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	<title>il Blog di Damiano Zitostudenti | il Blog di Damiano Zito</title>
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		<title>Il corteo degli studenti che si prende gioco del potere</title>
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		<pubDate>Thu, 23 Dec 2010 08:45:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>damiano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ieri alle sei del mattino mi trovavo su una delle banchine di Roma Termini e avevo con me qualche copia di quotidiani per il viaggio fino in Calabria. Tra l&#8217;odore di cornetti caldi che portavo assieme ai giornali e quello di piscio, che come è noto è caratteristico del posto, i miei neuroni sempre tardi a partire, si sono attivati e mi sono svegliato. Ho avuto il tempo di leggere con calma le notizie (non capita tutti i giorni) e quanndo dal treno ho letto i primi lanci della diretta di Repubblica ho subito intuito che quello che auspicavo si stava realizzando. I ragazzi che ieri hanno manifestando beffando Governo, forze di polizia e giornalisti sono stati semplicemte geniali per dei motivi molto semplici e banali, ma efficaci contro le provocazioni di Gasparri e La Russa. Immaginate le facce di chi ieri a piazzale Aldo Moro non ha trovato la folla calda di studenti che si aspettava e che solo in un secondo momento. Sono state geniali le false notizie comunicate e prontamente ripubblicate dai giornali, e vengo alla diretta di Repubblica: uno dei primi flash riguardava lo sterco scaricato davanti la villa del ministro La Russa. Chi si è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a rel="attachment wp-att-2754" href="http://www.damianozito.org/blog/2010/politica/il-corteo-degli-studenti-che-si-prende-gioco-del-potere/attachment/studenti_zona_rossa/"><img class="aligncenter size-full wp-image-2754" title="studenti_zona_rossa" src="http://www.damianozito.org/wp-content/uploads/2010/12/studenti_zona_rossa.png" alt="" width="600" height="327" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Ieri alle sei del mattino mi trovavo su una delle banchine di <strong>Roma Termini</strong> e avevo con me qualche copia di quotidiani per il viaggio fino in Calabria. Tra l&#8217;odore di cornetti caldi che portavo assieme ai giornali e quello di piscio, che come è noto è caratteristico del posto, i miei neuroni sempre tardi a partire, si sono attivati e mi sono svegliato. Ho avuto il tempo di leggere con calma le notizie (non capita tutti i giorni) e quanndo dal treno ho letto i primi lanci della diretta di <em>Repubblica</em> ho subito intuito che quello che <a href="http://www.damianozito.org/blog/2010/politica/come-rispondere-a-gasparri/" target="_blank">auspicavo</a> si stava realizzando. I ragazzi che ieri hanno manifestando <strong>beffando Governo, forze di polizia e giornalisti</strong> sono stati semplicemte <strong>geniali</strong> per dei motivi molto semplici e banali, ma efficaci contro le provocazioni di Gasparri e La Russa.</p>
<p style="text-align: justify;">Immaginate le facce di chi ieri a piazzale Aldo Moro non ha trovato la folla calda di studenti che si aspettava e che solo in un secondo momento. Sono state geniali le false notizie comunicate e prontamente ripubblicate dai giornali, e vengo alla diretta di Repubblica: uno dei primi flash riguardava lo sterco scaricato davanti la villa del ministro La Russa. Chi si è recato non ha trovato nulla &#8211; ha scritto Repubblica. Di sicuro &#8211; si leggeva &#8211; i ragazzi <strong>avranno sbagliato villa</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Mi è scappato un sorrisetto perché ho capito che invece gli studenti con molta probabilità si erano presi di gioco dei giornalisti.</p>
<p style="text-align: justify;">È stato bello leggere che le cose andavano bene a Roma e che migliaia di persone hanno ricevuto molta <strong>solidarietà dalla gente per strada</strong>, è un segnale positivo, molto positivo. Avrei voluto vedere il centro di Roma libero dal caos almeno per una volta, senza auto e pullman turistici bloccati davanti al Campidoglio.</p>
