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	<title>il Blog di Damiano Zitoroma | il Blog di Damiano Zito</title>
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		<title>Ma il Coordinamento 15 Ottobre che Fine ha Fatto?</title>
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		<pubDate>Mon, 17 Oct 2011 08:53:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>damiano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Di quello che ho visto in piazza San Giovanni sabato scorso durante gli scontri ho scritto un post sul Fatto Quotidiano. Ma a margine di tutto ciò c&#8217;è una cosa &#8211; grave se volete &#8211; che manca. Il coordinamento 15 ottobre che ha un sito ufficiale, un account Facebook e uno Twitter, non ha ancora pubblicato una dichiarazione o commento attraverso questi canali. Sembrano tutti dileguati. Intanto i &#8220;neri&#8221; che hanno rilasciato interviste su Repubblica e il Fatto, rivendicando l&#8217;azione di sabato scorso, se la prendono col movimento degli indignati italiani. Sanno chi siamo e delle nostre intenzioni &#8211; dicono. Due parole dopo tutto quello che è successo e dopo queste dichiarazioni uno se le aspetta.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.damianozito.org/?attachment_id=4340"><img class="aligncenter size-full wp-image-4340" title="15O-logo-united-of-global-change" src="http://www.damianozito.org/wp-content/uploads/2011/10/15O-logo-united-of-global-change.jpg" alt="" width="610" height="610" /></a></p>
<p>Di quello che ho visto in piazza San Giovanni sabato scorso durante gli scontri ho scritto <a title="Leggi: Cosa ho visto in Piazza San Giovanni" href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/10/16/indignati-cosa-ho-visto-in-piazza-san-giovanni/164142/" target="_blank">un post</a> sul <em>Fatto Quotidiano</em>.</p>
<p>Ma a margine di tutto ciò c&#8217;è una cosa &#8211; grave se volete &#8211; che manca. Il coordinamento 15 ottobre che ha un <a href="http://15ottobre.wordpress.com/" target="_blank">sito ufficiale</a>, un <a href="http://www.facebook.com/pages/Coordinamento-15-ottobre-2011/266576893374830" target="_blank">account</a> Facebook e <a href="http://twitter.com/#!/quindiciottobre" target="_blank">uno</a> Twitter, <strong>non ha ancora pubblicato una dichiarazione o commento attraverso questi canali</strong>. Sembrano tutti dileguati. Intanto i &#8220;neri&#8221; che hanno rilasciato interviste su <em>Repubblica</em> e il <em>Fatto</em>, rivendicando l&#8217;azione di sabato scorso, se la prendono col movimento degli indignati italiani. Sanno chi siamo e delle nostre intenzioni &#8211; dicono.</p>
<p>Due parole dopo tutto quello che è successo e dopo queste dichiarazioni uno se le aspetta.</p>
<div id="-chrome-auto-translate-plugin-dialog" style="opacity: 1 !important; background-image: initial !important; background-attachment: initial !important; background-origin: initial !important; background-clip: initial !important; background-color: transparent !important; position: absolute !important; top: 0px; left: 0px; overflow-x: visible !important; overflow-y: visible !important; z-index: 999999 !important; text-align: left !important; display: none; padding: 0px !important; margin: 0px !important;">
<div style="max-width: 300px !important; color: #fafafa !important; opacity: 0.8 !important; border-color: #000000 !important; border-width: 0px !important; -webkit-border-radius: 10px !important; background-color: #363636 !important; font-size: 16px !important; padding: 8px !important; overflow: visible !important; background-image: -webkit-gradient(linear, left top, right bottom, color-stop(0%, #000), color-stop(50%, #363636), color-stop(100%, #000)); z-index: 999999 !important; text-align: left  !important;"></div>
<p><img style="position: absolute !important; z-index: -1 !important; right: 1px !important; top: -20px !important; cursor: pointer !important; -webkit-border-radius: 20px; background-color: rgba(200, 200, 200, 0.3) !important; padding: 3px 5px 0 !important; margin: 0 !important;" onclick="document.location.href='http://translate.google.com/';" src="http://www.google.com/uds/css/small-logo.png" alt="" /></div>
