Berlusconi da Estorto a Indagato

I segugi del Giornale e Alfonso Signorini saranno già all’opera. Già, perché i tre giudici (tre donne) del Tribunale del Riesame di Napoli sostengono addirittura che il nostro Presidente del Consiglio non fosse ignaro del fatto che le donne portate da Tarantini a casa sua fossero escort e sostengono ancora che Berlusconi non è vittima del reato di estorsione (ipotizzato invece dai pm Woodcock, Curcio e Piscitelli) commesso da Lavitola e l’imprenditore barese.

Ma visto che paga anche gli avvocati a Tarantini le cose sono appunto due: o Berlusconi è talmente ricattato al punto da dover fornire e pagare l’assistenza legale al suo presunto estorsore o i rapporti tra i due sono troppo loschi ed è meglio per il Cavaliere comprare il suo silenzio.

 

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Berlusconi dice

“Non voglio fare il Presidente del Consiglio a vita”. E ci mancherebbe! Non è che uno a 75 anni possa ambire a rimanere coinquilino di Palazzo Chigi per il resto della propria vita specie se è dal 1994 che è sulla scena politica come protagonista. Se il nostro premier volesse riposarsi, prendersi una vacanza, lontano dall’Italia e dai guai giudiziari, magari ad Antigua dove ha già acquistato qualche casetta per le vacanze estive, sono sicuro che gli italiani non lo biasimerebbero.

 

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Referendum Nucleare, La Germania, La Francia e L’Italia

Dopo l’incidente di Fukushima in tutto il mondo si è innescata una discussione politica e scientifica attorno al nucleare che in realtà dura da tempi ben più lontani. La Germania di Angela Merkel ha deciso di abbandonare l’atomo con un programma che ne prevede l’uscita in maniera graduale, negli altri Paesi dell’Europa saranno effettuati degli “stress-test” sulle centrali esistenti. In Francia dove l’economia gira attorno al nucleare il ministro dell’industria Eric Besson ha fatto sapere che non ci sarà alcuna svolta epocale e che i francesi continueranno sulla loro strada.

In Italia invece i cittadini sono chiamati a decidere se il piano energetico del Paese dovrà prevedere o cancellare il nucleare. Il referendum (assieme a quello per l’acqua) è stato decisamente molto politicizzato dal Pd e molto dall’Idv salvo poi fare retromarcia, perché se prima per Di Pietro il referendum era uno strumento per mandare a casa Berlusconi oggi pensa che invece si tratta di una nobile espressione di democrazia diretta (l’unica prevista dalla nostra Costituzione) che nulla ha a che vedere con le sorti del Governo. Mi sembra una mossa di lealtà. Anche perché votare sì non per forza vuol dire essere contro il premier Berlusconi. Discorso a parte si potrebbe fare sul legittimo impedimento, ma di quel referendum nessuno ne parla.

Comunque sarebbe bello che in televisione venissero approfonditi decentemente i temi sugli aspetti energetici del Paese ma forse è chiedere troppo: ho seguito Annozero lo scorso giovedì, ma alla fine la trasmissione finisce con urla da una parte e dall’altra e quindi dubito che la gente possa farsi un pensiero in base a chi mostra più carattere o strilla di più o vedendo dall’Ipad di Chicco Testa le foto del suddetto a Fukushima. E poi, con tutto il rispetto per Celentano, mi pare tutto lo spazio dedicatogli per parlare contro il nucleare fosse un tantino esagerato. Io avrei dato la parola anche a qualcun altro, magari più competente.

Photo Credits | SandoCap

Il Sud Non Vuole il Movimento 5 Stelle

Durante la campagna elettorale per il voto delle amministrative del 15 e 16 maggio si è parlato molto dei volti nuovi e dei giovani in politica, anche grazie al Movimento 5 Stelle che ha raggiunto ottimi risultati in numerose città, specie se le percentuali vengono paragonate alle migliaia di euro che i partiti spendono per le campagne elettorali grazie ad una legge che consente generosi rimborsi.

Il Movimento che si ispira ai temi del blog di Beppe Grillo non è partito e non è un caso che i suoi candidati si facciano chiamare portavoce: sono cittadini comuni che hanno deciso di impegnarsi in politica ma con regole diverse da quelle della “casta” Grillo si è sempre scagliato. È per questo che dopo il primo turno delle elezioni, cioè dopo che il centrosinistra si è reso conto della potenzialità dei ragazzi a cinque stelle, che giornalisti e politici si sono accorti del Movimento. Ne sa certamente qualcosa il partito di Antonio Di Pietro.

