Nvidia e Windows 10: Il Problema Non Risolto sul Mio Asus con Grafica Ibrida

Windows 10 screenshot

Dopo un quasi indolore aggiornamento a Windows 10 che ho eseguito questa estate a luglio, ho riportato il mio notebook al suo stato primordiale con Windows 7. Si tratta di un Asus U30JC con grafica ibrida Intel/Nvidia.

Che cosa è successo?

Già il primo giorno di aggiornamento al nuovo sistema operativo Windows mi aveva fatto penare quando al primo avvio mi si piantava il computer senza apparenti motivi. Un freeze del sistema operativo che si risolveva con l’arresto forzato. Per indagare ho rimosso l’hard-disk meccanico nel caddy al posto del lettore dvd. Ho avviato e tutto sembrava andare regolarmente. Ho ricollegato l’hard-disk e ho acceso nuovamente il computer e tutto andava a meraviglia fino a quando dopo un po’ una nuova schermata blu mi si è presentata all’improvviso. Tra le ultime operazioni effettuate dal sistema operativo c’era un update di Nvidia relativo alla scheda video. Ho letto un po’ di topic nei vari forum ma senza approfondire. Ho effettuato l’accesso in modalità provvisoria ed ho così ripristinato un vecchio driver. Tutto sembrava andare bene.

Nvidia vs Windows10

Fino a che ovviamente Windows Update in maniera autoritaria non ha nuovamente aggiornato il driver. Ho provato a seguire un po’ di discussioni online e ho notato che la sfida driver Nvidia vs Windows10 è piuttosto frequente. Seguendo il forum inglese di Nvidia ho seguito i consigli di un utente che aveva risolto installando il driver ma rimuovendo GeForce Experience, PhysX, ecc. Senza entrare nel dettaglio, ho proseguito secondo queste linee guida e mi sono trovato benissimo fino a quando dopo l’estate, non si sa come e perché il driver si è nuovamente aggiornato. Purtroppo non c’è stato verso di disabilitare l’aggiornamento di un componente (la scheda video) senza che Windows Update non facesse di testa propria.

Driver Power State Failure

Non avendo il tempo di ripristinare W7 o W10 ho continuato ad ogni accensione a rimuovere il driver di Nvidia con DDU e continuavo ad utilizzare la grafica integrata di Intel. Ma una sera, all’ennesima disinstallazione mi sono deciso.

Ho provato a ripristinare Windows 10, quindi effettuare un’installazione pulita, formattando C: ma niente da fare. Ho lavorato bene per 1 ora. Poi di nuovo schermata blu “Driver Power State Failure”.

A questo punto, stanco e frustrato, ho reinstallato Windows 7. Per ora ho risolto così. Il mio notebook rimarrà a Seven.

Conclusioni

Il senso di impotenza davanti a questo genere di problema apparentemente irrisolvibile mi ha quasi logorato in queste settimane. Non sono in grado di dire ancora quanto Windows 10 sia solido o acerbo. E neanche se il problema sia da imputare tutto a Nvidia o a Microsoft. Per ora uso W10 con successo su un altro computer e devo dire che fino ad oggi non ho riscontrato problemi di sorta, nonostante ci sia sempre una scheda Nvidia.

PS: Se qualcuno ha risolto in qualche modo me lo segnali nei commenti.

UbuntuOne Chiude. Trasloco su Google Drive e Dropbox

oneUbuntu One a breve cesserà di esistere. Canonical ha già ufficializzato la notizia della chiusura del proprio servizio di storage online il all’inizio di questo mese. Tanto che nel nuovo rilascio di Ubuntu 14.04 “Trusty Tahr” non è stato incluso.

 

La data di shutdown è fissata per il 1 Giugno 2014. I file rimarranno comunque disponibili fino al 1 luglio, data oltre la quale saranno definitivamente cancellati.

La notizia positiva è che il codice sarà rilasciato per essere scaricato liberamente.

Tuttavia credo che questo non a tutti interesserà. Sarà importante invece pensare verso quale servizio migrare.

