11.11.11 = Mario Bilderberg Monti

I numeretti. Li chiamiamo così nella Facoltà di Ingegneria. Noi aspiranti ingegneri ci sforziamo delle volte a memorizzare numeri che non hanno significati particolari se non quello di esprimere grandezze varie e valori di coefficienti. Pensavo però che il gioco di operazioni fosse solo destinato appunto al divertimento, alle carte e ai giochi di logica, che l’uomo non fosse ancora così stupido da fare collegamenti del tipo 666 = satana. È per questo che non so se questo video (che fa il verso a Voyager) devo inserirlo nella sezione Satira.

httpv://www.youtube.com/watch?v=o-tFVx1A-Ok

 

 

Photo Credits | wired italia

Berlusconi da Estorto a Indagato

I segugi del Giornale e Alfonso Signorini saranno già all’opera. Già, perché i tre giudici (tre donne) del Tribunale del Riesame di Napoli sostengono addirittura che il nostro Presidente del Consiglio non fosse ignaro del fatto che le donne portate da Tarantini a casa sua fossero escort e sostengono ancora che Berlusconi non è vittima del reato di estorsione (ipotizzato invece dai pm Woodcock, Curcio e Piscitelli) commesso da Lavitola e l’imprenditore barese.

Ma visto che paga anche gli avvocati a Tarantini le cose sono appunto due: o Berlusconi è talmente ricattato al punto da dover fornire e pagare l’assistenza legale al suo presunto estorsore o i rapporti tra i due sono troppo loschi ed è meglio per il Cavaliere comprare il suo silenzio.

 

Photo Credits | Fanpage.it

Con tutto il rispetto per Santoro


Ha ragione Corradino Mineo: come si fa ad aprire così la home del giornale quando nello stesso giorno ci sono notizie che sicuramente meritano più risalto dei Comizi d’amore di Santoro?

E mentre le altre testate si occupavano di temi ben più seri (i morti nella fabbrica in provincia di Frosinone e crisi economica) Libero sulla scia del Giornale invece apriva così:

 

11 Settembre 2001 – 11 Settembre 2011

Oggi non leggerò, né guarderò niente sul decennale dell’attentato alle Torri Gemelle.

Quando circoleranno articoli seri e quando sarà passato il giorno della commemorazione cercherò informazioni aggiornate e ben documentate, poi semmai le condividerò qui, qui o qui.

 

Photo Credits | Nationalcorner

La Rete Non è Che Guevara

Non condivido in pieno le critiche che sono state rivolte alla Gabanelli e al suo programma. C’è chi addirittura ha paragonato Report alla prima pagina di Libero. Vorrei ricordare che nella puntata “Il Prodotto sei Tu” non è stato detto che Facebook e la rete siano un covo di terroristi.

Quando ci si rivolge ad un pubblico vasto, che non conosce perfettamente le dinamiche che si nascondono dietro un servizio o un’applicazione, occorre semplificare (nel giusto). Altrimenti qui facciamo come quegli “esperti” che quando non vengono chiamati nelle trasmissioni si lamentano della faziosità del programma.

 

Lì Radio Londra: Arriva Giuliano Ferrara

Ci siamo, sta per partire il Radio Londra di Ferrara. Siccome a me non piacciono le censure non sono d’accordo con chi propone iniziative per togliergli spazio, preferisco vedere l’elefantino furioso nel posto che fu di Enzo Biagi (lui sì che non risparmiava nessuno) e capire di più fino a che punto possono arrivare certi giornalisti cortigiani. Prendiamola così: è un modo per ascoltare le castronerie berlusconiane e quindi un’opportunità in più per capire come difenderci dal virus che ha contagiato l’Italia. Lo studiamo, troviamo i rimedi e le soluzioni a possibili ricadute. Non si sa mai.

Corrado Formigli in Libia: Verso Breda – Video

Ecco il video-reportage di Corrado Formigli in Libia andato in onda ad Annozero. Le immagini sono uniche e degne di nota, un ottimo lavoro giornalistico:

httpv://www.youtube.com/watch?v=6LksIy4qTP4

Bravo Formigli

Poche righe per complimentarmi con Corrado Formigli e troupe di Annozero che ci ha regalato delle immagini molto intense sulle vicende libiche. Non è semplice stare con l’ansia che un caccia ti passi sopra la testa e sganci qualche bomba o con la paura che qualche miliziano ti fermi per strada e ti ficchi qualche pallottola in fronte.

Sai Perché?

