Perché il Petrolio scende?

DiDamiano Zito

Perché il Petrolio scende?

Riduzione dei consumi ed economia ferma. I lockdown adottati da vari Paesi nel mondo per contrastare la pandemia del coronavirus, hanno collassato la domanda di petrolio. Le quotazioni dell’oro nero sono crollate letteralmente, da 60$ al barile fino a 20$ al barile. Ma a contribuire c’è stata la guerra tra Arabia Saudita e Russia.

Il crollo della domanda del greggio è stato quantificato a quasi 12 milioni di barili al giorno (mbg) dall’amministrazione di informazione energetica americana (EIA) per il solo mese di Marzo 2020. Per il mese di Aprile 2020, la stessa EIA stima una riduzione di circa 17 mbg. I numeri, per avere un corretto ordine di grandezza, vanno confrontati con la produzione e il consumo giornaliero di petrolio. Questi, negli ultimi anni si sono attestati su circa 100 mbg. Per il 2020 le previsioni della EIA dicono che ci sarà una riduzione del 5.2%. Per arrivare quindi a una domanda di 95.5 mbg.

Perché il petrolio è calato?

Nonostante il crollo dovuto alla pandemia del coronavirus, Arabia Saudita e Russia hanno continuato a produrre petrolio. La cosidetta guerra dei prezzi tra arabi e russi ha così creato un eccesso di offerta che ha fatto crollare il prezzo fino a 20$ al barile nel mese di Marzo 2020. La caduta ha causato un calo di oltre il 50%.

Prezzo del petrolio 2020

Prezzo del petrolio WTI dal 2015 ad aprile 2020. Fonte: eia. Elaborazione: damianozito.org.

Il prezzo del petrolio così basso è ritenuto insostenibile perché troppo vicino ai costi di produzione. Pertanto per alcuni produttori non sarà più conveniente estrarre greggio. Inoltre per quei Paesi che hanno fortemente dipendenza economica dagli idrocarburi, ciò significa un’ulteriore instabilità da sostenere oltre quella sanitaria dovuta al coronavirus. Ai problemi umanitari possono seguire instabilità di natura politica con conseguenze dirette e indirette dal Medio Oriente fino in Europa.

Cosa prevede l’accordo per il taglio della produzione del petrolio

Per stabilizzare il prezzo, paesi produttori si sono riuniti in un incontro straordinario dal quale è stato raggiunto un patto sul taglio alla produzione di petrolio. L’accordo OPEC+, cui fa parte anche la Russia, si è concluso il 12 Aprile. Decisivo l’intervento di Donald Trump che tramite Twitter ha fatto andare su (e giù) le quotazioni del greggio nelle ultime settimane. Basandosi sulla produzione di Ottobre 2018, i Paesi produttori raggiungeranno l’obiettivo che prevedere un taglio della produzione pari a 9.7 mbg. Secondo alcuni analisti il taglio però è insufficiente e arriva in ritardo. Infatti sempre secondo questi ultimi il taglio deve tenere in considerazione una perdita nei consumi di circa 20 mbg.

L’accordo, secondo il comunicato ufficiale prevede:

  • taglio di 9.7 mbg a partire dal 1 Maggio 2020 fino al 30 Giugno 2020.
  • taglio di 7.7 mbg  per 6 mesi dal 1 Luglio 2020 al 31 Dicembre 2020.
  • taglio di 5.5 mbg per un periodo di assestamento di 16 mesi dal 1 Gennaio 2021 fino alla fine di Aprile 2022.

Il piano rimane valido fino al 30 Aprile 2022 con una revisione prevista a Dicembre 2021.

Tuttavia a poche ore dal comunicato ufficiale, e forse dopo che le quotazioni non hanno avuto l’effetto sperato, è lo stesso Trump che torna a twittare sul petrolio:

D’altronde dopo l’accordo il prezzo è risalito per poi tornare in sotto ai 23$. Che le quotazioni dell’oro nero possano scendere sotto i 20$ al barile quindi non è ancora scongiurato nonostante l’impegno degli USA. C’è chi ha già ipotizzato prezzi fino a 17$-15$ al barile.

Quanto petrolio si consuma in Europa?

