Archivio dei tag nucleare

DiDamiano Zito

I Tre Obiettivi del Giappone dopo il Nucleare

Dal terremoto in Giappone e dal disastro avvenuto nella centrale nucleare di Fukushima sono passati sei mesi, un referendum in Italia, l’annuncio dello spegnimento del nucleare (seppur graduale) di alcune centrali tedesche, ripensamenti, dibattiti e stress-test.

Dopo questi mesi, il primo ministro Noda ha illustrato la nuova strategia energetica del Giappone:

  1. «Ripartiremo con una pagina bianca e presenteremo entro l’estate prossima un nuovo piano energetico che arriva fino al 2030»
  2. «Dobbiamo creare una società basata su nuove energie»
  3. «Dobbiamo fare del Giappone un modello su scala globale»
Photo Credits | Toru Hanai

 

DiDamiano Zito

Ci Serve Un Piano B

Il referendum del 12 e 13 giugno è stato una specie di funerale del nucleare. Ora rimangono solo considerazioni e pareri ma non bisogna stare a guardare, bisogna invece capire quali sono gli obiettivi che ci vogliamo porre per il futuro. Ovvero se seriamente vogliamo fare una rivoluzione energetica ed attuare quello che Lester Brown chiama il Piano B e perciò – sempre per dirla con Brown – iniziare a pensare che è come se fossimo in guerra e di cambiare tutto il nostro assetto industriale e dei consumi.

Oppure possiamo decidere di continuare sulla strada che percorriamo da anni, senza un vero Piano Energetico Nazionale, dove il primo che si alza in piedi detta la linea del Paese senza indicare la via.

Tutti hanno sempre bisogno di Piano B anche se noi ancora non abbiano nemmeno quello A.

DiDamiano Zito

Referendum Nucleare, La Germania, La Francia e L’Italia

Dopo l’incidente di Fukushima in tutto il mondo si è innescata una discussione politica e scientifica attorno al nucleare che in realtà dura da tempi ben più lontani. La Germania di Angela Merkel ha deciso di abbandonare l’atomo con un programma che ne prevede l’uscita in maniera graduale, negli altri Paesi dell’Europa saranno effettuati degli “stress-test” sulle centrali esistenti. In Francia dove l’economia gira attorno al nucleare il ministro dell’industria Eric Besson ha fatto sapere che non ci sarà alcuna svolta epocale e che i francesi continueranno sulla loro strada.

In Italia invece i cittadini sono chiamati a decidere se il piano energetico del Paese dovrà prevedere o cancellare il nucleare. Il referendum (assieme a quello per l’acqua) è stato decisamente molto politicizzato dal Pd e molto dall’Idv salvo poi fare retromarcia, perché se prima per Di Pietro il referendum era uno strumento per mandare a casa Berlusconi oggi pensa che invece si tratta di una nobile espressione di democrazia diretta (l’unica prevista dalla nostra Costituzione) che nulla ha a che vedere con le sorti del Governo. Mi sembra una mossa di lealtà. Anche perché votare sì non per forza vuol dire essere contro il premier Berlusconi. Discorso a parte si potrebbe fare sul legittimo impedimento, ma di quel referendum nessuno ne parla.

Comunque sarebbe bello che in televisione venissero approfonditi decentemente i temi sugli aspetti energetici del Paese ma forse è chiedere troppo: ho seguito Annozero lo scorso giovedì, ma alla fine la trasmissione finisce con urla da una parte e dall’altra e quindi dubito che la gente possa farsi un pensiero in base a chi mostra più carattere o strilla di più o vedendo dall’Ipad di Chicco Testa le foto del suddetto a Fukushima. E poi, con tutto il rispetto per Celentano, mi pare tutto lo spazio dedicatogli per parlare contro il nucleare fosse un tantino esagerato. Io avrei dato la parola anche a qualcun altro, magari più competente.

Photo Credits | SandoCap

DiDamiano Zito

Sul sito del Fatto Quotidiano

Ho scritto un nuovo post traendo ispirazione da un dibattito sul nucleare cui ho partecipato ieri in facoltà e dal libro di Renato Riva, 2025 Blackout, cui già avevo accennato su questo sito dopo essere stato alla presentazione del romanzo qui a Roma.

