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DiDamiano Zito

19 Luglio 2009: Stragi rimosse nella Repubblica dell’Immagine

fiori sulle tombe vs erori (500x375)

Un gruppo di ragazzi scende da un autobus bianco sul quale si legge “Lombardo”, in realtà sono ragazzi per la maggior parte calabresi,  solo uno tra loro credo fosse lombardo, “quasi svizzero” dicono alcuni scherzando.

Cercano via d’amelio, è il 19 luglio 2009, un giorno trise per la Sicilia e per l’Italia. Al primo semaforo i ragazzi si sentono urlare “in fondo a destra!circa 600 metri”, un palermitano che li vede con bandiere con scritto “le loro idee camminano sulle nostre gambe” capisce qual è la loro meta.

La stanchezza è totalmente cancellata dall’emozione che si avverte appena si mette piede in via d’amelio che appare diversa da come si vede nei film, forse a causa delle telecamere che la riprendono dall’alto.

Sono le 9 circa, e mi trovo con i ragazzi di Ammazzatecitutti. La gente è ancora poca, c’è un piccolo via vai, la giornata sta per iniziare. Inizio a riflettere, penso alle parole di Salvatore Borsellino, a quelle di Gioacchino Genchi mentre arrivo davanti al cancello e alzo lo sguardo verso monte pellegrino dove in punta “sorge” castello Utveggio, quel castello da dove sarebbe partito il segnale che ha fatto saltare in aria il giudice con la scorta.

Le persone che sono in via d’amelio sono l’incarnazione dei movimenti antimafia, della rete, del movimento 19luglio1992, sono persone che conosco, con molte di loro mi vedo per la prima volta dopo avere scambiato informazioni su internet, con altre ho condiviso altri momenti di battaglia. Tutta gente che ha rinunciato a un week end di mare, studio, lavoro per ricordare la strage.

Alle 16.58 le agende rosse sono per aria, rispetto alla mattina siamo di più, siamo trecento, forse di più, fa caldo il sole picchia, il ricordo va a Paolo alla scorta.

Palermo non ha dimenticato quanto è successo, l’Italia nemmeno, infatte le stragi che hanno segnato l’inizio della seconda repubblica sono state rimosse. Dov’erano i palermitani?Dov’era la gente che non vuole la mafia?La gente onesta è davvero solo quelle che ho visto in piazza?Non voglio credere che sia così, penso solo che sono molte le persone sfiduciate. La colpa va a chi scredita i magistrati onesti, a chi intralcia e depista le indagini ma anche a chi pensa di fare antimafia meglio degli altri, a chi non sa fare fronte comune, a chi rimuove la lotta alle mafie dalle agende politiche, a chi manca in momenti come quello di ieri, a chi non fa corretta informazione e a chi sta in silenzio. E a tanti altri.

Ormai l’unica cosa che conta è l’immagine, tutti ragazzi e ragazze da copertina. Siamo pronti per la Repubblica dell’immagine.