Chi è Damiano Zito

Damiano Zito (Foto: Alessandro Gilioli “L’Espresso”)

Correva l’anno 1987 e il 309°giorno del calendario gregoriano, nasceva Giuseppe Damiano Zito. Lo stesso giorno dello stesso anno, dice wikipedia, durante l’Apartheid nel sudafrica, veniva rilasciato Govan Mbeki dopo aver passato 24 anni nella prigione di Robben Island. 108 anni prima (1879) a Cambridge moriva James Clerck Maxwell, fisico e matematico, autore delle quattro equazioni che prendono il suo nome, considerato il padre dell’elettromagnetismo.

Sin dal primo giorno di nascita dovette fare i conti con le sue origini culturali e la prima battaglia da condurre fu quella del nome. Come primo nipote dovette pagare il riscatto all’anagrafe, e fu così che si chiamò Giuseppe Damiano. Il riscatto di per sé fu normale burocrazia, il giovine infatti si fece sempre chiamare Damiano, alludendo gli altri di non avere il solito nome da ragazzo del sud.

Damiano cresceva e il suo capoccione si infoltiva di ricci, uno per ogni capriccio. Della sua infanzia non si può non ricordare la caduta dalla Fiat 126 bianca dello zio; il padre guidava, Damiano era sul lato passeggero e in curva, poco prima di arrivare all’abitazione della nonna Elisabetta, lo sportello si aprì e il ragazzino da ogni riccio un capriccio cadde rotolando e in men che non si dica finì al pronto soccorso dell’ospedale di Gioia Tauro, quello che oggi gli abitanti della piana chiamano comunemente “macelleria”. Di quella caduta oggi rimangono i segni, circa tre punti, sulla fronte spaziosa, vicino all’attaccatura dei capelli.

Diventò interista, come il padre. Il nonno materno cercò sempre, ed invano, di convertirlo a tifare la squadra cugina e un giorno regalò al nipote una tuta del Milan. Damiano, pur rimanendo interista, indossò quella tuta per dimostrare che sapeva essere sportivo e tollerante.

Frequentò le scuole nel comune di Rizziconi, ottenendo sempre ottimi risultati. Quando terminò gli studi alla scuola media “ Casella”, gli insegnanti consigliarono allo studente di iscriversi al liceo. La scelta fu opposta e si iscrisse all’ITIS “E. Fermi” di Vibo Valentia. Cinque anni fuori provincia che allargarono le conoscenze del giovane, che nel frattempo attraversava il periodo dei capelli corti. Durante gli studi superiori iniziò a coltivare una passione per l’informatica e cominciò a lavorare nei pomeriggi come tecnico.

Terminati gli esami di stato arrivò un periodo di scelta importante. Nell’arco di una settimana si decise ad iscriversi alla Facoltà di Ingegneria della Sapienza e così l’ennesimo calabrese scappò dalla propria terra.

Oggi:

Roma per Damiano rappresenta un nuovo capitolo della sua vita . Qui conosce l’amore, quello vero. La sua grande passione rimane sempre quella dell’informatica e di internet. Apre un blog mentre ne chiude un altro. Si diverte a “smanettare” nella rete. Comincia ad interessarsi sempre di più alla politica e ai politici, si impegna nell’antimafia civile. Si informa, si indigna, partecipa.

Il calcio passa in secondo piano, la mancanza di “regole” in questo sport lo nausea. Nel frattempo termina la fase capelli corti e tornano i ricci, come se volesse far riemergere il bambino che è in sé. Legge, scopre, riflette, ed inizia ad immaginare la Calabria libera dalla ‘ndrangheta. Si moltiplicano gli interessi, passa dall’immaginazione al racconto e alla scrittura.

Gli studi portano i suoi frutti e il 19 luglio del 2010 consegue la Laurea Triennale in Ingegneria Elettrica alla Sapienza di Roma con una tesi dal titolo “Sviluppo di un’interfaccia web con database per la gestione di un impianto da fonti rinnovabili”. Ma Damiano sembra un ingegnere atipico, perché fra un esame e l’altro si diletta a imparare il mestiere del giornalista. Vanta qualche pubblicazione di articoli e collaborazioni sul Fatto Quotidiano, il giornale di Antonio Padellaro e Marco Travaglio, nato nel settembre 2008. E sempre sul sito internet del Fatto Quotidiano gli è stato concesso uno spazio per contribuire al dibattito sui temi d’attualità.

Ha collaborato con CaffèNews.it con un programma video di approfondimento politico e socio-economico, poi ha curato una rubrica dal titolo “È un Paese per Vecchi” su L’Isola, quindicinale siciliano della provincia di Trapani e collaborato ancora col giornale on-line Dirittodicritica.com.

Sempre su L’Isola ha tenuto una rubrica dal titolo “Bit Generation” parlando di novità nel mondo della tecnologia, con particolare riguardo al mondo di smartphone e tablet, sistemi operativi liberi e mondo Android.

Gli studi in ingegneria continuano e i capelli sono ancora ricci.

4 pensieri su “Chi è Damiano Zito”

  1. Ciao Damiano.
    Sto per scrivere un post sul mio blog, e volevo citare un tuo vecchio post che parla e commenta i dati sul grado di alfabetizzazione in Italia.
    Ma non lo trovo su questo blog, infatti l’avevo letto sul vecchio blog che avevi su WordPress.
    Non lo hai salvato anche quà, magari in qualche archivio che mi sfugge?
    Colgo l’occasione per farti gli auguri di buone feste.
    Il commento precedente, non mi sembra molto rassicurante, anche se non ci capisco quasi nulla in quel dialetto che direi essere siciliano…
    Ciao_
    Roby

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