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DiDamiano Zito

Legge Bavaglio, impressioni a caldo

Impressione a caldo sulla manifestazione contro la legge bavaglio. Espressione azzeccata vista la temperatura.

In una giornata di luglio alle cinque del pomeriggio sotto al sole, non è certo confortevole stare ad ascoltare chi ha qualcosa da dire e da gridare contro una legge che limita la libertà di espressione.

Finché c’è indignazione e protesta direi che il fatto in sé costituisce una nota positiva. Fa un certo, però,effetto vedere “certi” politici che arrivano per qualche minuto nel retro-palco, si fanno intervistare da note emittenti, o testate giornalistiche per poi scappare via, a volte come codardi.

Avrei voluto chiedere qualcosa di più ad esempio a Walter Veltroni. Il Pd – mi ha detto – non vuole il bavaglio. Va bene. Avrei continuato con le domande. Gli avrei chiesto cosa è cambiato da quando il Governo Prodi impacchettò il primo bavaglio per le intercettazioni con la firma di Clemente Mastella. Gli avrei chiesto cosa è cambiato in lui dopo aver lasciato la direzione del Partito Democratico, ma sopratutto perché ha lasciato e non ha mai specificato chi – nel partito – gli ha messo i bastoni tra le ruote. Alcune voci dicono che si stia preparando per la candidatura a premier. Forse ri-presentarsi davanti ai microfoni dei giornalisti fa comodo per riprendere il contatto con la gente.

Ma io sono un misero blogger, con una misera telecamerina. Mi ha salutato con una pacca sulla spalla dopo averlo seguito per cinque minuti facendo domande. È la considerazione che viene data ai cittadini che si armano di strumenti per fare informazione “alternativa”.

Fortuna che – anche nel Pd – non tutti sono così.

Tra gli altri “supporter” del Pd: Piero Fassino, intercettato con Gianni Consorte nella stagione dei furbetti del quartierino: «Allora siamo padroni di una banca?».

La manifestazione è riuscita, non c’è dubbio. Mi rimane però un dubbio su “alcuni” partecipanti che in confronto a loro, Patrizia D’Addario da sola fa più opposizione.

DiDamiano Zito

Acqua Pubblica, le testimonianze durante la manifestazione

Oggi è la giornata mondiale dell’Acqua. In un articolo di Repubblica vengono riportati dei dati Onu e quello che emerge non è affatto un bel quadro. Noi europei ed occidentali ancora non ci siamo resi conto del problema della mancanza dell’acqua, forse perché la disponibilità per abitante, seppur in diminuzione, è sempre in eccesso.

In tutto questo decidiamo per la privatizzazione dell’acqua, con buona pace del ministro Andrea Ronchi il quale nega che la sua legge miri a privatizzare.

Sabato a Roma hanno sfilato migliaia di persone venute da tutta Italia per difendere l’acqua dalle privatizzazioni con lo slogan: “L’acqua è di tutti. Deve essere pubblica, difendiamo i beni comuni”.

A seguire una piccola rassegna (in costante aggiornamento) di video-testimonianze raccolte a piazza Navona, per i lettori di questo blog.