Io penso che organizzerò un trasloco verso Google Drive e Dropbox, visto che uso già da tempo entrambi.

Un Colpo al Cuore

Ho provato a cercare poco fa il termine “Heartbleed” su Google. Mi ha restituito circa 37.400.000 risultati. Per chi non sa di che si parla, meglio che si informi perché si tratta di un bug sul protocollo OpenSSL usato per crittografare le nostre password quando effettuiamo l’accesso su molti dei siti che (naturalmente) consideriamo affidabili.

heartbleed1

Per chi usa la password coincidente con la propria data di nascita o il proprio nome, niente paura! Non c’è sistema di crittografia che tenga.

Windows XP Termina il Supporto. Cosa Fare col Vecchio PC

Domani Windows XP terminerà di essere supportato da Microsoft.

Molti probabilmente passeranno a Windows 7. Altri Windows 8. Altri a qualche distribuzione Linux (molto meglio) e in questo caso, per quelli che non possono proprio fare a meno di vedere la stessa interfaccia grafica c’è sempre una soluzione. Poi ci saranno i fan della mela morsicata che prederanno direttamente un MacBook, altri passeranno  ad un tablet.

L'IBM 5100 non rientra nella tipologia di PC cui mi riferisco
L’IBM 5100 non rientra nella tipologia di PC cui mi riferisco

Se c’è qualcuno che pensa di buttare il vecchio PC si rivolga invece a qualche associazione che riassembla computer per chi ne ha bisogno. O se proprio dovete buttarlo nel secchio della spazzatura, meglio portarlo all’isola ecologica.

Chi invece ha un minimo di dimestichezza potrebbe fare realizzare una postazione minimale che consenta a buona parte di quel terzo di italiani che ancora non ha mai navigato su internet

 

Photo Credits: Vintage-computer

 

 

Cosa Fare Dopo un Acquisto su Internet se il Venditore non Spedisce il Prodotto

polizia-postale-truffa-online-cellulare-smartphone-nexus-samsung

Scrivo questo post per dare qualche consiglio a chi come me è incappato nell’acquisto di un prodotto, nel mio caso un Samsung Galaxy Nexus, presso una società su internet che opera ai limiti della legalità, se non oltre.

Breve premessa

Ho acquistato il 2 gennaio un Samsung Galaxy Nexus presso il sito crdgame.it. Gli accordi presi con la titolare della società prevedevano la spedizione entro il 16 gennaio. Ho sollecitato, inviato lettera di messa in mora, ri-sollecitato. Ma niente da fare.

La Polizia Postale e delle Comunicazioni dopo aver spiegato l’accaduto mi ha invitato a sporgere una querela per truffa.

Termini legali e come procedere per un acquisto su internet

La Legge dice che per l’acquisto a distanza vale la regola che il commerciante è tenuto a spedire entro 30 giorni se le condizioni di vendita non specificano un termine preciso (dlgs 1999/185, art. 6, comma 1).

Se però le due parti concordano (nel mio caso tramite e-mail) una data, allora è quello il termine del contratto a distanza che viene stipulato.

I passi da seguire sono i seguenti:

Segnalazione all’Antitrust

I diritti del consumatore sono tutelati dall’Agenzia Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) meglio nota come Antitrust, che mette a disposizione uno strumento di segnalazione tramite il quale è possibile specificare i dettagli della transazione. La segnalazione va fatta sia se non si riceve il prodotto, sia se non vengono rispettati i termini di spedizione, sia se il prodotto non è quello per cui avete pagato. Vale anche per il colore. La legge tutela il consumatore. Se io compro una Fiat Rossa e me la danno Gialla posso tutelarmi. Sarà poi cura del Garante aprire poi un’indagine che prevede quindi la notifica alla società che si sarebbe comportata irregolarmente.

La messa in mora e diffida

Se gli accordi e i termini non vengono rispettati si può procedere con una lettera di messa in mora e diffida specificando un termine entro il quale risolvere il contratto. Può essere spedita via Fax*Raccomandata A/R, o PEC, e deve specificare un termine entro il quale deve essere spedito il prodotto. Sul sito di ADUC a questo indirizzo vi è un’utilissima scheda pratica.