 

Per leggere l’articolo sul Fatto clicca qui.

 

 

DiDamiano Zito

Segnalibri Nucleari del 19 marzo 2011

Breve selezione di articoli che trattano l’incidente di Fukushima.

  • Veronesi: propongo moratoria ma io non rinnego l’atomo – Repubblica.itUmberto Veronesi invita ad aprire una riflessione sulla sicurezza e la strategia nella gestione delle centrali nucleari. Quella del Giappone la definisce una lezione.
  • MIT NSE Nuclear Information Hub – Il Mit ha aperto un blog gestito da alcuni studenti del dipartimento di ingegneria nucleare per pubblicare diversi articoli tecnici ed efficaci per capire meglio i termini che i media utilizzano (spesso male) e per spiegare l’evolversi della situazione critica di Fukushima.
  • Test Per Cacolare La Dose Annuale Di Radiazione – Ottimo documento per calcolare quante dosi di radiazioni assorbi in un anno.
  • Fukushima: anatomia di un disastro | Le Scienze – Ricostruzione della sequenza degli eventi e della anomalie che hanno portato alla situazione critica che i giapponesi in queste ore stanno cercando di superare con ogni mezzo possibile.
  • “All’Italia mazzette sull’atomo” – l’EspressoDai cablo di Wikileaks emergono le discussioni sugli interessi americani a costruire centrali nucleari nel nostro Paese, ma i francesi riescono ad anticiparli grazie alla forte lobbying che riescono ad esercitare in Italia. L’ex ministro Scajola aveva però interesse che nel piano nucleare entrassero gli americani e quindi le aziende della sua regione: la Liguria.

Photo Credits | inorman88

DiDamiano Zito

I Tagli alla Ricerca…anche Nucleare

Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano nei giorni scorsi è andato a visitare il Laboratorio Europeo per la Ricerca Nucleare. Il Cern è il laboratorio più grande al mondo per quanto riguarda la fisica delle particelle e ha sede a Ginevra, periferia ovest. Proprio qui, al confine tra la Francia e la Svizzera è nato nel 1989 il World Wide Web, cioè quel www che tutti i giorni digitiamo sui nostri computer per navigare sui siti internet. L’esperimento del www una volta testato nella prima rete di computer del Cern è stato reso pubblico il 30 aprile del 1993 e questa rivelazione ha aiutato ad estendere in tutte le sue potenzialità la “rete delle reti”, quella che oggi conosciamo col nome di Internet.

Ai progetti del Cern lavorano e collaborano migliaia di scienziati di venti Stati membri fra cui un numero consistente di italiani (circa 1500 su 6000). E oggi i quattro maggiori esperimenti di accelerazione di particelle sono condotti proprio da quattro fisici italiani. Si chiamano Fabiola Gianotti, Pierluigi Campana, Paolo Giubellino e Guido Tonelli.

È curioso però come l’Italia investa poco denaro per la ricerca scientifica nonostante nel frattempo gli italiani riescano a raggiungere ottimi risultati specie in progetti di ricerca all’estero (dati Ocse).

Sono meno curiose le ultime manovre economiche del Governo che ha deciso di assimilare la ricerca scientifica fra le voci dei “tagli alla spesa pubblica” diminuendo così anche i fondi per il Cern.

Uno studio recente dell’Unione Europea, basato su ben 25 diversi parametri, dimostra in effetti che l’Italia è un Paese che crede poco nell’innovazione. La classifica del rapporto è stilata in gruppi: i primi due sono quelli con un tasso di innovazione elevato e vi appartengono paesi come quelli scandinavi, la Germania, la Francia o il Belgio. L’Italia sta all’ultimo posto del terzo gruppo su quattro, subito dopo ci sono i paesi dell’est con uno scarso tasso di innovazione.