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		<title>Permeessoooo?</title>
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		<pubDate>Fri, 25 Mar 2011 16:21:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>damiano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Stavo sempre su un autobus strapieno dell&#8217;Atac e quando ad una fermata dove nessuno sembrava dovesse scendere, ad un certo punto ho iniziato a sentire una serie  di «permesso?Permeeessoooo?», poi l&#8217;aggeggio che timbrava i biglietti ha iniziato a funzionare senza sosta e l&#8217;autobus nel frattempo si è quasi svuotato. Solo in secondo momento ho capito: sul marciapiede c&#8217;erano dei controllori che però dovevano solo annotare gli orari dell&#8217;autobus. Piccola nota: coloro che sono scesi, per la maggior parte non erano italiani. Che sciocchi! Non hanno ancora imparato come funziona da noi: biglietto di riserva sempre in tasca e posizionamento strategico vicino la timbratrice, così come alcuni fra quelli che oggi sono rimasti sull&#8217;autobus. &#160; Photo Credits &#124; Mamzel*D]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.damianozito.org/?attachment_id=3852"><img class="aligncenter size-full wp-image-3852" title="biglietto-ticket-bus" src="http://www.damianozito.org/wp-content/uploads/2011/03/biglietto-ticket-bus.jpg" alt="" width="606" height="780" /></a></p>
<p>Stavo <a title="Oltre" href="http://www.damianozito.org/blog/2011/politica/oltre/" target="_blank">sempre</a> su un autobus strapieno dell&#8217;Atac e quando ad una fermata dove nessuno sembrava dovesse scendere, ad un certo punto ho iniziato a sentire una serie  di <strong>«permesso?Permeeessoooo?»</strong>, poi l&#8217;aggeggio che timbrava i biglietti ha iniziato a funzionare senza sosta e l&#8217;autobus nel frattempo si è quasi svuotato. Solo in secondo momento ho capito: sul marciapiede c&#8217;erano dei <strong>controllori </strong>che però dovevano solo <strong>annotare gli orari dell&#8217;autobus</strong>.</p>
<p>Piccola nota: coloro che sono scesi, per la maggior parte non erano italiani. Che sciocchi! Non hanno ancora imparato come funziona da noi:<strong> biglietto di riserva</strong> sempre in tasca e posizionamento strategico vicino la timbratrice, così come alcuni fra quelli che oggi sono rimasti sull&#8217;autobus.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Photo Credits | <a href="http://www.flickr.com/photos/dartemis2/" target="_blank">Mamzel*D</a></em></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Oltre</title>
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		<pubDate>Thu, 24 Mar 2011 16:21:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>damiano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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		<description><![CDATA[Il servizio del trasporto pubblico romano è pessimo, insufficiente, lento e disorganizzato. Me lo ripeto ogni volta che ne faccio uso, cioè tutti i giorni e mentre stramaledico il trasporto pubblico penso ai soldi che i romani danno alle municipalizzate come l&#8217;Atac. Quelle società che il sindaco Alemanno usa per sistemare amici e parenti. Ero seduto su un autobus pensando a tutte queste cose mentre un cartellone pubblicitario in bianco e nero che ritrae Bersani con le maniche della camicia tirate su, passava alla mia destra. Così ho pensato che oltre al centrodestra, Roma è stata amministrata dai ma anche di Veltroni e Rutelli.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.damianozito.org/?attachment_id=3843"><img class="aligncenter size-full wp-image-3843" title="oltre-pd-campagna-di-comunicazione-bersani" src="http://www.damianozito.org/wp-content/uploads/2011/03/oltre-pd-campagna-di-comunicazione-bersani.jpg" alt="" width="610" height="427" /></a></p>