*mi viene segnalato che il fax non ha valore legale.

Denuncia-querela per truffa?

Dal momento in cui ci si sente truffati si hanno a disposizione 90 giorni per recarsi presso il commissariato di Polizia e querelare. Per questa operazione è molto importante avere una cronistoria dettagliata e del materiale importantissimo ai fini dell’indagine. Tra questi:

  • Ricevute dell’ordine;
  • Prove che certificano il pagamento e quindi l’acquisto;
  • Email scambiate con il negozio;
  • ecc.

Per scrivere una querela è possibile scaricare da qui un file zip con un fac-simile. Ci sono tre file tutti uguali, cambia solo l’estensione. Come specificato all’interno può essere consegnata alla Polizia Postale o alla Stazione dei Carabinieri. Della denuncia vanno portate TRE copie, mentre degli allegati basta una singola copia.

Va fatta entro 90 giorni dal momento in cui si pensa di essere truffatiQui c’è un elenco telefonico ed email dei compartimenti della sola postale. La denuncia può essere comunque sporta via web qui o qui. Poi c’è un elenco di questure sul web diviso per province.

Un utilissimo consiglio: conservare tutte le email scambiate, perché nel momento in cui si andrà dalla Polizia, il pubblico ufficiale vi chiederà anche l’header dell’email. Ovvero l‘intestazione dell’email che è stata ricevuta/inviata, che contiene molte informazioni a prima vista non consultabili o insignificanti. Tale intestazione invece documenta da dove è partito il messaggio e fornisce agli inquirenti preziosi dettagli.

Attenzione alle date!

L’altro consiglio, oltre a conservare tutte le email, log delle telefonate trascorse, ecc., è fare molta attenzione alle scadenze.

Chi sta truffando ovviamente non ha molto interesse nell’andare a svolgere un processo. Mette in conto il fatto che sul web si possano generare discussioni sui forum ed apparentemente si mostrano come semplici venditori inesperti.

Inizieranno quindi a sbrodolare le scuse più varie:

  • Abbiamo avuto problemi con il fornitore;
  • Abbiamo avuto problemi con il corriere;
  • Entro settimana spediamo;
  • Ancora pochi giorni di attesa;
  • Stiamo approntando la sua spedizione;
  • Il suo pacco ce lo abbiamo qui davanti e domani sarà dato al corriere;
  • Le proponiamo un cambio;

E dal cambio ricomincia la trafila:

  • Entro questa settimana spediamo;
  • Il suo ordine ha la massima priorità;
  • Stiamo facendo il possibile per rientrare coi ritardi.

Se poi vi permettete di lasciare un feedback negativo può anche darsi che verrete richiamati. Verrete minacciati di azioni legali perché danneggiate l’azienda, vi verrà proposto un rimborso di entità maggiore allo stesso margine di guadagno che ha il commerciante sul prodotto venduto, il tutto pur di rimuovere i contenuti scomodi.

Se hai pagato con carta o bonifico vai in banca

Gli strumenti di cui un consumatore si può avvalere sono diversi. Questa soluzione può essere adottata anche prima di una eventuale denuncia. In pratica se il pagamento è stato effettuato tramite bonifico bancario o carta di credito si è sicuramente ricevuta una mail con il riepilogo dati.

Quando viene utilizzato un servizio come KeyClient, cioè di POS virtuale, la mail conterrà data e ora del pagamento, l’importo, il codice esercente, codice di autorizzazione, il circuito di pagamento, e via dicendo. Ecco questa mail va stampata assieme a tutte le altre che testimoniano l’acquisto sul sito e che descrivono il prodotto acquistato. A questo punto recandosi presso la filiale della propria banca è possibile tentare di disconoscere l’operazione per “mancato acquisto“. Alcuni circuiti sono provvisti di un sistema assicurativo ed entro un termine di giorni che non conosco, ma penso sia variabile a seconda del circuito, copre queste transazioni. Sempre che l’assicurazione sia attiva.