Il petrolio, nonostante il futuro per molti converga verso fonti di energia rinnovabile, continua ad essere la più importante fonte di energia in Europa. Rappresenta infatti il 38% dell’energia consumata in area EU-28 (dati 2017).

Energy consuption by fuel in Europe

Per certi versi un prezzo basso potrebbe essere interessante per le aziende e i consumatori, perché ciò significherebbe costi inferiori una volta avvenuta la ripresa dei consumi. Tuttavia, prezzi bassi e vicini al costo di produzione potrebbero far chiudere definitivamente, per insostenibilità del business, diversi produttori. In uno scenario nel quale si ha un unico vincitore tra Arabia Saudita e la nostra vicina Russia, questo potrebbe decidere per un prezzo molto più alto, in quanto (quasi) unico offerente. Lo scenario non è così irrealistico. Se i consumi però non avranno la ripresa a “V” o “U” come da alcuni ipotizzato. La capacità di prevedere il futuro però non è in mano a nessun essere umano, pertanto questa strategia non è detto si riveli vincente per gli arabi.


Fonti:

EIA- Short term energy outlook

Eurostat – Energy statistics – an overview

European Environment Agency – Primary energy consumption by fuel in Europe

European Environment Agency – What kind of energy do we consume in the EU?

Inveting.com – Tonfo del greggio 2020: l’involontario aiuto dei sauditi in una pandemia

Sole24Ore – Petrolio, accordo Opec+ per il taglio alla produzione 

 

 

DiDamiano Zito

Chi sono i Produttori Chiave delle Auto a Guida Autonoma

Il mercato delle auto guida autonoma è un terreno su cui i produttori di semiconduttori stanno sgomitando per guadagnare spazio. L’intelligenza artificiale richiesta per i i sistemi dal livello 2 fino al 5 renderà sempre più complicata la competizione per gli algoritmi che rendono completamente autonomo e sicuro un veicolo. Tra chi sta cercando di distinguersi nel settore ci sono sicuramente Nvidia, NXP, Intel e Qualcomm. Non manca anche Tesla.

NXP, il primo produttore di chip per automotive

NXP, nel 2015 ha acquisito Freescale, ed inoltre si è guadagnata la medaglia come primo fornitore di semiconduttori nel settore automotive. Nei sistemi classificati come Livello 1, NXP gode di una certa esperienza e conoscenza. Sono diversi i produttori di automobili che usano i chip dell’azienda olandese per i sistemi di assistenza alla guida. 8 su 15 secondo la stessa casa. I sistemi classificati di livello 1 e 2 sono quelli in grado di assistere l’autista del veicolo avvisandolo di possibili collisioni, azionando i freni per evitare potenziali incidenti, assicurare che il veicolo mantenga la minima distanza di sicurezza da altri. Sia nei sistemi di livello 1, ma anche di livello 2, è sempre richiesto che l’autista stia con le mani al volante.

I livelli di automazione dei veicoli sono definiti dal SAE:

Livelli di automazione SAE

Le specifiche

L’intelligenza artificiale richiede, per un sistema di Livello 2, a un Trilione di Operazioni Per Secondo (TOPS) o 20 Milioni di Istruzioni Per Secondo, (MIPS). Per un livello 3 servono 50 TOPS and 100 MIPS, mentre per un sistema a guida autonoma livello 5 richiede 200 TOPS e almeno 200 MIPS. Ad oggi, la tecnologia in casa NXP è in grado di soddisfare la computazione richiesta da un sistema di livello 2.

L’auto a guida autonoma di Nvidia

Nvidia ha già sviluppato un sistema di elaborazione per veicoli a guida completamente autonoma. La piattaforma AGX Nvidia Drive Pegasus, raggiunge 320 TOPS per eseguire i calcoli richiesti della rete neurale. La piattaforma è supportata da due sistemi AGX Xavier da 30 TOPS grazie ai quali “elabora i dati di fotocamere, lidar, radar e sensori a ultrasuoni per interpretare a 360 gradi l’ambiente in tempo reale, localizzarsi su una mappa e pianificare un percorso sicuro“, abilitando il sistema di guida autonoma al livello 5.

Nvidia Drive Pegasus per la Guida Autonoma

Il sistema Pegasus di Nvidia che abilita l’auto alla guida autonoma.

