Archivio per Categoria Informazione

DiDamiano Zito

La Rete Non è Che Guevara

Non condivido in pieno le critiche che sono state rivolte alla Gabanelli e al suo programma. C’è chi addirittura ha paragonato Report alla prima pagina di Libero. Vorrei ricordare che nella puntata “Il Prodotto sei Tu” non è stato detto che Facebook e la rete siano un covo di terroristi.

Quando ci si rivolge ad un pubblico vasto, che non conosce perfettamente le dinamiche che si nascondono dietro un servizio o un’applicazione, occorre semplificare (nel giusto). Altrimenti qui facciamo come quegli “esperti” che quando non vengono chiamati nelle trasmissioni si lamentano della faziosità del programma.

 

DiDamiano Zito

Bravo Formigli

Poche righe per complimentarmi con Corrado Formigli e troupe di Annozero che ci ha regalato delle immagini molto intense sulle vicende libiche. Non è semplice stare con l’ansia che un caccia ti passi sopra la testa e sganci qualche bomba o con la paura che qualche miliziano ti fermi per strada e ti ficchi qualche pallottola in fronte.

DiDamiano Zito

Sai Perché?

Tempo fa volevo fare un elenco di tutte le cospirazioni di cui si parla in rete, ma non ho mai avuto tempo. Vuoi quindi sapere tutto, ma proprio tutto sui complotti mondiali, senza perderti neanche uno degli argomenti trattati in rete contro il Sistema? Vuoi sapere chi ne parla, quanto siano giuste certe affermazioni, chi si nasconde dietro certe teorie e quanto corretti siano certi ragionamenti? C’è chi ha già svolto questo compito.

httpv://www.youtube.com/watch?v=YzDrTjaRFLA

Photo Credits | MShades

DiDamiano Zito

O Sgarbi o Wikipedia

«Wikipedia – per lo meno sul mio conto – dice cose non vere; se non rettifica immediatamente la falsa notizia, chiederò tramite il mio legale avvocato Giampaolo Cicconi – il quale mi a fatto leggere la sentenza di Cassazione – il sequestro preventivo del sito, riportandomi alla sentenza della Quinta sezione penale della Cassazione n. 7155, depositata giovedì scorso 24 febbraio 2011, che ha riconosciuto la legittimità del sequestro di un articolo pubblicato sul blog di un sito internet».

DiDamiano Zito

Social Media Week, la Rete fa lezione di giornalismo

di Damiano Zito per Dirittodicritica (che dal 7  febbraio è diventato testata giornalistica 😉)

Social Media Week, il Festival della Rete organizzato in contemporanea in diverse grandi città del mondo per discutere di social media, per il secondo anno consecutivo è sbarcato in Italia, a Roma, con un’agenda ricca di appuntamenti distribuiti nella capitale dal 7 all’11 febbraio. La giusta occasione per conoscere meglio la Rete e discutere di fenomeni come Wikileaks o di strumenti come Twitter che hanno generato notevoli ripercussioni nel giornalismo tradizionale.

Al panel moderato dal conduttore di IoReporter Marco Montemagno, tenutosi ieri al palazzo Giannelli Viscardi, sono intervenuti alcuni protagonisti ed esperti del mondo dell’informazione per confrontarsi sull’evoluzione della figura del giornalista.

Emilio Carelli direttore di Sky Tg24 parla di “rivoluzione digitale” sia dal punto di vista tecnologico che dei contenuti. Un esempio? Oggi chiunque può fare riprese di ottima qualità e immetterli in rete. Questo nuovo processo secondo Carelli ha portato ad una “democratizzazione dell’informazione” e Wikileaks ne è un esempio per lui positivo.

C’è però chi non è d’accordo sul fatto che il moltiplicarsi delle fonti in rete costituisca necessariamente un miglioramento della qualità del giornalismo. Secondo Giancarlo Vergori, direttore generale di Virgilio, i sondaggi a disposizione parlano chiaro: “gli italiani nei confronti dei mezzi di informazione hanno una totale mancanza di fiducia”. E il discorso vale anche per le fonti ufficiali online. Il pubblico interpellato da Montemagno, ha confermato per la maggior parte la tesi di Vergori esprimendo insoddisfazione per l’informazione televisiva, dicendosi leggermente più soddisfatto dell’informazione su carta e promuovendo quella online perché pluralista e quasi sempre basata su fonti verificabili.

La trasparenza in effetti oltre a creare benefici alla salute del Paese, in Rete si trasforma in un aumento della reputazione (o web reputation) di un sito o blog. Per spiegarlo Alessandro Gilioli, giornalista e blogger de L’Espresso, cita il caso di Wikileaks, definendolo “giornalismo di database” che fornisce ai lettori l’accesso alle fonti dopo averle filtrate e rese consultabili.

