<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>il Blog di Damiano Zito</title>
	<atom:link href="http://www.damianozito.org/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.damianozito.org</link>
	<description></description>
	<lastBuildDate>Mon, 06 Sep 2010 20:08:16 +0000</lastBuildDate>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.0.1</generator>
		<item>
		<title>Capezzone si sbaglia su Fini</title>
		<link>http://www.damianozito.org/blog/2010/politica/capezzone-di-sbaglia-su-fini/</link>
		<comments>http://www.damianozito.org/blog/2010/politica/capezzone-di-sbaglia-su-fini/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 05 Sep 2010 17:43:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>damiano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[berlusconi]]></category>
		<category><![CDATA[capezzone]]></category>
		<category><![CDATA[discorso]]></category>
		<category><![CDATA[fini]]></category>
		<category><![CDATA[mirabello]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.damianozito.org/blog/2010/politica/capezzone-di-sbaglia-su-fini/</guid>
		<description><![CDATA[Non capisco davvero cosa abbia da controbattere Daniele Capezzone a Gianfranco Fini. È vero, ha detto che il Pdl non c&#8217;è più, che per la sua espulsione Berlusconi ha preso ispirazione dal Libro Nero del Comunismo, ma non mi pare abbia detto che Berlusconi debba andare a casa. Salvo problemi di otite, Fini ha detto]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img style="display: block; margin-right: auto; margin-left: auto;" src="http://www.damianozito.org/wp-content/uploads/2010/09/wpid-IMG_20100905_193332.jpg" alt="image" /></p>
<p>Non capisco davvero cosa abbia da controbattere Daniele Capezzone a Gianfranco Fini. È vero, ha detto che il Pdl non c&#8217;è più, che per la sua espulsione Berlusconi ha preso ispirazione dal Libro Nero del Comunismo, ma non mi pare abbia detto che Berlusconi debba andare a casa.<br />
Salvo problemi di otite, Fini ha detto che bisogna garantire a Berlusconi di governare, che non sono contrari al Lodo Alfano o al Legittimo Impedimento e che perciò continueranno adandare avanti. Dalla stessa posizione ricoperta fino ad oggi.<br />
Mi pare di aver capito dunque che Fini si sia detto disponibile a trovare un accordo con B. Semmai sembra che il presidente della Camera ce l&#8217;abbia con i suoi ex Colonnelli. Non ha fatto i nomi ma è certi si riferisse a Gasparri e La Russa ora fedelissimi berlusconiani.</p>
<script type="text/javascript">
               /*<![CDATA[ */
                setTimeout(live_blogging_poll, 15000, "2271")
               /*]]&gt;*/
               </script><div id="liveblog-2271"></div>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.damianozito.org/blog/2010/politica/capezzone-di-sbaglia-su-fini/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Su Schifani niente domande</title>
		<link>http://www.damianozito.org/blog/2010/politica/su-schifani-niente-domande/</link>
		<comments>http://www.damianozito.org/blog/2010/politica/su-schifani-niente-domande/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 04 Sep 2010 21:09:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>damiano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[berlusconi]]></category>
		<category><![CDATA[contestazione]]></category>
		<category><![CDATA[dell'utri]]></category>
		<category><![CDATA[fatto quotidiano]]></category>
		<category><![CDATA[fischi]]></category>
		<category><![CDATA[gaspare spatuzza]]></category>
		<category><![CDATA[giovanni costa]]></category>
		<category><![CDATA[graviano]]></category>
		<category><![CDATA[inchiesta]]></category>
		<category><![CDATA[lirio abbate]]></category>
		<category><![CDATA[lo sicco]]></category>
		<category><![CDATA[marco lillo]]></category>
		<category><![CDATA[napolitano]]></category>
		<category><![CDATA[palazzo]]></category>
		<category><![CDATA[palermo]]></category>
		<category><![CDATA[renato schifani]]></category>
		<category><![CDATA[sorelle Pilliu]]></category>
		<category><![CDATA[villabate]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.damianozito.org/?p=2254</guid>
		<description><![CDATA[Pochi giorni fa parlando in collegamento video al workshop Ambrosetti, il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano si è detto molto fiducioso sulla nascita di «una nuova generazione di leader». Naturalmente attraverso «una vasta mobilitazione della società civile e della società politica» che significa «un impulso di opinione pubblica informata e competente». Sono passate poche ore]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a rel="attachment wp-att-2273" href="http://www.damianozito.org/blog/2010/politica/su-schifani-niente-domande/attachment/contestazione_schifani/"><img class="aligncenter size-full wp-image-2273" title="contestazione_schifani" src="http://www.damianozito.org/wp-content/uploads/2010/09/contestazione_schifani.jpg" alt="" width="600" height="391" /></a></p>
<p>Pochi giorni fa <a href="http://www.rainews24.rai.it/it/news.php?newsid=144794" target="_blank">parlando</a> in collegamento video al workshop Ambrosetti, il Presidente della Repubblica <strong>Giorgio Napolitano</strong> si è detto molto fiducioso sulla nascita di «<strong>una nuova generazione di leader</strong>». Naturalmente attraverso «una vasta <strong>mobilitazione della società civile</strong> e della società politica» che significa «un impulso di <strong>opinione pubblica informata e competente</strong>».<br />
Sono passate poche ore e un gruppo di cittadini, informati sul passato di <strong>Renato Schifani</strong>, si è mobilitato per andare a contestare la seconda carica dello Stato, invitata a parlare alla festa del <strong>Partito Democratico</strong>.<br />
Schifani è oggetto di una lunga inchiesta portata avanti dal <em>Fatto Quotidiano</em> alla quale ha risposto con la querela, inoltre sul suo passato hanno gettato una scure alcune dichiarazioni di <strong>Gaspare Spatuzza</strong> e<strong> Giovanni Costa</strong> (imprenditore siciliano già condannato in primo grado per riciclaggio).</p>