<p><strong>Il servizio del trasporto pubblico romano</strong> è pessimo, insufficiente, lento e disorganizzato. Me lo ripeto ogni volta che ne faccio uso, cioè tutti i giorni e mentre stramaledico il trasporto pubblico penso ai soldi che i romani danno alle municipalizzate come l&#8217;<strong>Atac</strong>. Quelle società che il <strong>sindaco Alemanno</strong> usa per sistemare amici e parenti. Ero seduto su un autobus pensando a tutte queste cose mentre un cartellone pubblicitario in bianco e nero che ritrae Bersani con le maniche della camicia tirate su, passava alla mia destra. Così ho pensato che o<em>ltre</em> al centrodestra, Roma è stata amministrata dai<em> ma anche</em> di <strong>Veltroni</strong> e<strong> Rutelli</strong>.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>&#8220;Italia, Quanto Mi Manchi!&#8221;</title>
		<link>http://www.damianozito.org/blog/2011/politica/italia-quanto-mi-manchi/3781</link>
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		<pubDate>Wed, 16 Mar 2011 22:58:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>damiano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Copenaghen, 16 marzo 2011 Cari mamma e papà, perdonate le mie lunghe pause tra una lettera ed un’altra. Non credo ci siano giustificazioni nello scrivere di rado ai propri genitori, ed è inutile tentare di prendere come scusanti il molto tempo che dedico allo studio e ai corsi che sto seguendo qui, nella mia nuova università. Sono molto contento e soddisfatto dell’educazione che sto ricevendo quassù, e mi rendo conto col passare del tempo di quanto sia importante l’esperienza che sto facendo qui, come quella fatta Stoccolma o a Dublino. È ormai un anno tra partenze e rientri che sono fuori dall’Italia, che vi ho lasciato. Nella prima lettera che vi scrissi, ad agosto dello scorso anno, prima di andare a Stoccolma, ero assolutamente entusiasta della mia partenza. Mi sentivo esasperato dal mio paese, mi sentivo chiuso. Stavo quasi per odiarla l’Italia. O forse l’odiavo già. Ho dato l’anima nello studio per poter arrivare in questa università. Io, come tanti altri studenti che ho conosciuto qui, alcuni di loro italiani. Ebbene ora, dopo un anno, un solo misero anno, mi trovo a dirvi che mi manca, la mia Italia. Siamo vicini ad una data speciale. Stasera, a mezzanotte, festeggerò i [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.damianozito.org/?attachment_id=3790"><img class="size-full wp-image-3790" title="italia-bandiera-colosseo-roma-tricolore-150-anniversario" src="http://www.damianozito.org/wp-content/uploads/2011/03/italia-bandiera-colosseo-roma-tricolore-150-anniversario.jpg" alt="" width="610" height="343" /></a></p>
<p style="padding-left: 390px;"><strong><em>Copenaghen, 16 marzo 2011</em></strong></p>
<p>Cari mamma e papà,</p>
<p>perdonate le mie lunghe pause tra una lettera ed un’altra. Non credo ci siano giustificazioni nello scrivere di rado ai propri genitori, ed è inutile tentare di prendere come scusanti il molto tempo che dedico allo studio e ai corsi che sto seguendo qui, nella mia nuova università. Sono molto contento e soddisfatto dell’educazione che sto ricevendo quassù, e mi rendo conto col passare del tempo di quanto sia importante l’esperienza che sto facendo qui, come quella fatta <strong>Stoccolma</strong> o a <strong>Dublino</strong>. È ormai un anno tra partenze e rientri che sono fuori dall’Italia, che vi ho lasciato.</p>
<p>Nella <a title="Cari mamma e papà me ne vado dall’Italia – “Lettera ai miei genitori”" href="http://www.damianozito.org/blog/2010/politica/cari-mamma-e-papa-me-ne-vado-dallitalia/" target="_blank">prima lettera</a> che vi scrissi, ad agosto dello scorso anno, prima di andare a Stoccolma, <strong>ero assolutamente entusiasta della mia partenza</strong>. Mi sentivo esasperato dal mio paese, mi sentivo chiuso. Stavo quasi per odiarla l’Italia. O forse l’odiavo già. Ho dato l’anima nello studio per poter arrivare in questa università. Io, come tanti altri studenti che ho conosciuto qui, alcuni di loro italiani.</p>