L’azienda americana, è ben nota per la produzione di processori grafici per il gaming. Settore da cui derivano oltre il 50% delle entrate. Da un po’ di tempo Nvidia ha guadagnato molta fama nella sofisticata “arte” del mining, dove il calcolo parallelo viene sfruttato per produrre Bitcoin. L’automotive rappresenta, al momento, poco più del 5% delle entrate.

L’affare incompiuto tra Qualcomm e NXP

L’americana Qualcomm, famosa per i chip prodotti nel mondo smartphone, aveva offerto 44 miliardi di dollari per acquisire NXP. Tuttavia a causa del no ricevuto da Pechino, l’affare è saltato. La questione è dovuta allo scontro USA-Cina e ai dazi che Trump ha imposto per l’ingresso di beni cinesi. Lo stesso Trump aveva già fermato l’acquisizione di Qualcomm da parte dei cinesi di Broadcom.

La guida autonoma in Europa

La guerra commerciale tra USA e Cina ha messo la parola fine all’affare Qualcomm e NXP. Intel, che non sta a guardare, ha acquisito l’israeliana Mobileyes. Insieme a Volkswagen supporta il programma di taxi autonomi in Israle. La tedesca ZF, al CES di Las Vegas ha presentato la propria piattaforma basata sul chip Xavier di Nvidia.

La stessa NXP, per fronteggiare Nvidia e Intel, dopo l’accordo sfumato con Qualcomm, ha annunciato sempre al CES 2019 di Las Vegas, la partnership con Kalray. Startup francese, produttore di processori per il calcolo parallelo (MPPA). L’obiettivo è recuperare terreno cercando di soddisfare la richiesta di sicurezza per i livelli 2 e 3 nel medio termine e far crescere la fiducia delle persone.

E gli altri big?

Google, tramite Waymo, sta lavorando ai veicoli a guida autonoma usando chipset Intel. Non mancano gli investimenti di Apple e Uber, i quali è noto che stiano lavorando alla propria auto a guida autonoma.

Tesla ad oggi monta i chip di Nvidia sui propri veicoli elettrici ma punta al do-it-yourself. Elon Musk ha recentemente annunciato il proprio chip home-made. Con un tenero slogan: il migliore nel mondo.

 

DiDamiano Zito

Zipline, la startup che salva vite umane coi droni

Zipline è una startup californiana con un centro operativo in Ruanda in grado di salvare vite umane usando i droni come mezzi per consegnare sangue negli ospedali. La flotta di Zip, il nome dei droni, gestisce le emergenze inviando il sangue ai 21 ospedali che ne fanno richiesta. I tempi sono brevissimi. Da quando il medico invia un messaggio al centro di stoccaggio di Zipline tramite Whatsapp, passano dai 30 ai 60 minuti al massimo. Il sangue mantenuto nei refrigeratori viene prelevato dagli operatori che preparano il pacco da spedire da una piattaforma di lancio col drone. Quando questo raggiunge l’ospedale il pacco viene rilasciato con un sistema a paracadute. Il drone fa ritorno alla base dove viene ricaricato per altre consegne.

La società fondata dall’auttuale CEO Keller Rinaudo e altri due soci, risolve il problema dei larghi tempi di consegna di medicine e sangue che normalmente in Ruanda possono avvenire in ore o giorni a causa della scarsa rete di trasporti dello stato africano. Specie durante la stagione delle piogge quando le condizioni di trasporto si aggravano. Zipline per operare stringe gli accordi con i governi e gli enti di aviazione per fornire il suo servizio di spedizione per gli ospedali. In Ruanda copre un’area con raggio di circa 75km che comprende 21 ospedali. Rinaudo quest’anno porterà il servizio di Zipline anche in Tanzania creando 4 centri di distribuzione. L’obiettivo è effettuare circa 2000 consegne al giorno a più di 1000 istituti di cura che faranno richieste di sangue o altri dispositivi medici contro la malaria, HIV, ecc.

Perché in Ruanda?