<p style="text-align: justify;">Insomma, credo che la risposta data ieri sia stata la più alta in grado possibile e questo va riconosciuto a tutti gli studenti che hanno manifestato pacificamente e alla faccia di Gasparri.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><em>foto: Repubblica</em></p>
<p style="text-align: justify;">
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=4PZxSKvNnkc">http://www.youtube.com/watch?v=4PZxSKvNnkc</a></p></p>
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		<title>I leghisti giocano con l&#8217;iPad al Senato</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Dec 2010 07:28:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>damiano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Al Senato si vota la riforma Gelmini sull&#8217;università e mentre studenti e ricercatori protestano proprio contro il ddl c&#8217;è chi nell&#8217;aula di Palazzo Madama trova il tempo per giocare a scacchi con l&#8217;iPad. Un buon modo per far passare il tempo perché in fondo chissenefrega delle dure contestazioni alla legge, l&#8217;importante è approvarla il prima possibile così da ricordarla tra le grandi riforme di questo Paese. Posted from WordPress for Android]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img style="display:block;margin-right:auto;margin-left:auto;" alt="image" src="http://www.damianozito.org/wp-content/uploads/2010/12/wpid-IMG_20101222_072016.jpg" /></p>
<p>Al Senato si vota la riforma Gelmini sull&#8217;università e mentre studenti e ricercatori protestano proprio contro il ddl c&#8217;è chi nell&#8217;aula di Palazzo Madama trova il tempo per giocare a scacchi con l&#8217;iPad.<br />
Un buon modo per far passare il tempo perché in fondo chissenefrega delle dure contestazioni alla legge, l&#8217;importante è approvarla il prima possibile così da ricordarla tra le grandi riforme di questo Paese.</p>
<p><span class="post_sig">Posted from WordPress for Android</span></p>
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		<title>Un passo indietro, un passo avanti</title>
		<link>http://www.damianozito.org/blog/2010/politica/un-passo-indietro-un-passo-avanti/2693</link>
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		<pubDate>Sat, 18 Dec 2010 21:15:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>damiano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il malessere avvertito dalla generazione dei giovani è sfociato in una manifestazione nei giorni scorsi che si è trasformata da pacifica a violenta e che ha interessato il centro di Roma. La capitale è stata assediata e messa a ferro e fuoco con scene che riportano agli anni di piombo, a quelle lotte di una violenza che aveva l&#8217;obiettivo di distruggere ogni cosa, anni in cui chi scrive non era ancora nato. Le violenze di oggi ricordano un periodo vecchio e buio dell&#8217;Italia e nonostante il tempo passato, in filigrana si intravedono ancora le immagini di quei giorni. Da settimane cerchiamo di raccontare in questa rubrica i disagi di una generazione senza futuro, che magari scappa dal Sud verso il Nord per poi trovarsi un posto da precario nella città che la accoglie. La rapina del futuro ai giovani sta causando uno scontento sociale e il gap, cioè la distanza di età che separa la classe politica da chi invece dovrebbe già avere un ruolo affermato nella società, non aiuta a placare le tensioni. Questa rievocazione del passato purtroppo è qualcosa di vecchio che non contribuisce a creare niente di nuovo. L&#8217;emulazione dei movimenti autonomi degli anni di piombo sono [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --></p>
<p style="text-align: center;"><a rel="attachment wp-att-2694" href="http://www.damianozito.org/blog/2010/politica/un-passo-indietro-un-passo-avanti/attachment/guerriglia0001_12/"><img class="aligncenter size-full wp-image-2694" title="guerriglia0001_12" src="http://www.damianozito.org/wp-content/uploads/2010/12/guerriglia0001_12.jpg" alt="" width="600" height="365" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Il malessere avvertito dalla generazione dei giovani è sfociato in una manifestazione nei giorni scorsi che si è trasformata <strong>da pacifica a violenta</strong> e che ha interessato il centro di Roma. La capitale è stata assediata e messa <strong>a ferro e fuoco</strong> con scene che riportano agli anni di piombo, a quelle lotte di una violenza che aveva l&#8217;obiettivo di distruggere ogni cosa, anni in cui chi scrive non era ancora nato.  Le violenze di oggi ricordano <strong>un periodo vecchio e buio dell&#8217;Italia</strong> e nonostante il tempo passato, in filigrana si intravedono ancora le immagini di quei giorni.</p>
