Archivio per Categoria Diario di bordo

DiDamiano Zito

Segnalibri del 8 gennaio 2011

Ecco i miei articoli preferiti di oggi:

  • L’Aquila come le Torri gemelle: dopo il terremoto ucciderà l’amianto – Photogallery | Diritto di critica – Aspetti che non vengono mai considerati: polveri nocive che finiscono nei nostri polmoni
  • La riforma incompiuta – Repubblica.it – L'analisi di Tito Boeri sul federalismo utilizzato dalla Lega Nord come arma di ricatto per partecipare alle celebrazioni dell'Unità d'Italia e come pretesto per andare al voto.
  • La Gelmini ne ha fatta un’altra s’è dimenticata – Per l'Unità d'Italia cosa ha fatto fino ad oggi il Ministro Gelmini? Niente o comunque poco. Sarà Influenzata da simpatie leghiste?<br />
    Il compito è stato lasciato a singole ed autonome iniziative delle scuole. 
  • Povera Patria – Il 2011 è l'anno del 150° anniversario dell'Unità d'Italia. Già dal 2007 sono iniziati i lavori di restauro per luoghi e monumenti simbolo del Risorgimento italiano. <br />
    L'inchiesta di Marco Lillo racconta gli sprechi e ritardi nell'esecuzione delle opere affidata alla Cricca.
  • Futuro zero – Un sondaggio commissionato dal segretario del Pd svela come il suo partito non sappia più parlare ai giovani e alla cosidetta "povera gente". <br />
    Uno scenario teorico che analizza i potenziali elettori dei maggiori partiti e che riflette una situazione quasi paradossale per Pdl e Pd. 
DiDamiano Zito

Segnalibri del 05 gennaio 2011

DiDamiano Zito

Premo invio e vado avanti

Tenere un blog aperto per parlare di attualità è faticoso. In fondo pochi noteranno che sto scrivendo poco e niente, ogni giorno ci scorrono così tante cose davanti ai nostri occhi che di alcune cose non ci rendiamo conto che non ci sono più.

Certo, pochi giorni fa sono stato in mezzo alla manifestazione degli aquilani, alla manifestazione contro la legge bavaglio. Ogni tanto comunico da questo umile spazio qualche considerazione personale, altre volte non comunico per niente, altre ancora scrivo senza pensare. Che pessimo scrittore.

Ora mi ritaglio un po’ di spazio anche in questo spazio, in fondo un blog è come un diario. E io il diario non ce l’ho mai avuto. O meglio, avevo i diari di Radio Dee Jay alle scuole medie. Poi il diario della Comix il primo anno di scuola superiore. Mentre i diari della scuola media, che da qualche parte ancora conservo, c’erano un mucchio di scemenze scritte, il diario della Comix è rimasto vuoto. Così come lo avevo comprato.

Però la mia attitudine per il web mi ha portato a scoprire quanto non avevo mai fatto prima. Scrivo. E chi lo avrebbe mai detto? Nessuno dei miei amici di infanzia scriveva su un diario personale. E a scuola eravamo tutti delle frane complete nei temi di italiano. Io alzavo un po’ la media dei voti, ma non per bravura nell’esposizione dei contenuti, ma perché non facevo errori di grammatica. E che errori, anzi orrori!

Se ora vi sembra di leggere un post senza senso, è normale. È solo che sto scrivendo mentre penso a come strutturare alcuni paragrafi della mia tesi per la laurea triennale. Non ve ne parlo perché per voi sarà di una noia assoluta. A me però piace.

Ecco con questo post voglio solo tenervi aggiornati. A voi e al blog. Quante volte mi sono detto: «oggi non ho aggiornato il blog». Poi però continuavo dicendo:«ma chi me lo fa fare?».

Appunto. Chi me lo fa fare? Se non lo avete capito è perché mi piace scrivere. Mi piace l’idea di avere uno spazio dove esprimermi ed esercitarmi, perché in fondo il blog è anche una palestra per la scrittura.

Poi ci sono dei riscontri quotidiani: ho conosciuto di persona alcuni miei lettori, e fa davvero piacere vederli materializzati.

È vero, costa fatica scrivere un post, essere aggiornati, installare i nuovi plugin o gli ultimi aggiornamenti a WordPress (senza che niente vada storto), però tutto questo mi piace.

E infine c’è chi mi sostiene moralmente (e di recente anche economicamente) per tenere aperto questo spazio. Mi sembra un buon motivo per andare avanti.