<p>Così gli italiani hanno visto nei telegiornali un gruppo di persone, amichevolmente definite «squadristi» da <strong>Piero Fassino</strong>, contestare il presidente del Senato senza capire il perché. In effetti la storia raccontata dall&#8217;<em>Espresso</em> e dal <em>Fatto Quotidiano</em> non è stata ripresa dagli altri giornali nonostante lo stesso Schifani nei giorni scorsi abbia lanciato un comunicato dove diceva di essere pronto a<strong> chiarire</strong> coi magistrati, ma non con l&#8217;opinione pubblica nonostante le domande che gli sono state poste dal <em>Fatto</em>.</p>
<p>Stiamo parlando di un pentito mafioso Gaspare Spatuzza, che <strong>lo accusa di essere stato uno dei personaggi chiave tra Silvio Berlusconi e i Graviano</strong>, assieme a Marcello Dell&#8217;Utri (già condannato per concorso esterno in associazione mafiosa). Poi si aggiunge Giovanni Costa, condannato per riciclaggio, che nel suo passato avrebbe avuto (lui nega) contatti con uomini di Cosa Nostra e che <strong>dice di sapere tutto su Schifani</strong>. Costa <a href="http://espresso.repubblica.it/dettaglio/quel-che-so-di-schifani/2133589" target="_blank">dice</a> che l&#8217;attuale seconda carica dello Stato «<strong>era il mio consulente</strong>, la persona che mi consigliava, quello che riusciva a mettere le carte a posto controllando i documenti con i quali chiudere affari senza avere problemi». L&#8217;imprenditore sostiene inoltre che al suo processo quando Schifani è stato chiamato a testimoniare <strong>non abbia detto la verità</strong>.</p>
<p>Poi c&#8217;è <a href="http://www.google.it/url?sa=t&amp;source=web&amp;cd=2&amp;ved=0CBsQFjAB&amp;url=http%3A%2F%2Fwww.damianozito.org%2Fblog%2F2009%2Finformazione%2Funinchiesta-di-marco-lillo-che-dovrebbe-far-dimettere-schifani%2F&amp;ei=8LaETOPZBIbIswblhO2ZBQ&amp;usg=AFQjCNGEp5QAu1eBFUgWPCKqerF5qNE9JQ&amp;sig2=EJSamThpvZTT-KT3YwvLYA" target="_blank">la storia</a> del <strong>palazzo di piazza Leoni a Palermo</strong>, una costruzione interamente abusiva messa in piedi da Pietro Lo Sicco nel 1992 arrestato sei anni dopo. Lo studio di Schifani ha difeso con ogni mezzo quell&#8217;edificio della mafia che rappresenta la prepotenza di Cosa Nostra sui più deboli, in questo caso le sorelle Pilliu, che posseggono due piccole abitazioni danneggiate durante la costruzione del palazzo abusivo.</p>
<p>Tornando ai fischi c&#8217;è da dire che il Capo dello Stato, che poche ore prima si augurava una «vasta mobilitazione» di gente «informata», ha definito la contestazione una <strong>gazzarra</strong>. E allora viene da chiedersi da dove deve arrivare quel tanto atteso «impulso» se non si può nemmeno contestare e chiedere conto a un politico del suo passato in odore di mafia?</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.damianozito.org/blog/2010/politica/su-schifani-niente-domande/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>La Madonna della &#8216;ndrangheta</title>
		<link>http://www.damianozito.org/blog/2010/calabria/la-madonna-della-ndrangheta/</link>
		<comments>http://www.damianozito.org/blog/2010/calabria/la-madonna-della-ndrangheta/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 04 Sep 2010 13:38:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>damiano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Mafia]]></category>
		<category><![CDATA[chiesa]]></category>
		<category><![CDATA[festa]]></category>
		<category><![CDATA[libera]]></category>
		<category><![CDATA[madonna]]></category>
		<category><![CDATA[madonna della montagna di polsi]]></category>
		<category><![CDATA[mammasantissima]]></category>
		<category><![CDATA[ndrangheta]]></category>
		<category><![CDATA[polsi]]></category>
		<category><![CDATA[riti pagani]]></category>
		<category><![CDATA[santuario]]></category>
		<category><![CDATA[tarantella]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.damianozito.org/?p=2181</guid>
		<description><![CDATA[La &#8216;ndrangheta calabrese raccoglie il consenso di uomini e donne, anziani e giovani approfittando (anche) della fede cattolica della gente, credente, pagana e devota. L&#8217;estate è la stagione dei pellegrinaggi e migliaia di fedeli si recano presso i santuari organizzandosi con carovane notturne e c&#8217;è chi arriva ai luoghi di culto percorrendo tutto il tragitto]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a rel="attachment wp-att-2188" href="http://www.damianozito.org/blog/2010/calabria/la-madonna-della-ndrangheta/attachment/4008204624_21545c1487_z/"><img class="aligncenter size-full wp-image-2188" title="4008204624_21545c1487_z" src="http://www.damianozito.org/wp-content/uploads/2010/08/4008204624_21545c1487_z.jpg" alt="" width="600" height="450" /></a></p>
<p><strong>La &#8216;ndrangheta calabrese raccoglie il consenso </strong>di uomini e donne, anziani e giovani approfittando (anche) della <strong>fede cattolica</strong> della gente, credente, pagana e devota. L&#8217;estate è la stagione dei pellegrinaggi e migliaia di fedeli si recano presso i santuari organizzandosi con carovane notturne e c&#8217;è chi arriva ai luoghi di culto percorrendo tutto il tragitto a piedi, partendo da casa, con dolorose conseguenze per gli arti inferiori. Una specie di penitenza auto-inflitta, in gergo «&#8217;u gutu» per il santo. Per ore ed ore si accompagna il viaggio con tarantelle e canti dedicati alle madonne. I tamburelli, che non vengono mai messi a tacere, si macchiano del <strong>sangue delle mani piagate </strong>di chi suona senza mai fermarsi.</p>
<p>Tra i santuari più &#8220;celebri&#8221; della provincia di Reggio Calabria spicca quello di Polsi, con la relativa <strong>Madonna della Montagna di Polsi</strong>. Ogni anno i mammasantissima della &#8216;ndrangheta si riunivano e si riuniscono proprio lì.</p>
<p>Ad ogni processione religiosa le statue vengono portate sulla spalla da uomini scelti. Alcuni hanno priorità diverse, c&#8217;è chi ha diritto a quel ruolo perché il nonno gli ha ceduto il posto, c&#8217;è poi chi si sente in dovere di portare a spalla il santo, quindi per semplice fede. Sotto alle statue capitano spesso uomini pregiudicati, &#8216;ndranghetisti o presunti tali. Quello di portare in spalla il santo è un gesto di forza, <strong>che agli occhi dei più piccoli appare quasi eroico.</strong></p>
