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	<title>il Blog di Damiano Zitotelefonica | il Blog di Damiano Zito</title>
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		<title>Le indecisioni sul futuro di Telecom mettono in crisi Italtel</title>
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		<pubDate>Wed, 17 Feb 2010 20:00:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>damiano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Il Fatto Quotidiano]]></category>
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		<description><![CDATA[Sulle pagine del Fatto Quotidiano (il 9 febbraio), è stato pubblicato un mio articolo (sulla storia di Italtel) ed allacciandomi a ciò che ho scritto, ripropongo qui il tema. Chi vi scrive è un grande sostenitore della rete e dei benefici che essa può apportare alla nostra società. Ci sono dei rischi di cui bisogna tener conto ma non è di questo che voglio parlare, quindi andiamo al nocciolo della questione. La struttura della rete delle telecomunicazioni del nostro Paese è in larga parte la rete in rame di Telecom Italia ormai ex monopolista del settore. Da mesi si parla di una fusione dell&#8217;azienda di Franco Bernabè con la spagnola Telefonica, che qualche settimana fa ha rilevato il 3 per cento di Telecom. Sembra un passo che prima o poi verrà fatto, certo non dall&#8217;oggi al domani ma la strada sembra essersi aperta e ciò preoccupa non poco i dipendenti di Italtel che sono in sciopero da quando l&#8217;amministratore delegato Umberto De Julio ha dichiarato che oltre ai già 450 esuberi della scorsa primavera se ne aggiungono altri 400. Italtel è una importante azienda del settore delle comunicazioni, fornisce soluzioni e prodotti per i grandi operatori come Telecom e realizza [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --></p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.damianozito.org/wp-content/uploads/2010/02/dipendenti-Italtel.jpg"><img class="size-full wp-image-912 aligncenter" title="dipendenti Italtel" src="http://www.damianozito.org/wp-content/uploads/2010/02/dipendenti-Italtel.jpg" alt="" width="537" height="363" /></a></p>
<p>Sulle pagine del <em>Fatto Quotidiano</em> (il 9 febbraio), è stato pubblicato un mio articolo (sulla storia di Italtel) ed allacciandomi a ciò che ho scritto, ripropongo qui il tema. Chi vi scrive è un grande sostenitore della rete e dei benefici che essa può apportare alla nostra società. Ci sono dei rischi di cui bisogna tener conto ma non è di questo che voglio parlare, quindi andiamo al nocciolo della questione.</p>
<p>La struttura della rete delle telecomunicazioni del nostro Paese è in larga parte la rete in rame di <strong>Telecom Italia</strong> ormai ex monopolista del settore. Da mesi si parla di una fusione dell&#8217;azienda di Franco Bernabè con la spagnola <strong>Telefonica</strong>, che qualche settimana fa ha rilevato il 3 per cento di Telecom. Sembra un passo che prima o poi verrà fatto, certo non dall&#8217;oggi al domani ma la strada sembra essersi aperta e ciò preoccupa non poco i dipendenti di Italtel che sono in sciopero da quando l&#8217;amministratore delegato <strong>Umberto De Julio</strong> ha dichiarato che oltre ai già 450 esuberi della scorsa primavera se ne aggiungono altri 400.</p>
<p>Italtel è una importante azienda del settore delle comunicazioni, fornisce soluzioni e prodotti per i grandi operatori come Telecom e realizza le reti di nuova generazioni per privati e Pubblica Amministrazione. Telecom partecipa Italtel al 20 per cento, una quota di minoranza, ma nello stesso tempo è il maggiore cliente dell&#8217;azienda di De Julio. Fino al 2008 infatti rappresentava il 50% del fatturato. Oggi invece ha diminuito le commesse verso Italtel che ha un debito pesante e paga le indecisioni delle banche azioniste che non decidono come rifinanziare il debito e del Governo che non investe nel settore.</p>
<p>A giugno è stato presentato il famoso <strong>Rapporto Caio</strong>, stilato dall&#8217;omonimo consulente del Governo, che illustra la situazione dell&#8217;Italia sul digital divide. In base alla documentazione presentata al Senato erano state fatte delle promesse, da Brunetta in primis, per poi rimangiare tutto e rinviare la questione banda larga a data da destinarsi, ma nel 2011. Intanto il settore delle comunicazioni è fermo, progetti da realizzare non ce ne sono e i dipendenti scioperano perché non avranno più un lavoro. E stiamo parlando di un settore considerato strategico per un paese che dice di essere moderno.</p>
<p>Se questa situazione si sbloccasse si potrebbe non solo garantire una rete più efficiente a noi cittadini (ci sono paesi che non vengono raggiunti dalla banda larga) ma si rimetterebbe in moto un intero settore e forse centinaia di posti di lavoro non sarebbero a rischio.</p>
<p>Qual è la vostra opinione in merito? <strong>Commentate</strong>, presto tornerò sul tema!</p>
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		<title>Su Wikipedia si prevede il futuro di Telecom</title>
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		<pubDate>Thu, 04 Feb 2010 07:58:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>damiano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Informazione]]></category>
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		<description><![CDATA[Martedì le indiscrezioni di Repubblica davano per certa una rilevazione di Telecom da parte della spagnola Telefonica e su wikipedia c&#8217;era ancora alla voce Telecom Italia il logo a strisce rosse. Poi circa il 3% è passato a Telefonica, ma alcuni dicono che la fusione è &#8220;inevitabile&#8221;.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.damianozito.org/wp-content/uploads/2010/02/Telecom_Telefonica2.jpeg"><img class="aligncenter size-full wp-image-885" title="Telecom_Telefonica2" src="http://www.damianozito.org/wp-content/uploads/2010/02/Telecom_Telefonica2.jpeg" alt="" width="600" height="349" /></a></p>
<p>Martedì le indiscrezioni di <em>Repubblica</em> davano per certa una rilevazione di Telecom da parte della spagnola Telefonica e su wikipedia c&#8217;era ancora alla voce Telecom Italia il logo a strisce rosse. Poi circa il 3% è passato a Telefonica, ma alcuni dicono che la fusione è &#8220;inevitabile&#8221;.</p>
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