DiDamiano Zito

Viaggiare, lentamente

A Roma c’è traffico, non dico niente di nuovo. Uscire con la macchina significa imbottigliarsi in mezzo ad altre migliaia di macchine per percorrere pochi chilometri dentro la stessa città.

Un mesetto fa circa, mi trovavo su un autobus preso per andare a Termini da corso Vittorio Emanuele e l’autista lo sentivo parlare con un passeggero. Si lamentava del servizio Atac. «Ci pagano sempre meno. Un lavoraccio. Gli conviene qualche straniero che guida di più». Stanno cambiando le regole anche nel servizio bus e taxi: «Non hai visto che ci sono i cinesi a guidarli adesso?».

In venti minuti quell’autista ha detto così tante cose da poterci scrivere un libro. Anche sugli autobus turistici. «Quelli non vengono nemmeno revisionati qui». Per intenderci, si parlava di quelli alti ed aperti. Per circolare «pagano una “tassa” al comune di Roma» quindi «finché entrano soldi va tutto bene». In effetti su quegli autobus non credo ci sia un controllo biglietti fisso, tant’è che il prezzo – a sentir dire – varia a secondo di quanto sei bravo a trattare per salire. Ecco, il turista straniero paga certamente di più, se sei italiano tiri il prezzo.

Ma se a Roma, c’è il traffico – uno obietta – usi i mezzi pubblici, che in una grande città dovrebbero essere efficienti proprio per diminuirlo. Certo. Solo che ho l’impressione che – almeno a Roma – si tende a disincentivare l’uso dei mezzi pubblici. Basta fare un giro la mattina sugli autobus. La gente è nervosa perché arriva tardi in ufficio a causa dell’autobus. Urla, bestemmie e affanculi sono all’ordine del giorno. A volte aspetti che l’autobus passi tre volte prima di poter salire.

Ieri dovevo prendere il 719 da Piramide, appena uscito dalla metro, mi è passato davanti. Ho così fatto una corsa fino alla fermata successiva, sperando che il traffico che durante la settimana blocca piazzale ostiense, rallenti la corsa dell’autobus. Ma niente da fare, dopo aver rischiato l’infarto per la corsa fuori allenamento, mi sono fermato. La domenica Roma è deserta, poi con queste giornate in molti lasciano la città per andare sul litorale laziale. C’era da aspettare quello dopo, la cui partenza  – avevo visto sul sito – era prevista dopo 30 minuti.

Invece sono rimasto a via Galvani – perché ho corso fino a lì – per più di un’ora. Per la precisione ho atteso un’ora e venticinque minuti per poter prendere quel 719 alla dolce fragranza di “ascella numero 19”. In pratica sono saltate due corse.

E Serena mi aspettava.

Foto: Stefano Pizzetti

DiDamiano Zito

Avere a che fare con windows ha un prezzo

Comunicazione di servizio da un netbook con windows:

I contenuti per aggiornare il blog ci sono, ma in questi giorni ho avuto a che fare con il crudele mondo universitario. Date di esami che i accavallano e comunicazioni che non arrivano fanno salire una certa tensione. Comunque ho avuto il modo di riprendere qualche nozione di programmazione, passando da C a fino a software di sviluppo come Labview. Cose già fatte ma che spesso all’università, con i corsi sempre più ‘frettolosi’, vengono affrontate senza approfondire abbastanza la materia.

Parlarvi di cicli while e for non sarà certo il massimo, quindi non preoccupatevi, non ne parliamo, vi scrivo solo per tenervi al corre.

Mentre scrivo, sto avendo una ‘relazione’ con windows xp. Per me che sono un utente Ubuntu, è davvero complicato e difficile stare ore e ore a deframmentare un disco o a rimuovere fastidiosi trojan e malware che invadono il desktop di icone e link pornografiche.Ne approfitto per consigliarvi di usare Ubuntu, che è un sistema operativo davvero semplice, veoce, ma sopratutto gratuito.

Stay tuned!

DiDamiano Zito

Oggi è il mio compleanno!

Facciocompleanno

Il video che pubblico e che potete vedere è del 5 Novembre 1994…Era il mio settimo compleanno. Per chi non lo sapesse il mio primo nome, riscatto pagato 22 anni fa all’anagrafe, è Giuseppe, lo “confesso” anche nel video dove mi presento alla festicciola organizzata a casa mia con amici, amiche, cugini e cuginette d’infanzia.

Si può dire che oggi «faccio il compleanno»!