Le difficoltà del Ruanda e di altri paesi africani di cui oggi ancora sentiamo parlare, hanno origine al 1884, quando l’Africa è stata divisa come fosse una torta da britannici, tedeschi e francesi. Chi ha tracciato quelle linee che oggi sono i confini dei paesi africani non ha tenuto conto della geografia del luogo, dei fiumi che attraversavano le regioni interne, dei popoli che vi vivevano. Il risultato è stato quello di una scarsa giustizia generale. In Ruanda, il risultato di tali divisioni e delle politiche di divisione razziale è sfociato nel Genocidio del 1994. In quell’anno Abdoul Salam Nizeyimana, ancora bambino, ha perso i suoi genitori. Dopo aver passato un periodo senza casa a causa della  è stato ritrovato e cresciuto dalla nonna. Lo zio invece gli ha pagato gli studi che oggi lo hanno riscattato. Oggi è un ingegnere elettrico tra i primi impiegati da Zipline in Ruanda. Ha 27 anni e gestisce il team che si occupa del lancio dei droni nel centro operativo in Ruanda. La sua storia è protagonista di un episodio della serie Next Jobs di Bloomberg che riporto qui sotto. Dura circa 6minuti.

 

Le opportunità in Zipline

Zipline ha l’obiettivo a lungo termine di diventare un servizio di “instant delivery” in quelle parti del mondo difficili da raggiungere. All’interno di Zipline lavorano ex veterani del mondo Google, NASA, SpaceX, Boeing. Sul sito ad oggi si trovano quasi 40 posizioni aperte. E se ti stai chiedendo cosa può fare un ingegnere in Zipline sappi che al momento cercano persone che hanno entusiasmo per lo sviluppo software/firmware di sistemi GPS, unità inerziali, ecc. Se poi hai la passione per i droni e hai anche esperienza nella simulazione di sistemi a 6 gradi di libertà Zipline sta cercando un “Flight Controls Software Engineer” per sviluppare o migliorare il loro autopilota.

Per approfondire

Ecco alcune fonti:

DiDamiano Zito

Nvidia e Windows 10: Il Problema Non Risolto sul Mio Asus con Grafica Ibrida

Windows 10 screenshot

Dopo un quasi indolore aggiornamento a Windows 10 che ho eseguito questa estate a luglio, ho riportato il mio notebook al suo stato primordiale con Windows 7. Si tratta di un Asus U30JC con grafica ibrida Intel/Nvidia.

Che cosa è successo?

Già il primo giorno di aggiornamento al nuovo sistema operativo Windows mi aveva fatto penare quando al primo avvio mi si piantava il computer senza apparenti motivi. Un freeze del sistema operativo che si risolveva con l’arresto forzato. Per indagare ho rimosso l’hard-disk meccanico nel caddy al posto del lettore dvd. Ho avviato e tutto sembrava andare regolarmente. Ho ricollegato l’hard-disk e ho acceso nuovamente il computer e tutto andava a meraviglia fino a quando dopo un po’ una nuova schermata blu mi si è presentata all’improvviso. Tra le ultime operazioni effettuate dal sistema operativo c’era un update di Nvidia relativo alla scheda video. Ho letto un po’ di topic nei vari forum ma senza approfondire. Ho effettuato l’accesso in modalità provvisoria ed ho così ripristinato un vecchio driver. Tutto sembrava andare bene.

Nvidia vs Windows10

Fino a che ovviamente Windows Update in maniera autoritaria non ha nuovamente aggiornato il driver. Ho provato a seguire un po’ di discussioni online e ho notato che la sfida driver Nvidia vs Windows10 è piuttosto frequente. Seguendo il forum inglese di Nvidia ho seguito i consigli di un utente che aveva risolto installando il driver ma rimuovendo GeForce Experience, PhysX, ecc. Senza entrare nel dettaglio, ho proseguito secondo queste linee guida e mi sono trovato benissimo fino a quando dopo l’estate, non si sa come e perché il driver si è nuovamente aggiornato. Purtroppo non c’è stato verso di disabilitare l’aggiornamento di un componente (la scheda video) senza che Windows Update non facesse di testa propria.

Driver Power State Failure

Non avendo il tempo di ripristinare W7 o W10 ho continuato ad ogni accensione a rimuovere il driver di Nvidia con DDU e continuavo ad utilizzare la grafica integrata di Intel. Ma una sera, all’ennesima disinstallazione mi sono deciso.

