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DiDamiano Zito

Qual è la Legge sul Diritto D’autore In Italia?

Allo stato la disciplina della materia è affidata alla legge sul diritto d’autore [n.d.r. legge 633 del 1941] che prevede sanzioni di carattere anche penale per chiunque comunichi al pubblico o metta disposizione del pubblico – tra l’altro anche a mezzo internet e non importa attraverso quale tecnologia e/o piattaforma, P2P incluso – opere dell’ingegno sulle quali insistano altrui diritti d’autore [n.d.r. software, videogame, musica, film, libri ecc.].
È una disciplina severa ma poco efficace che, ora, l’Autorità per le garanzie nelle “minaccia” di rafforzare auto-attribuendosi ulteriori poteri che le consentiranno, tra l’altro, di ordinare l’immediata rimozione di un contenuto, se ritenuto in violazione di altrui diritti d’autore, all’esito di un procedimento sommario destinato ad essere definito in 48 ore.

Guido Scorza i risposta alle domande di Linkiesta in questo articolo: http://www.linkiesta.it/la-proprieta-intellettuale-line-e-regolata-da-una-legge-del-1941#ixzz1SY8rddL9

Photo: “Before BtJunkie” Credits: Arianne Dagdag

DiDamiano Zito

Le Campagne Elettorali si Fanno sul Web ma Il Divario Digitale Rimane Irrisolto

Fino a pochi anni fa il mondo della politica apparteneva solo ai delegati dal popolo che rimaneva ignaro delle funzioni svolte dai propri rappresentanti, salvo le classiche informazioni di giornali e tg televisivi. Oggi con la diffusione della Rete qualcosa è cambiato, i cittadini sono parte attiva della vita politica del Paese e grazie a portali come Open Polis tengono sotto controllo l’attività di ogni singolo parlamentare, ad oggi eletto – va ricordato – con una legge elettorale la quale tutti vogliono cancellare ma che fa comodo quando c’è da nominare qualche amico nelle liste elettorali.

Per capire che l’estensione del collegamento a internet sta mutando i processi storici e politici di interi Paesi basta pensare alla Tunisia, all’Egitto, la Siria e non ultima la Libia dove grazie alla rete i giovani organizzano proteste contro i dittatori e veicolano le informazioni via Twitter e Facebook.

È così che grazie a internet si stanno letteralmente accelerando i processi di democratizzazione di molti Paesi, mentre dove la democrazia è già instaurata la rete diventa strumento di organizzazione di proteste contro i governi o un potentissimo mezzo per comunicare e fare campagna elettorale. Conosce questi meccanismi il presidente Usa Barack Obama che tramite internet ha raccolto fondi per la sua campagna e i voti che lo hanno portato alla Casa Bianca. Ora Obama ha deciso di destinare 70 miliardi di euro per una rete “clandestina” di supporto ai giovani dissidenti che combattono i regimi.

In Italia, forse con un leggero ritardo, la rete sta iniziando ad assumere un ruolo sempre più decisivo: è sufficiente analizzare le ultime elezioni. Sui giornali dopo l’esito delle amministrative e del referendum in molti pensano che l’era del Berlusconi “Grande Comunicatore” stia tramontando a favore di una comunicazione trasversale quale quella su internet. Se pensiamo al solo referendum, nonostante lo scorporamento dalle amministrative e le poche informazioni in televisione, è la rete ad aver decretato il successo grazie ad una campagna massiccia e creativa sul web e per capire la rilevanza di ciò basta dare un occhiata il sito Linkiesta che ha pubblicato una minuziosa analisi dei flussi in internet prima e durante il voto per i quesiti referendari.

Tuttavia rimane il fatto che in Italia la qualità della rete non sia delle migliori ed esistono zone che non vengono raggiunte da collegamento a internet, il tutto nonostante le promesse del governo per cancellare il digital divide.

 

Questo articolo è stato pubblicato su l’Isola – quindicinale sicialiano

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