Se invece si ha la denuncia sporta questa va portata in filiale assieme alla documentazione precedente. Anche qui conviene parlare con un operatore, spiegare la situazione e sicuramente sarà aperto un ticket di assistenza.

Altro consiglio utile

Se il prodotto che stai acquistando viene proposto a prezzi più bassi di quello di mercato, anche di pochi euro, fai attenzione perché questo potrebbe essere un campanello di allarme. Il guadagno su un prodotto come uno smartphone è minimo per chi vende quindi è difficile che il prezzo possa stare al di sotto di quello delle grandi catene che fanno campagne promozionali con prezzi bassi.

Cosa fare quindi? Leggere bene i commenti di altri utenti, i feedback sono il test migliore. Tuttavia fai attenzione che alcuni mettono in pratica azioni discutibili. È noto che molti possono chiedere recensioni positive agli amici, purtroppo però esiste il caso di chi richiama invitando a cancellare il feedback negativo. Quindi cerca di essere bravo ad individuare casi in cui le recensioni possano essere manovrate a piacimento del truffatore. Vai sui forum e se senti puzza di bruciato non rischiare!

Controlla qui sempre la partita iva che deve essere esposta obbligatoriamente sul sito di vendite, pena una multa per chi non ha rispettato questa regola. Questo strumento ti dice il nome dell’azienda, la data di registrazione e se è una partita iva ancora attiva. Chi truffa però apre e chiude srl come crescono i funghi dopo la pioggia. Quindi occhi aperti.

 

 

[Guida] Installare Ice Cream Sandwich su Samsung Galaxy W GT-I8150 con CyanogenMod 9

CyanogenMod 9 su Galaxy W GT-i8250
CyanogenMod 9 su Galaxy W GT-i8150

Il Galaxy W (GT-i8150) non è stato più aggiornato da Samsung dopo la versione di Android 2.3.6 (Gingerbread). Chi possiede questo smartphone e desidera portarlo ad una versione di Android superiore (in questo caso Ice Cream Sandwich) può farlo seguendo questa guida, testata sul Galaxy W in foto direttamente dal team di Tecnozito.

La guida si suddivide nei seguenti passi:

  1. Installazione dei driver su Windows
  2. Ottenere i permessi di root;
  3. Installazione della ClockWorkMod Recovery 6
  4. Flash della ROM con Cyanogenmod 9 per Galaxy W

Il punto 1 può essere saltato se è già stato installato Samsung Kies.

Installazione dei driver

È possibile installare i driver per il Galaxy W anche senza aver installato Samsung Kies. È sufficiente scaricare questo file e seguire le istruzioni di installazione.

Assicurarsi quindi che il telefono venga successivamente riconosciuto come dispositivo mobile in Risorse del Computer (o Computer su Windows 7).

Questo passo è fondamentale soprattutto per garantire il corretto svolgimento del passo 3.

Ottenere i permessi di root

Per ottenere i privilegi di amministratore su Gingerbread bisogna scaricare questo file zip e spostarlo nel telefono. A questo punto bisogna riavviare in modalità recovery il telefono con la combinazione dei tasti VolumeSù+Power+ HomeButton.

Quando apparirà la scritta Samsung lasciare il tasto Power e mantenere gli altri due finché non appare il robottino verde e una scatola. Per entrare nel menù della modalità recovery bisogna premere il tasto Home. Muovendo con i tasti di Volume si seleziona (premendo Home) apply from sdcard.

Fonti:

  1. [HowTo] Root/Unroot Samsung Galaxy W (I8150)

NB: Nella guida postata sul forum di xda abbiamo trovato qualche incongruenza con la sequenza dei tasti. Vale quella pubblicata qui.

Installazione della ClockWorkMod Recovery 6

Per effettuare questa installazione bisogna assicurarsi che il punto 1 sia andato a buon fine. Bisogna verificare abilitare il debug via USB. Per fare ciò basta andare in Applicazioni -> Opzioni Sviluppatore -> Debug USB e mettere la spunta a questa voce.