<p style="text-align: justify;">Da settimane cerchiamo di raccontare in <a href="http://www.damianozito.org/e-un-paese-per-vecchi/" target="_blank">questa rubrica</a> i disagi di una <strong>generazione senza futuro</strong>, che magari scappa dal Sud verso il Nord per poi trovarsi un posto da precario nella città che la accoglie.</p>
<p style="text-align: justify;">La rapina del futuro ai giovani sta causando uno scontento sociale e il gap, cioè la distanza di età che separa la classe politica da chi invece dovrebbe già avere un ruolo affermato nella società, non aiuta a placare le tensioni.</p>
<p style="text-align: justify;">Questa rievocazione del passato purtroppo è qualcosa di vecchio che non contribuisce a creare niente di nuovo. L&#8217;emulazione dei movimenti autonomi degli anni di piombo sono cosa vecchia, <strong>è vecchia ogni cosa che si cerca di imitare</strong> e non basta la rabbia e la distruzione a cambiare le cose.</p>
<p style="text-align: justify;">Sono molti i problemi che affliggono gli under 40 che oggi non riescono nemmeno a lasciare la casa dei genitori. Gli affitti insostenibili e le banche che non accendono mutui alle giovani coppie non aiutano a migliorare questa situazione. Sono infatti false le pubblicità delle banche che sponsorizzano nuove formule per i “bamboccioni” che vogliono prendere casa.</p>
<p style="text-align: justify;">Questi giovani trentenni e quarantenni che scendono per strada con gli studenti lo fanno perché sono precari da decenni, salgono sui tetti per manifestare il disagio di essere ricercatore e per dissentire dai tagli alla cultura e alle università.</p>
<p style="text-align: justify;">La rabbia e la disperazione stanno attraversando sicuramente tutta l&#8217;Europa: i fatti di <strong>Londra</strong>, <strong>Parigi</strong>, <strong>Atene</strong> non sono così distanti da quelli italiani, ma ciò non deve giustificare il teppismo.</p>
<p style="text-align: justify;">Gran parte dei giovani non si sente più rappresentata dall&#8217;attuale classe politica composta da gente spesso sorpresa con le mani in pasta a rubare soldi pubblici per interessi privati.</p>
<p style="text-align: justify;">Abbiamo urgente bisogno di un <strong>ricambio generazionale</strong> specie in questo senso, per farlo – lo ripetiamo – non serve distruggere, ma creare, produrre e sviluppare nuove idee e progetti. Le azioni violente ci riportano solo indietro, noi dobbiamo fare <strong>passi in avanti</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">-</p>
<p style="text-align: justify;"><em>articolo pubblicato su l&#8217;Isola &#8211; quindicinale siciliano</em></p>
<p style="text-align: justify;">-</p>
<p style="text-align: justify;"><em>foto: Emilio Fabio Torsello (<a href="http://www.dirittodicritica.com/2010/12/15/scontri-a-roma-cronistoria-di-una-guerriglia-annunciata/" target="_blank">DirittoDiCritica.com</a>)</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>-</em></p>
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		<title>Annozero, La Russa, Di Pietro, i fascisti</title>