Ma qual è la chiave del successo di un sito web? L’esempio migliore, almeno nel campo del giornalismo, è quello dell’Huffington Post che oggi vanta circa 25 milioni di visitatori unici al mese. Anche se alcuni dei motivi di tale popolarità sono tuttora inspiegabili, Gilioli chiarisce che la prima cosa che ha funzionato è stato il concetto di aggregazione tra citizen journalism e giornalismo professionale. Specie perché l’Huffingotn ha capito una cosa che i giornalisti faticano a comprendere: in Rete, più che sulla carta, paga l’autorevolezza e il lungo termine, ovvero il tempo impiegato per conquistare la giusta credibilità. Sono questi i concetti che secondo Gilioli mancano a chi in Italia cerca di fare il proprio Huffington Post.

httpv://www.youtube.com/watch?v=DkYiE_-Spx0

DiDamiano Zito

Social Media Week, Come è Cambiato il Giornalismo Dopo Twitter e WikiLeaks? [Liveblogging]

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Direttamente dal Social Media Week di Roma: si discute di “Informazione Liquida: come è cambiato il giornalismo dopo Twitter e WikiLeaks”. Modera Marco Montemagno (conduttore di IoReporter su Sky TG24), ospiti: Emilio Carelli (direttore di SkyTG24) Luca Dini (direttore di Vanity Fair ) Tommaso Tessarolo (direttore di Current), Alessandro Giglioli (giornalista L’Espresso), Giancarlo Vergori (direttore generale di Matrix/Virgilio), Fabrizio Falconi (caporedattore Agenzia News Mediaset)

Un interessantissimo dibattito sul giornalismo e la comunicazione, sopratutto in Italia, ai tempi di Twitter, Wikileaks e dei social network. Cosa è cambiato nelle redazioni dei giornali?

Per il giornalismo televisivo l’importante testimonianza del direttore di Sky Tg24, Emilio Carelli, il quale ha specificato come la sua redazione sia formata da forze prevalentemente giovani. Oggi chiunque può essere giornalista e pubblicare un video, un immagine o un tweet. Bastano una videocamera e un cellulare con connessione a internet e le informazioni sono accessibili a chiunque e il suo tg ha saputo capire queste evoluzioni.

Ci sono però realtà diverse all’interno della rete internet. Parliamo di Facebook. Una rete dentro la rete, una piattaforma in mano al suo Ceo mark Zuckerberg che ha un pubblico così vasto tanto che se lo stesso Zuckerberg volesse interagire con un miliardo di persone lo può fare tranquillamente. E chissà se Obama – ad esempio – riesce a comunicare con così tante persone in contemporanea, si chiede Marco Montemagno.
Ma su internet dove i blog sono in rete ormai da dieci anni, ci sono elementi importanti per avere successo e popolarità. Innanzitutto autorevolezza, una buona reputazione e professionalità. Sono tre elementi che messi insieme costituiscono i giusti ingredienti per un’ottima ricetta che serve a far funzionare un sito o un blog, spiegati da Alessandro Gilioli che viene da una grande esperienza in questo campo specie col suo piovorane.it.

Dal pubblico sono arrivati vari spunti di riflessione su come i mass-media e i giornali dovrebbero trattare le notizie e quindi andare a cercare le fonti (anche) su twitter. Come ha fatto e continua a fare Al Jazeera. Serve quindi un nuovo modo di selezionare persone che sappiano trovare queste notizie in rete e che quindi abbiano facilità a muoversi sul web.

Un’interessante domanda è stata posta da Montemagno al pubblico: “quanto siete soddisfatti dell’informazione in Italia?”. La risposta ha necessitato di essere scomposta secondo i diversi settori: televisivo, cartaceo, internet. Quest’ultimo ha prevalso sugli altri. Sul cartaceo molte perplessità, mentre il giornalismo televisivo è stato completamente bocciato da un pubblico evidentemente molto attento alle nuove tecnologie e quindi ad un’informazione più controllata e più democratica.

Qui sotto un po’ di liveblogging dell’evento. Seguiranno altri contenuti multimediali.