Ho provato a ripristinare Windows 10, quindi effettuare un’installazione pulita, formattando C: ma niente da fare. Ho lavorato bene per 1 ora. Poi di nuovo schermata blu “Driver Power State Failure”.

A questo punto, stanco e frustrato, ho reinstallato Windows 7. Per ora ho risolto così. Il mio notebook rimarrà a Seven.

Conclusioni

Il senso di impotenza davanti a questo genere di problema apparentemente irrisolvibile mi ha quasi logorato in queste settimane. Non sono in grado di dire ancora quanto Windows 10 sia solido o acerbo. E neanche se il problema sia da imputare tutto a Nvidia o a Microsoft. Per ora uso W10 con successo su un altro computer e devo dire che fino ad oggi non ho riscontrato problemi di sorta, nonostante ci sia sempre una scheda Nvidia.

PS: Se qualcuno ha risolto in qualche modo me lo segnali nei commenti.

DiDamiano Zito

Di Passaggio

Sto cercando di levare un po’ di polvere e ruggine dal mio blog. Un anno di assenza è davvero tanto. Anche se a dire la verità, di tanto in tanto ho aperto la porta di questo sito per effettuare le classiche pulizie: aggiornamento plugin, spam, rimozione adsense prima di capire come funziona la nuova cookie-law.

Stasera passavo di qui. Un po’ di nostalgia. Ora mi ritrovo a scrivere queste righe per dire a chi per sbaglio o per curiosità passa a far visita a questo minuscolissimo spazio, che ci sono. Lo dico anche a me stesso. Mi ricordo che custodisco questo blog con affetto anche se l’ho trascurato. Anche se ha subìto trasformazioni grafiche e di contenuti. E ne subirà ancora. Prima o poi realizzerò il progetto che ho in mente per questo sito personale.

DiDamiano Zito

Un Week-End ad Ischia?

vela-mare

Sono passati più di tre mesi dal mio ultimo post su questo blog. Lo avevo intitolato Ferie Estive, ma il periodo di vacanza era relativo solo alla pubblicazione dei post. Io invece mi sono dedicato al trasloco di casa, quindi ai lavoretti per sistemare la nuova abitazione (grazie anche ai miei amici) e agli acquisti low-cost (vedi Ikea).

Quest’ultimo mese invece ho girato per lavoro. Sono stato a Berlino, Trieste e Taranto. Per fare un giro nella capitale tedesca mi sono orientato con alcuni portali dedicati, tipo questo e soprattutto quello dedicato ai turisti. Con quest’ultimo la card per 5 giorni costa più di un normale abbonamento ai trasporti, ma viene fornita una guida (multilingua) in formato pocket che inoltre garantisce riduzioni per l’ingresso a musei ed attrazioni.

Per mangiare berlinese, giusto un consiglio, potete fare un salto qui. Il locale è una specie di pub/ristorante accogliente dove si bene una buona birra.

Trieste e Taranto sono entrambe sul mare. Offrono due visioni davvero contrastanti. L’una quella di una città europea, aperta, più “fredda”. L’altra di una città calda, a volte “decadente” (Taranto vecchia), in attesa di un risvolto che sembra non arrivare. Sia in una che nell’altra città però ho mangiato davvero bene.

Ho avuto poco tempo per girarle, ma entrambe mi hanno fatto rivenire voglia di fare un tuffo in acqua. Hanno accresciuto il mio desiderio di stare in un posto come Ischia. Il rimorso di non esserci stato nel mese di giugno è tanto, anche se era previsto andarci per lavoro e non per svago. Ci andrei questo finesettimana se non avessi già altri impegni.

Giusto per l’ultimo tuffo dell’anno e per un selfie su una barca. In siti web come questo è possibile prenotare una sistemazione vicino la spiaggia, dove si può apprezzare qualche piatto della cucina tipica campana a base di pesce. Ecco, se qualcuno ha un posto da consigliarmi (c’è l’imbarazzo della scelta), prendo nota.

 

DiDamiano Zito

Ferie Estive

Questo blog si prende qualche giorno di ferie in vista di un importante risvolto che mi colpisce in prima persona. Preparo un trasloco fisico, con scatole e scatoloni, non solo database che si spostano da un hosting all’altro.

