonne/"><img class="aligncenter size-full wp-image-2233" title="violenzadonne" src="http://www.damianozito.org/wp-content/uploads/2010/08/violenzadonne.jpg" alt="" width="600" height="398" /></a></p>
<p><strong>Chi ricorda il clima della campagna elettorale</strong> che ha portato al Governo gli xenofobi della Lega Nord? Slogan e propaganda politica contro gli «stranieri» che «vengono in Italia per stuprare le nostre donne»? Appena finite le elezioni gli stupri sono finiti, o meglio sono <strong>scomparsi dalla cronaca giornalistica</strong> e della violenza sulle donne non è importato più a nessuno, anche perché l&#8217;Istat ha fornito dati molto chiari. La maggior parte delle violenze sulle donne avviene <strong>dentro le mura di casa</strong> e non è importante se sei italiano, romeno, bianco o nero, la violenza avviene e spesso non viene denunciata, per paura o per chissà quale altro motivo.</p>
<p>Una sera di questa estate mi trovavo a Palmi, in piazza Primo Maggio cantava Francesco Renga. Ogni anno per la festa di Palmi i marciapiedi vengono occupati da diversi venditori ambulanti e molta gente si riversa per le strade della città della Piana creando un fiume di persone che camminano quasi una sopra l&#8217;altro. Il passeggio diventa faticoso, ma è un buon momento per incontrare amici e conoscenti.</p>
<p>In uno dei momenti più attesi della serata, quello dei soliti fuochi di artificio che chiudono il ciclo delle serate di festa, mi trovavo proprio nei pressi di piazza Primo Maggio quando il concerto di Renga e lo &#8220;sparo&#8221; dei fuochi erano ormai terminati. In quel momento di confusione a qualche decina di metri più distante da me, vi era un signore che si trovava vicino al banchetto di una di quelle donne con sembianze orientali che scrivono i nomi su cartoncino bianco utilizzando colori all&#8217;olio.</p>
<p>Il banchetto si è ribaltato (perché qualcuno ci ha sbattuto involontariamente) ed è andato a finire sui pantaloni del signore che si è messo ad urlare inferocito verso la povera donna che indifesa <strong>ha subìto le botte del marito che stava lì a fianco <span style="font-weight: normal;">mentre quel signore infuriato continuava a puntare il dito contro quella signora indifesa che </span>ha saputo solo mettere le mani sopra al capo, accucciarsi e subire la violenza del suo compagno.</strong></p>
<p>È stata una scena orribile, che mi ha fatto riflettere molto un po&#8217; per l&#8217;atto in sé, un po&#8217; perché nessuno lì vicino è intervenuto a dire a quell&#8217;uomo di fermare quelle mani. Ho pensato a tutte quelle donne che vivono sotto la cruda violenza fisica e psicologica di uomini che magari hanno pure amato. Non riesco proprio a sopportare l&#8217;idea che le donne ancora oggi vivano sotto l&#8217;imposizione maschile <strong>per questioni legate al solo fatto di essere &#8220;donna&#8221;, per questioni di religione o politiche. </strong></p>
<p>Non è solo dei casi come quello di <a href="http://www.repubblica.it/esteri/2010/08/29/news/la_lettera_di_dario_fo_e_franca_rame-6599297/" target="_blank">Sakineh</a> che dovremmo indignarci e mobilitarci per poi stare in silenzio per altre violenze, apparentemente meno gravi. E la politica (italiana) non deve ricordarsi degli stupri solo quando è conveniente montarci su una campagna elettorale basata sulla paura del diverso, sfruttando il dramma subito da una donna, per raccogliere consenso popolare.</p>
<p>Quanta violenza ancora?</p>
<p><em>foto:<a href="http://www.flickr.com/photos/crisalide/" target="_blank"> Riccardo La Valle</a></em></p>
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		<title>Perché gli africani hanno distrutto tutto</title>
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		<pubDate>Sat, 09 Jan 2010 21:36:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>damiano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Appare difficile in questo momento far capire i motivi di una protesta così violenta e inaspettata(?). Provo lo stesso a spiegare in poche righe, se ci riesco, un concetto che spero sia chiaro. Cerco di fare ragionamenti semplici: in che modo  ci porgiamo verso gli africani che incontriamo per strada, piuttosto che sulle spiagge in estate o durante qualche festa quando ci affacciamo a guardare i loro oggetti messi in vendita sulle bancarelle? Nella maggior parte dei casi, ci rivolgiamo dicendo &#8220;ehi cugggino!&#8221; o &#8220;ciao cugggino, quanto vendere questo?&#8221;. Insomma, se stiamo interloquendo con un africano stiamo pensando con la nostra testa che lui è diverso, è più povero, non parla bene l&#8217;italiano. Quindi iniziamo ad utilizzare un italiano maccheronico, mischiato al dialetto locale, il tutto nella più totale convinzione che se parliamo la nostra lingua con i verbi sbagliati loro, che a differenza nostra consocono almento due lingue, capiscono meglio. Sembriamo degli stupidi, è come se io volere iniziare scrivere questo sito cu na lingua differenti, pecchì il blog potere essere leggere pure da negro puzzolenti africano di merda, e siccome lui non sapere italiano io scrivere e parlare come uno scemo. Quando gli africani non ce li abbiamo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-758" title="Rosarno_africani_sbarre(naturalmenteandrea.it)" src="http://www.damianozito.org/wp-content/uploads/2010/01/Rosarno_africani_sbarrenaturalmenteandrea.it.jpg" alt="Rosarno_africani_sbarre(naturalmenteandrea.it)" width="600" height="335" /></p>