È necessario ora scaricare Odin da qui, poi il file Ancora.ops da qui e la ClockWorkMod 6.0.2.7 da qui. Una volta avviata l’interfaccia di Odin, si caricano il file ancora e l’immagine md5. Perché ciò sia possibile bisogna impostare le opzioni come nell’immagine.

Odin, Impostazioni per installare Clockwork sul Galaxy W i8150
Odin, Impostazioni per installare Clockwork sul Galaxy W i8150

A questo punto è possibile cliccare su Start. L’operazione dura 5 minuti e qualche secondo. Il telefono si riavvierà automaticamente e successivamente bisogna attendere che la procedura termini a buon fine!

Fonti:

  1. How to flash CWM6 with Odin for SGW
  2. ClockworkMod v6.0.2.7

Flash della ROM con CyanogenMod 9

A questo punto bisogna entrare in modalità recovery come nel punto 2. Questa volta, se Odin ha svolto a pieno il suo dovere, apparirà il logo di CWM. Per installare il nuovo firmware, bisogna scaricarlo da qui e copiarlo nella memoria dello smartphone. Fatto ciò, i passi da seguire sono i seguenti:

Attenzione, questo passaggio eliminerà i dati sul cellulare!

  • wipe
  • factory reset
  • choose file from sdcard (dove verrà quindi selezionato il nuovo firmware)

Fonti:

  1. [ROM][ICS][IMM76L] CyanogenMod 9 RC (Build 6) 

NB: La versione installata sullo smartphone utilizzato da Tecnozito è la Build 5. La versione 6 non era ancora disponibile. Se quindi sul forum di xda, indicato nelle fonti, non risultano bug che rendono inutilizzabile il cellulare è possibile scaricare l’ultima build disponibile.

 

 

 

Dropbox sopravvive

L’ultima novità nel mondo del file-sharing riguarda Filesonic che da poche ore ha sospeso il servizio di download di file depositati sullo spazio di altri utenti. Proprio ieri ho scritto un post sul Fatto Quotidiano chiedendomi se Dropbox e i servizi di Cloud Computing rischiano di lasciarci a piedi da un giorno all’altro. Buona lettura!

Parte il LabVIEW 2011 Tour!

Se hai voglia di conoscere o approfondire più da vicino LabVIEW, il software di National Instruments nato per la progettazione di sistemi di misura e di controllo, allora approfitta dell’evento gratuito che si terrà in diverse città d’Italia a partire dal prossimo 18 ottobre.

Quando e Dove?

  • Milano 18 Ottobre
  • Torino 20 Ottobre
  • Firenze 25 Ottobre
  • Roma 27 Ottobre
  • Napoli 8 Novembre
  • Bari 10 Novembre
  • Padova 16 Novembre
  • Bologna 24 Novembre

LabVIEW per i meno esperti

Il tour inoltre è rivolto sia ai neofiti di LabVIEW che ai più esperti. Per chi ancora è alle prime armi con LabVIEW (o non lo ha mai utilizzato) la mattina è prevista una sessione dedicata dove i tecnici di National Instruments forniranno tutti concetti fondamentali del software. Il programma è quello che segue.

 

LabVIEW per esperti

Per chi invece ha già ottime conoscenze di LabVIEW la sessione pomeridiana è quella indicata per poter approfondire alcuni aspetti tecnici della programmazione in LabVIEW:

Ma che cos’è LabVIEW?

LabVIEW è un ambiente di sviluppo con un approccio alla programmazione di tipo grafico. In esso si trovano i più diffusi costrutti di programmazione (cicli for, switch case, loop) ed elementi di programmazione più avanzata (creazione e gestione di eventi dinamici, code e semafori, thread paralleli). Inoltre è aperto ai più diffusi modelli computazionali, come programmazione attraverso matematica testuale (si può scrivere codice con sintassi tipica dei file .m) e programmazione ad oggetti. In effetti è nato 25 anni fa ma viene costantemente aggiornato e arricchito con nuove funzionalità. Oggi è un software decisamente affidabile e molto diffuso negli ambienti tecnici.