Tempo fa volevo fare un elenco di tutte le cospirazioni di cui si parla in rete, ma non ho mai avuto tempo. Vuoi quindi sapere tutto, ma proprio tutto sui complotti mondiali, senza perderti neanche uno degli argomenti trattati in rete contro il Sistema? Vuoi sapere chi ne parla, quanto siano giuste certe affermazioni, chi si nasconde dietro certe teorie e quanto corretti siano certi ragionamenti? C’è chi ha già svolto questo compito.

httpv://www.youtube.com/watch?v=YzDrTjaRFLA

Photo Credits | MShades

O Sgarbi o Wikipedia

«Wikipedia – per lo meno sul mio conto – dice cose non vere; se non rettifica immediatamente la falsa notizia, chiederò tramite il mio legale avvocato Giampaolo Cicconi – il quale mi a fatto leggere la sentenza di Cassazione – il sequestro preventivo del sito, riportandomi alla sentenza della Quinta sezione penale della Cassazione n. 7155, depositata giovedì scorso 24 febbraio 2011, che ha riconosciuto la legittimità del sequestro di un articolo pubblicato sul blog di un sito internet».

Ambra Angiolini ad Annozero, il video

Ambra AngioliniSiccome tutti lo cercano, ecco il video di Ambra Angiolini che ieri sera ad Annozero è piaciuta a molti per il suo intervento “buca-schermo”. Buona visione e condivisione!

Social Media Week, la Rete fa lezione di giornalismo

di Damiano Zito per Dirittodicritica (che dal 7  febbraio è diventato testata giornalistica 😉)

Social Media Week, il Festival della Rete organizzato in contemporanea in diverse grandi città del mondo per discutere di social media, per il secondo anno consecutivo è sbarcato in Italia, a Roma, con un’agenda ricca di appuntamenti distribuiti nella capitale dal 7 all’11 febbraio. La giusta occasione per conoscere meglio la Rete e discutere di fenomeni come Wikileaks o di strumenti come Twitter che hanno generato notevoli ripercussioni nel giornalismo tradizionale.

Al panel moderato dal conduttore di IoReporter Marco Montemagno, tenutosi ieri al palazzo Giannelli Viscardi, sono intervenuti alcuni protagonisti ed esperti del mondo dell’informazione per confrontarsi sull’evoluzione della figura del giornalista.

Emilio Carelli direttore di Sky Tg24 parla di “rivoluzione digitale” sia dal punto di vista tecnologico che dei contenuti. Un esempio? Oggi chiunque può fare riprese di ottima qualità e immetterli in rete. Questo nuovo processo secondo Carelli ha portato ad una “democratizzazione dell’informazione” e Wikileaks ne è un esempio per lui positivo.

C’è però chi non è d’accordo sul fatto che il moltiplicarsi delle fonti in rete costituisca necessariamente un miglioramento della qualità del giornalismo. Secondo Giancarlo Vergori, direttore generale di Virgilio, i sondaggi a disposizione parlano chiaro: “gli italiani nei confronti dei mezzi di informazione hanno una totale mancanza di fiducia”. E il discorso vale anche per le fonti ufficiali online. Il pubblico interpellato da Montemagno, ha confermato per la maggior parte la tesi di Vergori esprimendo insoddisfazione per l’informazione televisiva, dicendosi leggermente più soddisfatto dell’informazione su carta e promuovendo quella online perché pluralista e quasi sempre basata su fonti verificabili.

La trasparenza in effetti oltre a creare benefici alla salute del Paese, in Rete si trasforma in un aumento della reputazione (o web reputation) di un sito o blog. Per spiegarlo Alessandro Gilioli, giornalista e blogger de L’Espresso, cita il caso di Wikileaks, definendolo “giornalismo di database” che fornisce ai lettori l’accesso alle fonti dopo averle filtrate e rese consultabili.

Ma qual è la chiave del successo di un sito web? L’esempio migliore, almeno nel campo del giornalismo, è quello dell’Huffington Post che oggi vanta circa 25 milioni di visitatori unici al mese. Anche se alcuni dei motivi di tale popolarità sono tuttora inspiegabili, Gilioli chiarisce che la prima cosa che ha funzionato è stato il concetto di aggregazione tra citizen journalism e giornalismo professionale. Specie perché l’Huffingotn ha capito una cosa che i giornalisti faticano a comprendere: in Rete, più che sulla carta, paga l’autorevolezza e il lungo termine, ovvero il tempo impiegato per conquistare la giusta credibilità. Sono questi i concetti che secondo Gilioli mancano a chi in Italia cerca di fare il proprio Huffington Post.

httpv://www.youtube.com/watch?v=DkYiE_-Spx0