<p>Nei paesini di Calabria in estate si ha l&#8217;abitudine di raccogliere soldi in vista del pellegrinaggio. Chi organizza la carovana si munisce di santini e cestello, passa casa per casa e ai suoi compaesani chiede «un&#8217;offerta per la Madonna». Ma i soldi li prende la madonna? Si chiedono alcuni. Molti, in buona fede, &#8220;versano&#8221; nel cestello circa <strong>5 euro </strong>così<strong> </strong>«&#8217;nci mandu a madonna»(glieli mando alla madonna). Ma dove vanno a finire?</p>
<p>Nell&#8217;immaginario collettivo c&#8217;è chi è <strong>consapevole del rischio che quei soldi (o parte di essi) finiscano direttamente o indirettamente ai carcerati, dunque alla &#8216;ndrangheta</strong>. Non per niente nel gergo comune <strong>il santuario di Polsi rappresenta il santuario «della &#8216;ndrangheta»</strong>. Lo sanno tutti che a portare il santo sulle spalle c&#8217;è sempre almeno un mafioso, lo sa il semplice cittadino, lo sanno i preti, tutti. Qualcuno tra questi presti che ad alta voce e dall&#8217;altare, <strong>ha espressamente chiesto di non portare soldi a Polsi. </strong></p>
<p>Così si passano le feste religiose calabresi, si organizzano processioni pomeridiane, che terminano nel lo spazio offerto da qualcuno che nel proprio cortile allestisce un altare dove i fedeli possono pregare.<strong> Si raccolgono soldi</strong> per la festa, naturalmente «della Madonna», che si chiude con canti, fuochi d&#8217;artificio e tarantelle. E la gente balla, ma la &#8216;ndrangheta pure.</p>
<p><em><a href="http://www.flickr.com/photos/ilcamminodellamusica/" target="_blank">foto: ilcamminodellamusica.it</a></em></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.damianozito.org/blog/2010/calabria/la-madonna-della-ndrangheta/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Restart</title>
		<link>http://www.damianozito.org/blog/2010/calabria/restart/</link>
		<comments>http://www.damianozito.org/blog/2010/calabria/restart/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 01 Sep 2010 17:41:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>damiano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Mafia]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[berlusconi]]></category>
		<category><![CDATA[cosa nostra]]></category>
		<category><![CDATA[dell'utri]]></category>
		<category><![CDATA[mangano]]></category>
		<category><![CDATA[ndrangheta]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.damianozito.org/blog/2010/calabria/restart/</guid>
		<description><![CDATA[Cari lettori del blog eccomi tornato a scrivere. Le vacanze sono ormai terminate e ho avuto modo di raccogliere impressioni, pensieri, qualche appunto che spero possano essermi utili per nuovi post. È vero, quello che scrivo o che penso su questo misero blog non fa cambiare nulla all&#8217;esterno, cioè nel mondo politico. Lo preciso perché]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<script type="text/javascript">
               /*<![CDATA[ */
                setTimeout(live_blogging_poll, 15000, "2238")
               /*]]&gt;*/
               </script><div id="liveblog-2238"></div>
<p>Cari lettori del blog eccomi tornato a scrivere. Le vacanze sono ormai terminate e ho avuto modo di raccogliere impressioni, pensieri, qualche appunto che spero possano essermi utili per nuovi post.<br />
È vero, quello che scrivo o che penso su questo misero blog non fa cambiare nulla all&#8217;esterno, cioè nel mondo politico. Lo preciso perché qualcuno forse potrebbe pensare che io creda che con i miei post su Berlusconi possa fare in modo che mr. B non sia più al Governo.<br />
Certo se lui non fosse a capo del Governo sarei molto più contento, se questo però significherebbe avere D&#8217;Alema o Veltroni al suo posto, bhè allora non avrei di che sentirmi felice.<br />
Questo blog quindi non è un manifesto politico o un programma elettorale. È uno spazio che uso a mio libero piacimento, un diario dove pubblico articoli con taglio giornalistico o semplici pensieri.<br />
In sostanza scrivo quel che voglio proprio perché il Blog è personale. Continuerò perciò a pubblicare e ad accettare commenti e critiche naturalmente non offensive. Chi intende insultare, usare parolacce, può benissimo aprirsi uno spazio su wordpress.com e sparare frottole. Io qui continuerò a scrivere che Dell&#8217;Utri è un senatore della Repubblica condannato per concorso esterno in associazione mafiosa, che Berlusconi è un disonesto che si fa le leggi su misura, che Mangano era un mafioso che viveva con lui ad Arcore per fare da cerniera coi  mafiosi siciliani, che Schifani deve chiarire sulla vicenda del Palazzo a Palermo, che Mantovano non assegnando la scorta a Spatuzza è un irresponsabile che non aiuta a capire i retroscena delle stragi di mafia dal &#8217;92 al &#8217;94 e via via dicendo. Continuerò a dire che la &#8216;ndrangheta illude tanti giovani calabresi, che non si trova solo in Calabria e che i politici locali che fanno gli interessi propri e dei mafiosi meritano di essere spediti in galera.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.damianozito.org/blog/2010/calabria/restart/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Uomini violenti, donne indifese</title>
		<link>http://www.damianozito.org/blog/2010/politica/uomini-violenti-donne-indifese/</link>
		<comments>http://www.damianozito.org/blog/2010/politica/uomini-violenti-donne-indifese/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 31 Aug 2010 18:43:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>damiano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[donne]]></category>
		<category><![CDATA[iran]]></category>
		<category><![CDATA[lega nord]]></category>
		<category><![CDATA[razzismo]]></category>
		<category><![CDATA[sakaneh]]></category>
		<category><![CDATA[uomini]]></category>
		<category><![CDATA[violenti]]></category>
		<category><![CDATA[violenza sulle donne]]></category>
		<category><![CDATA[xenofobia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.damianozito.org/?p=2231</guid>
