Archivio dei tag Internet

DiDamiano Zito

Vecchio Professore Cosa Vai Insegnando?

Provate a confrontarvi con uno studente di una università straniera o con qualcuno che ha approfittato del programma Erasmus per andare a studiare in una università europea. Il risultato sarà il racconto di un mondo completamente diverso e dove l’università è degna di essere chiamata tale. Strutture bellissime, aule attrezzate e nessun banco rotto. Lavagne luminose, proiettori e laboratori attrezzati, ma soprattutto utilizzati.

La storia che vi racconteranno potrà sembrare quella appena uscita da un film ma è pura realtà. Perché nelle nostre facoltà i professori utilizzano ancora i vecchi lucidi, o chi invece ha perso la voglia di scrivere alla lavagna ha sostituito tutto con qualche file power point da proiettare agli studenti stando seduti dietro una cattedra. Questo perché (laddove c’è l’uso della tecnologia), i professori non hanno ben inteso che le slide servono solo da supporto per la lezione, che la lavagna è lì a posta per scrivere quello che oggi viene omesso e che prima veniva trattato, mentre adesso gli studenti sono costretti a stampare montagne di carta per studiare su un file che dice poco o nulla.

Certo, la differenza non la fa il proiettore più costoso, perché alla fine ciò che conta è lo studio che però potrebbe essere rafforzato e completato con l’ausilio dei computer ormai potentissimi calcolatori che possono migliorare l’apprendimento almeno per gli esami applicativi.

Invece le aule adibite ad uso informatico sono incapaci di ospitare tutti gli studenti di un corso ma è altrettanto vero che oggigiorno quasi tutti posseggono un computer portatile.

Per non parlare dell’utilizzo del web che se ne fa dentro le nostre università. Capita infatti che la pagina web di un professore diventi un semplice deposito di slide (piene di errori e mai corretti), mentre vengono sottovalutati gli strumenti che la rete oggi ci mette a disposizione. E capita pure di non trovare informazioni sul corso tenuto.

Mentre fuori c’è chi organizza lezioni via Skype, chi le registra e le fornisce agli studenti e chi stimola ne la creatività mediante l’utilizzo di risorse per produrre contenuti.

Quando capiremo tutte queste potenzialità forse saremo già proiettati in un futuro con più spazio per i giovani. Nel frattempo dobbiamo fare i conti con la realtà quindi per il momento ci teniamo il banco rotto e soprattutto ci ricordiamo che abbiamo un conto da pagare, ovvero quello di riforme che continuano a tagliare e a non investire sul nostro futuro. Riprendiamocelo.

PS: Anche in Italia per fortuna abbiamo valide (seppur poche) eccezioni!

 

Questo articolo è stato pubblicato su L’Isola – quindicinale siciliano

Photo Credits | giulia.forsythe

DiDamiano Zito

Segnalibri del 30 gennaio 2011

Articoli del 30 gennaio 2011:

    Politica
  • Avanza il partito di Tremonti – L’espresso – Uno scenario che un mese fa sembrava impossibile oggi sembra realizzabile. Il ministro Tremonti del quale non si è sentita una parola da quando è scoppiato il Rubygate, viene paragonato da Marco Damilano al Divo Andreotti: oggi c’è chi lavora per Tremonti premier.
  • D’Alema: “Al voto per salvare l’Italia Un’alleanza costituente manderà a casa il governo” – Azzarda persino una repubblica presidenziale. Parla di governo di responsabilità nazionale rivolgendosi a tutte le forze di sinistra e centro che in questo momento non stanno con Berlusconi. Così D’Alema, 61 anni, presidente del Copasir pensa che per uscire dalla crisi e per saperla fronteggiare serva una unione allargata.
  • Nel Pdl spuntano le voci critiche. E la manifestazione contro i pm viene cancellata – Inversione a U nel Pdl. La manifestazione del 13 non si farà e Beppe Pisanu consiglia a Berlusconi di andare dai giudici. Gli equilibri dentro il partito stanno nuovamente mutando.
  • Saint Lucia, ecco le carte segretedel ministro Frattini – A volte ritornano. Il ministro Frattini si tiene le carte arrivata dall’ambasciata di Saint Lucia per tirarle fuori nel momento giusto, assieme al Giornale che annuncia il possibile contenuto. La procura ha archiviato il caso, ma rimangono dei fatti e se ci sono danni per il partito si discute in sede civile. Fini affittacamere?
  • Televisione
  • Rai, c’è chi prova a cambiarla – La Rai è una delle aziende più importanti d’Italia, da sempre in mano ai partiti che ora provano a cambiare le regole del gioco. Ce la farà Mamma Rai a svincolarsi dalle vecchie logiche della politica?
  • Internet
  • Se l’Egitto Spegne Internet – L’Egitto ha completamente oscurato i canali internet. In Italia la rete è stata più volte minacciata dunque una riflessione su eventuali controlli o censure delle informazioni sul web anche nel nostro Paese, è doverosa!
  • Senza Internet ci sarebbero ancora rivoluzioni? – Una domanda semplice sulla quale si è aperto un ampio dibattito. La risposta non è scontata e i punti di vista si differenziano. Tu invece che ne pensi?
DiDamiano Zito

