Se non ora quando?

Se non ora, quando? Oggi, hanno detto le donne in piazza.

Sto rientrando da Piazza del Popolo dove era in corso la manifestazione dell’orgoglio femminile in contemporanea con altre centinaia di piazze italiane.

Ho trovato tanta, tantissima gente, più di quanto avevo immaginato, perché forse ho sottovalutato l’intensità della campagna a sostegno dell’evento. Eppure la gente ha reagito, segno che c’è ancora qualcuno in Italia che si indigna per i bunga-bunga del premier. E – sia chiaro – non è moralismo o spionaggio dal buco della serratura.

Interpreto la reazione della gente come una sorta di “basta non ne possiamo più”, perché effettivamente i problemi del Paese non sono i festini di Arcore. La risposta della piazza la classifico sempre positiva e anche se questa manifestazione non è stata indetta con lo scopo di chiedere le dimissioni di Berlusconi è innegabile che tanta gente oggi desiderasse mandarlo a casa per andare alle elezioni. Il punto però è che recarsi alle urne vorrà dire che ancora una volta la gente andrà a votare col naso turato. Insomma, pare che sia sempre il momento giusto affinché il Governo cada, poi però ci si rende conto che forse non è il caso. Ma se non ora, quando?