Che aspetti? Registrati!

Appunta sul calendario il giorno dell’evento nella tua città, fallo sapere ai tuoi amici e ricorda che è necessaria una registrazione dal sito di National Instruments. Semmai ci incontriamo il 27 ottobre a Roma! 😉

Per altre info vai al sito del Tour.

httpv://www.youtube.com/watch?v=TeJJdlob4rw

Installare CyanogenMod 7.0.3 su Nexus One

Di guide per installare Cyanogenmod sul Nexus One ce ne sono molte. Dall’Abc di Hdblog fino a quelle di Nexus-Lab. Entrambi i siti italiani forniscono ottime informazioni.

Per quanto riguarda i siti in inglese c’è una mole di informazioni sul noto forum degli sviluppatori di xda, in particolare questo wiki dedicato al Nexus One. Di seguito i miei appunti.

Ottenere i privilegi di Root

Per poter ottenere i permessi di root è necessaria la versione di Android 2.3.3Per fare ciò basta seguire questa guida (PASSIMG.zip method) che ho scritto tempo fa per installare Gingerbread sul mio smartphone. Esistono due modalità per ottenere il root sul cellulare:

  1. Root con sblocco del bootloader (lo sblocco invalida la garanzia, salvo rare eccezioni)
  2. Root senza sblocco del bootloader (che non invalida la garanzia. Ma attenzione ché la Rom cucinata la invalida altrettanto. È però possibile riportare lo smartphone allo stato originale)
Io ho usato la seconda opzione utilizzando SuperOneClick [guida all’uso qui] con la versione 2.3.3 sul cellulare. È importante che i driver del Nexus One siano correttamente installati sul proprio sistema operativo [qui la pagina ufficiale di Google].
Esiste comunque questa guida di Nexus-Lab per i permessi da Android 2.3.4.

Installazione di CyanogenMod

Per installare la ROM in questione ho scaricato dal market l’app ClockWork Rom Manager. Da qui ho poi installato la recovery ClockworkMod. Per fare installare Cyanogenmod da Clockwork Rom Manager ho scelto “Download ROM” e selezionato la release stabile (ad oggi la 7.0.3-N1) e quando richiesto ho anche selezionato le apps di Google.

Esiste la possibilità di installare la Rom anche col metodo manuale, scaricando lo zip e scegliendo l’opzione “Installa ROM da scheda SD” dal manager. Per questo e altri metodi di installazione c’è comunque il wiki di CyanogenMod.

Radio 5.12.00.08 VS 5.08.00.04 (Risolvere il problema del ritardo delle chiamate)

Per l’utilizzo di questa ROM viene consigliato (anche sul sito della Cyano) di flashare la radio del cellulare e portarla alla versione 5.12.00.8. Con questa radio però ho riscontrato un fastidioso problema durante la ricezione delle chiamate ovvero un ritardo (circa 3 secondi, ma alcuni pare anche fino a 10 secondi) nella risposta. Per i primi secondi l’altro interlocutore non riusciva a sentirmi. Così ho riportato la radio del Nexus One alla versione 5.08.00.04 con la quale il problema non si manifesta

Altra nota importante: quando ho effettuato l’upgrade della radio l’operazione non andava a buon fine con la Clockwork Mod Recovery. Per risolvere sia per 5.12.00.08 –> 5.08.00.0.4 che per il caso contrario ho installato la recovery alternativa dal Clockwork ROM Manager e riavviando in modalità recovery l’operazione è andata a buon fine.

Peugeot I-On, Cosa mi Piace e Non mi Piace dell’Auto Elettrica

Ieri mi trovavo alla ZeroEmission Rome 2011 e ho provato la macchina nella foto. Si chiama I-On, è prodotta dalla Peugeot ed è completamente elettrica.

