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DiDamiano Zito

I Tre Obiettivi del Giappone dopo il Nucleare

Dal terremoto in Giappone e dal disastro avvenuto nella centrale nucleare di Fukushima sono passati sei mesi, un referendum in Italia, l’annuncio dello spegnimento del nucleare (seppur graduale) di alcune centrali tedesche, ripensamenti, dibattiti e stress-test.

Dopo questi mesi, il primo ministro Noda ha illustrato la nuova strategia energetica del Giappone:

  1. «Ripartiremo con una pagina bianca e presenteremo entro l’estate prossima un nuovo piano energetico che arriva fino al 2030»
  2. «Dobbiamo creare una società basata su nuove energie»
  3. «Dobbiamo fare del Giappone un modello su scala globale»
Photo Credits | Toru Hanai

 

DiDamiano Zito

Segnalibri Nucleari del 19 marzo 2011

Breve selezione di articoli che trattano l’incidente di Fukushima.

  • Veronesi: propongo moratoria ma io non rinnego l’atomo – Repubblica.itUmberto Veronesi invita ad aprire una riflessione sulla sicurezza e la strategia nella gestione delle centrali nucleari. Quella del Giappone la definisce una lezione.
  • MIT NSE Nuclear Information Hub – Il Mit ha aperto un blog gestito da alcuni studenti del dipartimento di ingegneria nucleare per pubblicare diversi articoli tecnici ed efficaci per capire meglio i termini che i media utilizzano (spesso male) e per spiegare l’evolversi della situazione critica di Fukushima.
  • Test Per Cacolare La Dose Annuale Di Radiazione – Ottimo documento per calcolare quante dosi di radiazioni assorbi in un anno.
  • Fukushima: anatomia di un disastro | Le Scienze – Ricostruzione della sequenza degli eventi e della anomalie che hanno portato alla situazione critica che i giapponesi in queste ore stanno cercando di superare con ogni mezzo possibile.
  • “All’Italia mazzette sull’atomo” – l’EspressoDai cablo di Wikileaks emergono le discussioni sugli interessi americani a costruire centrali nucleari nel nostro Paese, ma i francesi riescono ad anticiparli grazie alla forte lobbying che riescono ad esercitare in Italia. L’ex ministro Scajola aveva però interesse che nel piano nucleare entrassero gli americani e quindi le aziende della sua regione: la Liguria.

Photo Credits | inorman88

DiDamiano Zito

Mappe e Video sul Terremoto in Giappone e la Centrale di Fukushima

In questo post raccolgo un po’ di materiale – anche tecnico – pubblicato sui siti dei maggiori quotidiani per capire che cosa è successo dopo il terremoto di Sendai, in Giappone, alla centrale nucleare di Fukushima. Quella sopra è una mappa per meglio capire dove sono situate le centrali nucleari e dove è stato l’epicentro del sisma.

Quelle che seguono sono altre due mappe.  La prima evidenzia (in rosso) le zone sismiche e la seconda è uguale ma aggiunge le installazioni di impianti nucleari in tutto il mondo. Le foto sono prese da qui, dove potete trovare anche altro materiale che vi spiega cosa succede dentro al reattore.

Ecco quindi la mappa sismica con le centrali nucleari:

Sul New York Times un’ottima ricostruzione tridimensionale della centrale nucleare di Fukushima, analizzata in diverse diapositive. Eccone un esempio:

Ma se volete sapere come funziona la centrale nucleare di Fukushima e volete perdere poco tempo per capirlo eccovi un video di poco più di un minuto.

httpv://www.youtube.com/watch?v=bW-R-LarTnw

Quella che segue è solo un’ipotesi di come potrebbe espandersi una nube radioattiva in base a come stanno soffiando i venti adesso. Quindi è un’ipotesi, speriamo, solo remota.

 

DiDamiano Zito

A Proposito di Nucleare

In seguito al terremoto del Giappone che ha provocato dei danni alle centrali nucleari, specie al primo reattore della centrale di Fukushima, in Italia si è aperto il dibattito tra favorevoli e contrari al nucleare. È previsto inoltre il referendum abrogativo per impedire la costruzione di nuovi impianti dell’atomo nel nostro Paese. Io ho espresso il mio parere sul sito del Fatto Quotidiano.

E tu che cosa pensi del nucleare in Italia? Sei favorevole o contrario alla costruzione nuove centrali in Italia?

DiDamiano Zito

Quel Terremoto in Giappone che Tanto ci Spaventa

Questa mattina stavo ascoltando un corrispondente di Rainews24 dal Giappone. Ha spiegato che nonostante la forte scossa ieri i grattacieli e persino un’antenna tv in costruzione sono rimasti in piedi dopo aver oscillato e che quindi se non fosse arrivato lo tsunami che ha portato via con sé ogni cosa, molto probabilmente la dimensione dei danni sarebbe molto, molto ridotta, così come il numero dei morti.

Della stessa tesi Mario Tozzi questa mattina sulla Stampa: «Un terremoto come questo di Sendai avrebbe causato decine di migliaia di morti in Italia e centinaia di migliaiain Iran. E certo un terremoto come quello aquilano (centinaia di volte meno distruttivo) in Giappone non avrebbefatto crollare nemmeno un cornicione». Già perché loro che «sono uomini come noi sono usciti ordinatamente dai grattacieli, che avevano appena smesso di oscillare come pioppial vento, e si sono recati nei punti di raccolta».

La differenza fra noi e loro è la cultura della prevenzione. Noi siamo consapevoli, e per questo impauriti, da una possibile scossa di terremoto che in Italia porterebbe giù non so quanto cemento e  siamo altrettanto consapevoli di non essere preparati ad eventi catastrofici di tali dimensioni. Scrive ancora Tozzi: «le esercitazioni antisismiche, che da noi indurrebbero agli scongiuri di rito, lì consentono di salvare vite, perché niente è meno scontato del panico quando la terra ti trema sotto i piedi».

Un altro conto è lo tsunami (la causa del numero maggiore dei morti) «che viaggia veloce come un jet di linea a 800 km/h e, in mare aperto, nessuno lo avverte». Per quello non c’è cemento che tenga.

 

Photo Credits | boston