		<description><![CDATA[Chi ricorda il clima della campagna elettorale che ha portato al Governo gli xenofobi della Lega Nord? Slogan e propaganda politica contro gli «stranieri» che «vengono in Italia per stuprare le nostre donne»? Appena finite le elezioni gli stupri sono finiti, o meglio sono scomparsi dalla cronaca giornalistica e della violenza sulle donne non è]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a rel="attachment wp-att-2233" href="http://www.damianozito.org/blog/2010/politica/uomini-violenti-donne-indifese/attachment/violenzadonne/"><img class="aligncenter size-full wp-image-2233" title="violenzadonne" src="http://www.damianozito.org/wp-content/uploads/2010/08/violenzadonne.jpg" alt="" width="600" height="398" /></a></p>
<p><strong>Chi ricorda il clima della campagna elettorale</strong> che ha portato al Governo gli xenofobi della Lega Nord? Slogan e propaganda politica contro gli «stranieri» che «vengono in Italia per stuprare le nostre donne»? Appena finite le elezioni gli stupri sono finiti, o meglio sono <strong>scomparsi dalla cronaca giornalistica</strong> e della violenza sulle donne non è importato più a nessuno, anche perché l&#8217;Istat ha fornito dati molto chiari. La maggior parte delle violenze sulle donne avviene <strong>dentro le mura di casa</strong> e non è importante se sei italiano, romeno, bianco o nero, la violenza avviene e spesso non viene denunciata, per paura o per chissà quale altro motivo.</p>
<p>Una sera di questa estate mi trovavo a Palmi, in piazza Primo Maggio cantava Francesco Renga. Ogni anno per la festa di Palmi i marciapiedi vengono occupati da diversi venditori ambulanti e molta gente si riversa per le strade della città della Piana creando un fiume di persone che camminano quasi una sopra l&#8217;altro. Il passeggio diventa faticoso, ma è un buon momento per incontrare amici e conoscenti.</p>
<p>In uno dei momenti più attesi della serata, quello dei soliti fuochi di artificio che chiudono il ciclo delle serate di festa, mi trovavo proprio nei pressi di piazza Primo Maggio quando il concerto di Renga e lo &#8220;sparo&#8221; dei fuochi erano ormai terminati. In quel momento di confusione a qualche decina di metri più distante da me, vi era un signore che si trovava vicino al banchetto di una di quelle donne con sembianze orientali che scrivono i nomi su cartoncino bianco utilizzando colori all&#8217;olio.</p>
<p>Il banchetto si è ribaltato (perché qualcuno ci ha sbattuto involontariamente) ed è andato a finire sui pantaloni del signore che si è messo ad urlare inferocito verso la povera donna che indifesa <strong>ha subìto le botte del marito che stava lì a fianco <span style="font-weight: normal;">mentre quel signore infuriato continuava a puntare il dito contro quella signora indifesa che </span>ha saputo solo mettere le mani sopra al capo, accucciarsi e subire la violenza del suo compagno.</strong></p>
<p>È stata una scena orribile, che mi ha fatto riflettere molto un po&#8217; per l&#8217;atto in sé, un po&#8217; perché nessuno lì vicino è intervenuto a dire a quell&#8217;uomo di fermare quelle mani. Ho pensato a tutte quelle donne che vivono sotto la cruda violenza fisica e psicologica di uomini che magari hanno pure amato. Non riesco proprio a sopportare l&#8217;idea che le donne ancora oggi vivano sotto l&#8217;imposizione maschile <strong>per questioni legate al solo fatto di essere &#8220;donna&#8221;, per questioni di religione o politiche. </strong></p>
<p>Non è solo dei casi come quello di <a href="http://www.repubblica.it/esteri/2010/08/29/news/la_lettera_di_dario_fo_e_franca_rame-6599297/" target="_blank">Sakineh</a> che dovremmo indignarci e mobilitarci per poi stare in silenzio per altre violenze, apparentemente meno gravi. E la politica (italiana) non deve ricordarsi degli stupri solo quando è conveniente montarci su una campagna elettorale basata sulla paura del diverso, sfruttando il dramma subito da una donna, per raccogliere consenso popolare.</p>
<p>Quanta violenza ancora?</p>
<p><em>foto:<a href="http://www.flickr.com/photos/crisalide/" target="_blank"> Riccardo La Valle</a></em></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.damianozito.org/blog/2010/politica/uomini-violenti-donne-indifese/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Berlusconi come il duce&#8230;a fasi alterne</title>
		<link>http://www.damianozito.org/blog/2010/mafia/berlusconi-come-il-duce-a-fasi-alterne/</link>
		<comments>http://www.damianozito.org/blog/2010/mafia/berlusconi-come-il-duce-a-fasi-alterne/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 14 Aug 2010 22:44:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>damiano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Mafia]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[associazioni segrete]]></category>
		<category><![CDATA[berlusconi]]></category>
		<category><![CDATA[cosentino]]></category>
		<category><![CDATA[dell'utri]]></category>
		<category><![CDATA[duce]]></category>
		<category><![CDATA[legge anselmi]]></category>
		<category><![CDATA[lotta alla mafia]]></category>
		<category><![CDATA[mario landolfi]]></category>
		<category><![CDATA[mussolini]]></category>
		<category><![CDATA[p2]]></category>
		<category><![CDATA[p3]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.damianozito.org/?p=2222</guid>
		<description><![CDATA[La lotta alla mafia, signore e signori, è tutto merito di Silvio Berlusconi. Non più di magistratura e forze dell&#8217;ordine che lavorano anche nei giorni feriali per acciuffare latitanti e scovare i segreti della stanza dei bottoni, dove si nasconde una parte della criminalità organizzata, quella più &#8220;borghese&#8220;, che si avvale dello scudo parlamentare per]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a rel="attachment wp-att-2223" href="http://www.damianozito.org/blog/2010/mafia/berlusconi-come-il-duce-a-fasi-alterne/attachment/berlusconi_mafia/"><img class="aligncenter size-full wp-image-2223" title="berlusconi_mafia" src="http://www.damianozito.org/wp-content/uploads/2010/08/berlusconi_mafia.jpg" alt="" width="600" height="370" /></a></p>