Internet, come ci ha cambiati?

Internet cambia la società, secondo me è uno strumento molto potente ma che va conosciuto e studiato per capire gli eventuali “disturbi” che potrebbe provocare.

DiDamiano Zito

Il collegamento tra piazza reale e piazza virtuale

Liberta e partecipazioneDopo piccoli problemi con il mio blog sono tornato on-line.

Veniamo a noi, blogger , facebookiani, lettori. Nel precedente post  ho scritto una lettera aperta a Filippo Facci che in un suo articolo ha detto che «i blogger o sono ragazzini o sono ragazzini dentro». Commenti a parte sulle frasi di Facci, credo che adesso tocca a noi migliorarci per non darla vinta “a lui e a quelli come lui“; non basta stare a piggiare tasti sulla tastiera, tasti che a volte prenderei a pugni per scrivere.Bisogna prendere coscienza, responsabilità e criticarsi dove necessario, io sono disposto a farlo mettendoci anima e corpo in questa battaglia contro chi tenta di imabavagliare i blog, youtube e tutte le piattafome di sharing in internet. Molti siamo a conocenza delle enormi opportunità che ci offre la rete. Amicizie, informazione, condivisione, appuntamenti, proteste, mail, links. Tra quelli che hanno capito che la rete è uno strumento libero, c’è chi tenta di limitarla e per questo ci indigniamo. Iniziamo a mandare mail, commentiamo, telefoniamo,  ma questo non basta, specie in un Paese dove il numero di utenti su internet diminuisce.

Ci sono momenti, quindi, in cui bisogna materializzarsi, spegnere due ore il pc, mollare la tastiera e scendere in piazza con gli altri per confrontarsi, per criticarsi, per chiedere qualcosa di concreto al legislatore, alzare la voce quando e dove necessario, alzare la testa! La rete non deve sostituire la piazza e la piazza non deve sostituire la rete. Entrambe sono piazze, una virtuale l’altra reale e il collegameno tra le due deve essere qualcosa di concreto, solido. Quel collegamento siamo noi, che dalla piazza reale siamo passati a quella virtuale, lasciandoci dietro milioni di persone ignari di quello che si viene a conoscenza nei blog e nei siti di libera informazione. Se interrompiamo questo collegamento commettiamo un errore davvero imperdonabile, saremmo complici della non-informazione. Per questo motivo non scrivere commenti o post in un blog per un giorno, non vuol dire non fare niente. La piazza reale aiuta a conoscerci meglio, serve per un confronto diretto, serve a riorganizzare le idee per ripartire il giorno dopo con nuovi post, serve a fare informazione con il volantinaggio, e ci rende partecipi, perché libertà è participazione.

C’è chi pensa che non scrivere per un giorno non sia corretto perché va contro il principio dell’informazione, allora io propongo a coloro che la pensano così di partecipare alle giornate di sciopero o di incontro per contribuire con la loro opinione in piazza e il giorno dopo di scrivere il solito post magari aggiungendo qualche considerazione sull’esperienza del giorno prima.

Sono sempre convinto che lo sciopero del 14 luglio sia riuscito, perché so benissimo che molti si sono “scollegati” dal mondo reale e che quindi la risposta tra mondo reale e virtuale non è direttamente proporzionale. Quello del 14 luglio è stato un inizio, la piattaforma ning di diritto alla rete deve continuare ad esistere e a contenere le sole informazioni necessarie alla protesta e alla contrapposizione al bavaglio che ci vogliono mettere. Per questo motivo vi chiedo di mantenere saldo il collegamento tra le due piazze, di non dimenticarvi di coloro che quotidianamente si devono assorbire come una spugna le (non) notizie del tg1.

Foto: Chiara Lalli (flickr)