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		<pubDate>Thu, 16 Dec 2010 22:42:42 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Della puntata andata di Annozero dal titolo &#8220;Vai Avanti Tu&#8221; rimane il vuoto dai discorsi del Ministro Ignazio La Russa, troppo impegnato a fare il disturbatore, interrompendo gli studenti invitati nello spazio giovani da Giulia Innocenzi provocandoli con &#8220;stai zitto&#8221;, &#8220;taci&#8221;, &#8220;vigliacco&#8221;. Non si capisce quali siano le difficoltà del ministro a stare lui zitto e farci ascoltare le posizioni degli studenti che non hanno condannato gli atti di violenza a Piazza del Popolo. Stiamo cercando di capire cosa spinge migliaia di persone a non tenere la debita distanza dalla frange violente, anche se nello stesso tempo diverse anime del movimento studentesco condannano gli episodi, isolandosi a parole e nei fatti, continuando però a indire manifestazioni contro il Governo. Il compito dei giornalisti è raccontare queste complessità, i politici devono capire ed ascoltare invece che gridare in televisione e giocare all&#8217;asta al mercato delle vacche. httpv://www.youtube.com/watch?v=Mkbbeyjg18M]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a rel="attachment wp-att-2687" href="http://www.damianozito.org/blog/2010/politica/annozero-la-russa-di-pietro-i-fascisti/attachment/annozero_larussa/"><img class="aligncenter size-full wp-image-2687" title="annozero_larussa" src="http://www.damianozito.org/wp-content/uploads/2010/12/annozero_larussa.png" alt="" width="499" height="294" /></a></p>
<p>Della puntata andata di Annozero dal titolo &#8220;Vai Avanti Tu&#8221; rimane il vuoto dai discorsi del Ministro Ignazio La Russa, troppo impegnato a fare il disturbatore, interrompendo gli studenti invitati nello spazio giovani da Giulia Innocenzi provocandoli con &#8220;stai zitto&#8221;, &#8220;taci&#8221;, &#8220;vigliacco&#8221;.</p>
<p>Non si capisce quali siano le difficoltà del ministro a stare lui zitto e farci ascoltare le posizioni degli studenti che non hanno condannato gli atti di violenza a Piazza del Popolo. Stiamo cercando di capire cosa spinge migliaia di persone a non tenere la debita distanza dalla frange violente, anche se nello stesso tempo diverse anime del movimento studentesco condannano gli episodi, isolandosi a parole e nei fatti, continuando però a indire manifestazioni contro il Governo.</p>
<p>Il compito dei giornalisti è raccontare queste complessità, i politici devono capire ed ascoltare invece che gridare in televisione e giocare all&#8217;asta al mercato delle vacche.</p>
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=Mkbbeyjg18M">httpv://www.youtube.com/watch?v=Mkbbeyjg18M</a></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Giovani dimenticati</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Dec 2010 14:00:56 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[I giovani che in questi giorni stanno manifestando sui tetti e per le strade sono parte di quella metà del Paese a cui “è stata tolta la parola”. Si tratta di quella parte di italiani sotto i quarant&#8217;anni che vive il disagio del presente e l&#8217;incertezza del futuro. Sono studenti e ricercatori, nel primo caso molto giovani, nel secondo invece sono persone con decenni di precariato alle spalle, con figli e che non possono permettersi di vivere come i loro colleghi che nel resto dell&#8217;Europa guadagnano molto di più a condizioni sicuramente migliori. La situazione degli atenei italiani va via via peggiorando, specie dopo i tagli attuati dal Ministro del Tesoro nell&#8217;estate del 2008. Era il 6 agosto infatti quando nei Palazzi romani si è deciso di tagliare fondi all&#8217;università e alla ricerca per un miliardo e 300 milioni di euro. Questa decurtazione finanziaria ha generato un declino della qualità all&#8217;interno delle già carenti offerte formative nel mondo accademico. Quando dalla politica poteva arrivare un segnale simbolico ma forte, in maniera compatta e con le dovute eccezioni, la Camera ha votato contro la proposta del gruppo di Francesco Rutelli che chiedeva di prelevare 20 milioni di euro dai rimborsi elettorali [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --></p>