[liveblog]

DiDamiano Zito

Apocalisse: Su Rai Due I Consigli Per Proteggersi Da Eventi Catastrofici

Questa sera mi sono sintonizzato su Rai Due imbattendomi in Roberto Giacobbo e il suo Voyager. Fra i temi discussi: l’Arca di Noè, Gesù e Re Mithra, Poltergesit (ovvero oggetti che si muovo per azione di forze paranormali) ma sopratutto di Apocalisse. Già, perché come molti di voi sapranno sono in tanti ad immaginare un finale catastrofico del mondo, ma non stiamo parlando di spiegazioni scientifiche. Si parla invece di credenze popolari e fantasie delle mente umana che riesce a partorire favole e storie incredibili che si trasmettono solo col passaparola (e immaginate la distorsione del racconto!). Bene, siccome è giusto ascoltare il parere di tutti, perché non avvalorare le teorie più bizzarre di questo mondo? Ci sarà sempre qualcuno che crederà alle fesserie e chi invece su questi falsi miti catastrofici può lucrarci sopra.

Non sarà il caso dell’imprenditore invitato da Giacobbo in trasmissione, ma non sapevo che a qualcuno fosse mai venuto in mente di costruirsi un bunker per proteggere sé stesso e i propri cari. Pensavo ingenuamente che una cosa del genere la potesse fare Ned Flanders nei Simpson che ha avuto la geniale idea di costruire questa casa super-sicura e così quando un meteorite stava per colpire Springfield tutti gli abitanti – appena saputo del nascondiglio – si sono recati in massa dal generoso Flanders che ha dato spazio a chiunque.

Tornando a Giacobbo, grazie a Voyager sono venuto a conoscenza del fatto che c’è chi si fa costruire dei bunker a 1500 euro al metro quadrato (sempre meno caro di un appartamento dentro Roma), ma io credevo – sempre ingenuamente – che i bunker se li costruissero i latitanti. A questo punto mi viene il dubbio che se un meteorite si abbattesse sulla Calabria tutti avrebbero un riparo.

Tuttavia c’è da fare una considerazione. Se parliamo di Apocalisse nel senso di fine del mondo, che senso ha costruirsi un bunker se la terra scomparirebbe? E nel caso qualcuno rimanesse vivo grazie al proprio bunker, non si annoierebbe?

Scherzi a parte, mi piacerebbe che nella nostra televisione ci siano più contenuti scientifici e più ragionamenti razionali. Almeno nella stessa parte cui la Rai dedica intere trasmissioni al Vaticano e ai rappresentanti della Chiesa cattolica.

E non si venga a dire che Super Quark sia il giusto contrappeso.

DiDamiano Zito

Il 2011 sarà l’anno della vecchia enciclopedia

Il nuovo anno è iniziato come tutti gli altri. La faccia di Giorgino al tiggiuno che dopo averci tartassato con servizi sui cenoni di Capodanno e Natale manda in onda le interviste a nutrizioni della Sapienza per dirci come mangiare dopo le grandi abbuffate. Poi le cimici negli uffici di Bossi, le bombe alle sedi della Lega, il Federalismo che avanza, l’estradizione mancata di Battisti, il comunicato di Gasparri, l’ennesimo morto in Afghanistan e le guerre di religione.

Ci siamo lasciati alle spalle il 2010, l’anno del Tablet, di Facebook, di Wikileaks, ma eccovi la notizia che il Tg5 ha riservato per Wikipedia. Ecco quindi la previsione del Blog per il 2011: il nuovo anno sarà quello della vecchia enciclopedia, Wikipedia nonostante la raccolta dei fondi del 2010 chiuderà e alla voce Tg5 trovermo scritto “telegiornale di discutibile autorevolezza, del quale sono sconosciute le fonti e l’attendibilità delle notizie date. Il parziale giudizio critico e sommario verso le enciclopedie del web ne svelano il suo carattere ideologizzato”

httpv://www.youtube.com/watch?v=RygPOmuTBc0

DiDamiano Zito

No Bavaglio Day: Interviste e video

Eccovi alcuni video che sto mano a mano pubblicando su Youtube, tempo libero permettendo,  a proposito della manifestazione del 1° luglio contro la legge bavaglio.

Durante l’iniziativa promossa dalla Fnsi si è fatta vedere anche Patrizia D’Addario dietro le quinte per manifestare la sua solidarietà e per difendere la libertà di stampa. La sua presenza è stata contestata da alcuni partecipanti. Ne è seguita una discussione sui giornali e sul web. Voi che ne pensate?

Patrizia D’Addario

httpv://www.youtube.com/watch?v=xD2402bx9AE

Intervista a Carlo Lucarelli

Intervista a Stefano Corradino – direttore di articolo21.org

httpv://www.youtube.com/watch?v=hGqEC1uwIog

Ottavia Piccolo legge Anna Politkovskaja

httpv://www.youtube.com/watch?v=3e6qK7BtYX4

DiDamiano Zito

Legge Bavaglio, impressioni a caldo

Impressione a caldo sulla manifestazione contro la legge bavaglio. Espressione azzeccata vista la temperatura.