<p>Ebbene ora, dopo un anno, un solo misero anno, mi trovo a dirvi che <strong>mi manca, la mia Italia</strong>. Siamo vicini ad una data speciale. Stasera, a mezzanotte, <strong>festeggerò i centocinquanta anni dell’unificazione della mia Italia</strong>. Da solo. Io sarò quassù, in una piccola stanza di un alloggio universitario, dove non importa niente a nessuno di questa data. Non importa proprio un bel niente a nessuno, quassù, di questa data. Vorrei tanto essere nella mia Italia, stanotte. Vorrei essere nella Torino della mia Chiara, nella Firenze di mio fratello, nella mia <strong>Roma</strong>. Soprattutto, vorrei essere a casa con voi. Respirare l’aria della mia Italia, sentirmi ripetere come sono andate le cose, centocinquanta anni fa. La musica, le voci, i colori. Le bandiere. Vedere tante tante bandiere alle finestre. Mi manca, la mia Italia. Pensavo di odiarla, pensavo che l’avrei potuta dimenticare. Essere lontano da lei per un anno soltanto, invece, mi ha fatto scoprire di amarla da matti. <strong>Mi ha fatto scoprire di essere orgoglioso di essere italiano</strong>. Leggo ogni giorno notizie della mia Italia sui principali quotidiani. Online. Quando mi manca sfogliare un quotidiano. Quanto mi mancano le nostre librerie. Ho soltanto un libro in italiano quassù, che amarezza. I concerti, i cinema. I musei. Mi manca il Colosseo. Quanto <strong>mi manca indignarmi per la politica, per il lavoro, per l’università</strong>.</p>
<p>Mi mancano <strong>i giovani</strong> che parlano di attualità. I giornalisti italiani. Mi sentivo partecipe, ora non più. Mi sento un estraneo. A tutti i discorsi. Mi sento fuori da tutte le discussioni in gioco in Italia, <strong>dal dibattito sul nucleare</strong>. Sapete quanto tengo a queste tematiche. L’esperienza fuori mi sta facendo capire che l’Italia ha tante possibilità, che<strong> siamo straordinariamente dotati, forti, audaci, vivi</strong>. Questa Italia può essere cambiata, questa Italia può essere immensa. So che tornerò, cari mamma e papà. Ma so che adesso serve che io stia qui, che io impari e continui a crescere. Stasera, cari mamma e papà, io festeggerò da solo. Non ho nemmeno un bandiera, da appendere magari fuori dalla mia camera. Ho soltanto una penna, un pezzo di carta e tanta nostalgia. <strong>Mi mancate voi</strong>, mi manca la mia Italia. La nostra Italia. <strong>L’Italia che vive e si agita anche nel cuore di chi è lontano. Soprattutto, nel cuore di chi è lontano</strong>.</p>
<p>Sempre vostro, con tanto affetto</p>
<p><em>Michele</em></p>
<p><em><br />
</em></p>
<p><em>Photo Credits |<a href="http://www.flickr.com/photos/monia87/" target="_blank"> belgioitaly</a></em></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Questa Cosa Non Mi Ha Fatto Ridere</title>
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		<pubDate>Fri, 11 Mar 2011 09:57:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>damiano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Energia & Ambiente]]></category>
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		<description><![CDATA[Per questa macchina parcheggiata in modo &#8220;buffo&#8221; su viale Regina Elena un gruppetto di turisti si è fermato a ridere per qualche minuto, osservando poi che lungo il viale tante auto erano parcheggiate selvaggiamente così come la prima. A loro il problema traffico e parcheggi sembra divertente, io invece mi chiedo quando Roma e i romani saranno in grado di rivoluzionare il trasporto della città. Alcuni esperti dicono che la Capitale sia vicina al collasso. Non penso che si sbaglino.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img style="display:block;margin-right:auto;margin-left:auto;" alt="image" src="http://www.damianozito.org/wp-content/uploads/2011/03/wpid-IMG_20110311_093823.jpg" /></p>