<p style="text-align: justify;"><a rel="attachment wp-att-2617" href="http://www.damianozito.org/blog/2010/scuola-universita/giovani-dimenticati/attachment/universitastudenti-blocco-atenei-perche-in-gioco-futuro/"><img class="aligncenter size-full wp-image-2617" title="UNIVERSITA':STUDENTI, BLOCCO ATENEI PERCHE' IN GIOCO FUTURO" src="http://www.damianozito.org/wp-content/uploads/2010/12/senza_ricerca.jpg" alt="" width="590" height="393" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>I giovani che in questi giorni stanno manifestando sui tetti</strong> e per le strade sono parte di quella metà del Paese a cui “è stata tolta la parola”. <strong>Si tratta di quella parte di italiani sotto i quarant&#8217;anni che vive il disagio del presente e l&#8217;incertezza del futuro.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Sono studenti e ricercatori, nel primo caso molto giovani, nel secondo invece sono persone <strong>con decenni di precariato alle spalle, con figli</strong> e che non possono permettersi di vivere come i loro colleghi che nel resto dell&#8217;Europa guadagnano molto di più a condizioni sicuramente migliori.</p>
<p style="text-align: justify;">La situazione degli atenei italiani va via via peggiorando, specie dopo <strong>i tagli attuati dal Ministro del Tesoro nell&#8217;estate del 2008</strong>. Era il 6 agosto infatti quando nei Palazzi romani si è deciso di<strong> tagliare fondi all&#8217;università e alla ricerca per un miliardo e 300 milioni di euro</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Questa decurtazione finanziaria ha generato un declino della qualità all&#8217;interno delle già carenti offerte formative nel mondo accademico.</p>
<p style="text-align: justify;">Quando dalla politica poteva arrivare un segnale simbolico ma forte, in maniera compatta e con le dovute eccezioni, la Camera ha votato contro la proposta del gruppo di Francesco Rutelli che chiedeva di prelevare<strong> 20 milioni di euro dai rimborsi elettorali (i quali sono al quanto generosi) ai partiti e destinarli al fondo per la ricerca.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Una piccola parte del Partito Democratico si è astenuta. Un nome per tutti: <strong>Massimo D&#8217;Alema</strong>, affiancato da quello di Piero Fassino e dal tesoriere dei democratici. Dalla casta è arrivato quindi l&#8217;ennesimo segnale negativo.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma se per i giovani le prospettive di futuro sono relativamente ridotte c&#8217;è chi come il direttore del Giornale la pensa diversamente. Perché – dice &#8211; se a 37 anni un giovane non è riuscito a farsi una famiglia, a non avere una casa e vive ancora con i genitori allora significa “che ha dei seri problemi”.</p>
<p style="text-align: justify;">Una provocazione lanciata in diretta durante una puntata di <em>Exit</em> su <em>La7</em> e sulla quale è inutile aggiungere commenti. Tuttavia quello che manca in questo dibattito finalmente sulle pagine dei maggiori quotidiani e programmi televisivi è <strong>un serio confronto su come invece dovrebbe essere l&#8217;università e su come andrebbe migliorato il metodo di insegnamento.</strong> Poi manca una seria riflessione sui vari corsi di studio che spesso servono solo a sfornare <strong>precari</strong>. Ma non appena si saranno un po&#8217; calmate le acque,  il tema dei giovani, come accade sistematicamente, <strong>finirà nel dimenticatoio così come avviene per il Sud</strong> del quale ci ricordiamo solo in rare occasioni.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><em>Questo articolo è stato pubblicato su L&#8217;Isola &#8211; quindicinale sicialiano</em></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><em>foto: Sole24Ore</em></p>
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		<title>Ddl Gelmini, block-notes</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Dec 2010 19:26:55 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il ddl Gelmini è stato approvato alla Camera nel bel mentre di una protesta che ha paralizzato la città di Roma in un pomeriggio di pioggia incessante e sciopero dei mezzi pubblici. Un numero esorbitante di forze dell&#8217;ordine è stato impiegato dal ministero dell&#8217;Interno per &#8220;domare&#8221; la manifestazione specie per evitare ulteriori episodi come quello dell&#8217;irruzione al Senato di qualche giorno fa. Per DirittodiCritica.com ho scritto in merito due articoli. Lo scorso 23 novembre avevo già analizzato che potesse avvenire uno stop al Senato della riforma dell&#8217;Università, mentre nel secondo articolo trovate invece una breve cronaca della giornata di protesta. Per finire il video per il Fatto, firmato