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DiDamiano Zito

Festa dei Pirati: il Virtuale è Reale

Meglio ricordarlo, sabato scorso al teatro Capranica di Roma, pirati, politici (si contavano però sul palmo di una mano), avvocati e giornalisti si sono incontrati per discutere di libertà digitali, di copyright, di come i giornali sono cambiati con l’avvento della rete e come la politica guarda internet ed insiste con attacchi censori. Si è parlato quindi del caso di PirateBay e dei tentativi di bavaglio all’informazione in Rete.

Sulla figura del pirata c’è ancora molta dietrologia e disinformazione, si crede ancora che il pirata sia un criminale, ma se pensiamo ai ragazzi svedesi che sono arrivati a creare un partito a tutti gli effetti diventato popolare anche fuori dai confini svedesi, viene da chiedersi quanto ancora – in Italia – ci troviamo indietro su questi temi. Sarà la solita paura dell’uomo per il ‘nuovo’, saranno le pressioni delle lobby, ma è chiaro che in Italia non si possa minimamente pensare di creare un partito con gli obiettivi (pochi e coincisi) di quello Pirata. L’idea è così lontana che non ci sfiora nemmeno e semmai ci provassimo non è difficile prevedere il risultato.

Forse è anche arrivato il momento che certi miti sui pirati vengano sfatati, è il momento che vengano messe in discussione le leggi sul diritto d’autore, obsolete rispetto all’evoluzione e al modo in cui oggi condividiamo i nostri libri, le nostre idee e la nostra musica. È ora di fare nostri certi concetti, masticarli e mandarli giù. A tal proposito, saranno utili gli interventi riportati qui di seguito sul blog e registrati sabato pomeriggio.

Nella foto, in senso orario

httpv://www.youtube.com/watch?v=Bwnx9YKHR4k


DiDamiano Zito

Festa dei pirati, libertà di informazione in Rete – Enzo di Frenna

Sabato, si è svolta a Roma la seconda Festa dei Pirati. Una giornata per discutere di copyright, le leggi (obsolete) che lo regolano, creatività e diritto in rete.

Quello che è emerso, e che ha messo d’accordo tutti, è che in Italia al momento – anche volendo – non saremmo in grado di riuscire a compiere ciò che hanno fatto i ragazzi svedesi del Piratepartiet, il Partito Pirata svedese, che alle elezioni europee ha ottenuto il 7 per cento dei voti.

Di attacchi censori alla rete su questo blog se ne è parlato, e come alcuni sapranno Enzo di Frenna è tra coloro i quali hanno avviato campagne di protesta contro gli interventi legislativi che mirano ad imbavagliare internet. Di seguito il suo intervento al teatro Capranica:

httpv://www.youtube.com/watch?v=kFgV1HX0Pro

DiDamiano Zito

Decreto Romani: Intervista a Enzo di Frenna dei Corsari della Rete

È di pochi giorni fa il discorso di Hillary Clinton che ha scatenato la reazione cinese dopo che il segretario di stato americano ha espressamente detto che internet è uno strumento che rende libera l’informazione e – nonostante i pericoli – è sbagliata ogni forma di censura come quella adottata in Cina e altri paesi.

Questa mattina ho intervistato Enzo di Frenna, giornalista professionista e videoblogger (enzodifrennablog.it) che dopo il regalo di natale che il parlamento ha prepaprato per internet, si è attivato creando il gruppo dei Corsari della Rete al fine di creare iniziative mediatiche per al difesa della libertà su internet. Come ho già anticipato in un post recente, il governo ha presentato in Parlamento un testo che deve adattarsi alla direttiva europea AVMS che tratta di diffusione di servizi televisivi sul web.

Enzo puoi spiegare per chi ancora non ha letto il testo cosa prevede il decreto Romani?

Il testo dovrebbe essere realizzato per le emittenti televisive che pubblicano sul web, invece il decreto Romani con la scusa dell’adeguamento alla direttiva europea sostitusce il termine “prodotto televisivo” con “prodotto audiovisivo” includendo di fatto i siti che fanno web casting come livestreaming, e Youtube.

Le conseguenze quindi quali sono?

Con una legge così i siti mensionati o un videoblog come quello di Claudio Messora (byoblu.com, ndr), quello di Beppe Grillo e tanti altri chiuderebbero il giorno successivo dell’entrata in vigore, perché per pubblicare i contenuti bisogna chiedere le autorizzazioni al Ministero dello Sviluppo Economico e all’Agcom.

Tu che hai letto tutto il decreto, che aggettivo useresti per definirlo?

Aberrante!

Addirittura!

Sì! È peggio di un mostro del film “il Signore degli anelli”! Il settimanale Time ci ha già paragonato alla Cina.

Veniamo all’iniziativa che avete creato con Messora. Ci dai qualche informazione? Cosa chiedete ad Obama?

L’evento si svolgerà nella terza settimana di febbraio. Solo 60 audaci, che con catene ai piedi balleranno al ritmo di tamburi africani davanti all’ambasciata americana.Un gesto simbolico, per chiedere poter usare internet per informare liberamente senza renderci schiavi.

Perché davanti all’ambasciata americana?

Per chiedere al presidente Obama, in seguito al discorso di Hillary Clinton, una presa di posizione ufficiale sulla libertà nella internet italiana.

Chiarissimo Enzo, allora ci vediamo davanti all’ambasciata nelle prossime settimane. A presto.

Ciao, a presto.

Segnalazioni:

Mr.President, help internet in Italy
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DiDamiano Zito

Il nuovo ddl per imbavagliarci. Si riparte!

pecorella

L’autunno che sta arrivando sarà molto caldo. Mentre siamo in missione di guerra sei italiani muoiono perché abbiamo deciso di esportare la democrazia. Ancora non capisco perché le chiamiamo democrazie in realtà, visto che quando va una parte al governo, quella contrapposta grida ai brogli e quando quella contrapposta si trova a governare l’altra parte è come se non esistesse. In barba all’alternanza democratica.

Ma non è di questo che voglio parlare. Scrivo due righe per informarvi che molto presto non sarà così facile dare informazioni dai blog o dalle piattaforme che consentono agli utendi di diffondere notizie e informazioni. Infatti gli onorevoli Pecorella e Costa hanno presentato un ddl che supera di gran lunga quello di Alfano. Per farvi un’esempio, sarà difficile commentare il fatto che Giuseppe Chiaravalloti, ex presidente della Regione Calabria e attualmente vicepresidente della privacy (mia e vostra), è indagato per violazione delle legge Anselmi sulle logge massoniche e che è anche indagato nella vicenda Poseidone dove il procuratore aggiunto contesta agli indagati: associazione per delinquere, concussione, falsità ideologica del pubblico ufficiale in atti pubblici, omessa denuncia di reato da parte del pubblico ufficiale, favoreggiamento personale, truffa, tentata turbata libertà degli incanti, abuso d’ufficio.

Vi consiglio di leggere il primo commento a caldo di Guido Scorza su punto informatico per capire l’ignoranza del legislatore che  a quanto pare non conosce bene i meccanismi della Rete.

Ricordo per chi non lo avesse ancora fatto di aderire a Diritto alla Rete.

Stiamo poi organizzando una iniziativa, chi volesse partecipare si faccia sentire e si tenga in contatto su Diritto alla Rete o da questo blog o da quello di Enzo di Frenna. Servono più persone possibile.

Si Riparte! E la strada da compiere è lunga.

In foto: Gaetano Pecorella