Grillo ha più volte marcato, durante il tour elettorale, la giovane età dei candidati a cinque stelle come elemento che li contraddistingue dagli altri partiti nazionali, di destra e di sinistra, perché l’inesperienza in politica – secondo il comico – significa essere svincolato dai poteri forti e dalle lobby. Avrà ragione e non è, speriamo, il caso del Movimento ma non è sempre così. Infatti, a scanso di equivoci, è bene sottolineare che non sempre l’età giovane significa politica migliore, e di pessimi esempi ce ne sono a migliaia. Capitano quei casi in cui un giovane o una giovane finisca candidato a consigliere comunale, assessore regionale e perfino al Parlamento Europeo non per le doti e la passione per la politica ma per motivi poco noti che degenerano in reati. Il caso più eclatante è quello delle “giovani vergini” reclutate da Giampaolo Tarantini per il premier Berlusconi, per dirla con Veronica Lario. Il Sud che manda via i cervelli migliori si tiene giovani sotto ricatto perché senza lavoro e giovani con buoni propositi ma lasciati soli. Ad ogni elezione c’è chi darebbe i voti dell’intera famiglia pur di ottenere uno stipendio a fine mese. In alcuni casi questa situazione si trasforma in un’arma a doppio taglio. I vecchi politicanti e i mafiosi (eh già, anche loro) piazzano i nuovi volti nelle loro liste e così ci fanno due buone figure: con la gente e con l’ingenuo mal capitato che pensa di aver risolto i propri problemi. E non è un caso che il Movimento 5 Stelle al Sud non riesca ad emergere.

 

Articolo pubblicato su L’Isola – quindicinale siciliano

 

Photo Credits | Elena Lombardo

Ma le Province non Erano da Abolire?

Quando queste righe saranno sotto gli occhi dei lettori de l’Isola saranno in corso le elezioni amministrative di questo travagliato 2011. Le elezioni riguardano comuni e province. Queste ultime, secondo i programmi e le promesse della scorsa campagna elettorale, andavano abolite perché considerati enti inutili ma soprattutto costosi e funzionali solo a soddisfare le richieste della macchina clientelare che al Sud continua ad avere grande consenso.

Oltre al Pdl anche il Pd, che nel 2008 era capeggiato da Walter Veltroni, era favorevole all’abolizione delle province. Se ne parlò tanto, ma solo fino a qualche giorno dopo la vittoria dell’attuale maggioranza. Sono bastati pochi giorni per concentrare le attività parlamentari sulle leggi che il Governo propose in tema di giustizia: dalla blocca processi fino al lodo Alfano.

Qualche progetto di legge in verità è depositato negli archivi della Camera dei Deputati, ma a quanto pare è bene anche per la stabilità del Governo che lì ci rimanga. È noto infatti che Umberto Bossi e quindi la Lega Nord non sia affatto favorevole all’abolizione delle province. Guai a chi tocca Bergamo, altrimenti “succede la guerra civile”. Questo è stato il commento di Bossi un po’ di tempo fa quando i finiani proposero di eliminare le province.

Ora che l’area finiana si è staccata dal Pdl formando Futuro e Libertà è sicuramente molto più facile per Berlusconi gestire la questione. Come? Non parlandone più evitando di creare qualche mal di pancia ai leghisti o al ministro Giulio Tremonti.

Quello che stupisce insomma è la non coerenza tra le proposte, promesse e i fatti. In questa tornata elettorale entra nel mondo politico il Movimento a Cinque Stelle che ha fatto molto discutere per i modi e per i candidati. Non perché pregiudicati, indagati o chissà, ma perché come per il caso di Mattia Calise, i candidati del Movimento sono giovani, senza esperienza politica e portano delle idee fondate sulla democrazia diretta. Staremo a vedere se questo “virus” per dirla alla Beppe Grillo sarà in grado di cambiare dal basso la politica, ma una cosa è certa: il Movimento ha partecipato alle elezioni provinciali amministrative in perfetta sintonia coi primi due punti del programma, e cioè abolizione delle province e accorpamento dei comuni sotto i 5 mila abitanti. Eppure, nonostante gli altri partiti si siano sempre dichiarati a favore dell’eliminazione di questi enti, alla fine finisce che continuano a partecipare.

 

Fra le mie Bozze…

Avevo degli articoli in sospeso: uno è diventato troppo vecchio e l’ho cestinato, su un altro non ricordo bene cosa volessi scrivere e quindi via anch’esso. Poi c’è qualcosa di arretrato, ma per la maggior parte si tratta di mini post sulla politica italiana. Non ho fatto in tempo ad elaborare dei ragionamenti e snocciolarli per il blog, tuttavia se ci pensate bene non accade mai niente di nuovo o di eclatante nella politica italiana. Gli scenari futuri sul Governo sono sempre gli stessi e i retroscena aggiungono solo qualche contorno ad una situazione confusa. Il problema è che in questo periodo di non lucentezza della politica nostrana accadono cose nel mondo molto importanti e determinanti sia economicamente che (ovvio) politicamente.

