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DiDamiano Zito

Segnalibri del 8 gennaio 2011

Ecco i miei articoli preferiti di oggi:

  • L’Aquila come le Torri gemelle: dopo il terremoto ucciderà l’amianto – Photogallery | Diritto di critica – Aspetti che non vengono mai considerati: polveri nocive che finiscono nei nostri polmoni
  • La riforma incompiuta – Repubblica.it – L'analisi di Tito Boeri sul federalismo utilizzato dalla Lega Nord come arma di ricatto per partecipare alle celebrazioni dell'Unità d'Italia e come pretesto per andare al voto.
  • La Gelmini ne ha fatta un’altra s’è dimenticata – Per l'Unità d'Italia cosa ha fatto fino ad oggi il Ministro Gelmini? Niente o comunque poco. Sarà Influenzata da simpatie leghiste?<br />
    Il compito è stato lasciato a singole ed autonome iniziative delle scuole. 
  • Povera Patria – Il 2011 è l'anno del 150° anniversario dell'Unità d'Italia. Già dal 2007 sono iniziati i lavori di restauro per luoghi e monumenti simbolo del Risorgimento italiano. <br />
    L'inchiesta di Marco Lillo racconta gli sprechi e ritardi nell'esecuzione delle opere affidata alla Cricca.
  • Futuro zero – Un sondaggio commissionato dal segretario del Pd svela come il suo partito non sappia più parlare ai giovani e alla cosidetta "povera gente". <br />
    Uno scenario teorico che analizza i potenziali elettori dei maggiori partiti e che riflette una situazione quasi paradossale per Pdl e Pd. 
DiDamiano Zito

Giovani dimenticati

I giovani che in questi giorni stanno manifestando sui tetti e per le strade sono parte di quella metà del Paese a cui “è stata tolta la parola”. Si tratta di quella parte di italiani sotto i quarant’anni che vive il disagio del presente e l’incertezza del futuro.

Sono studenti e ricercatori, nel primo caso molto giovani, nel secondo invece sono persone con decenni di precariato alle spalle, con figli e che non possono permettersi di vivere come i loro colleghi che nel resto dell’Europa guadagnano molto di più a condizioni sicuramente migliori.

La situazione degli atenei italiani va via via peggiorando, specie dopo i tagli attuati dal Ministro del Tesoro nell’estate del 2008. Era il 6 agosto infatti quando nei Palazzi romani si è deciso di tagliare fondi all’università e alla ricerca per un miliardo e 300 milioni di euro.

Questa decurtazione finanziaria ha generato un declino della qualità all’interno delle già carenti offerte formative nel mondo accademico.

Quando dalla politica poteva arrivare un segnale simbolico ma forte, in maniera compatta e con le dovute eccezioni, la Camera ha votato contro la proposta del gruppo di Francesco Rutelli che chiedeva di prelevare 20 milioni di euro dai rimborsi elettorali (i quali sono al quanto generosi) ai partiti e destinarli al fondo per la ricerca.

Una piccola parte del Partito Democratico si è astenuta. Un nome per tutti: Massimo D’Alema, affiancato da quello di Piero Fassino e dal tesoriere dei democratici. Dalla casta è arrivato quindi l’ennesimo segnale negativo.

Ma se per i giovani le prospettive di futuro sono relativamente ridotte c’è chi come il direttore del Giornale la pensa diversamente. Perché – dice – se a 37 anni un giovane non è riuscito a farsi una famiglia, a non avere una casa e vive ancora con i genitori allora significa “che ha dei seri problemi”.

Una provocazione lanciata in diretta durante una puntata di Exit su La7 e sulla quale è inutile aggiungere commenti. Tuttavia quello che manca in questo dibattito finalmente sulle pagine dei maggiori quotidiani e programmi televisivi è un serio confronto su come invece dovrebbe essere l’università e su come andrebbe migliorato il metodo di insegnamento. Poi manca una seria riflessione sui vari corsi di studio che spesso servono solo a sfornare precari. Ma non appena si saranno un po’ calmate le acque, il tema dei giovani, come accade sistematicamente, finirà nel dimenticatoio così come avviene per il Sud del quale ci ricordiamo solo in rare occasioni.

Questo articolo è stato pubblicato su L’Isola – quindicinale sicialiano

foto: Sole24Ore