Impressioni

La macchina si presenta bene, è compatta, molto agevole, garantisce quindi una guida piacevole ed ha un’autonomia di circa 150 km (per altre caratteristiche puoi andare quiqui). Sulla sua guida, le dimensioni e le prestazioni (per quello che è lo stato dell’arte) si può solo che parlare bene.

Ancora degno di nota, il rumore! Non si sente niente e ciò rappresenta un vantaggio nella guida e un problema per i pedoni che non avvertono l’arrivo del veicolo. Per questo motivo si sta pensando da tempo inEuropa di introdurre per legge un “rumore” per queste macchine (che sarà avvertibile solo all’esterno) proprio per migliorare la sicurezza dei passanti.

Svantaggi

Sul prezzo incide molto la batteria: di listino la I-On costa sopra i 35 mila euro e considerando che in Italia non esistono incentivi per questo genere di vetture (che comunque negli altri Paesi non superano i 6 mila euro), allora diventa davvero inaccessibile. Cito per gli interessati il sistema di noleggio previsto da Peugeot (vedi qui). All’interno, negli sportelli ho notato l’utilizzo di molta plastica .

Ma passiamo alle note tecniche che evidenziano i problemi di queste vetture: sono tutti legati naturalmente pacco batterie e non sono di poco conto. Quali sono i tempi di ricarica? Ma soprattutto quanto dura la batteria? Qual è il suo ciclo di vita?

La ricarica completa – secondo i dati della casa madre – nel nostro garage avviene in 6 ore. L’ideale sarebbe avere le colonnine di ricarica, o meglio averne di più. In queste stazioni una ricarica avviene in tempi di 15 minuti per avere la batteria 50%. Mentre in 30 minuti si riesce a ricaricarla per l’80%. Sul sito colonninelettriche.it è possibile trovare l’elenco delle stazioni di ricarica.

Il pacco batterie è garantito da Peugeot per 5 anni ma, attenzione, sotto i 50.000 km. Dunque 10.000 km/anno che significa una media di poco più di 27 km al giorno. Facendo un po’ di conti dopo 360 – 400 cicli di ricarica la batteria comincia a perdere colpi e a diminuire l’autonomia.

Conclusioni

Esteticamente la I-On così come altre auto elettriche al 100% si presenta come una vettura normale. La sensazione che si ha alla guida però è decisamente migliore. Gli svantaggi legati alla batteria sono tuttavia incidenti tanto quanto il prezzo (molto alto) sulla scelta di queste vetture. Se dovessi scegliere punterei su un modello ibrido. In effetti i modelli elettrico-benzina allo stato attuale rappresentano il giusto compromesso.

Quello che manca è una spinta (incentivi!) e colonnine di ricarica (finora troppo poche!).

E tu che ne pensi?

Ps: il tizio nella foto, mi pare ovvio, non sono io! 😉

Qual è la Legge sul Diritto D’autore In Italia?

Allo stato la disciplina della materia è affidata alla legge sul diritto d’autore [n.d.r. legge 633 del 1941] che prevede sanzioni di carattere anche penale per chiunque comunichi al pubblico o metta disposizione del pubblico – tra l’altro anche a mezzo internet e non importa attraverso quale tecnologia e/o piattaforma, P2P incluso – opere dell’ingegno sulle quali insistano altrui diritti d’autore [n.d.r. software, videogame, musica, film, libri ecc.].
È una disciplina severa ma poco efficace che, ora, l’Autorità per le garanzie nelle “minaccia” di rafforzare auto-attribuendosi ulteriori poteri che le consentiranno, tra l’altro, di ordinare l’immediata rimozione di un contenuto, se ritenuto in violazione di altrui diritti d’autore, all’esito di un procedimento sommario destinato ad essere definito in 48 ore.

Guido Scorza i risposta alle domande di Linkiesta in questo articolo: http://www.linkiesta.it/la-proprieta-intellettuale-line-e-regolata-da-una-legge-del-1941#ixzz1SY8rddL9

Photo: “Before BtJunkie” Credits: Arianne Dagdag