insieme a Paolo Dimalio. Buona visione e buona lettura! http://www.youtube.com/watch?v=tEBPTLEZxLU]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a rel="attachment wp-att-2608" href="http://www.damianozito.org/blog/2010/politica/ddl-gelmini-block-notes/attachment/book_block/"><img class="size-medium wp-image-2608 aligncenter" title="book_block" src="http://www.damianozito.org/wp-content/uploads/2010/12/book_block-300x188.png" alt="" width="300" height="188" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Il ddl Gelmini è stato approvato alla Camera nel bel mentre di una protesta che ha paralizzato la città di Roma in un pomeriggio di pioggia incessante e sciopero dei mezzi pubblici. Un numero esorbitante di forze dell&#8217;ordine è stato impiegato dal ministero dell&#8217;Interno per &#8220;domare&#8221; la manifestazione specie per evitare ulteriori episodi come quello dell&#8217;irruzione al Senato di qualche giorno fa.</p>
<p style="text-align: justify;">Per <em><strong><a href="http://www.dirittodicritica.com" target="_blank">DirittodiCritica.com</a></strong></em> ho scritto in merito due articoli. Lo scorso 23 novembre avevo già <a href="http://www.dirittodicritica.com/2010/11/23/riforma-universitaria-gelmini-crisi/" target="_blank">analizzato</a> che potesse avvenire uno stop al Senato della riforma dell&#8217;Università, mentre nel <a href="http://www.dirittodicritica.com/2010/12/01/ddl-gelmini-approvazione-e-proteste/" target="_blank">secondo articolo</a> trovate invece una breve cronaca della giornata di protesta.</p>
<p style="text-align: justify;">Per finire il video per il Fatto, firmato insieme a Paolo Dimalio.</p>
<p style="text-align: justify;">Buona visione e buona lettura!</p>
<p style="text-align: justify;">
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=tEBPTLEZxLU">http://www.youtube.com/watch?v=tEBPTLEZxLU</a></p></p>
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		<title>Ho votato alle primarie ma con un difetto di forma</title>
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		<pubDate>Sun, 25 Oct 2009 15:45:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>damiano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ieri sera mi sono ricordato di non essere residente a Roma e di essere studente fuori-sede. Sono andato sul sito per capire come poter votare dato che non posso recarmi in Calabria e ho trovato le seguenti istruzioni: Gli studenti universitari e i lavoratori fuori sede, anche extracomunitari con permesso di soggiorno, possono votare nella città dove studiano o dove lavorano. Tale decisione deve essere comunicata alla sede provinciale del Partito Democratico del luogo in cui si studia o si lavora entro le 19 del 23 ottobre. Non ho fatto nessuna richiesta entro il 23 ma sono andato poco fa in una sede elettorale del pd e ho espresso la volontà di voler votare per le primarie. Dopo essersi consultati i membri della commissione si sono fidati di me e hanno deciso di farmi votare perché la mia residenza è nel comune di Rizziconi (RC) e non mi sarebbe possibile esprimere il doppio voto (a meno che adesso non prendessi un aereo). Ho comunque dato il mio domicilio. Ora mettiamo il caso che mi venisse in mente di andare in un altra sezione vicina, di chiedere di nuovo di poter votare e che venga deciso che va bene: votereri due [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-455" title="IMG_0111" src="http://www.damianozito.org/wp-content/uploads/2009/10/IMG_0111.JPG" alt="IMG_0111" width="500" height="375" /></p>
<p>Ieri sera mi sono ricordato di non essere residente a Roma e di essere studente fuori-sede. Sono andato sul sito per capire come poter votare dato che non posso recarmi in Calabria e ho trovato le seguenti istruzioni:</p>
<blockquote><p>Gli<strong> studenti universitari </strong>e i <strong>lavoratori fuori sede</strong>, anche extracomunitari con permesso di soggiorno, possono votare nella città dove studiano o dove lavorano. Tale decisione deve essere comunicata alla sede provinciale del Partito Democratico del luogo in cui si studia o si lavora entro le 19 del 23 ottobre.</p></blockquote>
