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DiDamiano Zito

Annunciata La Manovra Economica Ma I Cervelli Sono Sempre In Fuga

Dentro l’Unione Europea l’Italia rimane il fanalino di coda perché – dice l‘Istat – negli ultimi dieci anni ha realizzato il tasso di crescita peggiore tra tutti i Paesi. Il dato dice che il tasso medio di crescita dell’economia italiana è stato dello 0,2 per cento mentre nella Ue del 1,3 per cento e sempre secondo l’Istat l’Italia è più vulnerabile di quanto lo era qualche anno fa.

Gli esiti del rapporto annuale non hanno aiutato il Governo che ha incassato un duro colpo dopo le elezioni amministrative. E oltre i numeri dell’Istituto Nazionale di Statistica, che oggi suonano come la conferma del disastro economico già noto, l’altra patata bollente è arrivata da Standard & Poor’s. Poco prima dei ballottaggi infatti l’agenzia di rating americana ha di fatto bocciato le politiche economiche del Governo, al punto che il ministro Giulio Tremonti si è visto costretto ad annunciare una manovra per il prossimo luglio senza però dare grossi dettagli sul contenuto per evitare di influenzare il voto su città in ballottaggio come Milano e Napoli.

Il ministro dell’Economia tuttavia ha contestato i dati dell’Istat (secondo cui quasi il 25 per cento della popolazione è a rischio povertà) perché secondo Tremonti la ricchezza non è scesa nonostante le difficoltà.

Nel rapporto statistico compaiono ancora i giovani precari cui questa rubrica dedica molta attenzione. E la conferma è che oltre ai giovani disoccupati (ormai il 30 per cento della popolazione) altri due milioni sono inattivi che quindi non lavorano e non studiano. Sempre per quanto riguarda ancora i giovani e l’istruzione, si registra un dato preoccupante sugli abbandoni scolastici prematuri: in Italia la media è del 18 per cento ma più a Sud, in Sicilia, un giovane su quattro lascia in anticipo la scuola. Da un’inchiesta di Eurobarometro poi risulta che mentre in Europa il 76 per cento c’è fiducia sugli studi universitari, in Italia il 56 per cento è totalmente sfiduciato dagli studi per la laurea. Considerano cioè il percorso universitario come un investimento senza frutti per il futuro.

Buona parte di chi invece ci crede e ha studiato per conseguire la laurea è andata a finire all’estero per rimanerci e mai più tornare. Persiste inoltre il problema che in Italia dopo i cervelli senza ritorno, non ve ne siano dei nuovi provenienti da altri Paesi in grado di rimpiazzare quelli evasi. Si crea perciò un buco che al momento rimane incolmabile il quale contribuisce a fare del nostro un Paese mediamente poco istruito.

Questo articolo è stato pubblicato su L’Isola – quindicinale siciliano

Photo Credits | aranjuez1404

DiDamiano Zito

Il Sud Non Vuole il Movimento 5 Stelle

Durante la campagna elettorale per il voto delle amministrative del 15 e 16 maggio si è parlato molto dei volti nuovi e dei giovani in politica, anche grazie al Movimento 5 Stelle che ha raggiunto ottimi risultati in numerose città, specie se le percentuali vengono paragonate alle migliaia di euro che i partiti spendono per le campagne elettorali grazie ad una legge che consente generosi rimborsi.

Il Movimento che si ispira ai temi del blog di Beppe Grillo non è partito e non è un caso che i suoi candidati si facciano chiamare portavoce: sono cittadini comuni che hanno deciso di impegnarsi in politica ma con regole diverse da quelle della “casta” Grillo si è sempre scagliato. È per questo che dopo il primo turno delle elezioni, cioè dopo che il centrosinistra si è reso conto della potenzialità dei ragazzi a cinque stelle, che giornalisti e politici si sono accorti del Movimento. Ne sa certamente qualcosa il partito di Antonio Di Pietro.