<p><strong>La lotta alla mafia, signore e signori, è tutto merito di Silvio Berlusconi</strong>. Non più di magistratura e forze dell&#8217;ordine che lavorano anche nei giorni feriali per acciuffare latitanti e scovare i segreti della stanza dei bottoni, dove si nasconde una parte della criminalità organizzata, quella più &#8220;<strong>borghese</strong>&#8220;, che si avvale dello <strong>scudo parlamentare</strong> per non finire in galera.</p>
<p>Quindi finiamole con questa bazzecole sulle associazioni segrete, perché <strong>solo il duce ha <a href="http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/politica/2010/08/14/visualizza_new.html_1880874341.html" target="_blank">fatto</a> meglio del nostro presidente del Consiglio</strong>. Non volete mica discute su questo?!</p>
<p>Funziona così: quando i magistrati portano a compimento un&#8217;importane operazione contro una potente organizzazione mafiosa e di mezzo non c&#8217;è alcun politico legato al premier, tipo Marcello Dell&#8217;Utri o Nicola Cosentino, <strong>il merito è tutto di Berlusconi</strong> (in primis), poi di <strong>Roberto Maroni</strong>, che è Ministro dell&#8217;Interno ed infine il merito non può che andare al Governo.</p>
<p>Se poi nella rete ci finisce qualche politico colluso, accusato di far parte di organizzazioni segrete, violando quindi la legge Anselmi, o qualcuno che fa peculato rubando denaro pubblico, o concussione abusando della propria carica elettiva e altro ancora, allora si tratta dei soliti <strong>magistrati comunisti</strong>, quelli che fanno di tutto e di più per creare teoremi accusatori <strong>contro Berlusconi</strong> e i suoi sodali con l&#8217;intento di far cadere il Governo.</p>
<p>È così, punto. Fateci l&#8217;abitudine.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.damianozito.org/blog/2010/mafia/berlusconi-come-il-duce-a-fasi-alterne/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>2</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Calabria, i patrimoni top secret dei consiglieri regionali</title>
		<link>http://www.damianozito.org/blog/2010/calabria/calabria-i-patrimoni-top-secret-dei-consiglieri-regionali/</link>
		<comments>http://www.damianozito.org/blog/2010/calabria/calabria-i-patrimoni-top-secret-dei-consiglieri-regionali/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 13 Aug 2010 11:37:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>damiano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[campagna elettorale]]></category>
		<category><![CDATA[consiglio regionale]]></category>
		<category><![CDATA[dichiarazione dei redditi]]></category>
		<category><![CDATA[elezioni regionali]]></category>
		<category><![CDATA[gianni alemanno]]></category>
		<category><![CDATA[giuseppe candido]]></category>
		<category><![CDATA[immobili]]></category>
		<category><![CDATA[legge 441 1982]]></category>
		<category><![CDATA[montecarlo]]></category>
		<category><![CDATA[patrimoni]]></category>
		<category><![CDATA[sergio rizzo]]></category>
		<category><![CDATA[top secret]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.damianozito.org/?p=2206</guid>
		<description><![CDATA[Visto che il dibattito politico prosegue sull&#8217;appartamento a Montecarlo del Presidente della Camera Gianfranco Fini, abitato dal cognato, vorrei riprendere un articolo di Sergio Rizzo apparso sul Corriere della Sera in data 12 agosto 2010. In merito alla situazione patrimoniale dei nostri eletti esiste una legge che impone ai titolari di cariche elettive nazionali, regionali,]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a rel="attachment wp-att-2208" href="http://www.damianozito.org/blog/2010/calabria/calabria-i-patrimoni-top-secret-dei-consiglieri-regionali/attachment/consiglio_regionale_calabria/"><img class="aligncenter size-full wp-image-2208" title="Consiglio_Regionale_Calabria" src="http://www.damianozito.org/wp-content/uploads/2010/08/Consiglio_Regionale_Calabria.jpg" alt="" width="530" height="353" /></a></p>
<p>Visto che il dibattito politico prosegue sull&#8217;<strong>appartamento a Montecarlo</strong> del Presidente della Camera Gianfranco Fini, abitato dal cognato, vorrei riprendere un <a href="http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=TCFQL" target="_blank">articolo</a> di <strong>Sergio Rizzo</strong> apparso sul Corriere della Sera in data 12 agosto 2010.</p>
<p>In merito alla situazione patrimoniale dei nostri eletti esiste una <a href="http://www.senato.it/istituzione/108469/108474/genpagspalla.htm" target="_blank">legge</a> che impone ai titolari di cariche elettive nazionali, regionali, provinciali e comunali di presentare <strong>entro tre mesi</strong> una dichiarazione con l&#8217;elenco dei<strong> beni mobili e immobili in possesso</strong>, <strong>partecipazioni societarie, incarichi ricoperti e spese per la campagna elettorale</strong>.</p>
<p><strong>I Radicali</strong> hanno avviato un&#8217;indagine dalla quale è emerso che alcuni enti non rispettano la legge 441 approvata nel lontano 1982. Ad esempio <strong>non esiste alcuna dichiarazione del sindaco di Roma Gianni Alemanno</strong>, che &#8211; ricorda Rizzo &#8211; è stato eletto più di due anni fa.</p>
<p>Sempre secondo la legge 441 tutti i cittadini «hanno diritto di conoscere le dichiarazioni» pubblicati sull&#8217;apposito bollettino. Per continuare con gli esempi, sempre a Roma il consigliere comunale Mario Mei (Pd) dichiara 46.096 euro all&#8217;anno, ma ha speso 216.346 euro per la campagna elettorale.</p>
<p>I Radicali sono andati a fondo e Rizzo fa notare che mentre «nel caso di Roma le informazioni consentono ai cittadini di farsi un&#8217;idea del <strong>tenore di vita</strong> dei loro rappresentanti e i<strong> costi della politica</strong>»,<strong>in Calabria queste informazioni non vengono e non sono mai state pubblicate</strong>. La scoperta l&#8217;ha fatta il radicale <strong>Giuseppe Candido</strong>. Ma dove sta il problema? Nel fatto che la Calabria <strong>non si è mai adattata, con un decreto attuativo,</strong> alla legge 441 e quindi «non ha mai fatto una leggina che dice come quelle informazioni devono essere pubblicate sulla gazzetta regionale».</p>