Il Capo dello Stato parlando ai ricercatori ha detto: “Anche in questa fase di tagli della spesa pubblica, di rigore in seguito all’accumulo di un grande stock di debito pubblico, ritengo che questi tagli non possano essere fatti con il machete. Non si possono mettere sullo stesso piano tutte le spese”. Ha poi aggiunto: “Ci sono voci di spesa che non possono essere sacrificate in modo schematico e alla leggera perché sono in un certo senso dei finanziamenti dati ai nostri giovani, alla scienza e al nostro futuro”. Come non essere d’accordo?

articolo pubblicato su L’Isola – quindicinale siciliano

Photo Credits | solarnu


DiDamiano Zito

A Proposito di Nucleare

In seguito al terremoto del Giappone che ha provocato dei danni alle centrali nucleari, specie al primo reattore della centrale di Fukushima, in Italia si è aperto il dibattito tra favorevoli e contrari al nucleare. È previsto inoltre il referendum abrogativo per impedire la costruzione di nuovi impianti dell’atomo nel nostro Paese. Io ho espresso il mio parere sul sito del Fatto Quotidiano.

E tu che cosa pensi del nucleare in Italia? Sei favorevole o contrario alla costruzione nuove centrali in Italia?

DiDamiano Zito

E se Domani ci Fosse un Blackout?

Sono di ritorno dalla libreria Minimum Fax di Trastevere dove ho partecipato alla presentazione del libro “2025 Blackout” (Edizioni della Sera, 12 euro). L’autore Renato Riva, prima di essere uno scrittore è un ingegnere elettronico, top manager europeo della Cisco, e ha deciso di scrivere questo libro per «impegno civile». Si tratta di un romanzo che immagina un futuro non molto lontano (solo 14 anni) che lui descrive assurdo ma possibile.

Così, partendo da una semplice storia di un ragazzo emigrato in California che vuole sperimentare sulle nanotecnologie, abbiamo aperto un interessantissimo dibattito sulle politiche energetiche nel nostro Paese e sulle ricadute che le scelte che andremo a fare avranno sulle generazioni dei nostri figli, quelli che fra 100 anni, ma anche molto meno, non avranno più il petrolio. E, si stima, a neanche uranio necessario per generare energia nucleare. Così siamo arrivati a parlare della non-consapevolezza dei cittadini sui consumi di energia, consci magari di che cos’è lo share televisivo ma ignari del significato di un chilowattora, fino dai benifeci che derivano dalla produzione di energia autonoma, o dalla realizzazione di edifici “attivi”, reti intelligente e molto altri.

Ne riparlerò molto presto (specie per l’iniziativa di Riva sul  Forum Solare Italiano ) e nel frattempo ringrazio lo stesso autore, poi Graziano Rossi che ha moderato il dibattito, Veronica Ulivieri di Greennews e Fabio Barbera di AgoraVox.

PS: Graziano ha già recensito il libro e sei interessato puoi sempre acquistarlo. Io l’ho già fatto. 😉

DiDamiano Zito

Segnalibri del 13 gennaio 2011

Gli articoli selezionati sui temi più caldi della settimana:

DiDamiano Zito

Segnalibri dal 9 gennaio 2011 al 13 gennaio 2011

Articoli dal 9 gennaio 2011 al 13 gennaio 2011:

DiDamiano Zito

Grazie Bp

Una torta per "ringraziare" Bp

Siamo tutti tossicodipendeti da petrolio. L'”oro nero” che ci fa tenere accesi i nostri computer, che ci fa andare in giro con le nostre macchine, è una fonte esauribile. Lo acquistiamo dall’estero in dollari. Ci ostianiamo a succhiare petrolio, fino all’ultima goccia, per poi passare all’uranio, un’altra fonte che noi non abbiamo, esauribile come il petrolio, e che acquisteremo ancora una volta dall’estero. Alla faccia dell’indipendenza. Ci dicono che il nucleare di terza generazione è sicuro, ma non ci viene mai detto che l’unico cantiere aperto dove è in costruzione questa tecnlogia è in Finlandia e ancora non si conoscono i costi effettivi per la costruzione della centrale, per non parlare dei problemi ancora da risolvere scoperti sul sistema di sicurezza del reattore.

Per il momento ringraziamo i petrolieri, quelli delle trivellazioni sicure, quelli del “è tutto apposto”.

Fonte foto: qui
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