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DiDamiano Zito

Segnalibri del 30 gennaio 2011

Articoli del 30 gennaio 2011:

    Politica
  • Avanza il partito di Tremonti – L’espresso – Uno scenario che un mese fa sembrava impossibile oggi sembra realizzabile. Il ministro Tremonti del quale non si è sentita una parola da quando è scoppiato il Rubygate, viene paragonato da Marco Damilano al Divo Andreotti: oggi c’è chi lavora per Tremonti premier.
  • D’Alema: “Al voto per salvare l’Italia Un’alleanza costituente manderà a casa il governo” – Azzarda persino una repubblica presidenziale. Parla di governo di responsabilità nazionale rivolgendosi a tutte le forze di sinistra e centro che in questo momento non stanno con Berlusconi. Così D’Alema, 61 anni, presidente del Copasir pensa che per uscire dalla crisi e per saperla fronteggiare serva una unione allargata.
  • Nel Pdl spuntano le voci critiche. E la manifestazione contro i pm viene cancellata – Inversione a U nel Pdl. La manifestazione del 13 non si farà e Beppe Pisanu consiglia a Berlusconi di andare dai giudici. Gli equilibri dentro il partito stanno nuovamente mutando.
  • Saint Lucia, ecco le carte segretedel ministro Frattini – A volte ritornano. Il ministro Frattini si tiene le carte arrivata dall’ambasciata di Saint Lucia per tirarle fuori nel momento giusto, assieme al Giornale che annuncia il possibile contenuto. La procura ha archiviato il caso, ma rimangono dei fatti e se ci sono danni per il partito si discute in sede civile. Fini affittacamere?
  • Televisione
  • Rai, c’è chi prova a cambiarla – La Rai è una delle aziende più importanti d’Italia, da sempre in mano ai partiti che ora provano a cambiare le regole del gioco. Ce la farà Mamma Rai a svincolarsi dalle vecchie logiche della politica?
  • Internet
  • Se l’Egitto Spegne Internet – L’Egitto ha completamente oscurato i canali internet. In Italia la rete è stata più volte minacciata dunque una riflessione su eventuali controlli o censure delle informazioni sul web anche nel nostro Paese, è doverosa!
  • Senza Internet ci sarebbero ancora rivoluzioni? – Una domanda semplice sulla quale si è aperto un ampio dibattito. La risposta non è scontata e i punti di vista si differenziano. Tu invece che ne pensi?
DiDamiano Zito

Un alieno chiamato Vittorio Zucconi

Vittorio Zucconi ad Annozero

Ad animare il dibattito ad Annozero, ieri sera ci hanno pensato le locuzioni di Antonio Di Pietro e i “bisogna aspettare per fare chiarezza” di Italo Bocchino. Secondo il finiano del Pdl, la legge serve a limitare gli abusi, quali non si sa visto che ultimamente le intercettazioni sono servite solo a farci conoscere fatti che per come era stato presentato questo disegno di legge non avremmo mai appreso.

Quando a ricordare che gli abusi li avrebbe fatti Silvio Berlusconi cui è stato fatto ascoltare il famoso nastro di Fassino che dice a Consorte «abbiamo una banca!», Bocchino ha replicato ma con poca convinzione. Ed è lì che mi sono reso conto che in studio mancava Maurizio Belpietro che non avrebbe esitato ad interrompere la «direttora» de l’Unità mentre spiegava come quell’intercettazione fu ‘utile’ a Berlusconi.

In collegamento dagli Stati Uniti, Vittorio Zucconi (qui il suo blog), citando esempi come quello di Bill Clinton e Monica Lewinisky, ha ricordato che la giustizia è una cosa e il giornalismo è un altro. Le sue parole possono essere riassunte così: Se vengo a conoscenza di un fatto, questo fatto lo pubblico. Che poi questo è coperto da segreto giudiziario, non è problema che riguarda il giornalismo.

Il diritto all’informazione che prevale sugli altri. Sembra una cosa così strana e inapplicabile in questo paese che chi la dice sembra un alieno venuto chissà da quale lontana galassia, come Zucconi che quando parlava in video Pierluigi Battista del Corsera lo osservava con lo sguardo perso nel vuoto.

Povero Pigi vaglielo a spiegare che quello lì non era un marziano.