<p>Per questa macchina parcheggiata in modo &#8220;buffo&#8221; su viale Regina Elena un gruppetto di turisti si è fermato a ridere per qualche minuto, osservando poi che lungo il viale tante auto erano parcheggiate selvaggiamente così come la prima. </p>
<p>A loro il problema traffico e parcheggi sembra divertente, io invece mi chiedo quando Roma e i romani saranno in grado di rivoluzionare il trasporto della città. </p>
<p>Alcuni esperti dicono che la Capitale sia vicina al collasso. Non penso che si sbaglino. </p>
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		<title>Due precarie nella metropolitana di Roma</title>
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		<pubDate>Sat, 29 Jan 2011 18:25:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>damiano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Roma, metro B, fermata Piramide. Sale una ragazza con una busta in mano con dentro un paio di scarpe appena comprate coi saldi. Una volta seduta tira dalla borsa La solitudine dei numeri primi di Paolo Giordano, premio Strega 2008, e inizia a leggere. Ha più di trent&#8217;anni, lo si capisce dall&#8217;aspetto e da come parla con un&#8217;amica incontrata per caso nello stesso vagone della metropolitana. Non si vedono da un po&#8217; di tempo e iniziano a raccontare quello che fanno fatto da quando non si sono più viste: &#8220;Mi sono laureata in architettura e ora sono impegnata a fare un corso il venerdì pomeriggio&#8221; dice l&#8217;amica che porta con sé il suo computer portatile. Mentre riposa in borsa il libro di Giordano la ragazza seduta inizia a spiegare di aver passato i fine settimana alla Rai per tutta la stagione di Domenica In, &#8220;tu sei più andata in qualche programma? Ti hanno chiamata?&#8221;. &#8220;No&#8221; risponde l&#8217;altra. Dalla discussione si capisce che le due si sono conosciute mentre lavoravano alla Rai, forse andavano fra il pubblico o in qualche backstage. Pare che sia cambiato tutto dentro l&#8217;azienda, &#8220;non si capisce più niente. Finisce sempre così quando danno le cose in appalto. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a rel="attachment wp-att-3071" href="http://www.damianozito.org/blog/2011/politica/due-precarie-nella-metropolitana-di-roma/attachment/roma-metro/"><img class="aligncenter size-full wp-image-3071" title="roma-metro" src="http://www.damianozito.org/wp-content/uploads/2011/01/roma-metro.jpg" alt="" width="600" height="353" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Roma, metro B, fermata Piramide.</strong> Sale una ragazza con una busta in mano con dentro un paio di scarpe appena comprate coi saldi. Una volta seduta tira dalla borsa<em> La solitudine dei numeri primi</em> di Paolo Giordano, premio Strega 2008, e inizia a leggere. Ha più di trent&#8217;anni, lo si capisce dall&#8217;aspetto e da come parla con un&#8217;amica incontrata per caso nello stesso vagone della metropolitana.</p>
<p style="text-align: justify;">Non si vedono da un po&#8217; di tempo e iniziano a raccontare quello che fanno fatto da quando non si sono più viste: &#8220;Mi sono laureata in architettura e ora sono impegnata a fare un corso il venerdì pomeriggio&#8221; dice l&#8217;amica che porta con sé il suo computer portatile. Mentre riposa in borsa il libro di Giordano la ragazza seduta inizia a spiegare di aver passato i fine settimana alla Rai per tutta la stagione di <em>Domenica In</em>, &#8220;tu sei più andata in qualche programma? Ti hanno chiamata?&#8221;. &#8220;No&#8221; risponde l&#8217;altra.