<p>Eppure la legge parla chiaro: «<em>Le dichiarazioni [...] vengono riportate in <strong>apposito bollettino <span style="font-weight: normal;">[...].</span></strong> Nello stesso bollettino devono essere riportate, per ciascun soggetto, le notizie risultanti dal quadro riepilogativo della<strong> dichiarazione dei redditi</strong> [...]»</em>. Inoltre «<em>il bollettino è<strong> a disposizione di tutti</strong> i cittadini iscritti nelle liste elettorali</em>».</p>
<p>Dunque in Calabria la normativa che regolamenta la pubblicazione delle informazioni patrimoniali degli eletti manca e il <strong>cittadino interessato</strong> (se mai ci fosse) alla situazione patrimoniale dei suoi eletti, non troverebbe nessun dato.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.damianozito.org/blog/2010/calabria/calabria-i-patrimoni-top-secret-dei-consiglieri-regionali/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>2</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>L&#8217;estate italiana tra calippi e cagnara</title>
		<link>http://www.damianozito.org/blog/2010/politica/lestate-italiana-tra-calippi-e-cagnara/</link>
		<comments>http://www.damianozito.org/blog/2010/politica/lestate-italiana-tra-calippi-e-cagnara/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 11 Aug 2010 14:38:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>damiano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[crisi economica]]></category>
		<category><![CDATA[estate]]></category>
		<category><![CDATA[fini]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.damianozito.org/?p=2195</guid>
		<description><![CDATA[dalla Calabria baciata dal sole del pomeriggio Tra bollini neri, rossi, gialli o verdi l&#8217;Italia parte, resiste, sta a guardare. Questa non è l&#8217;estate calda che viene mostrata in televisione, della palestra sulla spiaggia, del personal trainer che ti segue fino a sotto l&#8217;ombrellone, dei calippi. La sensazione è che nonostante l&#8217;esodo ingigantito dai telegiornali]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a rel="attachment wp-att-2197" href="http://www.damianozito.org/blog/2010/politica/lestate-italiana-tra-calippi-e-cagnara/attachment/tropea_negozio/"><img class="aligncenter size-full wp-image-2197" title="tropea_negozio" src="http://www.damianozito.org/wp-content/uploads/2010/08/tropea_negozio.jpg" alt="" width="600" height="401" /></a></p>
<p><em>dalla Calabria baciata dal sole del pomeriggio</em></p>
<p><strong>Tra bollini neri, rossi, gialli o verdi l&#8217;Italia parte</strong>, resiste, sta a guardare. Questa non è l&#8217;estate calda che viene mostrata in televisione, della palestra sulla spiaggia, del personal trainer che ti segue fino a sotto l&#8217;ombrellone, dei calippi.</p>
<p>La sensazione è che nonostante l&#8217;esodo ingigantito dai telegiornali molti italiani siano rimasti a casa. È l&#8217;estate della crisi economica. Lo si percepisce a Roma, come in Calabria. I commercianti che si guadagnano da vivere nei mesi estivi lo sanno bene e non sperano più nelle due settimane centrali di agosto. Non bastano per guadagnare il necessario.</p>
<p><strong>La discussione politica va avanti, ma il tema del dibattito</strong> è incentrato sui Gianfranco Fini (ormai la vera opposizione di Berlusconi) e sul governo tecnico del Partito Democratico (che non fa opposizione ed è impaurito dalla possibilità di andare alle urne).</p>
<p>Per Mamma Rai l&#8217;approfondimento politico non serve. Intanto il debito dei comuni arriva a 62 miliardi di euro, gli under 40 sono sempre senza lavoro, i ricercatori vengono derisi, i precari della scuola attendono, gli evasori continuano ad evadere e i più furbi si fanno strada negli alti piani.</p>
<p><em>foto: <a href="http://www.flickr.com/photos/fabriziosinopoli/" target="_blank">fabriziosinopoli</a></em></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.damianozito.org/blog/2010/politica/lestate-italiana-tra-calippi-e-cagnara/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Questa è politica coatta</title>
		<link>http://www.damianozito.org/blog/2010/politica/questa-e-politica-coatta/</link>
		<comments>http://www.damianozito.org/blog/2010/politica/questa-e-politica-coatta/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 02 Aug 2010 07:00:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>damiano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[antonio di pietro]]></category>
		<category><![CDATA[api]]></category>
		<category><![CDATA[berlusconi]]></category>
		<category><![CDATA[boris]]></category>
		<category><![CDATA[casini]]></category>
		<category><![CDATA[coattismo]]></category>
		<category><![CDATA[consiglio superiore della magistratura]]></category>
		<category><![CDATA[csm]]></category>
		<category><![CDATA[elezioni]]></category>
		<category><![CDATA[falso in bilancio]]></category>
		<category><![CDATA[francesco rutelli]]></category>
		<category><![CDATA[gianfranco fini]]></category>
		<category><![CDATA[governo di transizione]]></category>
		<category><![CDATA[governo tecnico]]></category>
		<category><![CDATA[gruppo misto]]></category>
		<category><![CDATA[inciucio]]></category>
		<category><![CDATA[larghe intese]]></category>
		<category><![CDATA[michele vietti]]></category>
		<category><![CDATA[nicola mancino]]></category>
		<category><![CDATA[palazzo grazioli]]></category>
		<category><![CDATA[pd]]></category>
		<category><![CDATA[pdl]]></category>
		<category><![CDATA[politica coatta]]></category>
		<category><![CDATA[udc]]></category>
		<category><![CDATA[vice presidente]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.damianozito.org/?p=2153</guid>