<p>Appare difficile in questo momento far capire i motivi di una protesta così violenta e inaspettata(?). Provo lo stesso a spiegare in poche righe, se ci riesco, un concetto che spero sia chiaro. Cerco di fare ragionamenti semplici: in che modo  ci porgiamo verso gli africani che incontriamo per strada, piuttosto che sulle spiagge in estate o durante qualche festa quando ci affacciamo a guardare i loro oggetti messi in vendita sulle bancarelle? Nella maggior parte dei casi, ci rivolgiamo dicendo &#8220;ehi cugggino!&#8221; o &#8220;ciao cugggino, quanto vendere questo?&#8221;. Insomma, se stiamo interloquendo con un africano stiamo pensando con la nostra testa che lui è <strong>diverso</strong>, è più <strong>povero</strong>, <strong>non parla bene l&#8217;italiano</strong>. Quindi iniziamo ad utilizzare un italiano maccheronico, mischiato al dialetto locale, il tutto nella più totale convinzione che se parliamo la nostra lingua con i verbi sbagliati loro, che a differenza nostra consocono almento <strong>due lingue</strong>, capiscono meglio. Sembriamo degli stupidi, è come se io volere iniziare scrivere questo sito cu na lingua differenti, pecchì il blog potere essere leggere pure da negro puzzolenti africano di merda, e siccome lui non sapere italiano io scrivere e parlare come uno scemo.</p>
<p>Quando gli africani non ce li abbiamo propriamente davanti a noi, ma stiamo parlando di loro, non li distinguiamo col loro nome, ma iniziamo a dire &#8220;i neri&#8221; o meglio &#8220;i nigri (o nìguri) i rosarnu&#8221;, &#8220;no! chidi chi abitannu a Collina a Rizziconi&#8221;. Per noi non hanno nome, sono tutti <strong>salammallik</strong> (<em>espressione dialettale che tradotta vuol dire: salame mi lecchi. A voi i doppi sensi</em>). Se un africano lavora con me, lui mi deve considerare suo <strong>padrone</strong>, perché siamo bianchi e abbiamo quindi tutto il diritto di essere considerati loro padroni. Anche se facciamo lo stesso mestiere. Io sopra lui sotto. Sempre.</p>
<p>Noi <strong>li consideriamo tutti uguali, ma solo a loro stessi</strong>, hanno le stesse labbra gonfie, lo stesso attributo esagerato, gli stessi denti bianchi, unico segnale di riconoscimento al buio quando percorriamo la statale 18. &#8220;Sti nìgri! Se non sorridono rischiamo di metterli sotto con la macchina!&#8221;.</p>
<p>Per noi, <strong>loro sono solo loro</strong>. Kwame è u nìgru, poi u nìgru è Lumumba che è uguale a Gebre, lo stesso di Oba e Ayubu, sì quelli lì i nìgri, proprio loro, quelli uguali a Ekow, Salehe, Thembi, Zuru, Dume, Kojo, Toure, Rudo, Anwar, Gyasi, Muniyka, Okwui, Diara, Wambua e tutti gli altri nìgri.</p>
<p>Per concludere: noi abbiamo sempre considerato la comunità africana, e continuiamo a farlo, una comunità con la quale non ci può essere interazione, <strong>culturalmente li poniamo sotto il nostro livello</strong>, alcuni di noi li deride, li umilia, gli fa versi. Li trattiamo come i maiali, gli buttiamo il cibo nella mangiatoia, diciamo che puzzano, gli rifacciamo il verso col naso e quando arriva dicembre siamo pronti ad appenderli per la gola, insalsicciarli e gustarceli, fumanti. Per noi sono uguali, puzzolenti ma uguali, a se stessi, come i maiali che riusciamo a distinguere solo per la fisionomia o qualche segno particolare.</p>
<p><strong>Loro hanno fatto lo stesso con noi</strong>. Non hanno avuto limiti, <strong>hanno riversato su di noi quello che loro subiscono da sempre</strong>, lo hanno fatto <strong>con lo stesso spirito che noi usiamo nei loro confronti</strong>, in quel momento per loro non esisteva pasquale, mario, luigi, giuseppe, rocco, damiano, francesco o andrea, <strong>eravamo solo gli italiani razzisti </strong>che ce l&#8217;hanno con loro! Tutti uguali, indistintamente.</p>
<p>È chiaro il concetto?</p>
<p><em>foto</em> (<a href="http://www.naturalmenteandrea.it/blog/" target="_blank">naturalmenteandrea.it</a>)</p>
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		<title>Leghista vs Terrone. Eppure stavo guardando solo il video di un cellulare</title>
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		<pubDate>Sat, 24 Oct 2009 22:07:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>damiano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Stavo guardando una videoprova dell&#8217;HTC Hero quando fra i commenti ho notato questa discussione:]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Stavo guardando una <a href="http://www.youtube.com/watch?v=mktxxCii0W0" target="_blank">videoprova</a> dell&#8217;HTC Hero quando fra i commenti ho notato questa discussione:</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-449" title="commentiandroid" src="http://www.damianozito.org/wp-content/uploads/2009/10/commentiandroid1.jpeg" alt="commentiandroid" width="576" height="483" /></p>
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