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Dalla discussione si capisce</strong> che le due si sono conosciute mentre lavoravano alla Rai, forse andavano fra il pubblico o in qualche backstage. Pare che sia cambiato tutto dentro l&#8217;azienda, &#8220;non si capisce più niente. Finisce sempre così quando danno le cose in appalto. La Rai s&#8217;è proprio &#8216;magnata&#8217; tutto ormai. Ieri mi hanno chiamata per andare ad Annozero, ma alla fine non ci sono andata&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">La ragazza laureata mentre parla della sua vita sembra angosciata. La preoccupa il fatto di non avere un lavoro stabile, &#8220;ora ho<strong> 27 anni</strong>&#8220;. Si capiscono al volo, per entrambe l&#8217;incertezza di un <strong>futuro</strong> stabile, lavori saltuari e <strong>precari</strong> sono punti in comune, la ragazza più grande racconta di essere stanca: &#8220;<strong>non ce la faccio più</strong> a cercare sempre un lavoro&#8221;. Quello che fa adesso non le permette di muoversi molto, &#8220;quindi se posso scendo ad una fermata prima di casa mia e cammino un po&#8217;&#8221;, altrimenti scende alla fermata Bologna e prende il 309. Quando arrivano a Tiburtina entrambe escono dalla metropolitana, avranno sicuramente passeggiato insieme per un altro po&#8217;.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><em>Photo credit:</em> <a href="http://www.flickr.com/photos/brunauto/" target="_blank">brunauto</a></p>
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		<title>Unità d&#8217;Italia, gli sprechi della Cricca</title>
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		<pubDate>Thu, 06 Jan 2011 12:23:38 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Oggi sul Fatto Quotidiano trovate una mia collaborazione nelle pagine 2 e 3 dedicate ad una inchiesta di Marco Lillo sugli sprechi e i ritardi per le opere in ristrutturazione per le celebrazioni del 150° anniversario dell&#8217;Unità d&#8217;Italia. Buona lettura!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img style="display:block;margin-right:auto;margin-left:auto;" alt="image" src="http://www.damianozito.org/wp-content/uploads/2011/01/wpid-IMG_20110106_124326.jpg" /></p>
<p>Oggi sul Fatto Quotidiano trovate una mia collaborazione nelle pagine 2 e 3 dedicate ad una inchiesta di Marco Lillo sugli sprechi e i ritardi per le opere in ristrutturazione per le celebrazioni del 150° anniversario dell&#8217;Unità d&#8217;Italia.</p>
<p>Buona lettura!</p>
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		<title>Come rispondere a Gasparri</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Dec 2010 10:10:27 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Le provocazioni di Gasparri di certi giornali vicini al Governo servono ad intimidire chi vorrebbe manifestare pacificamente contro il ddl Gelmini. È rincuorante che i sindacati di polizia manifestino davanti la villa del premier ad Arcore a causa dei tagli e per dire ai Gasparri di turno di assumersi le responsabilità per la gravità delle sue parole sugli arresti preventivi. Anche perché insiste dicendo che tra gli studenti ci sono potenziali assassini. I pericolosi e irresponsabili accostamenti del senatore del Pdl però non devono scoraggiare e alle sue parole bisogna rispondere con gesti molto più nobili di quanto lui e noti benpensanti possano immaginare. Sappiamo nello stesso tempo che la tensione è molto alta ma cadere nella trappola come dei topi sarebbe troppo ingenuo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img style="display:block;margin-right:auto;margin-left:auto;" alt="image" src="http://www.damianozito.org/wp-content/uploads/2010/12/wpid-images-1.jpeg" /></p>
<p>Le provocazioni di Gasparri di certi giornali vicini al Governo servono ad intimidire chi vorrebbe manifestare pacificamente contro il ddl Gelmini.<br />
È rincuorante che i sindacati di polizia manifestino davanti la villa del premier ad Arcore a causa dei tagli e per dire ai Gasparri di turno di assumersi le responsabilità per la gravità delle sue parole sugli arresti preventivi. Anche perché insiste dicendo che tra gli studenti ci sono potenziali assassini. <br />
I pericolosi e irresponsabili accostamenti del senatore del Pdl però non devono scoraggiare e alle sue parole bisogna rispondere con gesti molto più nobili di quanto lui e noti benpensanti possano immaginare.<br />
Sappiamo nello stesso tempo che la tensione è molto alta ma cadere nella trappola come dei topi sarebbe troppo ingenuo.