		<description><![CDATA[Boris è una fiction televisiva che mette a nudo il coattismo e la dissimulazione italiana. La trama si concentra nel back-stage di una serie televisiva il cui regista è Renè Ferretti (interpretato da Francesco Pannofino). Nel periodo delle elezioni politiche Renè è convinto di dover sloggiare per fare spazio ad un altro regista che andrà ad]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a rel="attachment wp-att-1909" href="http://www.damianozito.org/blog/2010/politica/berlusconi-e-santagostino/attachment/berlusconi_confartigianato/"><img class="aligncenter size-full wp-image-1909" title="berlusconi_confartigianato" src="http://www.damianozito.org/wp-content/uploads/2010/06/berlusconi_confartigianato.jpeg" alt="" width="600" height="415" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Boris è una fiction televisiva che mette a nudo <strong>il coattismo e la dissimulazione italiana</strong>. La trama si concentra nel back-stage di una serie televisiva il cui regista è Renè Ferretti (<em>interpretato da Francesco Pannofino</em>). Nel periodo delle elezioni politiche Renè è convinto di dover sloggiare per fare spazio ad un altro regista che andrà ad accontentare i prossimi vincitori e quindi sarà in grado di <strong>assecondare la volontà degli italiani</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma le elezioni finiscono in un netto pareggio e Renè si salva, il posto rimane suo. Diego Lopez, il delegato di Rete che dà lavoro al regista, lo tranquillizza perché Renè rappresenta il pareggio in persona. Basterà non opporre resistenza alle pressioni di destra e sinistra e cancellare ogni riferimento a Roma negli episodi per non creare malumori nel partito della Lega, e tutto può continuare come prima. Renè a volte lento nei ragionamenti, non capisce subito che <strong>chi sta al Centro ha un ruolo determinante,</strong> e non arriva a capire quanto contino quelli del <strong>Gruppo Misto al Parlamento</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Ecco, analizzando le vicissitudini di politica interna ci si può rendere conto di come i vari Casini e Rutelli abbiamo molto più spazio nei telegiornali e nei giornali in questo periodo di delicato equilibrio nel Governo. Dopo la cacciata di Gianfranco Fini (anche se mai iscritto al Pdl) e il deferimento di alcuni degli uomini più fidati del Presidente della Camera, Silvio Berlusconi sta tentando di ristabilire la sua maggioranza, sempre più in bilico, avvicinando alcuni tra i politici dell&#8217;Udc, dell&#8217;Api di Francesco Rutelli e del Gruppo Misto.</p>
<p style="text-align: justify;">La campagna acquisti è iniziata subito con <strong>telefonate per promettere allettanti incarichi di Governo</strong> pur di assicurarsi i numeri per poter andare avanti con la legislatura.</p>
<p style="text-align: justify;">In queste ore grandi editorialisti non fanno che ipotizzare <strong>elezioni anticipate o governi tecnici</strong>. Si badi bene però al linguaggio utilizzato dai vari esponenti del centro sinistra, che invocano più o meno tutti la stessa cosa seppur in tempi e modi diversi.</p>
<p style="text-align: justify;">Pierluigi Bersani, segretario del Partito Democratico, <a href="http://www.adnkronos.com/IGN/News/Politica/Bersani-Governo-di-transizione-con-forze-piu-consapevoli-della-maggioranza_693423221.html" target="_blank">propone</a> la soluzione di un «governo di<strong> transizione</strong>» purché si esca «da questo ciclo politico». In particolare Bersani si rivolge alle «forze più consapevoli» del Pdl e dell&#8217;Udc. Il leader dell&#8217;Italia dei Valori Antonio Di Pietro, non ci sta in quella che lui definisce una «ammucchiata» e chiede che si vada subito alle elezioni.</p>
<p style="text-align: justify;">Apparentemente <strong>Pierferdinando Casini</strong> sembra seguire una linea diversa da quella del Pd e dell&#8217;Idv, ma in sostanza è d&#8217;accordo con Bersani, dopo che al suo appello per le «<strong><a href="http://www.adnkronos.com/IGN/News/Politica/Casini-Larghe-intese-No-di-Pd-e-Lega-Idv-allattacco-Mercato-delle-vacche_672252744.html" target="_blank">larghe intese</a></strong>» ha ricevuto un secco no, sia dal premier Berlusconi che dall&#8217;opposizione. Casini sembra aver adottato una sofisticata tecnica di comunicazione, rilanciando così un «governo di <strong>responsabilità nazionale</strong>».</p>
<p style="text-align: justify;">In poche settimane si è passati quindi da quello che tutti conoscono come «<strong>governo tecnico</strong>», al «<strong>g</strong><strong>overno di transizione</strong>» dei democratici, al «<strong>governo delle larghe intese</strong>» ribattezzato in «<strong>governo di </strong><strong>responsabilità nazionale</strong>» dell&#8217;Udc.</p>
<p style="text-align: justify;">C&#8217;è chi in tutto ciò sente puzza di «inciucio» e forse non sbaglia. Per l&#8217;<a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/07/30/arriva-il-csm-degli-avvocatiil-pd-vota-con-il-foglietto/45748/" target="_blank">elezione</a> degli <strong>otto membri laici del Consiglio Superiore della Magistratura</strong> (CSM) il Partito Democratico &#8211; dopo l&#8217;accordo preso con Casini, <strong>grazie alla mediazione di Massimo D&#8217;Alema</strong> &#8211; ha supportato la candidatura di <strong>Michele Vietti</strong>, politico-avvocato <strong>dell&#8217;Udc</strong>, piuttosto che proporre autorevoli costituzionalisti come <strong>Gustavo Zagrebelsky</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Vietti, <strong>tra i padri della legge sulla depenalizzazione del falso in bilancio che serviva a Berlusconi</strong> nel processo &#8220;All Iberian 2&#8243;, sarebbe il favorito che prenderebbe il posto di<strong> Nicola Mancino</strong> (che ricopre la carica di vice-presidente del Csm), con l&#8217;assenso dei democratici. La sua elezione a membro laico del Csm, non è andata giù a <strong>Ignazio Marino</strong> che si è espresso duramente verso il suo partito. A suo dire «il Pd commette un errore quando riconduce tutto alle solite culture,<strong> il Pci e la Dc</strong>. E invece dovrebbe dare l’idea di guardare al futuro e fare come in Europa, dove i candidati vengono auditi per poterne verificare le competenze». Di parere opposto <strong>Dario Franceschini</strong>, capogruppo alla Camera del Pd: «Si è sempre fatto così, <strong>scegliendo tra un nome di provenienza cattolica e uno dell’area laica e socialdemocratica</strong>».</p>
<p style="text-align: justify;">Dunque con l&#8217;elezione di Vietti e il suo sostegno alla vice-presidenza del Csm si consolida «<strong>una convergenza con l’Udc</strong>», parola del Segretario Bersani.</p>