Vedremo dopo questa campagna elettorale cosa ne verrà fuori.

 

Photo Credits | Wiertz Sébastien

Lo Spirito del Buon Vicinato

A nome del popolo italiano, come capo del governo, mi sento in dovere di porgere le scuse e manifestare il nostro dolore per quello che è accaduto tanti anni fa e che ha segnato molte delle vostre famiglie.

Lascio a voi in questa giornata il mio cuore, felice, veramente felice di essere riuscito a mettere da parte tutto ciò che non era amore. Sono felice di guardare verso il futuro con quei sentimenti che soli portano la felicità e il benessere all’uomo, che sono l’amicizia, la fratellanza e l’amore.

La firma di questo trattato ha una portata storica e chiude definitivamente la pagina del passato.

(Silvio Berlusconi, 30 agosto 2008)

Le Parti si astengono da qualunque forma di ingerenza diretta o indiretta negli affari interni o esterni che rientrino nella giurisdizione dell’altra Parte, attenendosi allo spirito di buon vicinato.
Nel rispetto dei principi della legalità internazionale, l’Italia non userà, ne permetterà l’uso dei propri territori in qualsiasi atto ostile contro la Libia e la Libia non userà, né permetterà, l’uso dei propri territori in qualsiasi atto ostile contro l’Italia.

(Articolo 4 del Trattato di amicizia Italia-Libia del 2008)

Non limitiamoci a fare gli affittacamere. Non ci limitiamo a dare le chiavi delle nostre basi agli amici americani, francesi o inglesi, ma dobbiamo anche essere partecipi delle scelte che si fanno.

(Ignazio La Russa, Ministro della Difesa, 19 marzo 2011)

Io penso che ci porteranno via il petrolio e il gas e, ora, con i bombardamenti verranno qua milioni di immigrati.

(Umberto Bossi, 19 marzo 2011)


Lì Radio Londra: Arriva Giuliano Ferrara

Ci siamo, sta per partire il Radio Londra di Ferrara. Siccome a me non piacciono le censure non sono d’accordo con chi propone iniziative per togliergli spazio, preferisco vedere l’elefantino furioso nel posto che fu di Enzo Biagi (lui sì che non risparmiava nessuno) e capire di più fino a che punto possono arrivare certi giornalisti cortigiani. Prendiamola così: è un modo per ascoltare le castronerie berlusconiane e quindi un’opportunità in più per capire come difenderci dal virus che ha contagiato l’Italia. Lo studiamo, troviamo i rimedi e le soluzioni a possibili ricadute. Non si sa mai.

Ci Risiamo

La brutta notizia di questo mese è che il dibattito politico si è nuovamente spostato sulla questione giustizia. Il ministro Alfano ieri ha presentato il progetto di riforma costituzionale al presidente Napolitano che dal canto suo ha invitato il guardasigilli ha raccogliere il maggiore consenso possibile in aula. E ci mancherebbe, visto che si tratta di riforma costituzionale, quindi per approvarla serve il procedimento aggravato (art. 138 della Costituzione).

Quindi prepariamoci al solito teatrino – il termine va di moda – con la maggioranza da una parte che definisce il testo una riforma, necessaria, utile e prioritaria e dall’altra le opposizioni di Bersani, quelle un po’ più rudi ma più efficaci di Di PietroÈ una riforma a favore del sistema piduista, delle lobby e di coloro che vogliono negare ai magistrati il controllo della legalità») e quelle poetiche e metaforiche di VendolaLa riforma serve a blindare il potere di un sovrano medievale, l’inquilino di Palazzo Chigi»).

La buona notizia è che uscito il nuovo album di Caparezza. 😉

Vignetta di Natangelo

Segnalibri del 9 marzo 2011

Articoli dal 6 marzo 2011 al 9 marzo 2011:

Italia, Quel Paese Amico Della Libia

La rivoluzione nord-africana sta generando forti ripercussioni in Europa e nel mondo: la preoccupazione maggiore per gli stati europei è legata al petrolio e agli 1.8 milioni di barili che quotidianamente attraversano il canale di Suez. L’Italia nel frattempo cerca, ma non ci riesce, di nascondere l’imbarazzo a causa dei rapporti sempre “confidenziali” col colonnello Gheddafi. La nota di Palazzo Chigi, così come la firma di Frattini al documento europeo per fermare la morte dei civili, è quello che in gergo si dice un “atto dovuto”, perché l’influenza libica nel settore energetico e bancario del nostro Paese crea non pochi grattacapi al Governo.