Grillo ha più volte marcato, durante il tour elettorale, la giovane età dei candidati a cinque stelle come elemento che li contraddistingue dagli altri partiti nazionali, di destra e di sinistra, perché l’inesperienza in politica – secondo il comico – significa essere svincolato dai poteri forti e dalle lobby. Avrà ragione e non è, speriamo, il caso del Movimento ma non è sempre così. Infatti, a scanso di equivoci, è bene sottolineare che non sempre l’età giovane significa politica migliore, e di pessimi esempi ce ne sono a migliaia. Capitano quei casi in cui un giovane o una giovane finisca candidato a consigliere comunale, assessore regionale e perfino al Parlamento Europeo non per le doti e la passione per la politica ma per motivi poco noti che degenerano in reati. Il caso più eclatante è quello delle “giovani vergini” reclutate da Giampaolo Tarantini per il premier Berlusconi, per dirla con Veronica Lario. Il Sud che manda via i cervelli migliori si tiene giovani sotto ricatto perché senza lavoro e giovani con buoni propositi ma lasciati soli. Ad ogni elezione c’è chi darebbe i voti dell’intera famiglia pur di ottenere uno stipendio a fine mese. In alcuni casi questa situazione si trasforma in un’arma a doppio taglio. I vecchi politicanti e i mafiosi (eh già, anche loro) piazzano i nuovi volti nelle loro liste e così ci fanno due buone figure: con la gente e con l’ingenuo mal capitato che pensa di aver risolto i propri problemi. E non è un caso che il Movimento 5 Stelle al Sud non riesca ad emergere.

 

Articolo pubblicato su L’Isola – quindicinale siciliano

 

Photo Credits | Elena Lombardo

DiDamiano Zito

Come si Generano i Terremoti e gli Tsunami?

Siccome in giro si leggono molte teorie (anche complottiste) sulla natura dei terremoti, allora è utile un ripasso di scienze della terra. Purtroppo i tagli alla scuola e alla cultura creano ignoranza e abbassamento del livello culturale nella popolazione.

Ps: A proposito di precari, per questi video bisogna ringraziare i precari dell’Ingv (Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia).

Seconda Parte:

 

 

DiDamiano Zito

19 Luglio 2009: Stragi rimosse nella Repubblica dell'Immagine

fiori sulle tombe vs erori (500x375)

Un gruppo di ragazzi scende da un autobus bianco sul quale si legge “Lombardo”, in realtà sono ragazzi per la maggior parte calabresi,  solo uno tra loro credo fosse lombardo, “quasi svizzero” dicono alcuni scherzando.

Cercano via d’amelio, è il 19 luglio 2009, un giorno trise per la Sicilia e per l’Italia. Al primo semaforo i ragazzi si sentono urlare “in fondo a destra!circa 600 metri”, un palermitano che li vede con bandiere con scritto “le loro idee camminano sulle nostre gambe” capisce qual è la loro meta.

La stanchezza è totalmente cancellata dall’emozione che si avverte appena si mette piede in via d’amelio che appare diversa da come si vede nei film, forse a causa delle telecamere che la riprendono dall’alto.

Sono le 9 circa, e mi trovo con i ragazzi di Ammazzatecitutti. La gente è ancora poca, c’è un piccolo via vai, la giornata sta per iniziare. Inizio a riflettere, penso alle parole di Salvatore Borsellino, a quelle di Gioacchino Genchi mentre arrivo davanti al cancello e alzo lo sguardo verso monte pellegrino dove in punta “sorge” castello Utveggio, quel castello da dove sarebbe partito il segnale che ha fatto saltare in aria il giudice con la scorta.

Le persone che sono in via d’amelio sono l’incarnazione dei movimenti antimafia, della rete, del movimento 19luglio1992, sono persone che conosco, con molte di loro mi vedo per la prima volta dopo avere scambiato informazioni su internet, con altre ho condiviso altri momenti di battaglia. Tutta gente che ha rinunciato a un week end di mare, studio, lavoro per ricordare la strage.

Alle 16.58 le agende rosse sono per aria, rispetto alla mattina siamo di più, siamo trecento, forse di più, fa caldo il sole picchia, il ricordo va a Paolo alla scorta.

Palermo non ha dimenticato quanto è successo, l’Italia nemmeno, infatte le stragi che hanno segnato l’inizio della seconda repubblica sono state rimosse. Dov’erano i palermitani?Dov’era la gente che non vuole la mafia?La gente onesta è davvero solo quelle che ho visto in piazza?Non voglio credere che sia così, penso solo che sono molte le persone sfiduciate. La colpa va a chi scredita i magistrati onesti, a chi intralcia e depista le indagini ma anche a chi pensa di fare antimafia meglio degli altri, a chi non sa fare fronte comune, a chi rimuove la lotta alle mafie dalle agende politiche, a chi manca in momenti come quello di ieri, a chi non fa corretta informazione e a chi sta in silenzio. E a tanti altri.

Ormai l’unica cosa che conta è l’immagine, tutti ragazzi e ragazze da copertina. Siamo pronti per la Repubblica dell’immagine.