Ci rivediamo fra almeno due settimane. 😉

 

 

DiDamiano Zito

Post Pubblicato per Sbaglio

La storia di rilasci casuali di app, miglioramenti,foto di nuovi modelli di smartphone e tablet ha veramente stancato, come quello di oggi riguardante Slingshot di Facebook lo considero veramente un tentativo di marketing ormai oltrepassato. Lo fanno tutti: Google, Apple,  ecc. Ecco, finitela.

 

 

DiDamiano Zito

Scuole di Dottorato, Aziende, Lavoro

La scorsa settimana sono stato alla quindicesima edizione della European PhD School a Gaeta dove ho potuto seguire vari corsi nell’ambito dello svolgimento del mio dottorato di ricerca.

Come al solito a questi eventi vengono invitate le aziende interessate a reclutare dottorandi o ad avviare collaborazioni col mondo universitario.

Purtroppo le realtà italiane sono sempre una presenza discreta.

 

DiDamiano Zito

Come Migliorare la Tua Presenza Online con Finder

Finder, lo strumento di Buzzoole (startup napoletana e piattaforma di Influence Engine Optimization) consente di effettuare delle ricerche di potenziali influencer in base alla parola chiave inserita. Finder è in pratica un motore di ricerca di profili social, ovvero personalità e brand con presenza costante sul web ed apprezzati in determinati settori.

 

Che cosa fa Finder

Buzzoole mira a fornire un valido strumento di analisi per chi vuole migliorare la propria presenza sul web e per chi ha bisogno di cercare utenti esperti in un determinato campo per avviare campagne di marketing, promozione, sensibilizzazione, o ancora di lobbying  verso personaggi politici se volete.

 

Come Funziona

L’interfaccia di utilizzo è molto semplice e minimale e si presente come nell’immagine qui sotto dove ho effettuato una ricerca per il termine politica .

finder-buzzoole-cerca

La ricerca  può essere affinata con la lingua e dei profili twitter attinenti. Io ho effettuato una ricerca per sola lingua italiana suggerendo il profilo @piovonorane di Alessandro Gilioli.

Finder risponde in genere con un primo esempio di 4-5 risultati ottenibili per decidere se migliorare i campi di ricerca o proseguire con un report pdf.

finder-buzzoole-cerca-politica-result

 

I Report

Una volta che chiede a Finder di generare un Report si può attendere e visualizzare lo stato nell’apposita sezione. Un’apposita email informerà quando l’elaborazione sarà completata.

Finder-reports

 

Considerazioni e Prezzi

Se operi sul web ed hai bisogno di promuovere te stesso o il tuo brand e vuoi metterti in contatto con utenti esperti nel tuo campo sappi che Finder può essere uno strumento di molto aiuto.

Qui sotto invece ecco il piano prezzi.

finder-prezzi

 

Provalo

Ma se sei arrivato fin qui sappi che Finder offre dei codici trial con chi vuole testare il motore. Mettiti perciò in contatto con lo staff di Buzzoole! 😉

 

DiDamiano Zito

UbuntuOne Chiude. Trasloco su Google Drive e Dropbox

oneUbuntu One a breve cesserà di esistere. Canonical ha già ufficializzato la notizia della chiusura del proprio servizio di storage online il all’inizio di questo mese. Tanto che nel nuovo rilascio di Ubuntu 14.04 “Trusty Tahr” non è stato incluso.

 

La data di shutdown è fissata per il 1 Giugno 2014. I file rimarranno comunque disponibili fino al 1 luglio, data oltre la quale saranno definitivamente cancellati.

La notizia positiva è che il codice sarà rilasciato per essere scaricato liberamente.

Tuttavia credo che questo non a tutti interesserà. Sarà importante invece pensare verso quale servizio migrare.

Io penso che organizzerò un trasloco verso Google Drive e Dropbox, visto che uso già da tempo entrambi.

DiDamiano Zito

Pagine Sotto Copertura 3 ovvero Addebiti Indesiderati

Le “Pagine sotto copertura 3” costituiscono una voce del conto telefonico di molti clienti del gestore di Trezzano sul Naviglio. Tali pagine, a prescindere dal proprio abbonamento internet, sono a pagamento perché si accede a contenuti premium della stessa Tre, si clicca su banner che rimandano a tali contenuti, o si naviga su siti come Repubblica, Ansa, Corriere che su accordo tra editori e gestore telefonico scalano 9 centesimi di euro per ogni visualizzazione.

