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DiDamiano Zito

Festa dei Pirati: il Virtuale è Reale

Meglio ricordarlo, sabato scorso al teatro Capranica di Roma, pirati, politici (si contavano però sul palmo di una mano), avvocati e giornalisti si sono incontrati per discutere di libertà digitali, di copyright, di come i giornali sono cambiati con l’avvento della rete e come la politica guarda internet ed insiste con attacchi censori. Si è parlato quindi del caso di PirateBay e dei tentativi di bavaglio all’informazione in Rete.

Sulla figura del pirata c’è ancora molta dietrologia e disinformazione, si crede ancora che il pirata sia un criminale, ma se pensiamo ai ragazzi svedesi che sono arrivati a creare un partito a tutti gli effetti diventato popolare anche fuori dai confini svedesi, viene da chiedersi quanto ancora – in Italia – ci troviamo indietro su questi temi. Sarà la solita paura dell’uomo per il ‘nuovo’, saranno le pressioni delle lobby, ma è chiaro che in Italia non si possa minimamente pensare di creare un partito con gli obiettivi (pochi e coincisi) di quello Pirata. L’idea è così lontana che non ci sfiora nemmeno e semmai ci provassimo non è difficile prevedere il risultato.

Forse è anche arrivato il momento che certi miti sui pirati vengano sfatati, è il momento che vengano messe in discussione le leggi sul diritto d’autore, obsolete rispetto all’evoluzione e al modo in cui oggi condividiamo i nostri libri, le nostre idee e la nostra musica. È ora di fare nostri certi concetti, masticarli e mandarli giù. A tal proposito, saranno utili gli interventi riportati qui di seguito sul blog e registrati sabato pomeriggio.

Nella foto, in senso orario

httpv://www.youtube.com/watch?v=Bwnx9YKHR4k


DiDamiano Zito

Decreto Romani: Intervista a Enzo di Frenna dei Corsari della Rete

È di pochi giorni fa il discorso di Hillary Clinton che ha scatenato la reazione cinese dopo che il segretario di stato americano ha espressamente detto che internet è uno strumento che rende libera l’informazione e – nonostante i pericoli – è sbagliata ogni forma di censura come quella adottata in Cina e altri paesi.

Questa mattina ho intervistato Enzo di Frenna, giornalista professionista e videoblogger (enzodifrennablog.it) che dopo il regalo di natale che il parlamento ha prepaprato per internet, si è attivato creando il gruppo dei Corsari della Rete al fine di creare iniziative mediatiche per al difesa della libertà su internet. Come ho già anticipato in un post recente, il governo ha presentato in Parlamento un testo che deve adattarsi alla direttiva europea AVMS che tratta di diffusione di servizi televisivi sul web.

Enzo puoi spiegare per chi ancora non ha letto il testo cosa prevede il decreto Romani?

Il testo dovrebbe essere realizzato per le emittenti televisive che pubblicano sul web, invece il decreto Romani con la scusa dell’adeguamento alla direttiva europea sostitusce il termine “prodotto televisivo” con “prodotto audiovisivo” includendo di fatto i siti che fanno web casting come livestreaming, e Youtube.

Le conseguenze quindi quali sono?

Con una legge così i siti mensionati o un videoblog come quello di Claudio Messora (byoblu.com, ndr), quello di Beppe Grillo e tanti altri chiuderebbero il giorno successivo dell’entrata in vigore, perché per pubblicare i contenuti bisogna chiedere le autorizzazioni al Ministero dello Sviluppo Economico e all’Agcom.

Tu che hai letto tutto il decreto, che aggettivo useresti per definirlo?

Aberrante!

Addirittura!

Sì! È peggio di un mostro del film “il Signore degli anelli”! Il settimanale Time ci ha già paragonato alla Cina.

Veniamo all’iniziativa che avete creato con Messora. Ci dai qualche informazione? Cosa chiedete ad Obama?

L’evento si svolgerà nella terza settimana di febbraio. Solo 60 audaci, che con catene ai piedi balleranno al ritmo di tamburi africani davanti all’ambasciata americana.Un gesto simbolico, per chiedere poter usare internet per informare liberamente senza renderci schiavi.