In una giornata di luglio alle cinque del pomeriggio sotto al sole, non è certo confortevole stare ad ascoltare chi ha qualcosa da dire e da gridare contro una legge che limita la libertà di espressione.

Finché c’è indignazione e protesta direi che il fatto in sé costituisce una nota positiva. Fa un certo, però,effetto vedere “certi” politici che arrivano per qualche minuto nel retro-palco, si fanno intervistare da note emittenti, o testate giornalistiche per poi scappare via, a volte come codardi.

Avrei voluto chiedere qualcosa di più ad esempio a Walter Veltroni. Il Pd – mi ha detto – non vuole il bavaglio. Va bene. Avrei continuato con le domande. Gli avrei chiesto cosa è cambiato da quando il Governo Prodi impacchettò il primo bavaglio per le intercettazioni con la firma di Clemente Mastella. Gli avrei chiesto cosa è cambiato in lui dopo aver lasciato la direzione del Partito Democratico, ma sopratutto perché ha lasciato e non ha mai specificato chi – nel partito – gli ha messo i bastoni tra le ruote. Alcune voci dicono che si stia preparando per la candidatura a premier. Forse ri-presentarsi davanti ai microfoni dei giornalisti fa comodo per riprendere il contatto con la gente.

Ma io sono un misero blogger, con una misera telecamerina. Mi ha salutato con una pacca sulla spalla dopo averlo seguito per cinque minuti facendo domande. È la considerazione che viene data ai cittadini che si armano di strumenti per fare informazione “alternativa”.

Fortuna che – anche nel Pd – non tutti sono così.

Tra gli altri “supporter” del Pd: Piero Fassino, intercettato con Gianni Consorte nella stagione dei furbetti del quartierino: «Allora siamo padroni di una banca?».

La manifestazione è riuscita, non c’è dubbio. Mi rimane però un dubbio su “alcuni” partecipanti che in confronto a loro, Patrizia D’Addario da sola fa più opposizione.

DiDamiano Zito

Un alieno chiamato Vittorio Zucconi

Vittorio Zucconi ad Annozero

Ad animare il dibattito ad Annozero, ieri sera ci hanno pensato le locuzioni di Antonio Di Pietro e i “bisogna aspettare per fare chiarezza” di Italo Bocchino. Secondo il finiano del Pdl, la legge serve a limitare gli abusi, quali non si sa visto che ultimamente le intercettazioni sono servite solo a farci conoscere fatti che per come era stato presentato questo disegno di legge non avremmo mai appreso.

Quando a ricordare che gli abusi li avrebbe fatti Silvio Berlusconi cui è stato fatto ascoltare il famoso nastro di Fassino che dice a Consorte «abbiamo una banca!», Bocchino ha replicato ma con poca convinzione. Ed è lì che mi sono reso conto che in studio mancava Maurizio Belpietro che non avrebbe esitato ad interrompere la «direttora» de l’Unità mentre spiegava come quell’intercettazione fu ‘utile’ a Berlusconi.

In collegamento dagli Stati Uniti, Vittorio Zucconi (qui il suo blog), citando esempi come quello di Bill Clinton e Monica Lewinisky, ha ricordato che la giustizia è una cosa e il giornalismo è un altro. Le sue parole possono essere riassunte così: Se vengo a conoscenza di un fatto, questo fatto lo pubblico. Che poi questo è coperto da segreto giudiziario, non è problema che riguarda il giornalismo.

Il diritto all’informazione che prevale sugli altri. Sembra una cosa così strana e inapplicabile in questo paese che chi la dice sembra un alieno venuto chissà da quale lontana galassia, come Zucconi che quando parlava in video Pierluigi Battista del Corsera lo osservava con lo sguardo perso nel vuoto.

Povero Pigi vaglielo a spiegare che quello lì non era un marziano.


DiDamiano Zito

Lavori in corso

Piccola comunicazione di servizio.

Il Blog come potete notare, ha subito delle modifiche estetiche. Con il mio amico Marco (un maniaco della grafica) stavamo cercando di dare un tocco nuovo al sito quando ho avuto modo di mettere a punto il tema che adesso avete sotto gli occhi. I contenuti, è ovvio, rimangono invariati, spero che la nuova veste grafica sia di vostro gradimento. Tuttavia è probabile che riscontriate qualche modifica nei giorni a venire.

Stay tuned! 😉

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