 </p>
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		<title>La guerriglia romana e i perché della protesta contro la riforma</title>
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		<pubDate>Sun, 19 Dec 2010 16:02:49 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[I video qui di seguito sono dei servizi del sottoscritto per DirittodiCritica.com. In ordine di sequenza, il primo è quello più recente: sono le immagini della guerriglia che ha interessato il centro di Roma, da Corso Vittorio Emauele, fino a via del Corso e Piazza del Popolo. Il secondo video invece risale alla manifestazione precedente del 30 novembre, un video più &#8220;leggero&#8221; e breve con intervista ad un ricercatore. Buona visione. La guerriglia: http://www.youtube.com/watch?v=mrKbxFBxPxY I perché della protesta: http://www.youtube.com/watch?v=NhZs1HmSY2Q]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a rel="attachment wp-att-2705" href="http://www.damianozito.org/blog/2010/politica/la-guerriglia-romana-e-i-perche-della-protesta-contro-la-riforma/attachment/guerriglia_auto_bruciata_atac/"><img class="aligncenter size-full wp-image-2705" title="guerriglia_auto_bruciata_atac" src="http://www.damianozito.org/wp-content/uploads/2010/12/guerriglia_auto_bruciata_atac.png" alt="" width="600" height="218" /></a></p>
<p>I video qui di seguito sono dei servizi del sottoscritto per <a href="http://www.dirittodicritica.com" target="_blank"><em>DirittodiCritica.com</em></a>. In ordine di sequenza, il primo è quello più recente: sono le immagini della guerriglia che ha interessato il <strong>centro di Roma</strong>, da <strong>Corso Vittorio Emauele</strong>, fino a <strong>via del Corso</strong> e <strong>Piazza del Popolo</strong>.</p>
<p>Il secondo video invece risale alla manifestazione precedente del 30 novembre, un video più &#8220;leggero&#8221; e breve con intervista ad un ricercatore.</p>
<p>Buona visione.</p>
<p><strong>La guerriglia:</strong></p>
<p style="text-align: left;">
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=mrKbxFBxPxY">http://www.youtube.com/watch?v=mrKbxFBxPxY</a></p>
</p>
<p><strong>I perché della protesta:</strong></p>
<p style="text-align: left;">
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=NhZs1HmSY2Q">http://www.youtube.com/watch?v=NhZs1HmSY2Q</a></p></p>
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		<title>Un passo indietro, un passo avanti</title>
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		<pubDate>Sat, 18 Dec 2010 21:15:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>damiano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il malessere avvertito dalla generazione dei giovani è sfociato in una manifestazione nei giorni scorsi che si è trasformata da pacifica a violenta e che ha interessato il centro di Roma. La capitale è stata assediata e messa a ferro e fuoco con scene che riportano agli anni di piombo, a quelle lotte di una violenza che aveva l&#8217;obiettivo di distruggere ogni cosa, anni in cui chi scrive non era ancora nato. Le violenze di oggi ricordano un periodo vecchio e buio dell&#8217;Italia e nonostante il tempo passato, in filigrana si intravedono ancora le immagini di quei giorni. Da settimane cerchiamo di raccontare in questa rubrica i disagi di una generazione senza futuro, che magari scappa dal Sud verso il Nord per poi trovarsi un posto da precario nella città che la accoglie. La rapina del futuro ai giovani sta causando uno scontento sociale e il gap, cioè la distanza di età che separa la classe politica da chi invece dovrebbe già avere un ruolo affermato nella società, non aiuta a placare le tensioni. Questa rievocazione del passato purtroppo è qualcosa di vecchio che non contribuisce a creare niente di nuovo. L&#8217;emulazione dei movimenti autonomi degli anni di piombo sono [...]]]></description>