Perché davanti all’ambasciata americana?

Per chiedere al presidente Obama, in seguito al discorso di Hillary Clinton, una presa di posizione ufficiale sulla libertà nella internet italiana.

Chiarissimo Enzo, allora ci vediamo davanti all’ambasciata nelle prossime settimane. A presto.

Ciao, a presto.

Segnalazioni:

Mr.President, help internet in Italy
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DiDamiano Zito

Il collegamento tra piazza reale e piazza virtuale

Liberta e partecipazioneDopo piccoli problemi con il mio blog sono tornato on-line.

Veniamo a noi, blogger , facebookiani, lettori. Nel precedente post  ho scritto una lettera aperta a Filippo Facci che in un suo articolo ha detto che «i blogger o sono ragazzini o sono ragazzini dentro». Commenti a parte sulle frasi di Facci, credo che adesso tocca a noi migliorarci per non darla vinta “a lui e a quelli come lui“; non basta stare a piggiare tasti sulla tastiera, tasti che a volte prenderei a pugni per scrivere.Bisogna prendere coscienza, responsabilità e criticarsi dove necessario, io sono disposto a farlo mettendoci anima e corpo in questa battaglia contro chi tenta di imabavagliare i blog, youtube e tutte le piattafome di sharing in internet. Molti siamo a conocenza delle enormi opportunità che ci offre la rete. Amicizie, informazione, condivisione, appuntamenti, proteste, mail, links. Tra quelli che hanno capito che la rete è uno strumento libero, c’è chi tenta di limitarla e per questo ci indigniamo. Iniziamo a mandare mail, commentiamo, telefoniamo,  ma questo non basta, specie in un Paese dove il numero di utenti su internet diminuisce.

Ci sono momenti, quindi, in cui bisogna materializzarsi, spegnere due ore il pc, mollare la tastiera e scendere in piazza con gli altri per confrontarsi, per criticarsi, per chiedere qualcosa di concreto al legislatore, alzare la voce quando e dove necessario, alzare la testa! La rete non deve sostituire la piazza e la piazza non deve sostituire la rete. Entrambe sono piazze, una virtuale l’altra reale e il collegameno tra le due deve essere qualcosa di concreto, solido. Quel collegamento siamo noi, che dalla piazza reale siamo passati a quella virtuale, lasciandoci dietro milioni di persone ignari di quello che si viene a conoscenza nei blog e nei siti di libera informazione. Se interrompiamo questo collegamento commettiamo un errore davvero imperdonabile, saremmo complici della non-informazione. Per questo motivo non scrivere commenti o post in un blog per un giorno, non vuol dire non fare niente. La piazza reale aiuta a conoscerci meglio, serve per un confronto diretto, serve a riorganizzare le idee per ripartire il giorno dopo con nuovi post, serve a fare informazione con il volantinaggio, e ci rende partecipi, perché libertà è participazione.

C’è chi pensa che non scrivere per un giorno non sia corretto perché va contro il principio dell’informazione, allora io propongo a coloro che la pensano così di partecipare alle giornate di sciopero o di incontro per contribuire con la loro opinione in piazza e il giorno dopo di scrivere il solito post magari aggiungendo qualche considerazione sull’esperienza del giorno prima.

Sono sempre convinto che lo sciopero del 14 luglio sia riuscito, perché so benissimo che molti si sono “scollegati” dal mondo reale e che quindi la risposta tra mondo reale e virtuale non è direttamente proporzionale. Quello del 14 luglio è stato un inizio, la piattaforma ning di diritto alla rete deve continuare ad esistere e a contenere le sole informazioni necessarie alla protesta e alla contrapposizione al bavaglio che ci vogliono mettere. Per questo motivo vi chiedo di mantenere saldo il collegamento tra le due piazze, di non dimenticarvi di coloro che quotidianamente si devono assorbire come una spugna le (non) notizie del tg1.

Foto: Chiara Lalli (flickr)