<p style="text-align: justify;">È questa l&#8217;importanza di sembrare contemporaneamente un centrista di destra e un centrista di sinistra. E Casini che un giorno è da una parte, un giorno dall&#8217;altra a seconda della direzione in cui tira il vento, può permettersi perfino di dire che «il <strong>trasformismo</strong> parlamentare è uno dei fenomeni peggiori in politica, e per noi fare da tappabuchi sarebbe umiliante», senza che nessuno gli ricordi il suo <strong>passato berlusconiano</strong> e che a fare da tappabuchi al Pdl è stato l&#8217;Udc specie alle ultime <strong>elezioni regionali.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Stare al Centro vuol dire essere sopravvalutati. Dieci politici che in base all&#8217;offerta che gli viene fatta saltano da uno schieramento all&#8217;altro, occupano spazio nei telegiornali e nei quotidiani con lunghe interviste con chissà quali argomentazioni. In realtà <strong>sono espressione di una piccola minoranza del Paese, ma potenzialmente valgono più del 26 per cento del Pd</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Pertanto è squallido pensare che basta una convocazione a Palazzo Grazioli, una promessa (chissà se mantenuta) per un incarico importante nel Governo, per &#8220;cambiare bandiera&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">E tornando a <strong>Boris</strong>, viene in mente un&#8217;altra citazione di un altro delegato, Sergio, che rivolgendosi allo stagista-schiavo a cui promette un posto migliore quasi <em>aggratis</em> gli dice:«&#8230;e ricorda che è <strong>con le sostituzioni gratuite</strong> che l&#8217;Italia è diventato un grande Paese!»</p>
<p style="text-align: justify;">Siamo ai tempi del coattismo politico e dopo Fini, un tappabuco vale l&#8217;altro.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>foto: Repubblica.it</em></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.damianozito.org/blog/2010/politica/questa-e-politica-coatta/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Paolo Romani, un nome una garanzia</title>
		<link>http://www.damianozito.org/blog/2010/politica/paolo-romani-un-nome-una-garanzia/</link>
		<comments>http://www.damianozito.org/blog/2010/politica/paolo-romani-un-nome-una-garanzia/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 29 Jul 2010 15:24:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>damiano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[banda larga]]></category>
		<category><![CDATA[claudio scajola]]></category>
		<category><![CDATA[comunicazioni]]></category>
		<category><![CDATA[decreto romani]]></category>
		<category><![CDATA[legge bavaglio]]></category>
		<category><![CDATA[mediaset]]></category>
		<category><![CDATA[ministro sviluppo economico]]></category>
		<category><![CDATA[paolo romani]]></category>
		<category><![CDATA[parental control]]></category>
		<category><![CDATA[siti pornografici]]></category>
		<category><![CDATA[sms]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.damianozito.org/?p=2142</guid>
		<description><![CDATA[Paolo Romani è pronto per diventare Ministro dello Sviluppo Economico del nostro Paese. Attualmente è vice ministro di nessuno visto che Claudio Scajola si è dimesso dopo la vicenda del mezzanino davanti al Colosseo comprato «a sua insaputa». C&#8217;è da puntualizzare che è stato lo stesso Silvio Berlusconi, con un enorme conflitto di interessi, a]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="wp-caption aligncenter" style="width: 610px"><img src="http://www.damianozito.org/wp-content/uploads/2010/02/mr-president_montecitorio.jpg" alt="" width="600" height="401" /><p class="wp-caption-text">Manifestazione contro il Decreto Romani a Montecitorio</p></div>
<p><strong>Paolo Romani</strong> <a href="http://www.repubblica.it/economia/2010/07/29/news/romani_sviluppo_economico-5921676/?ref=HREC1-4" target="_blank">è pronto</a> per diventare Ministro dello Sviluppo Economico del nostro Paese. Attualmente è vice ministro di nessuno visto che Claudio Scajola si è dimesso dopo la vicenda del mezzanino davanti al Colosseo comprato «a sua insaputa». C&#8217;è da puntualizzare che è stato lo stesso Silvio Berlusconi, con un <strong>enorme conflitto di interessi</strong>, a fare le funzioni di Scajola.</p>
<p>Romani è vice ministro con delega alle <strong>Comunicazioni</strong> e molti lo ricorderanno per la proposta del parental control per i siti pornografici. Ovvero un sms di avviso al genitore ogni qual volta suo figlio va a masturbarsi su Youporn. Un chiaro tentativo di prevenzione alla cecità.</p>
<p>Masturbazioni a parte, non si può dimenticare il <a href="http://www.damianozito.org/blog/2010/informazione/il-decreto-romani-che-mette-a-rischio-youtube-e-la-rete/" target="_blank">famoso decreto</a> che porta il nome dello stesso Romani che inizialmente prevedeva l&#8217;<strong>autorizzazione al ministero e all&#8217;Agcom </strong>per poter trasmettere contenuti audiovisivi sia tutti i blog, video-blog, piattaforme, motori di ricerca e quant&#8217;altro, senza distinzione tra professionisti e non. Il testo che doveva solo adattarsi ad una <strong>direttiva europea</strong>, molto furbescamente creò tanta <strong>confusione</strong>, inserendo nello stesso calderone la produzione di contenuti amatariali e professionali.</p>
<p>C&#8217;è chi ha visto le cose sotto una lente diversa, ritenendo il decreto come <strong>l&#8217;ennesimo favore a Mediaset</strong>. Solo dopo le proteste e le varie polemiche sono state apportate delle <a href="http://download.repubblica.it/pdf/2010/dlgs-romani.pdf" target="_blank">modifiche</a> sostanziali al testo. Alcuni <a href="http://www.dirittodicritica.com/2010/03/03/decreto-romani-prove-tecniche-di-censura/" target="_blank">punti </a>sono rimasti poco chiari, come per le piattaforme intermediarie tipo YouTube, che hanno grossi introiti pubblicitari ma ospitano produzione di filmati amatoriali.</p>
<p>Ecco, per l&#8217;Italia sempre fanalino di coda nello sviluppo della banda larga, Romani, che ha provato anche lui a burocratizzare la Rete, è proprio una garanzia.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.damianozito.org/blog/2010/politica/paolo-romani-un-nome-una-garanzia/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