<p>Non ho fatto nessuna richiesta entro il 23 ma sono andato poco fa in una sede elettorale del pd e ho espresso la volontà di voler votare per le primarie. Dopo essersi consultati i membri della commissione si sono fidati di me e hanno deciso di farmi votare perché la mia residenza è nel comune di Rizziconi (RC) e non mi sarebbe possibile esprimere il doppio voto (a meno che adesso non prendessi un aereo). Ho comunque dato il mio domicilio.</p>
<p>Ora mettiamo il caso che mi venisse in mente di andare in un altra sezione vicina, di chiedere di nuovo di poter votare e che venga deciso che va bene: votereri due volte e non credo sia fatto un controllo di incrocio dei dati. In ogni caso non ci vado perché il mio ritengo sia stato un voto onesto e non voglio compromettere nulla.</p>
<p>Rimane però il fatto che ogni volta che si va a votare, alle politiche, come alle regionali o amministrative in genere, gli elenchi sono cartacei e non è possibile fare nessun controllo.</p>
<p>Se venisse istituito un elenco telematico in una rete dove un sistema verifica chi ha votato e dove? Non credo che ciò sia difficile.</p>
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		<title>Un pensiero all&#039;Iran</title>
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		<pubDate>Tue, 30 Jun 2009 11:45:39 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Questo post è stato già pubblicato nel mio vecchio blog. Me lo ha sempre ripetuto mio nonno: «in qualsiasi gruppo c’è sempre una pecora nera!». Infatti questa mattina mentre aspettavo insieme ad altre 30 -40 persone l’apertura dell’ufficio dell’agenzia delle entrate un signore voleva fare il furbo ed entrare tra i primi nonostante fosse arrivato per ultimo. Qualche buon signore gli ha ricordato che ci siamo organizzati con dei bigliettini fai-da-te proprio per evitare casini, ma lui non ne volva che sapere..Alla fine credo sia entrato tra gli ultimi, ma sempre pecora nera è rimasto. È sempre così, c’è sempre qui vuole essere più furbo, o si crede tale. C’è poi chi approfitta di alcune situazioni particolari per fare “caciara”, per il semplice gusto di farlo. Succede questo anche nelle manifestazioni, quelle studentesche, quelle dei lavoratori. Manifestazioni pacifiche, che spesso per colpa di qualche “facinoroso”, di qualche “infilitrato” si trasformano in «scontri». Ne basta uno, per far partire il manganello, le cariche, i lacrimogeni. Succede in Italia, nel mondo, anche a Teheran. Il 12 giugno si sono svolte le elezioni e secondo i dati ufficiali Ahmadinejad avrebbe ottenuto il 62,6% dei voti contro il 33,8% di Mousavi. Dalle denunce di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-224" title="iran_manifestazione" src="http://www.damianozito.org/wp-content/uploads/2009/09/iran-manifestazione.JPG" alt="iran_manifestazione" width="520" height="347" /></p>
<p style="text-align: left;"><em>Questo post è stato già pubblicato nel mio vecchio blog</em>.</p>
<p>Me lo ha sempre ripetuto mio nonno: «in qualsiasi gruppo c’è sempre una pecora nera!». Infatti questa mattina mentre aspettavo insieme ad altre 30 -40 persone l’apertura dell’ufficio dell’agenzia delle entrate un signore voleva fare il furbo ed entrare tra i primi nonostante fosse arrivato per ultimo. Qualche buon signore gli ha ricordato che ci siamo organizzati con dei bigliettini fai-da-te proprio per evitare casini, ma lui non ne volva che sapere..Alla fine credo sia entrato tra gli ultimi, ma sempre pecora nera è rimasto.</p>
<p>È sempre così, c’è sempre qui vuole essere più furbo, o si crede tale. C’è poi chi approfitta di alcune situazioni particolari per fare “caciara”, per il semplice gusto di farlo. Succede questo anche nelle manifestazioni, quelle studentesche, quelle dei lavoratori. Manifestazioni pacifiche, che spesso per colpa di qualche “facinoroso”, di qualche “infilitrato” si trasformano in «scontri». Ne basta uno, per far partire il manganello, le cariche, i lacrimogeni.</p>
<p>Succede in Italia, nel mondo, anche a Teheran.</p>
<p>Il 12 giugno si sono svolte le elezioni e secondo i dati ufficiali Ahmadinejad avrebbe ottenuto il 62,6% dei voti contro il 33,8% di Mousavi. Dalle denunce di di brogli si sono organizzate manifestazioni per chiedere l’annullamento delle elezioni (in alcune zone risulta che abbiano votato più del 100% degli aventi diritto) e ancora oggi si continua a scendere per le strade.</p>