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<p style="text-align: center;"><a rel="attachment wp-att-2694" href="http://www.damianozito.org/blog/2010/politica/un-passo-indietro-un-passo-avanti/attachment/guerriglia0001_12/"><img class="aligncenter size-full wp-image-2694" title="guerriglia0001_12" src="http://www.damianozito.org/wp-content/uploads/2010/12/guerriglia0001_12.jpg" alt="" width="600" height="365" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Il malessere avvertito dalla generazione dei giovani è sfociato in una manifestazione nei giorni scorsi che si è trasformata <strong>da pacifica a violenta</strong> e che ha interessato il centro di Roma. La capitale è stata assediata e messa <strong>a ferro e fuoco</strong> con scene che riportano agli anni di piombo, a quelle lotte di una violenza che aveva l&#8217;obiettivo di distruggere ogni cosa, anni in cui chi scrive non era ancora nato.  Le violenze di oggi ricordano <strong>un periodo vecchio e buio dell&#8217;Italia</strong> e nonostante il tempo passato, in filigrana si intravedono ancora le immagini di quei giorni.</p>
<p style="text-align: justify;">Da settimane cerchiamo di raccontare in <a href="http://www.damianozito.org/e-un-paese-per-vecchi/" target="_blank">questa rubrica</a> i disagi di una <strong>generazione senza futuro</strong>, che magari scappa dal Sud verso il Nord per poi trovarsi un posto da precario nella città che la accoglie.</p>
<p style="text-align: justify;">La rapina del futuro ai giovani sta causando uno scontento sociale e il gap, cioè la distanza di età che separa la classe politica da chi invece dovrebbe già avere un ruolo affermato nella società, non aiuta a placare le tensioni.</p>
<p style="text-align: justify;">Questa rievocazione del passato purtroppo è qualcosa di vecchio che non contribuisce a creare niente di nuovo. L&#8217;emulazione dei movimenti autonomi degli anni di piombo sono cosa vecchia, <strong>è vecchia ogni cosa che si cerca di imitare</strong> e non basta la rabbia e la distruzione a cambiare le cose.</p>
<p style="text-align: justify;">Sono molti i problemi che affliggono gli under 40 che oggi non riescono nemmeno a lasciare la casa dei genitori. Gli affitti insostenibili e le banche che non accendono mutui alle giovani coppie non aiutano a migliorare questa situazione. Sono infatti false le pubblicità delle banche che sponsorizzano nuove formule per i “bamboccioni” che vogliono prendere casa.</p>
<p style="text-align: justify;">Questi giovani trentenni e quarantenni che scendono per strada con gli studenti lo fanno perché sono precari da decenni, salgono sui tetti per manifestare il disagio di essere ricercatore e per dissentire dai tagli alla cultura e alle università.</p>
<p style="text-align: justify;">La rabbia e la disperazione stanno attraversando sicuramente tutta l&#8217;Europa: i fatti di <strong>Londra</strong>, <strong>Parigi</strong>, <strong>Atene</strong> non sono così distanti da quelli italiani, ma ciò non deve giustificare il teppismo.</p>
<p style="text-align: justify;">Gran parte dei giovani non si sente più rappresentata dall&#8217;attuale classe politica composta da gente spesso sorpresa con le mani in pasta a rubare soldi pubblici per interessi privati.</p>
<p style="text-align: justify;">Abbiamo urgente bisogno di un <strong>ricambio generazionale</strong> specie in questo senso, per farlo – lo ripetiamo – non serve distruggere, ma creare, produrre e sviluppare nuove idee e progetti. Le azioni violente ci riportano solo indietro, noi dobbiamo fare <strong>passi in avanti</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">-</p>
<p style="text-align: justify;"><em>articolo pubblicato su l&#8217;Isola &#8211; quindicinale siciliano</em></p>
<p style="text-align: justify;">-</p>
<p style="text-align: justify;"><em>foto: Emilio Fabio Torsello (<a href="http://www.dirittodicritica.com/2010/12/15/scontri-a-roma-cronistoria-di-una-guerriglia-annunciata/" target="_blank">DirittoDiCritica.com</a>)</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>-</em></p>
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