Basta fare un giro per i vari forum, sulla pagina facebook di 3 Assistenza Italia o su quella Twitter, per notare lo sdegno o lo stupore di molti clienti che si ritrovano la fattura del conto 3 aumentata o il credito della ricaricabile diminuito a causa di questi contenuti.

Cosa dice l’Assistenza Tre

Le risposte che vengono fornite sono sempre molto generiche.

Eccone un esempio:

3-assistenza-appstore

Poi c’è chi si ritrova addebiti per contenuti Emcube. Spesso risultano ad orari per cui gli utenti dicono di non aver navigato, ma qui potrebbe essere dovuto anche ad una registrazione del traffico posticipata (tuttavia ciò non risulta chiaro). La risposta tipica in ogni caso è la seguente:

3-assistenza-emcube

App&Store è un’applicazione che i telefoni brandizzati hanno installata di default. Per ulteriori dettagli ecco la pagina di presentazione sul sito tre.

Sul sito in questione si legge che i contenuti sono a pagamento. Purtroppo non ho ancora potuto verificare se accedendo da smartphone viene visualizzato un messaggio prima di effettuare l’accesso ai contenuti “premium”.

Non mi indurre in tentazione

La stessa Tre invia ai clienti dei messaggi che invitano ad entrare su siti con contenuti a pagamento. Per esempio a me arrivano sms di 3COMUNICA (che non ricordo di aver mai richiesto) come quello seguente:

adesso3-sdc.tre.it

Qualora cliccassi sul link questo mi porta su uno dei siti che da navigazione mobile addebiterebbero dei costi sul mio conto 3.

Se poi viene inserita una sim 3 su un telefono brandizzato Tim (per esempio), può capitare che la homepage di default sia la pagina wap della tim. Poiché il traffico wap non è contemplato nell’offerta internet di Tre sarà inevitabile qualche sorpresa.

Per quanto riguarda i siti di news come Repubblica, questi dovrebbero consentire di vedere la homepage senza pagare. Se poi si tenta di leggere un articolo dovrebbe apparire un messaggio come questo:

repubblica-mobile-pagamento

Effettuando un tap su Continua, si inizia a pagare. Io ho effettuato una prova. Ho letto due articoli e non so perché anziché 18 centesimi, mi sono visto addebitare 45 centesimi di euro.

Tramite Google Now ho poi effettuato una ricerca che mi ha portato sul sito mobile di Ansa. Nessun messaggio mi è apparso. Sono uscito subito e ricontrollando il conto telefonico il giorno successivo mi sono ritrovato 18 centesimi addebitati. Per questo caso farò ulteriori verifiche, non mi pare corretto che l’agenzia di news non avverta se eventualmente sto per visitare contenuti a pagamento.

Di solito per evitare inconvenienti utilizzo la navigazione desktop col browser stock di Android o con Chrome  Così facendo evito di entrare nelle versioni mobile dei siti editoriali che spillano denaro.

Liberaci dal male – (Soluzione)

  1. La soluzione più semplice ovviamente è non navigare! 🙂
  2. La seconda è Impostare Richiedi versione desktop dalle impostazioni del browser internet. Per i meno esperti ulteriori dettagli QUI.
  3. Se siete più o meno smanettoni ed avete i permessi di Root del vostro smartphone potete sempre optare per cambiare i DNS della vostra connessione o installare Adaway. QUI altri dettagli.

Amen – (Conclusioni)

Per quanto riguarda la terza soluzione non ho potuto testare SetDNS perché mi risulta incompatibile sia con Galaxy Nexus (Rom CyanocenMOD), sia con Galaxy Note N7000 (sempre con Rom CyanogenMOD). Ma sembra funzionare.

AdAway integrato con la blacklist di siti come sdc.tre.it svolge il proprio dovere:

sdc.tre.it-non-disponibile-adaway

Ma anche la stessa Assistenza Tre sembra essere concorde con questo metodo che tuttavia non è così semplice ed immediato per un utente inesperto e con poca dimestichezza.

3-assistenza-adaway

Una segnalazione al Garante per pratiche commerciali scorrette comunque la farei ugualmente.