<p>Francamente Mousavi è una persona dalla posiziona alquanto ambigua e nutro molti dubbi sulla sua personalità, anche se ha portato temi importanti nel suo programma; ma è comunque un  “complice” di questa repubblica islamica così per come la conosciamo.</p>
<p>Non capisco perché negli ambienti di sinistra si cada come in una rete dei pesci, in una spadara, per interderci. Su alcuni siti simpatizzanti di sinistra o meglio del PCI, scrivono che gli studenti</p>
<blockquote><p><em>«provocano reazioni repressive dello Stato con azioni aggressive e immediatamente denunciano presunte violazioni dei loro diritti di fronte ai media internazionali»</em></p></blockquote>
<p>Sono decisamente meravigliato di alcune espressioni come questa; capisco le perplessità i dubbi, legittimi, ma questa frase è degna di etichetta berlusconistica. Durante le manifestazioni di questo inverno con il movimento dell’onda (che non è colorata) ci si indignava quando il governo ci etichettava come facinorosi, fannulloni, eccetera eccetera. Ce la mettevamo tutta a dimostrare che si trattava di un movimento pacifico. Ma nonostante la buona volontà messa si è arrivati lo stesso agli «scontri». Sono arrivati i boys dalle mazze colorate ed ecco che alla prima provocazione alcuni hanno risposto allo stesso modo,lanciando sedie e bottiglie. Così chi si stava avvicinando al movimento che era sempre in più in crescita iniziò piano piano a prendere le distanze.</p>
<p>Ricordo poi gli assedi sotto Montecitorio, occupando quelle vie strette che avevamo riempito ammassandoci tutti, quasi uno sopra l’altro. Ma la pecora nera c’è sempre: un gruppo di ragazzi si mise a provocare prima verbalmente e poi avvicinandosi, la polizia, che se minimamente avesse accennato ad una carica avrebbe causato il panico e probabilmente noi ci saremmo calpestati tra di noi viste le vie strettissime in cui ci trovavamo. Quindi aveva ragione chi diceva che il movimento era un movimento provocatori ? No, ma è normale che ci siano anche persone che approfittano di grossi eventi per “provocare”.</p>
<p>Ora, leggere nelle note dei partiti della sinistra extraparlamente, che non era assente nelle manifestazione contro la legge 133, che gli studenti di Teheran provocano, mi fa pensare male. Anche perché non capisco come si fa ad assodare fin da subito che sia legittima l’elezione di Ahmadinejad.</p>
<p>L’unica spiegazione che sono riuscito a darmi è che l’attuale presidente iraniano possiede un atteggiamento anti-americano, o meglio anti-imperialista. E va bene! Ma come fate a meravigliarvi quando gli studenti lo chiamano “dittatore”? Uno che censura il web e i cellulari, limitando le comunicazioni con l’esterno cos’è? Uno che fa arrestare bloggers e giornalisti, è un democratico?</p>
<p>È come se vorreste farmi capire che se domani uno mi ruba il portafoglio ed è anti-imperialista, non lo denuncio, mentre se è un noto filo-americano lo vado a denunciare.</p>
<p>Molti tra i manifestanti sono filo-occidentali, e molti altri no. Ho letto di tutto  su internet a proposito delle notizie filtrate da Twitter dagli iraniani e deduco che molti ancora non hanno capito come è fatta la rete.</p>
<p>Twitter è stato usato anche dalle forze dell’ ordine iraniane, per mandare falsi messaggi, anche questa è la natura della rete. Un blogger deve dare le notizie e quando necessario avvertire che vanno prese con le pinze  perché non è certo delle fonti, o perché le notizie che gli arrivano cominciano a essere troppo confuse. Ma le notizie di questo genere vanno date, anche con le imprecisioni iniziali, poi si “sgrossano”.</p>
<p>Se ci fosse stato Mousavi al posto di Ahmadinejad sarebbe lo stesso, molti blogger avrebbero “twittato” e manifestato la loro indignazione, su internet e nelle strade.</p>
<p>So che la questione merita un ulteriore approfondimento, ma non condivido queste posizioni. Non posso condividerle se le elezioni sono palesemente taroccate.</p>
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